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    Proposta per un progetto educativo nella scuola media



    Scuola media «s. Ambrogio» – Milano

    (NPG 1975-09/10-46)

    METE EDUCATIVE

    Mete educative generali

    – Sviluppo della libertà affettivo-operativa della personalità in rapporto all'età e alle esigenze individuali.
    – La socializzazione psicologica, culturale, professionale.
    – Autonomia morale sorretta da un quadro di valori e atteggiamenti ispirati a scelta motivata.

    Mete educative particolari

    – Rete di relazioni «personalizzanti» con tutti gli operatori-insegnanti.
    – Largo spazio per la libertà d'iniziativa, uso della coscienza e del pensiero personale.
    – Originali esperienze giovanili spontanee, sociali, culturali, ricreative e formative.
    – Azione di sostegno e ricupero didattico.

    Orientamenti di metodo

    – Una scuola non più scuola, ma «area di lavoro», «luogo» di incontro.
    – Collaborazione e coinvolgimento dei ragazzi = corresponsabilità. L'alunno è «perno dinamico», protagonista della sua storia. Tutto «per lui e con lui».
    – Libera struttura dei rapporti interni tra insegnanti e nuclei familiari.
    – Aperture e partecipazioni per attuare la socializzazione e ridurre l'emarginazione.

    Per un rinnovamento della scuola

    Dato di fatto:
    – L'incremento demografico e la conseguente dilatazione scolastica (scuola di massa);
    – La diffusione dell'informazione che esige una società diversamente istruita.
    – Coscienza di un diritto a crescere.
    Esige una «nuova» risposta di scuola: una scuola-altra.
    Questo comporta un atteggiamento critico
    – a livello didattico-educativo (classe, lezione, libro di testo, valutazione);
    – a livello gestionale.

    A livello didattico-educativo

    La classe

    Alla classe si contrappone, come formula alternativa, il gruppo di apprendimento non legato ai livelli di età, ma ai livelli di apprendimento.
    Alle strutture flessibili del gruppo di apprendimento devono corrispondere quelle del gruppo di insegnamento, cioè del gruppo di insegnanti e di competenti in particolari settori che operano in stretta collaborazione tra loro e con i gruppi degli allievi, costituiti nei modi e nei tempi che le circostanze richiedono.

    La lezione

    L'alternativa alla lezione si trova nella ricerca, intesa come metodo di apprendimento e di educazione, con cui si sviluppano le capacità personali e si creano le occasioni per il lavoro di gruppo. Al di là di ogni tecnica la ricerca consiste innanzitutto in un diverso rapporto che l'insegnante stabilisce con gli allievi.

    Il libro di testo

    Proposte:
    – Si opera una scelta di argomenti per interessi, perché si ritiene necessario che il libro sopravviva.
    – Altri, partendo da una prospettiva di scuola a «laboratorio», propongono, oltre le discoteche, le cineteche, ecc... biblioteche fornite di testi curati da appositi Centri di ricerca «con équipes interdisciplinari».
    – Sostituzione del libro di testo con schede costruite dagli allievi, relative non alle tradizionali discipline, ma alle «cose e alle «situazioni», che sono familiari agli allievi e che essi riconoscono come proprie.

    La valutazione

    La valutazione è «la capacità diagnostica dell'Insegnante su ciò che gli allievi compiono e sui processi di formazione personale». Si raggiunge con:
    – L'autovalutazione. Essa è valida soprattutto se rapportata all'uso delle tecniche dell'istruzione programmata, che consentono all'allievo il controllo del suo processo di apprendimento e l'autocorrezione.
    – E così la valutazione collettiva vale come momento conclusivo del lavoro di gruppo, della ricerca. Consiste nell'individuazione comune, tra insegnante e gruppo, degli strumenti valutativi più idonei, che rappresentino il controllo di tutte le componenti della scuola e dei momenti educativi.

    A livello gestionale

    1. Un livello assembleare, a cui partecipano insegnanti, allievi, genitori, esperti. Qui si dibattono i problemi più generali per la conduzione della scuola e per l'elaborazione dei programmi, a partire dai modi di vivere e dalle condizioni di lavoro della nostra società.
    2. Un livello esecutivo, in cui vengono prese le decisioni didattico-operative sulla base delle indicazioni emerse dai lavori assembleari. Vi partecipano gli insegnanti (in un ambito di consigli di classe o di gruppo), i rappresentanti degli allievi, dei genitori e degli altri gruppi partecipanti all'assemblea.

