
Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, Patrona principale della Società di san Francesco di Sales, dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e di tutta la Famiglia Salesiana. Don Bosco disse ai suoi figli: «La Madonna vuole che la onoriamo sotto il titolo di Maria Ausiliatrice».
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Il titolo di Ausiliatrice, attribuito all’augusta Madre del Salvatore, non è cosa nuova. Negli stessi libri santi Maria è chiamata Regina che sta alla destra del suo Divin Figlio, vestita in oro e circondata di varietà. Questo manto indorato e circondato di varietà, secondo lo spirito della Chiesa, sono altrettante gemme e diamanti, ovvero titoli, con cui si vuole invocare Maria.
Quando pertanto chiamiamo la santa Vergine Aiuto dei Cristiani, non è altro che nominare un titolo speciale, che a Lei conviene, come diamante sopra i suoi abiti indorati. In questo senso Maria fu salutata Aiuto del genere umano fino dai primi tempi del mondo, quando, Adamo cadendo nella colpa, fu promesso un liberatore, che doveva nascere da una donna, la quale coll’immacolato suo piede avrebbe schiacciato il capo del serpente insidiatore.
Di fatto questa gran Donna è simboleggiata nell’albero della vita, che esisteva nel paradiso terrestre; nell’arca di Noè, che salva dall’universale diluvio gli adoratori del vero Dio; nella scala di Giacobbe, che si solleva fino al cielo; nel roveto di Mosè, che arde e non si consuma, e che allude a Maria vergine dopo il parto; nell’arca dell’alleanza; nella torre di Davide, che difende da ogni assalto; nella rosa di Gerico; nella fontana sigillata; nell’orto ben coltivato e custodito di Salomone; è figurata in un acquedotto di benedizione; nel vello di Gedeone. Altrove è chiamata stella di Giacobbe, bella come la luna, eletta come il sole, iride di pace, pupilla dell’occhio di Dio, aurora portatrice di consolazioni, Vergine e Madre e Genitrice del suo Signore.
Questi simboli ed espressioni, che la Chiesa applica a Maria, fanno manifesti i disegni provvidenziali di Dio, che voleva farcela conoscere prima della sua nascita, come la primogenita fra tutte le creature, la più eccellente protettrice, aiuto e sostegno, anzi riparatrice dei mali, cui soggiacque il genere umano.
Nel Nuovo Testamento non è solo con simboli e profezie invocata aiuto degli uomini in genere, ma aiuto, sostegno, e difesa dei Cristiani. Non più figure, non più espressioni simboliche; nel Vangelo tutto è realtà e avveramento del passato.
Maria è salutata dall’Arcangelo Gabriele che la chiama piena di grazia; Iddio guarda la grande umiltà di Maria e la solleva alla dignità di Madre del Verbo Eterno. Gesù, Dio immenso, diventa figlio di Maria. Da Lei nasce, è educato, assistito, e il Verbo Eterno fatto carne si sottomette in tutto all’ubbidienza dell’augusta sua Genitrice. A richiesta di Lei Gesù opera il primo dei suoi miracoli in Cana di Galilea; sul Calvario è costituita di fatto Madre comune dei Cristiani. Gli Apostoli se La fanno guida e maestra di virtù. Con Lei si raccolgono a pregare nel Cenacolo; con Lei attendono all’orazione, e infine ricevono lo Spirito Santo. Agli Apostoli dirige le sue ultime parole e se ne vola gloriosa al cielo.
Dall’altissimo suo seggio di gloria volge i suoi materni sguardi e va dicendo: Io abito il più alto trono di gloria per arricchire di benedizioni quelli che mi amano e per riempire i loro tesori di celesti favori. Per questo, dalla sua Assunzione al cielo cominciò il costante e non mai interrotto concorso dei Cristiani a Maria, né mai si udì, dice san Bernardo, che alcuno abbia con fiducia fatto ricorso a questa pietosissima Vergine, e non sia stato esaudito.
Di qui si ha la ragione per cui ogni secolo, ogni anno, ogni giorno e, possiamo dire, ogni momento è segnato nella storia da qualche gran favore concesso a chi con fede l’ha invocata.
Di qui pure la ragione per cui ogni regno, ogni città, ogni paese, ogni famiglia ha una chiesa, una cappella, un altare, una immagine, un dipinto o qualche segno che rammenta la venerazione universale prestata a Maria e nel tempo stesso ricorda alcune delle molte grazie concesse a chi fece a Lei ricorso nelle necessità della vita.
(da Donboscoland)

