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    Scuola senza pareti



    Maffeo Magnani

    (NPG 1978-01-81)

    Educare alla politica può apparire obiettivo sproporzionato, se rapportato alla fragilità del momento evolutivo vissuto dai preadolescenti. Ed in effetti sembra altrettanto importante adeguare l'obiettivo della maturità politica alle possibilità concrete dei ragazzi. Ma in questo compito è certo più comune la eccessiva prudenza, che non il rischio della anticipazione di talune esperienze.
    La scuola in particolare non può attendere, né delegare nessuno nel proprio compito di fare dei propri allievi delle persone socialmente mature, cittadini di domani aperti ad una visione globale e critica della realtà, sensibili quindi alla dimensione politica.
    L'esperienza che riferiamo ci pare significativa al riguardo. Non solo perché nasce sulla premessa che la nuova scuola media deve essere essenzialmente formativa e non nozionistica, ma perché riesce a proporre concretamente un modo nuovo di vivere il rapporto educativo e la vita scolastica. Ci pare questo infatti il modo più efficace di educare alla politica, perché coinvolge in una esperienza di vita che ha la possibilità di durare nel tempo, perché acquisita nella concretezza della quotidianità.
    L'esperienza è stata vissuta dalla terza media di un istituto privato ed è riferita dall'insegnante di lettere.

    1. Scopo della scuola dell'obbligo è quello di elevare il livello di educazione dei ragazzi, animandoli, stimolandoli, per quanto è possibile, a raggiungere la piena realizzazione della loro persona; non tanto quindi a dare nozioni, quanto a sensibilizzare ai valori dello spirito, capace di usare di tutte le facoltà di raziocinio, per inserirli vitalmente nella società. E saranno veramente maturi quando sapranno decidere da se stessi la propria condotta in forma rispondente ai loro bisogni, in accordo ai bisogni della comunità, armonizzandosi con essa senza essere sopraffatti e senza sopraffare, realizzando così il proprio adattamento all'ambiente.
    La scuola dell'obbligo quindi è una scuola essenzialmente formativa prescinde da finalità utilitaristiche professionali; non si preoccupa di preparare per la società degli individui colti, quanto degli uomini.
    2. La condizione pregiudiziale emerge anch'essa dal programma ministeriale: promuovere la maturazione personale del ragazzo per mezzo della attenta osservazione della realtà, in connessione con le vive esperienze dell'alunno.
    Dunque aggancio costante col reale, con la vita vissuta, con il contesto storico, la gente, la città, il quartiere (giornale in classe, uscite scolastiche...). Dunque scuola senza pareti, scuola aperta: non vi è sviluppo psicologico, culturale (quando non anche biofisico), non vi è educazione dove si prescinde dall'ambiente dove concretamente scorre la vita.
    3. Fattori indispensabili: formazione unitaria, azione congiunta quindi di insegnanti e genitori. La scuola non è altro che approfondimento delle sollecitudini educative della famiglia. Quindi in sintonia con la famiglia.
    Tenendo presente soprattutto il momento psicologico vissuto dai ragazzi. TERZA MEDIA: è il momento in cui il mondo è oggetto di esplorazione da parte del ragazzo: e non tanto il mondo fisico (1 media), il mondo del singolo (2 media), ma piuttosto il mondo sociale e politico, con tutte le sue tensioni e i suoi innumerevoli contrasti.
    4. Metodo didattico: induttivo, perché parte dagli interessi vivi dei ragazzi. Coniugare i verbi: osservare, sentire, riflettere.
    Osservare: la realtà, la gente, i fatti.
    Sentire: sensibilizzarli a questa realtà, innamorarli.
    Riflettere: attraverso ricerche, discussioni, dibattiti, interviste. Analizzare, ricercare le cause, i perché.
    Sollecitudine previa dell'insegnante sarà quella di ricercare costantemente degli stimoli, delle provocazioni dall'esterno. Egli non è tanto un forgiatore, quanto un animatore.
    Interdisciplinarietà: perché questo criterio lo si deve adottare per tutte le materie, in comune intesa con tutti i docenti, in mutua integrazione.
    È facile cogliere lo stretto collegamento fra contenuti (Italiano, Scienze, Religione), nel tempo (Storia), nello spazio (Geografia) e la loro espressione (Matematica, Ed. artistica, musicale, fisica, linguistica, tecnica).

