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    «Dimensioni nuove» per la pastorale giovanile



    Carlo Fiore

    (NPG 1976-12-2)

    Una pastorale giovanile «fedele a Dio e fedele all'uomo». Una pastorale che punti all'integrazione tra fede e vita per evitare un gap in cui il messaggio cristiano naufragherebbe. Una pastorale che parta dalle situazioni di vita per giungere all'esperienza di fede. Una pastorale che assume il quotidiano come luogo teologico dell'autorivelazione di Dio. Una pastorale antropologica, giocata sulla corda dell'incarnazione più che del kerigma.
    Sono queste le nostre scelte. E il Documento base della catechesi (RdC) conferma questa nostra scelta. I testi sono noti, ma non sembra inutile rimeditarli, per la forza che se ne sprigiona.

    «Chiunque voglia fare all'uomo dì oggi un discorso su Dio deve muovere dai problemi umani e tenerli sempre presenti nell'esporre il messaggio. È questa, del resto, esigenza intrinseca per ogni discorso cristiano su Dio. Il Dio della rivelazione infatti è il "Dio con noi", il Dio che chiama, che salva e che dà senso alla nostra vita; e la sua parola è destinata a irrompere nella storia, per rivelare a ogni uomo la sua vera vocazione e dargli modo di realizzarla» (RdC 77).

    Il dover partire dai problemi umani, prendendo sul serio la loro normale dimensione profana, per poter fare all'uomo un discorso su Dio, non è un amo per agganciare l'ascoltatore, per suscitare il suo interesse e ascolto, è invece una «esigenza intrinseca di ogni discorso cristiano su Dio». Intrinseca, legata cioè alla natura stessa del discorso. Senza cui il discorso vaga nelle regioni fumose dell'astrazione. «Il Dio della rivelazione è infatti il Dio-con-noi», la sua parola irrompe nella storia. La Parola di Dio non può rivolgersi all'uomo senza farsi insieme parola sull'uomo e parola dell'uomo. Parola sulla storia.
    «La Chiesa deve sempre raccogliere gli appelli che la storia rivolge alla coscienza cristiana – prosegue il documento citato – perché si compia interamente il disegno divino di ricapitolare ogni cosa in Cristo Gesù... Così i temi della pace, della libertà, della giustizia sociale, dell'impegno culturale e politico, della collaborazione internazionale in particolare verso i popoli in via di sviluppo, devono entrare nella catechesi della Chiesa, senza temere di presentare il messaggio della fede, ove è necessario, nel suo significato di fecondo scandalo e di rottura. Si tratta di un vasto impegno di coerenza al Vangelo, dalla cui attuazione dipende la sorte stessa del cristianesimo, particolarmente presso le generazioni dei giovani» (RdC 96,97).
    «Per alimentare una mentalità di fede, che consenta di vivere da figli di Dio, la catechesi deve raggiungere gli uomini nel luogo e nel tempo in cui essi operano, vale a dire nella situazione di vita che è loro propria.
    Anche nel nostro paese influiscono fortemente le profonde e rapide trasformazioni che caratterizzano l'epoca in cui viviamo. Esse costituiscono un fenomeno che si manifesta in tutti gli aspetti della vita: economico, sociale, politico, morale e religioso, determinando una nuova mentalità e una nuova concezione dell'uomo, del suo posto e compito nel mondo.
    Sono pertanto da studiare fenomeni come la rivoluzione scientifica e tecnologica, il processo di secolarizzazione, la diffusione del benessere e della civiltà dei consumi, gli squilibrii sociali ed economici, il nuovo volto della famiglia nella società, la diffusione della cultura, la trasmissione di idee e valori attraverso gli strumenti di comunicazione sociale, il pluralismo culturale e religioso, la urbanizzazione, la democratizzazione della società, la nuova coscienza della dignità e responsabilità personale dell'uomo (RdC 128).

