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    Questo concreto adolescente



    ACI-giovani di Brescia

    (NPG 1977-07-33)


    PREMESSA

    Le note che seguono rappresentano un tentativo di offrire:
    – la fotografia del mondo nel quale i ragazzi compresi fra i 15 e 17 anni vivono, con particolare attenzione agli atteggiamenti che i vari ambienti suscitano in loro;
    – l'analisi delle caratteristiche psicologiche che emergono nell'adolescente comparate agli atteggiamenti che si manifestano a livello sociale (analisi psico-sociale).
    Queste note, elaborate da persone concretamente impegnate con gruppi di adolescenti, non hanno la pretesa di esaurire i problemi e le analisi connesse al mondo adolescenziale, oltretutto estremamente fluido e sempre più esteso nel tempo. Desiderano solo offrire un quadro generale con il quale ci si può confrontare quando si fa educazione, tenendo conto che ogni educatore è chiamato a calare l'analisi nell'ambiente nel quale opera e ad arricchirla con tutti i contributi che desume dall'esperienza e dalla propria carica inventiva.

    IL MONDO NUOVO CHE L'ADOLESCENTE AFFRONTA LA SCUOLA MEDIA SUPERIORE

    Il passaggio dalla scuola media inferiore alla scuola media superiore pone l'adolescente in una situazione totalmente nuova e spesso di disorientamento. Ci sembra di notare che:
    – entra in contatto con varie concezioni di uomo e di società (ideologizzazione) che mettono in discussione valori fino allora accettati;
    – avverte come tali concezioni siano chiare solo nella mente di pochi leader, mentre il resto della popolazione scolastica si lascia vivere come massa disimpegnata (es.: coscienza o meno dello sciopero; partecipazione o passività o meno dello sciopero; partecipazione o passività alle assemblee; linguaggio incomprensibile di certi volantini...);
    – comincia a sentire la gravosa dipendenza economica dalla famiglia. Gli spostamenti e l'apertura a nuovi rapporti richiedono maggiore disponibilità di denaro, ma soprattutto dipendenza economica diventa dipendenza anche dai progetti che la famiglia formula sul suo futuro professionale e non (tipici discorsi: Con tutti i sacrifici che facciamo per mandarti a scuola... devi studiare, devi comportarti bene, devi farti una posizione sicura e decorosa...);
    – avverte che la scuola scelta non lo soddisfa per i contenuti, per l'organizzazione, per i precari sbocchi professionali;
    – entra in una classe che raggruppa persone di diversa provenienza e in un ambiente saturo di studenti dove difficilmente sono possibili, e tanto meno favoriti, rapporti interpersonali.

    L'AMBIENTE DI LAVORO

    L'adolescente che entra nell'ambiente di lavoro si trova automaticamente trapiantato in un mondo dominato dalla presenza numerica, dalla mentalità, da una organizzazione di adulti. I problemi pertanto si aggravano.
    A questo si aggiunga:
    – lo stato di dipendenza degli apprendisti nei confronti dei lavoratori più anziani, gelosi dei segreti del mestiere e portati a relegare i giovani ai lavori ripetitivi;
    – la legge del profitto e del guadagno che porta a valorizzare una persona sulla base di quanto produce più che di quanto è;
    – un ritmo di vita organizzato intorno a un impegno e una fatica continuata che difficilmente permettono al lavoratore di sentirsi protagonista di quanto fa. Il limitato tempo libero diventa svago, sfogo delle tensioni accumulate, in attività che non devono impegnare (bar). Difficilmente è uno spazio nel quale si sceglie di crescere e di maturare come persona;
    – la mentalità pratica e la visione quotidiana dei problemi, tipica della esperienza del lavoratore, si contrappone, talora drasticamente, alla mentalità intellettuale del mondo studentesco. Da qui forme di emarginazione o di autoemarginazione.

    LA FAMIGLIA

    L'adolescente vive il tipico periodo della «desatellizzazione» dalla famiglia, cerca cioè di uscire dalla sua influenza predominante fino a questo momento. In generale si può osservare che:
    – si va acutizzando la diversità di mentalità fra genitori e adolescente, perché egli entra in contatto con valori, comunicati a lui dalla più vasta realtà sociale con la quale si incontra, spesso contrari a quelli della famiglia;
    – l'adolescente sperimenta la propria maturità intellettuale mettendo in discussione ogni piccola cosa, a volte servendosi della polemica a tutti i costi per dimostrare a se stesso che ha gli strumenti razionali per poter sostenere qualsiasi discorso;
    – il modello familiare non basta più: in relazione allo sviluppo sessuale-affettivo si cercano altri modelli (il professore, l'amico più grande, il divo, il leader politico...).