    UN ESEMPIO DI RICERCA SCOLASTICA

    Centro di interesse: il lavoro
    Il lavoro è uno degli aspetti più importanti e complessi della realtà umana.

    Ci siamo proposti di coniugare quattro verbi:

    Osservare
    Inchieste: interviste alla gente con registratore ( = ai cancelli della FIAT, dalle casalinghe, al mercato, in cantiere, in parrocchia, ecc.). Le domande erano state formulate in classe dopo una serie di stimolazioni; eccone alcune:
    – Il lavoro è fatica?
    – Il lavoro è solo remunerazione?
    – È contento del lavoro che fa?
    – Se lo è scelto lei il lavoro che fa?
    È emersa una conclusione a sorpresa: non c'è quasi mai soddisfazione per il proprio lavoro.
    E accanto un altro dato: quasi tutti subiscono il proprio lavoro per l'impossibilità di trovarne un altro: manca cioè la possibilità di scelta conforme alle proprie attitudini (tanto consigliata dopo la terza media). E così spesso l'uomo che lavora non si sente uomo sul lavoro. Sono perciò seguiti dibattiti accesissimi sulla scelta professionale (ottima occasione per un confronto con esperti sul problema della scelta della scuola superiore), sul problema dell'assenteismo per l'insoddisfazione sul lavoro, sui problemi delle tensioni sociali, degli scioperi, delle violenze, dei sindacati, dei partiti.
    Tutti questi stimoli sono nati dalla ricerca sul reale.

    Sentire
    Incontrandosi con la gente la sensibilità e le domande andavano crescendo.
    E la spinta ad altre ricerche (su giornali, riviste, libri, ecc.) è stata enorme.

    Riflettere
    Tutto il risultato della ricerca è stato portato in classe dove è seguito un dibattito. Abbiamo invitato anche due sindacalisti e un imprenditore, che si sono prestati a dare risposte alle molte domande dei ragazzi. Abbiamo avuto una assemblea anche coi genitori, che coi ragazzi e i professori hanno avuto un confronto molto vivo sul medesimo argomento.
    Non sono mancate molte letture di prose e poesie sul tema del lavoro per coglierne tutti i profondi risvolti umani. Molto ricchi sono stati i risultati delle ricerche fatte sul lavoro nei diversi momenti storici e... soprattutto come il medesimo è visto nelle pagine della Bibbia (vi sono stati coinvolti genitori e parroci o preti amici).

    Esprimersi
    È con l'espressione che conseguono chiarezza i contenuti culturali offerti dalle singole discipline.
    Concretamente si è realizzata l'espressione attraverso composizioni scritte, dibattiti orali, collages, cartelloni e liturgia ( = al termine infatti è stata chiesta la celebrazione della Messa in classe, a tema, trasformatasi per l'occasione da cantiere in mostra del frutto delle loro fatiche... frutto della terra e del lavoro dell'uomo... concelebrata dagli insegnanti, straordinariamente partecipata perché autogestita con scelte di letture, composizione di preghiere, omelia partecipata, pane e vino e tovaglie portati da casa, frutti del lavoro, ecc...).
    I valori emergenti
    Cosa è stato tratto fuori dal ragazzo perché crescesse e si raggiungesse lo scopo che ci eravamo proposti?
    – Creatività: scelta del tema e delle domande e dei mezzi per condurre l'inchiesta (registratori, ecc...) e delle persone da accostare e delle, forme espressive.
    – Socialità: tutti sono stati coinvolti: il lavoro è stato condotto, dalla ricerca alla espressione, per gruppi guidati da un animatore: ognuno aveva un compito: i «collages» poi impegnarono tutti comunque nella ricerca del materiale, nel ritagliare, nel disporre, nel disegnare, nello scrivere. I contatti con la gente, l'allenamento al rispetto delle persone, la ricerca del modo corretto di accostare gli altri. La presa di coscienza degli «altri» ai quali si deve guardare con rispetto e simpatia. La messa in comune delle conclusioni affidata ai più timidi...
    – Concretezza: la ricerca sul reale predispone gradualmente l'inserimento futuro più cosciente in un mondo concreto e non «ideale».



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