Il volto, il nome, il pastore, la luce 
    Le immagini di Dio come domanda dell'uomo e come risposta di Cristo 

    luce

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    C'è un momento, nell'adolescenza, in cui la parola «Dio» smette di essere un'abitudine di famiglia e diventa una domanda personale. Capita spesso davanti a un lutto, a un amore che nasce o che finisce, a una notte insonne in cui ci si accorge, forse per la prima volta, di essere soli con se stessi. In quel momento il ragazzo o la ragazza non chiede una definizione. Non domanda «che cos'è Dio», come si chiederebbe che cos'è un numero primo o una cellula. Domanda, piuttosto, senza saperlo dire con queste parole: che faccia ha, questo Dio? Ha un nome che posso pronunciare? È qualcuno su cui posso appoggiarmi, o è soltanto un'idea che gli adulti mi hanno consegnato? È una domanda che cerca una forma, prima ancora che un contenuto. Ed è precisamente a questa domanda che la Scrittura, fin dalle sue pagine più antiche, risponde non con un trattato ma con un intero repertorio di immagini: il volto, il nome, il braccio potente, la roccia, il pastore, il re, la luce.


    I. Soglia
    Perché Dio ha bisogno di immagini per farsi cercare

    II. Il corpo di Dio
    Volto, mano, viscere

    III. Il nome di Dio
    Essere chiamati per nome

    IV. I ruoli di Dio
    Pastore, re, guerriero, giudice, padre e madre

    V. Il cosmo di Dio
    Luce, roccia, fuoco, acqua, e la nube che sottrae

    VI. Il compimento
    Cristo, ricapitolazione delle immagini

    VII. Soglia d'uscita
    Quale immagine cerchi tu?

    Appendice pedagogica
    Per l'insegnante di religione nella scuola media