    IL GRUPPO

    Quanto più acuto si fa il processo di desatellizzazione dalla famiglia, già discusso sopra, tanto più nasce l'esigenza di cercare il gruppo di amici.
    Il gruppo si qualifica come esperienza estremamente ricca di sfumature. L'adolescente trova in esso la risposta ai suoi bisogni di sicurezza, di comunicazione e di confronto con i coetanei, anche se spesso rincorre una forma di amicizia ideale che lo rende sempre insoddisfatto del rapporto che man mano costruisce con essi. Se l'esperienza di gruppo è ben condotta, l'adolescente matura capacità di ascolto e di accoglienza degli altri.
    Al contrario, il gruppo può favorire atteggiamenti di conformismo (tutti parlano, vestono, si comportano nello stesso modo) o di chiusura, diventando totalizzante. In altri termini: il gruppo non è più spazio di confronto per maturare un atteggiamento positivo in famiglia, nella scuola, al lavoro..., ma una isola felice fuori dalla realtà. Crollando il gruppo, crolla anche il desiderio di camminare.

    LA PARROCCHIA

    La panoramica fin qui delineata, seppur sommariamente, rivela come difficilmente i vari ambienti accolgano l'adolescente. La parrocchia rimane allora una delle poche «strutture» che si interessa di loro con preoccupazioni educative.
    – Nei casi migliori favorisce esperienze di gruppo; più frequentemente si registra un impiego precoce degli adolescenti nella catechesi (es.: assistenti al catechismo), togliendo loro lo spazio per confrontarsi sui problemi dell'età: ancora estremamente confusi in se stessi, già devono assumere atteggiamenti educativi
    – L'adolescente vive il tipico momento della crisi di fede e di pratica religiosa e spesso la parrocchia non offre una comunità di adulti che testimoniano in forma coerente, attiva e matura il loro credo religioso. Il messaggio evangelco
    viene così accolto come un'idea più che come un'esperienza, oppure suscita apatia e talora opposizione scoperta.
    – A questo si aggiunga che l'adolescente non ha uno spazio concreto di azione, non ha l'opportunità di sentirsi protagonista e responsabile di qualche problema concreto, sicché vive anche a livello parrocchiale la situazione di disagio e di emarginazione che già lo qualifica nella società più ampia.

    LA REALTÀ SOCIALE E CIVILE

    La realtà sociale e civile, che registra in questi anni rapidissimi cambiamenti, riversa soprattutto sull'adolescente i suoi cambiamenti, trovandolo particolarmente vulnerabile per il particolare momento evolutivo che vive e perché non ha un ruolo preciso nella società stessa. La struttura sociale del resto sfrutta abilmente tale vulnerabilità e crea, organizza, gestisce i bisogni dell'adolescente all'insegna del consumismo.
    Tipici al riguardo:
    – l'industria della moda (jeans, occhiali, stivali, vestiti, manifesti, negozi efficientissimi...) che sforna un modello standard di adolescente e fa sentire disadattato o emarginato chi non si adegua;
    – la pornografia, soprattutto attraverso giornali e fumetti di facile acquisto; per i film la censura (o autocensura) è inconsistente di fronte all'avidità di guadagno. Il fenomeno comporta principalmente una visione distorta dell'amore, del sesso e del corpo; fa nascere nell'adolescente il desiderio di sperimentare lo «strano» e il «diverso» a tutti i costi, facendogli disperdere enormi energie, soprattutto non stimolandolo a cercare un senso della vita al di là dell'esperienza quotidiana, immediata, tangibile;
    – la droga che circola con facilità nei ritovi in cui si passa il tempo libero (discoteca in particolare) e perfino a scuola. Trova gli adolescenti particolarmente pronti a sperimentare emozioni misteriose e risponde con l'evasione nel paradiso artificiale alla solitudine, alla insoddisfazione per quanto fa, al disimpegno che coglie nella realtà sociale spesso contraddittoria.
    La realtà sociale e civile gestisce il tempo libero dell'adolescente anche in forme organizzate:
    – gruppi sportivi che lo impegnano a lungo e con sistematicità, spesso sfruttandolo, difficilmente con preoccupazioni educative;
    – gruppi delinquenziali sempre più frequenti che riflettono il clima e la mentalità dí violenza tipica della società più vasta e diventano un modo per far sentire che si è presenti come «banda»: a volte si vuole distruggere l'assetto sociale che non soddisfa, ricuperare denaro da usare nelle forme più diverse;
    – gruppi totalizzanti: a livello politico si registra un precoce ingaggiamento nelle federazioni giovanili dei partiti, giocando sul fascino che l'ideologia esercita sull'adolescente; a livello religioso (gruppi intimisti...) talora si risponde al bisogno di sicurezza dell'adolescente con una esperienza religiosa estranea ai problemi della realtà; a livello culturale i movimenti d'opinione con particolare riguardo al femminismo.

