RACCONTARE LA SETE

    Otto movimenti intorno al desiderio

    Sussidio per educatori, animatori e giovani

    fontana

     

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    C'è una parola che non ha bisogno di traduzione. Che non richiede spiegazioni preliminari, definizioni filosofiche, apparati concettuali. Una parola che il corpo capisce prima della mente, che i bambini pronunciano con la stessa intensità dei mistici, che i poveri e i re hanno condiviso nei secoli senza saperlo: la parola sete.
    Tutti sanno cos'è la sete. È una delle poche esperienze davvero universali, capaci di attraversare epoche, culture, condizioni sociali e religiose senza perdere nulla della propria forza. E tuttavia – ed è questo il paradosso fecondo da cui nasce questo sussidio – la sete, proprio perché così comune, rischia di non essere mai davvero abitata. Si soddisfa, si rimuove, si dimentica. E con essa si dimenticano le domande più vere che porta con sé.
    Questo sussidio nasce da un'intuizione semplice e potente, che dobbiamo al cardinale portoghese José Tolentino Mendonça, poeta e teologo di straordinaria sensibilità, nel suo libro Elogio della sete (Vita e Pensiero, Milano 2018). Mendonça ha avuto il coraggio di prendere sul serio questa parola elementare – sete – e di attraversarla fino in fondo, scoprendo che in essa si nasconde niente meno che la mappa dell'anima umana: il desiderio, la mancanza, la ricerca, l'incontro, la grazia.
    Quello che qui proponiamo non è una parafrasi del suo libro né un suo riassunto. È piuttosto un cammino ispirato dalla medesima intuizione – la sete come categoria esistenziale e spirituale – che si arricchisce di molte altre voci: scrittori e poeti, filosofi e mistici, testimoni antichi e contemporanei, testi biblici esplorati nella loro profondità narrativa. Un cammino costruito specificamente per chi lavora con i giovani: educatori, animatori, catechisti, genitori, insegnanti.


    INTRODUZIONE
    Un patrimonio che tutti conoscono

    MOVIMENTO 1
    IL CORPO SA
    Quando la sete parla prima delle parole

    MOVIMENTO 2
    DARE UN NOME AL VUOTO
    La sete che non sa ancora il proprio nome

    MOVIMENTO 3
    CHI MI DARÀ DA BERE?
    Il grido della sete quando le forze vengono meno

    MOVIMENTO 4
    LE FERITE SONO POZZI
    Dove il dolore diventa fonte

    MOVIMENTO 5
    L'ALTRO MI DÀ SETE
    La sete come relazione e come rischio

    MOVIMENTO 6
    "HO SETE": DIO CHE CHIEDE
    Il capovolgimento: non solo noi abbiamo sete di Dio

    MOVIMENTO 7
    BERE E RIDARE SETE
    La gratitudine che genera missione

    MOVIMENTO 8
    BEATI GLI ASSETATI
    La sete come beatitudine e come speranza

    CONCLUSIONE
    Non smettete di avere sete

    NOTA BIBLIOGRAFICA ESSENZIALE

    APPENDICE
    La sete che uccide