Accrediti per una reciproca apertura di fiducia

    Sulla chiesa

    (accoglienza, dialogo, perdono, fonte, questione femminile)

    Patrizia Cazzaro



    Come possiamo comprendere il cambiamento che i giovani chiedono alla Chiesa non riguarda essenzialmente la struttura quanto il suo sistema. La parola “sistema” è volutamente usata per distinguere dalla “struttura”. Mentre la struttura fa riferimento ai vari elementi di una realtà organica considerati in rapporto di correlazione e d'interdipendenza funzionale, il termine sistema viene riferito ad un insieme di elementi collegati sì tra loro, ma anche con l’ambiente esterno, in modo da reagire o evolvere come un tutto secondo proprie regole di base. Mentre la prima nozione, da sempre riferita alla Chiesa, limita il suo essere a un insieme di cariche per delineare compiti e funzioni di ciascuno (in genere si specificano i vari gradi dell’ordine sacro e i laici) e sottolinea la caratteristica di forte solidità e staticità, l’uso della definizione “sistema” ci aiuta a riflettere su quello che dovrebbe essere il cammino odierno della Chiesa: non solo un insieme di cariche e funzioni, ma un insieme di soggetti in forte correlazione tra loro che, ciascuno per le sue funzioni e i suoi carismi, vivono in continua interazione con il mondo esterno, in modo da assumere la dimensione e la forma migliore a seconda del tempo, seguendo la chiamata dello Spirito che soffia «come vuole e dove vuole» (Gv. 3.8). Ci sembra che l’immagine dica quello che i giovani chiedono alla Chiesa esprimendone la fissità: non tanto un cambiamento proposto per rendere la Chiesa più moderna e al passo con i tempi, quanto una richiesta di corresponsabilità tra le parti, di spazio di responsabilità da allargare oltre la gerarchia ordinata, in altri termini spazi di parola e di correlazione con tutti e tra tutti. Questo chiama in causa la sinodalità e il ruolo di tutti, in particolare della donna, all’interno della Chiesa. 
    I giovani chiedono una partecipazione alle dinamiche di istituzionalizzazione della Chiesa e non vedono positivamente il modo in cui viene espresso il ruolo della donna, ancora poco valorizzata, benché molto presente nella Chiesa. A rendere la questione delicata è il risultato delle votazioni del Documento Finale del sinodo sui giovani: infatti i maggiori «non placet» sono riferiti ai punti che specificano una maggiore sinodalità e un maggior spazio alle donne nella Chiesa[1]. Il Sinodo sui giovani ha spalancato le porte a un modo di essere Chiesa, la dimensione sinodale, è stato il suo punto centrale, la vera novità, la dinamica inaspettata e ne ha prodotto le parti più provocatorie, che hanno «contribuito a “risvegliare” la sinodalità»[2].
    Le votazioni finali del sinodo sui giovani rivelano la non ancora convinta adesione alla sinodalità da parte di alcuni Padri sinodali e quindi le forti resistenze al cambiamento. Il clericalismo e il centralismo considerano la sinodalità come una perdita di potere, di autorità, ma impediscono il riconoscimento della fratellanza ecclesiale tra le diverse vocazioni, i diversi carismi e ministeri, alterano la comunione, impedendo anche un efficace annuncio evangelico alle donne, agli uomini, ai giovani di questo tempo e del prossimo futuro[3].
    Nella pratica sinodale la comunicazione e il dialogo dovrebbero essere continui, assidui, allargati a tutto il popolo di Dio, perché tutto ciò che si cerca è capire ciò che vuole lo Spirito Santo dalla Chiesa.
    La sinodalità coinvolge l’ascolto per evitare di rinchiudere l’interlocutore, soprattutto i giovani, in giudizi ed etichette precostituiti; l’ascolto che la sinodalità richiede non è solo «raccolta di informazione né una strategia per raccogliere informazioni, ma è un incontro di libertà che trasforma coloro che lo vivono»[4], un essere compagni di cammino e corresponsabili della missione, anziché un dare indicazioni dall’alto in modo unidirezionale. Chiede di aprire spazi di confronto e di protagonismo[5].
    Tutto ciò interpella la fiducia che si ripone nell’altro, come persona animata da capacità donate dallo Spirito in forza del battesimo sia in fase di progettazione, ascoltando il punto di vista dei giovani, sia nella missione[6].
    Inoltre la sinodalità missionaria richiede agli adulti di essere aperti al futuro di cui i giovani sono portatori, accogliendo i loro punti di vista sulla Chiesa e sul mondo, non assolutizzando la propria visione con la presunzione che sia la più saggia e la più libera dai condizionamenti[7].
    La sinodalità mette in evidenza anche la necessità di «vedere riconosciuto il ruolo della donna a tutti i livelli della organizzazione ecclesiale e, in modo particolare, nelle cariche di responsabilità»[8].
    Se apparentemente sembra essere una delle tante questioni scottanti nell’epoca odierna, la figura della donna, che è sempre stata determinante nella trasmissione della fede e in alcuni ambiti della vita ecclesiale, anche se molto nascosti e sempre silenziosi, sta allontanandosi in modo sempre più veloce e rilevante all’interno della Chiesa. Se alle defezioni del mondo giovanile si aggiungono quelle delle donne[9], la situazione all’interno della Chiesa non è certo confortante: è urgente, quindi, una chiara posizione della Chiesa che prenda in considerazione in modo più significativo il ruolo della donna[10].


    NOTE

    [1] Si tratta dei numeri 55 (Le donne nella Chiesa), 118-125 (la sinodalità come dinamismo costitutivo della Chiesa) e il numero 148 (le donne nella Chiesa sinodale). In questi punti su circa 250 aventi diritto al voto, hanno avuto una media di una trentina di «non placet».
    [2] Cf. DF 121.
    [3] Cf. V. R. Azcuy, La situazione di “tensione” della Chiesa odierna: quattro sfide fondamentali, «Concilium» 54 (4/2018), 58-71; Sala, Intono al fuoco vivo del sinodo, 327-333.
    [4] Bozzolo, Sinodalità missionaria, 23.
    [5] Cf. DF 116.
    [6] Cf. DF 70.
    [7] Cf. DF 66.
    [8] H. Legrand - M. Camdessus, Una Chiesa trasformata dal popolo, Paoline, Milano 2021, 87. «È interessante notare che durante lo sviluppo dell’Assemblea sinodale l’argomento “donna” è stato sempre più visto e posto dentro la sinodalità, mentre prima era visto più in forma tendenzialmente isolata e rivendicativa», Sala, Intono al fuoco vivo del sinodo, 11.
    [9] Cf. Matteo, La fuga delle quarantenni; Bignardi, Metamorfosi del credere, 137-142.
    [10] Cf. P. Cazzaro, Chiesa, ricalcola il percorso. In ascolto dei giovani per rinnovare la Chiesa, Cittadella editrice, Assisi 2024, 265-268.


    RUBRICA DI RIFERIMENTO:
    https://www.notedipastoralegiovanile.it/rubriche-on-line/ripartenze-per-un-dialogo-fiduciale-tra-giovani-e-chiesa