    ANALISI PSICOLOGICA-SOCIOLOGICA COMPARATE

    L'analisi che segue non pretende di presentare tutte le caratteristiche a livello psicologico e sociologico che sicuramente l'animatore può trovare nell'adolescente del suo gruppo. Piuttosto vuole delineare alcuni aspetti che si possono riscontrare negli adolescenti con i quali lavoriamo senza pretendere di classificare nessuno. Addirittura può darsi che nell'esperienza si manifestino situazioni che sfuggono all'analisi. Al massimo questa che segue serve per dare l'idea della complessità dei fenomeni che l'adolescente vive al fine di essere più attenti a lui, non di imprigionarlo in schemi rigidi.

    LO SVILUPPO FISICO

    L'adolescente porta a compimento la maturazione iniziata nella pubertà con una brusca impennata, perché l'accrescimento completo avviene nel giro di pochi anni (sviluppo dell'apparato scheletrico, della muscolatura, del sistema nervoso e ghiandolare).
    Relativi allo sviluppo fisico si possono notare alcuni atteggiamenti psicologici:
    – spesso una non accettazione del corpo (troppo grasso e goffo, oppure alto e snello) con problemi di linea per le ragazze in particolare e in genere isolamento e solitudine perché l'adolescente non si piace e quindi pensa di non piacere odi altri;
    – uno squilibrio notevole tra la maturazione raggiunta da un punto di vista fisico e il comportamento spesso infantile, soprattutto perché lo sviluppo sessuale-affettivo è ancora incompleto.

    A livello sociologico ci sembra di rilevare che:
    – la non accettazione positiva del corpo è spesso condizionata da una mentalità che stabilisce uno stretto legame tra corpo e peccato. Da qui: le «brutte cose» di cui non si può parlare e da non farsi; la diversa educazione del ragazzo e della ragazza; preoccupazioni esclusivamente moralistiche nei confronti della masturbazione;
    – alcuni modelli consumistici dominanti (la donna bella e in linea; il maschio prestante e conquistatore; una moda su misura solo per le persone snelle...) concorrono a creare una maggiore frustrazione più che a far accettare serenamente il proprio corpo;
    – infine, parecchi movimenti di liberazione intendono opporsi a tradizionali visioni del corpo, della donna, del sesso in genere incorrendo talora nell'equivoco di ridurre la sessualità alla genitalità (atto della procreazione), senza prestare attenzione alla maturazione globale della persona. Da qui il senso della padronanza del proprio corpo fino all'aborto; il femminismo che rivendica una liberazione della donna con aspetti spesso contraddittori; le stesse manifestazioni di massa come espressione della libertà e spazialità del corpo, la moda unisex, la pornografia...

    LO SVILUPPO SESSUALE-AFFETTIVO

    Anche da questo punto di vista l'adolescente è in una fase di maturazione complessa e progressiva. Si registra la comparsa dei caratteri sessuali primari (organi genitali) e secondari (il seno, la peluria, le mestruazioni per le ragazze; barba e baffi, cambiamento della voce per i ragazzi).
    Inoltre l'adolescente vive una realtà assolutamente nuova, un impulso sessuale, una attrazione nei confronti dell'altro sesso. Lo sviluppo sessuale-affettivo, a differenza di quello fisico e intellettuale, non ha ancora raggiunto il compimento e questo spiega come l'adolescente sperimenti in sé forti contraddizioni, ad esempio, fra la sua capacità di amare e la capacità di discutere, fra le sue potenzialità fisiche e le sue insicurezze a livello emotivo.
    Per chiarire meglio la complessità e la lentezza dello sviluppo sessuale-affettivo, si indicano alcune tappe, con l'avvertenza di non considerarle come passaggi obbligatori per ogni persona, ma per aiutare l'animatore a decifrare quanto accade nel gruppo.

