Giovani e associazionismo
Cesare Martino
(NPG 1983-01-37)
Nel confuso panorama culturale nuovi temi di ricerca e riflessione per le associazioni e i gruppi ecclesiali.
Vi sono comportamenti e fenomeni relativi alle aggregazioni giovanili ecclesiali che caratterizzano certamente il sorgere di nuovi movimenti nello scenario dell'associazionismo ecclesiale attuale. Tuttavia molte di queste tendenze attraversano e condizionano lo stile e le istanze anche di un associazionismo più stabilizzato e collaudato.
Un elemento rilevante da registrare è intanto la svolta tematica che si è andata realizzando in questi anni.
I temi di spiritualità hanno superato i temi ecclesiologici e sociali, i momenti di comunicazione orante e liturgica si sono ricollocati come modalità centrale rispetto ad una riflessione filosofica e culturale, o anche politico sociale. Tutto questo può voler dire l'istanza di ripersonalizzazione del messaggio cristiano nel suo esprimersi come disciplina di vita dello spirito che sia caratterizzante rispetto ad una crescente secolarizzazione della vita quotidiana, nei gesti e nel linguaggio.
Vi è una ricerca di identità comportamentale che non può essere riassorbita nei modi comuni. Mentre l'azione politica, ad esempio, può essere una modalità comune e indifferenziata di rapporto con la realtà di soggetti umani con convinzioni e fedi diverse, i momenti della spiritualità cristiana restano una espressione particolare che garantisce una identità nella frantumazione del contesto esistenziale e sociale.
E con un alto valore simbolico di riconoscibilità della opzione cristiana. E tutto questo naturalmente va considerato per la sua forza e la sua debolezza da controllare educativamente, nel senso di orientare ad una fede matura che non si riduca ad una mera gestualità religiosa, fermo restando il valore centrale e risolutivo della proclamazione della Parola e della comunicazione sacramentale.
Va anche detto che questa ricerca di identità cristiana attraverso i modelli della spiritualità va a collocarsi nella disintegrazione di fatto dei grandi messaggi secolari di liberazione politica, di sistemazione ideologica, in una formula nella crisi culturale.
Anni addietro il messaggio cristiano si è dovuto misurare nelle comunità ecclesiali, nell'associazionismo con un insieme di sistematiche ideblogiche che davano un più nitido e valutabile giudizio sul destino degli uomini e della loro storia collettiva, costituendosi come progetto, nella vita quotidiana e nella organizzazione della vita sociale.
Oggi il panorama è più confuso. Le forme di vita si moltiplicano all'infinito, miti e modelli ideologici misurano gravi perturbazioni, l'istinto individualistico e del «vivere alla giornata» prevalgono su di una cultura progettuale e in certo qual modo escatologica. Un sentimento di deserto può stringere il cuore di coloro che sono militanti di una proclamazione di senso complessivo dell'esistenza. La ricerca di una spiritualità forte forse vuol dire l'esigenza di abitare più vicino alle fonti di un messaggio, sentire meglio le parole decisive di esso contro il frastuono. di una società dai messaggi confusi e dalle antropologie polverizzate.
Ma vi è anche da rilevare la passione per temi che nella loro apparente parzialità possono costituire il parametro di giudizio complessivo sulla vicenda storica attualmente vissuta. È importante questo, sempre se educativamente orientato, per ricostituire un rapporto razionale tra la spiritualità di giovani credenti e la durezza dei dati di una società «complessa». In sostanza la base di una più incisiva testimonianza etico-sociale che non sfugga ai dati reali della convivenza sociale.
Questi nuovi temi guida sono quelli della pace e del volontariato di carità, nel senso più elevato e solidaristico del concetto. Tutto questo può ricollocarsi nella riscoperta della dimensione universalistica della Chiesa, nella tradizione dei migliori movimenti di pietà di carità, di solidarietà concrete che si sono attivate complessivamente, al di là dei sussulti storici, nel rapporto tra comunità ecclesiale e realtà sociale. La recrudescenza della brutalità nel rapporto tra i popoli e il parziale disfacimento dei sistemi assistenziali, soffocati da un burocratismo violento, e delle relazioni interpersonali, hanno messo in evidenza in questi tempi la commovente puntualità di queste istanze.
Ma a questo punto si apre una riflessione educativa sul come coltivare richieste emergenti di una testimonianza significativa. Bisogna anche considerare il rischio che queste si disperdano in sottosistemi di gracili e provvisorie emozioni.
Sono invece da ricollocare più adeguatamente in una coscienza ecclesiale e sociale che soddisfi la qualità della domanda educativa sommersa, quella di riscoprire la propria esistenza significativa per sé e per gli altri anche in un progetto di verità che si misuri con la complessità e l'oscurità della società che stiamo vivendo.








