    PRIMA MEDIA

    Situazione

    In cui vive o si appresta a vivere un ragazzo di prima media:
    – inizio dell'acquisizione dell'indipendenza personale;
    – sviluppo dell'intelligenza con il graduale passaggio ad una intelligenza oggettiva e sistematica, superamento del predominio della fantasia;
    – primo risveglio dei sensi con l'esigenza di una adeguata valutazione della personalità.

    Formazione sociale

    Procurare una adeguata ambientazione:
    – inserire l'allievo nel nuovo ambiente e nei gruppi all'interno della scuola. Rapporto e conoscenza amichevoli con gli Insegnanti e compagni: ubbidienza e corresponsabilità;
    – igiene personale e ambiente, cortesia di modi.

    Formazione culturale

    – iniziazione al primo «preciso» uso degli strumenti: giornali, visite, gite, cinema, televisione, collezioni...;
    – educazione al gioco e alle attività del tempo libero;
    – educazione allo studio e al lavoro. Il metodo di studio personale a casa; verso «un orario» personale.

    Formazione religiosa

    – prima presentazione sistematica di una sintesi storico-dottrinale del quadro complessivo della storia della Salvezza;
    – prima delineazione della mentalità di fede;
    – introduzione all'arte di pregare: un dialogo con Gesù, il Signore che salva.

    SECONDA MEDIA

    Situazione

    In cui vive o si appresta a vivere un ragazzo di seconda media:
    – la prepubertà e Io sviluppo fisico, curiosità ed esplorazione di sé e del mondo;
    – lento passaggio dal pensiero concreto al pensiero formale e al ragionamento ipotetico-deduttivo;
    – capacità crescente di oggettività;
    – si afferma il principio di causalità oltre che di successione;
    – instabilità e discontinuità;
    – bisogno di sicurezza, di esperienza.

    Formazione sociale

    – prima formulazione di un io ideale;
    – verso un «Codice» di gruppo e personale, disciplina di vita e di orario. Correggere le tendenze egoistiche, di aggressività e di isolamento;
    – assunzione di misurate responsabilità.

    Formazione morale-religiosa

    – avvio ad una maturazione mediante conquiste, sempre più frequenti, motivate dalla carità soprannaturale, dalla acquisizione di un «io» attivo e dominatore;
    – incontro con Gesù-segno-sacramento di salvezza per l'uomo. La preghiera come dialogo-risposta;
    – formazione di una coscienza retta e sensibile.

    TERZA MEDIA

    Situazione

    Il ragazzo si avvia a vivere una nuova situazione di sé:
    – abilità crescente a cogliere il divenire storico; ad occuparsi di idee senza una immediata implicazione personale, a comunicare intellettualmente con altre persone;
    – bisogni: di indipendenza emozionale, di partecipazione, di approvazioni e conformità (modi di vestirsi, di parlare); di sapere il perché di tutto.

    Formazione sociale

    – sviluppo del senso d'amicizia, rispetto dei diritti altrui;
    – senso di collaborazione, lavoro attivo di gruppo, lealtà e sincerità dei rapporti;
    – sensibilità verso il problema dei popoli sottosviluppati.

    Formazione vocazionale

    – necessità di un primo orientamento per la scelta del tipo di scuola;
    – interventi dell'équipe educativo-vocazionale per giudicare sulla prima maturità di scelta vocazionale;
    – studio delle attitudini, interessi, capacità mentale generale, adattamento personale e sociale, rendimento scolastico nelle diverse materie;
    – il ragazzo sarà stimolato a valutare sé e le sue possibilità, ad accettare le responsabilità di questa scelta.

    Formazione morale-religiosa

    – presentazione di una sintesi vitale e di una morale corrispondente al problema di una libertà personale, di una scelta da farsi verso Dio, il mondo, gli altri;
    – maggiore consapevolezza dell'appartenenza alla Chiesa-gruppo, partecipazione comunitaria al sacrificio del Signore-Risorto nella Messa.



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