I ragazzi

I ragazzi van stridendo con le moto lungo i viali
e s'infilano orecchini per sembrare un po' più uguali;
i ragazzi sprecan tempo a carezzare fantasie
sono grumi di violenza che rincorrono bugie;
i ragazzi sputan fango sopra i libri e la cultura,
fanno a gara con la voce per riuscire a far paura;
i ragazzi han come legge la morale del più forte,
non li sfiora la paura, neanche quella della morte;
i ragazzi sprecan tutto, dal denaro al loro seme,
son vigliacchi ed impotenti se non sono tutti insieme;
i ragazzi sono unti, veston come mentecatti
così possono far finta di sputare dentro ai piatti;
i ragazzi sanno spegnere ogni traccia di futuro,
hanno idoli di bava incrostati contro il muro,
si trascinano indolenti in giornate di cemento,
non li sfiora mai una lacrima, non li abita un lamento;
i ragazzi son borghesi travestiti da ribelli,
vanno a messa la domenica, ma si tingono i capelli,
oggi gridan nelle piazze, poi s'impiegan nelle banche
spazzan via l'ideologia oscillando con le anche;
i ragazzi non ringraziano, la Terra è lì per loro,
cantan forte le canzoni, ma soltanto dentro al coro,
non si fermano per strada a consolare chi sta male,
lancian sfide all'Universo con un ghigno criminale;
i ragazzi sono niente, forse non son neanche nati,
ne vediamo solamente i ritratti deformati;
i ragazzi non esistono, sono il frutto d'una truffa,
sono ombre imputridite, sono il lezzo d'una muffa;
i ragazzi sono orbite di occhi disseccati
per avere troppo urlato desideri inascoltati;
i ragazzi sono mani che cercando un'altra mano
son bruciate da un'assenza che le uccide piano piano;
i ragazzi chiedon solo una traccia, una carezza
un'occhiata anche distratta, un silenzio che si spezza;
i ragazzi ancora credono, incoscienti come i matti
ad adulti indaffarati che li scostano distratti;
i ragazzi si nascondono per vivere o morire
"Non ascoltano", si dice, sì, ma chi li sta a sentire?
I ragazzi si vergognano della verginità,
di non essersi venduti al mondo delle oscenità;
i ragazzi sono sguardo, i ragazzi sono pelle,
i ragazzi son domande che s'infrangon sulle stelle;
i ragazzi son silenzio, i ragazzi son dolore,
i ragazzi sono musica d'un petalo che muore;
i ragazzi sono carne, i ragazzi sono fiato,
per i vivi sono vita, per i morti son "peccato";
i ragazzi sono sogno, sono scaglie di poesia,
sole note non stonate in un mondo di pazzia.
Raffaele Mantegazza
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