A cura di Giuseppe Morante
(NPG 1999-03-57)
Per orientare all’operatività i significati dell’articolo che precede, relativi al tempo quaresimale della passione e in modo particolare alla celebrazione della settimana santa (tempo in cui il cristiano è chiamato ad irrobustire la propria volontà di bene attraverso l’esercizio delle scelte che dicono di no al male), suggeriamo quanto segue.
Nella riflessione catechistica
* Come è possibile, si domandano i cristiani davanti al mistero dell’amore tradito, che dal fallimento umano sorga una potenza che vince il male? Come è possibile pensare ad una vittoria davanti ad una evidente sconfitta? Come è possibile che dalla morte sgorghi la vita? La categoria umana, attraverso cui Gesù vuol comunicare il suo messaggio di amore, è quella dell’amicizia, che va vista nella linea della donazione: la ricerca dell’essere con l’altro (aspetto ancora egoistico) trova la sua purificazione nell’essere per l’altro (aspetto donativo). Solo nell’amore-donazione la persona trova autenticamente se stessa come apertura agli altri. L’amore è all’opposto della ricerca egoistica del valore, perché è nell’ordine del servizio e della realizzazione degli altri... Esempi: la mamma nei confronti del figlio ancora bambino (che ha bisogno di tutto); il volontario... che fa volontariato senza corrispettivo; il missionario che lascia tutto...
* La passione proclama che Gesù rivela e attua nella storia la presenza salvifica di Dio-amore; mediante il servizio e il dono di sé fino alla morte in croce e alla risurrezione. Così il cristiano vede la sua vita come impegno a morire continuamente per rinascere sempre di nuovo. Perciò, se la risurrezione, come vita nuova, è il modello per l’autenticità di ogni giudizio sulla storia, come ciascuno giudica la propria situazione attuale? Quale ruolo hanno nella propria vita di fede gli altri? Amicizia per Gesù significa che la pienezza della vita sta nel sapersi concepire unito sempre più strettamente agli altri. Ciascuno si realizza quanto più si apre all’essere delle altre persone, che non è che un riflesso dell’unico essere (in Dio).
* Dalla morte scaturisce la vita. Dal superamento dell’egoismo (come preoccupazione per la vita dei fratelli) sorgerà una vita nuova, riflesso di quella che Gesù ha portato. Risurrezione è il compimento definitivo in Cristo dell’amicizia-amore tra Dio e l’uomo. La riflessione sul significato di morte, come separazione definitiva dell’uomo da sé e dagli altri, si completa con la fede nella risurrezione come riconquista piena di sé e degli altri.
* Nuova creatura è perciò l’uomo che non conosce più morte (egoismo, odio...), anche se ogni giorno deve lottare contro di essa. Questo è l’uomo che vive amando gli altri. Ma l’amicizia di Gesù è «asimmetrica», cioè relazione di amore indipendentemente dalla risposta di amore ricambiato. L’amore ai nemici non è lo stesso che l’amore agli amici, ma è «agape» come radicale asimmetria; ti amo non perché mi sei amico ma perché io ti offro la mia relazione di amicizia nel momento stesso in cui tu mi neghi come amico. Questo, per chi ha fede, non è fallimento (come pensano i passanti davanti alla croce), ma principio di vita nuova.
Nella celebrazione liturgica
* La settimana santa mette davanti alla riflessione temi assai interessanti e sconvolgenti che vanno evidenziati nei vari momenti della celebrazione a cui i cristiani sono invitati vivamente a partecipare, perché i riti sappiano parlare alla vita. Il tema conduttore è la croce, da cui scaturiscono i valori che fanno vivere gli uomini. Alla vita di fede dei credenti, quindi, e alla croce di Cristo, in un continuo confronto, vanno rapportati i temi celebrati dalla liturgia: il tradimento dell’amicizia, il segno dell’amicizia al convito pasquale, il servizio della «lavanda», il dono totale di Cristo nell’ultima cena, la dispersione del gregge, il rinnegamento, la solitudine di Gesù nella veglia nell’orto degli ulivi, l’arresto, la fuga di tutti i discepoli, il duplice processo, l’urlo del «crucifige», il cireneo, la crocifissione, l’abbandono del Padre, il sepolcro sigillato.
* Perché i riti della settimana santa parlino concretamente ai fedeli, sarà necessario rendere significativamente visivo il simbolo della croce (come simbolo di riferimento e significato proclamato) in ogni rito della settimana e farne il motivo conduttore, che inizia con il primo racconto della passione nella domenica dell’ingresso trionfale a Gerusalemme, e termina nella notte dell’exultet.
Per la testimonianza nel quotidiano
* La liturgia fa rivivere il mistero dell’amore di Gesù che è «amore amicale» (come relazione di benevolenza totale per gli amici che ricambiano) e «amore agapico» (come relazione asimmetrica di amore non ripagato per coloro che lo rinnegano). Questi messaggi sapienziali proclamati dalla parola e celebrati nei riti della liturgia della seconda settimana di passione vanno anche attualizzati e testimoniati. Come?
* Amare vuol dire moltissime cose: dall’amore come ricerca, all’amore come donazione, con molte sfumature fra questi due estremi, e cioè con degli atteggiamenti di comprensione, di benevolenza, di compassione, di servizio, di donazione personale. Va esemplificato con il riferimento al concreto dell’ambiente il quando, il come, il con chi... ognuno di noi è chiamato a vivere questi atteggiamenti.
* La caratteristica dell’amore di Dio è l’agape: amore gratuito, ma non disinteressato, perché vuole il bene della persona amata. Quindi amore esigente, perché vuole raggiungere lo scopo. Il cristiano è colui che Dio ha reso capace di amare; ma è anche colui che deve sforzarsi di rendere operante questa sua nuova capacità di amare. Quali ne possono essere le occasioni che mi si offrono nei contesti della mia vita quotidiana?

