L'arco del desiderio
Dal nome alla luce

Nasce da un ascolto, questa nuova rubrica: su Youtube di una conferenza di Isabella Guanzini dedicata al "Desiderio di luce", un testo che riprendeva il mito platonico della caverna per interrogare la nostra condizione presente, e che a chi scrive è parso subito un modello prezioso: non un trattato sul desiderio, ma un attraversamento narrativo capace di tenere insieme il mito, la Scrittura, la filosofia e l'urgenza educativa senza mai spezzare il filo del racconto. Da quella lettura è nata l'idea di "L'arco del desiderio", un sussidio che intende prendere, di volta in volta, un oggetto particolare del nostro desiderare – non il desiderio in astratto, ma la casa, il volto, il silenzio, il perdono, e così via – per lasciarsene tendere come una corda che punta sempre a un bersaglio diverso. La luce da cui tutto è partito tornerà, ma solo alla fine di questo percorso, quando si tratterà di raccogliere in un solo chiarore tutti gli oggetti che avremo attraversato. Per ora cominciamo da più vicino: da una parola che ciascuno porta cucita addosso fin dal primo giorno di vita, e che tuttavia non smette mai di attendere che qualcuno, per contare davvero, la pronunci.
PRIMA PARTE: RICONOSCIMENTO
1. Il nome che ci chiama alla vita
2. Il volto che ci obbliga a rispondere
3. Lo sguardo che ci fa esistere
4. La voce che ci raccoglie
5. L'amore che sceglie
SECONDA PARTE: DIMORA
6. La casa che ci attende prima che meritiamo
7. L'appartenenza che si scelgono
8. Il mare che chiama al largo
TERZA PARTE: ORIZZONTE
9. Il silenzio che lascia parlare
10. La verità che non inganna
11. Il perdono che non è oblio
12. Il futuro che non si può anticipare
13. L'infinito che il desiderio non consuma
14. La luce che raccoglie ogni desiderio