    Tappe dello sviluppo sessuale-affettivo:
    – Autoerotismo (amore e interesse verso se stessi).
    È la fase nella quale ci si ripiega principalmente su se stessi, spesso perché non ci si accetta e quindi si pensa di non essere accettati dagli altri. Si manifesta in forme tipiche: il diario, l'introspezione a tutti i costi, la solitudine cercata nella quale dedicarsi ai propri hobbies (poesia, musica, collezioni...), la masturbazione, i complessi per la linea, una eccessiva preoccupazione per il giudizio degli altri, una sfiducia programmatica nelle proprie possibilità con punte di compiacimento e di vittimismo;
    – Omoerotismo (o amore e interesse verso le persone dello stesso sesso). È la fase dell'amico o dell'amica «del cuore» con cui confidarsi e passare il tempo libero. Nei casi in cui questa fase si protrae eccessivamente nel tempo, si verificano anche forme patologiche di rapporto sessuale;
    – Eteroerotismo (o amore e interesse verso le persone dell'altro sesso). A livello adolescenziale questa fase si manifesta in forme disparate e spesso complementari: come attrazione verso l'altro e desiderio di conoscere le diversità del suo corpo; come ricerca del gruppo misto nel quale si socializza e ci si scopre complementari; come «cotta» che a quest'età non è tanto la ricerca per costruire un progetto futuro comune, ma il bisogno dell'altro per essere capiti, per sfogarsi, per avere un appoggio affettivo soprattutto nel momento in cui ci si stacca dalla famiglia. Relativi alla «cotta» si registrano gli atteggiamenti più diversi: talora d si disperde in una serie di innumerevoli esperienze affettive per dimostrare che si è qualcuno, a scapito di una globale maturazione che tenga conto di interessi diversi; d'altra parte chi non ha la ragazza o il ragazzo è considerato un disadattato e spesso piega su forme di autoerotismo.
    A livello sociologico tutte queste potenzialità sessuali-affettive si incanalano nelle forme più disparate:
    – si verifica spesso una adesione viscerale e sentimentale a gruppi totalizzanti di cui si è parlato a proposito della realtà sociale e civile. L'adolescente si entusiasma facilmente quando gli si propone qualcosa di chiaro e di organizzato, trova in un programma la sicurezza che gli manca, ma con la stessa tempestività si stacca e ribalta impegni che l'hanno occupato a tempo pieno per un certo periodo;
    – spesso lo sviluppo sessuale-affettivo non è accettato e quindi si verificano quei fenomeni di ripiegamento cui si è accennato a proposito dell'autoerotismo;
    – ci sembra poi di notare che si sia esaurito l'entusiasmo per i problemi e l'im- pegno sociale tipici del '68. A scuola spesso gli organi di partecipazione lasciano indifferenti. Al contrario si nota, almeno in certi ambienti, il rifiorire di «festine» che occupano il tempo libero e dove la ricerca dell'altro, «la cotta», è diventata l'habitat naturale dell'adolescente. Forse, ma questo aspetto è da verificare nei vari ambienti, c'è nuovamente la ricerca di rapporti personali.
    D'altra parte si nota anche come il fenomeno della droga stia assumendo dimensioni preoccupanti, il che fa credere che parecchi adolescenti trovino in essa la risposta ai bisogni affettivi di sicurezza, comunicazione, comprensione.

    LO SVILUPPO INTELLETTUALE

    Anche a questo livello la maturazione raggiunge il suo compimento e si manifesta come passaggio dal pensiero concreto al pensiero formale.
    Il primo è tipico del bambino che si esaurisce nella capacità di pensare e di considerare solo quanto si vede, si tocca ed ha una presenza concreta oggi. Al contrario l'adolescente, diventando capace di pensiero formale, sa fare astrazioni e formulare progetti aperti al futuro. Tutto questo spiega il gusto di discutere per discutere, il pignolare sui termini quando ragiona in famiglia e in altri ambienti, il compiacersi quasi della sua capacità di analizzare e fare discorsi senza contraddirsi.
    La maturazione a livello intellettuale rende più forte il bisogno di essere autonomo, di fare esperienze sentendosi protagonista, di sganciarsi dalla famiglia e dall'autorità in genere.
    Mette quindi in discussione anche il messaggio di fede che non si inquadra perfettamente in uno schema razionale.
    Talora il ragionamento si trasforma in razionalizzazione, un meccanismo di difesa a livello psicologico che consiste nel coprire con il ragionamento disagi di natura affettiva. Ad esempio: un adolescente contesta con la logica ferrea la società dei consumi. Se si accorge di desiderare i bleu-jeans stretti ultima moda, ma è un po' grasso, non ammetterà mai di avere problemi di linea (sarebbe borghese...!), ma razionalizzerà, cioè costruirà un bel ragionamento con il quale si convincerà che la società crea bisogni assurdi e che lui non ha bisogno dei bleu-jeans.
    L'esempio vale fino a un certo punto, comunque è importante tener conto di questo fenomeno per aiutare l'adolescente ad avere coscienza positiva delle proprie dinamiche affettive e dei condizionamenti, per camminare verso un equilibrio affettivo autentico.

