Giovanni Paolo II
(NPG 1999-03-38)
Il nostro tempo, così ricco di mezzi nei Paesi ad alto sviluppo tecnologico, si scopre drammaticamente povero di fini. L’uomo di oggi, privo di riferimenti oggettivi di valore e aggredito da un diffuso scetticismo sui fondamenti stessi del sapere e dell’etica, ripiega spesso su orizzonti ristretti e su approdi temporanei.
In questa temperie relativista, su una cultura che salta in modo assoluto il singolo e non lo dispone alla solidarietà, incombe il rischio che la libertà si trasformi in arbitrio dei più forti contro i più deboli, contraddicendo se stessa. Ciò intacca le relazioni personali, impoverisce e deforma la convivenza sociale, rende il sapere asservito al dominio del pensiero strumentale.
La pastorale universitaria, di cui la Cappellania è cuore pulsante, ha il compito di ridisegnare con tensione fiduciosa e paziente le coordinate entro le quali è possibile inscrivere il Vangelo, indicando senza incertezze al cuore dello smarrimento contemporaneo l’eclissi del senso di Dio. La creatura, infatti, come insegna il Concilio Vaticano II, «senza il Creatore svanisce» (Gaudium et spes, 36).
Senza un riferimento condiviso ai valori oggettivi anche la convergenza culturale sulla dignità della persona e sul valore della vita – pur così diffusa – rischia di rimanere irrilevante. La verità cristiana è attraente e persuasiva proprio quando sa imprimere forti orientamenti all’esistenza umana, annunciando in maniera convincente Cristo, che prende per mano il viandante incerto e dubbioso, per mostrargli la direzione e la meta. Dice Gesù: «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Gv 14,6).
La fede cristiana, dono gratuito di Dio, è pertanto scelta motivata e ragionevole: si confronta seriamente con le esigenze autentiche dell’animo umano; ama la riflessione attenta e non teme il vaglio severo di un approfondito esame critico.
Il mio pensiero si volge ora a tutte le Cappellanie operanti nelle Università europee, che per lunga tradizione offrono alle rispettive comunità universitarie momenti di riflessione religiosa e fermenti di animazione culturale cristiana. La vostra presenza, cari Cappellani ed operatori pastorali, è testimonianza viva di una tradizione sapiente che sa dare risposte concrete alle esigenze dell’ora presente. Vi esorto, pertanto, a proseguire il vostro impegno, intensificando la dedizione apostolica che vi caratterizza.
La Cappella universitaria è luogo dello spirito, dove sostano in preghiera e trovano alimento ed orientamento i credenti in Cristo, che vivono con modalità diverse l’esperienza dello studio accademico; è palestra di virtù cristiane, dove cresce e si sviluppa con coerenza la vita battesimale; è casa accogliente ed aperta per tutti coloro che, ascoltando il Maestro interiore, si fanno cercatori di verità e servono l’uomo nella dedizione diuturna a un sapere non pago di orizzonti angusti e pragmatici. Nel contesto della modernità declinante, essa non può non essere centro vivo e propulsivo di animazione cristiana della cultura, nel dialogo rispettoso e franco, nella proposta chiara e motivata (cf 1 Pt 3, 15), nella testimonianza che interroga e convince.
La Cappella universitaria si pone, dunque, come una struttura pastoralmente idonea per rispondere alla domanda di salvezza che pulsa nel cuore dell’uomo e si manifesta, sia pure in forme a volte contraddittorie, anche nel nostro tempo, in particolare nella vita dei giovani.
I nuovi profili della pastorale universitaria costituiscono la modalità specifica con cui la Chiesa intende inserirsi in maniera sempre più efficace, competente e rispettosa nei luoghi dove maturano le scelte di pensiero da cui dipenderanno molti comportamenti personali e sociali delle generazioni di domani.
L’opera di evangelizzazione delle Cappellanie universitarie vuole aiutare l’uomo di oggi – soprattutto le nuove generazioni – a smascherare il carattere illusorio di molti surrogati culturali, a superare la suggestione risorgente delle figure mute degli idoli, in un recupero di libertà interiore, che apre al servizio di Dio vivo e vero (cf 1 Ts 1, 9).
Posta in dialogo intenso con le diverse componenti dell’università ed esperta nella cura spirituale personalizzata, la Cappellania risponde così all’esigenza di animare, sia sul versante accademico che su quello delle comunità cristiane, l’impegno della ricerca di Dio e la testimonianza di fede.
(Giovanni Paolo II al Congresso Europeo dei Cappellani delle Università – 2 maggio 1998)