    UNA RIVISTA CHE PRENDE SUL SERIO QUESTO IMPEGNO

    Sono anni che, ispirandosi a queste linee orientative, Dimensioni Nuove porta avanti questo discorso, affrontando i nodi cruciali della vita nazionale e internazionale, della cultura del nostro tempo, del costume nel suo evolversi, dei mezzi di comunicazione sociale. È una rivista per una pastorale veramente antropologica, che parte dal quotidiano della storia presentato in stile giovanile ed agile. Fin dall'inizio, numerosi educatori l'hanno interpretata in questa chiave e ne hanno valorizzato i contenuti proprio in vista di una più autentica e incarnata integrazione tra fede e vita. Chiaramente cristiana nella sua ispirazione senza essere settaria, Dimensioni Nuove – che è giunta ormai al suo sedicesimo anno di vita, indice di una vitalità robusta – si è posto come il luogo di incontro, di espressione e di confronto tra i giovani di diversi orientamenti e tendenze. Vuol essere una rivista di «dialogo» e per questo dà una importanza, e conseguentemente uno spazio anche grafico, agli interventi e alle testimonianze dei giovani, che spesso sollecita a dibattiti rivelatori della mentalità giovanile. Giovani credenti e non credenti, marxisti e non marxisti, possono liberamente esprimersi nell'autenticità delle loro prese di posizione. Spesso ci è stata rivolta la domanda: ma le lettere dei giovani sono veramente genuine o non sono piuttosto un genere letterario gestito dalla redazione? Il fatto che ne possiamo garantire la autenticità, sta a dimostrare l'interesse dei giovani per questo dialogo e questo raffronto.

    PER LA SCUOLA E LA VITA DI GRUPPO

    Rapidamente Dimensioni Nuove è entrata nella scuola media superiore come sussidio, e spesso come «rivista di testo» degli insegnanti, alle prese con esigenze giovanili sempre più ardue da soddisfare. I giovani oggi tendono a rifuggire dalle trattazioni sistematiche e organiche, e diventa sempre più difficile «seguire il testo». Si lasciano invece agganciare dai problemi che l'attualità getta giorno per giorno sul tappeto, e che spesso sono i grandi problemi che appassionano e dividono l'opinione pubblica del paese. Affrontandoli, la rivista pone in mano agli insegnanti di religione e agli operatori pastorali uno strumento di particolare interesse e mordente, come stanno a testimoniare le iniziative che sono sorte in questi ultimi anni.
    Iniziammo tre anni fa, redigendo una «guida» che fu inviata gratuitamente, a titolo di sperimentazione, a quanti ne fecero richiesta. Seguì lo scorso anno, per suggerimento degli stessi insegnanti e operatori pastorali, l'istituzione di un abbonamento sperimentale di sei numeri – ottobre-marzo – per saggiare le possibilità di utilizzazione su larga scala della rivista nel mondo della scuola e dei gruppi.
    Tale iniziativa, sempre seguita dalla «guida», è stata allargata quest'anno, 1976-77, con l'estensione dell'abbonamento scolastico a otto mesi invece di sei, da ottobre a maggio. Anche la «guida» ha cambiato formula, presentandosi oggi sotto forma di «schede» che aiutano a utilizzare meglio e più rapidamente il materiale di maggiore interesse per la problematica religiosa che intanto veniva potenziata.
    Quest'anno perciò accanto all'abbonamento normale, che va da gennaio a dicembre e conta undici numeri, al prezzo di L. 4.000, è stato lanciato l'abbonamento scolastico di otto numeri, da ottobre 1976 a maggio 1977, al prezzo di L. 3.000. Si tratta di un abbonamento non individuale ma collettivo, con un minimo di cinque copie che saranno spedite all'indirizzo unico del committente. La «guida», spedita a parte, segue gli otto numeri, anch'essa, per la limitata tiratura, viene venduta al prezzo di L. 3.000.

    Editrice Elle Di Ci - 10096 Leumann (Torino) ccp. 2/45210.



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