    A livello sociologico ci sembra di rilevare che:
    – alla maturazione intellettuale corrisponde un autentico fascino nei confronti della ideologia che elabora un progetto preciso e consequenziale di uomo e di società.
    Per i motivi esposti sopra a proposito dello sviluppo sessuale-affettivo, si spiega d'altra parte come l'adesione sia spesso sentimentale e come si segua per questo l'ideologia che si impone con più vigore in un particolare momento storico. Allora si chiarisce in parte come oggi tanti adolescenti aderiscano, per esempio, a collettivi femministi o ragionino con categorie mentali tipiche di una cultura marxista o radicale;
    – sperimentandosi capace di ragionare, l'adolescente entra in conflitto con la famiglia soprattutto per il modo diverso di vedere i problemi sociali (si è già detto come si amplia la conoscenza di valori alternativi a quelli proposti dalla famiglia) e come rivendicazione di una autonomia personale. Sente quindi più forte la dipendenza economica dalla famiglia.
    Ci sembra invece che sia piuttosto esiguo il confronto su problemi personali (es.: la cotta, la crisi di fede, l'insoddisfazione per quanto vive, i progetti futuri...), però questa ipotesi è da verificare, tenendo conto che possono esservi differenze notevoli fra città e paese;
    – l'adolescente si sente capace, a livello intellettuale, di analizzare i problemi sociali e forse anche di formulare proposte, ma di fatto nella società non ha un ruolo, un luogo concreto nel quale verificare quanto matura con il ragionamento. Questo spiega in parte come spesso si inaridisca in forme intellettualistiche lontane dalla realtà; come altre volte elabori progetti assolutamente irrealizzabili che frustrano ogni entusismo; come infine molti siano assolutamente disinteressati a qualsiasi impegno o spinta ideale;
    – a livello religioso, si può notare come l'adolescente possa assorbire facilmente gli atteggiamenti di una certa mentalità secolarizzata, in forma deteriore. In questa sede non si ha la pretesa di analizzare il complesso fenomeno della «secolarizzazione», che, nella sua forma migliore, ha ricuperato la concezione positiva del mondo e della sua autonomia dal sacro, dell'impegno dell'uomo per trasformarlo e ha cercato di liberare il messaggio religioso da alcuni aspetti magico-sacrali che l'avevano distorto e reso alienante. Talora però si notano tentativi di accettare del messaggio religioso solo quanto ci appare completamente riconducibile a ragionamento, ci si mette di fronte alla fede con l'atteggiamento dello scienziato e del tecnico, che ritengono vero solo quanto si può riprodurre in laboratorio.
    L'adolescente probabilmente è affascinato da questo atteggiamento neo-illuministico. Spesso, lo si sente dire che accetta Cristo solo come uomo storico; rifiuta la Chiesa, i sacramenti, la preghiera perché non li può spiegare a se stesso con un ragionamento chiaro.

    LO SVILUPPO EMOTIVO-AFFETTIVO

    Infine, si constata che l'adolescente manifesta una serie di bisogni estremamente contraddittori:
    – bisogno di sicurezza e di dipendenza: cerca il gruppo o un'attività nella quale sperimentarsi protagonista; d'altra parte è dipendente da certi modelli (il professore, l'amico o l'amica, l'animatore, il divo, il consumismo...);
    – bisogno di essere accettato e di essere indipendente: afferma di non essere capito da nessuno, è condizionato da ciò che gli altri pensano di lui, però vuole sganciarsi dalla famiglia, fare esperienze da solo.
    Evidentemente lo sviluppo emotivo-affettivo non ha ancora raggiunto il compimento e le contraddizioni si manifestano anche a livello sociologico:
    – la sicurezza è spesso trovata nei modelli consumistici (discoteca, sigarette, moda...) che a livello razionale si condannano;
    – il bisogno di indipendenza, soprattutto economica, è particolarmente forte nello studente, perché più denaro in mano diventa più possibilità di girare, di spendere, di avere la moto, di essere accettato dal gruppo di amici. Il lavoratore ha risolto il problema dell'indipendenza economica, ma egli stesso è schiavo di una mentalità consumistica. Basti pensare come viene gestito il tempo libero e come uno si sente maturo e arrivato perché porta in casa la busta paga.



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