(NPG 1970-05-90)
Risponderò alle domande che mi sono state rivolte con la massima semplicità e obiettività.
♦ Riguardo al I quesito, dopo un'attenta lettura dei dati raccolti, ho la chiara sensazione che anche la devozione alla Madonna è in discussione e in una certa crisi di crescenza, forse non nei contenuti, ma nella forma. È un bene, perché è segno che il fatto è sentito.
♦ Circa il II e III quesito, dico che accetto «teoricamente» un discorso sulla validità del mese di maggio, ma contesto le forme e i metodi con cui viene presentato. Poco o nulla è cambiato rispetto a 20-30 anni fa. Per questo il mondo giovanile è il grande assente: non accetta la formula tradizionale, il discorso dei «fioretti», che puzza di infantilismo, di pietismo, di bigottismo. I (miei) giovani (che ho trovato molto d'accordo con le risposte riportate sulla Rivista) domandano
• che della Madonna non si parli solo in determinate circostanze;
• che sia ben precisato il Suo posto nel piano della salvezza;
• che il mese di maggio sia un mezzo, uno stimolo per maturare la devozione mariana.
Cioè i giovani, anche su questo argomento, esigono un discorso chiaro, preciso, sostanzioso. Praticamente essi vogliono inquadrato questo capitolo fondamentale della fede cristiana nel contesto delle altre verità. Per questo la formula tradizionale non fa loro più alcuna impressione,
non desta alcun interesse e rimane legato ai ricordi della loro fede infantile.
Quindi è necessario rivedere il metodo!
Ho già attuato, insieme coi giovani, durante il mese di maggio, alcune esperienze di vivo interesse: per esempio la messa dei giovani, incontri del Vangelo, ritiri spirituali, celebrazioni della Parola.
♦ I miei giovani, inoltre, suggeriscono per il prossimo maggio queste iniziative:
a) dare alle domeniche del mese una particolare intonazione mariana, specie nella Liturgia della Parola;
b) due incontri settimanali accentuando l'attualità della Madonna nella Chiesa e nel mondo;
c) opere caritative, visita a qualche Istituto, pellegrinaggi a Santuari mariani;
d) incontri spirituali, ritiri, veglie per giovani e adulti con canti mariani.
Per questo avanzeremmo la proposta di avere da questa rivista dei sussidi per realizzare un efficace piano di lavoro, magari con delle pubblicazioni speciali.
(Giorgio Facco)
Da due anni e mezzo sono prete e vivo in mezzo ad un piccolo gruppo di giovani impegnati cristianamente. La nostra parrocchia, di carattere genericamente tradizionale, è prevalentemente agricola, sta cambiando però rapidamente il volto verso una caratterizzazione industriale, lavoro in loco o fuori.
♦ Le indicazioni dei dati le ho trovate in linea generale analoghe alla mentalità dei giovani che conosco. Da precisare che nella campagna la devozione alla Madonna è più sentita anche da parte dei giovani: la famiglia che la inculca, la tradizione, la funzione del mese di maggio che diventa momento di incontro dopo il lavoro del giorno; quando se ne vanno però non sempre la conservano. Nel centro tra gli studenti e gli operai è poco sentita, ci sono però delle giovani che la sentono e la vivono discretamente.
♦ Il mese di maggio è frequentato in maggioranza da anziani e da bambini, da giovani, pochi al centro, un po' di più in campagna. Ancora valido? Sì, ma non assolutizzarlo; togliere progressivamente l'aspetto devozionalistico staccato spesso dal contesto della vita cristiana e dalla liturgia.
♦ La devozione alla Madonna non più sentita come fatto a sé: Maria come Madre di Gesù e come prima cristiana, centralità di Cristo, presenza di Maria accanto a Cristo e nella Chiesa; non separata come veniva presentata in tanti manuali, preghiere, prediche...
♦ Le esperienze sono da inventare. Ritengo sia necessario provare con lettura della Bibbia, con recita di Compieta e riflessione sulla Parola di Dio, momenti di riflessione particolari, celebrazioni della Parola o dell'Eucaristia. Tutto ciò deve essere esperienze che tocchino i giovani nella loro vita e realtà quotidiana e non un palliativo per conservare una religiosità superficiale e non sentita, del resto prima o poi rifiutata.
(Riccardo Ceccarelli)
Rispondo al quesito descrivendo il modo con cui io parlo ai miei giovani della Vergine.
Generalmente parto, con gli adolescenti a cui si riferiscono queste note, dalla evidente correlazione – sottolineata del resto dal Concilio – tra Maria e il Figlio suo, a cui essa è «associata» e di cui è «discepolo perfetto».
La precocità delle ragazze, la diversità dei centri di interesse tra ragazzi e ragazze anche coetanei, mi fanno pensare che, se è possibile e desiderabile favorire gli incontri di preghiera comuni, è pure indispensabile, soprattutto nei riguardi della devozione alla Madonna, programmare una catechesi separata e specifica.
Per le ragazze
La Vergine Maria è stata una ragazza, come loro, con gli stessi loro problemi. Partiremo quindi in primo luogo da questa situazione. «Più una donna è santa, più essa è donna», ha scritto Léon Bloy.
• Tutti gli educatori sanno quanto le ragazze abbiano a cuore e si interessino della loro femminilità. Un ottimo punto d'aggancio per la catechesi.
È abbastanza facile far capire che un impegno di fedeltà amorosa a Gesù Cristo, non solo non tarpa la propria femminilità, né la relega in un secondo piano, ma la affina e la sviluppa.
• Le ragazze sono sensibilissime ad ogni discorso sulla loro «vocazione» (sia nei confronti del proprio ruolo futuro, nella casa, che a proposito dell'attuale responsabilità verso quanti incontrano lungo le strade del quotidiano): rimangono vivamente colpite alla scoperta che è il Signore stesso che le ha volute «donne» e le chiama ad una riuscita umana e cristiana, sulla linea della propria femminilità. Il loro aspetto fisico dona un tocco di delicatezza, anche compossibile con fermezza di carattere, e il profumo di una purezza cristiana piena.
• È molto facile presentare Maria, a partire da queste annotazioni. Sono tentate a pensare a Maria come qualcosa di un altro pianeta, a motivo dei suoi privilegi eccezionali; ma stentano a comprendere Maria come colei che ha realizzato in pieno la vocazione d'amore della donna. Esse hanno coscienza di non riuscire a realizzare la propria vita di donne cristiane se non a costo di lunga e faticosa lotta contro le forze del male. Maria è l'antitesi del male, colei che ha schiacciato il capo al serpente.
• Altra pista: la maternità.
Perché il Signore ha voluto che sua Madre fosse la «piena di grazia»? Perché essere madre non vuol dire solo comunicare la vita fisica, ma anche educare, lasciare un'impronta spirituale, che dipende dalla spiritualità della madre.
Maria ha segnato con la sua personalità, la maturazione umana della personalità del Figlio suo.
È facile far capire alle ragazze che i figli che avranno un giorno sono chiamati ad essere cellule vive del corpo il cui capo è Cristo.
• Si può infine suggerire una ricerca sul messale per individuare quelle preghiere che contengono più esplicitamente le annotazioni sopra ricordate, come traccia per una composizione più personale, e più legata alle proprie situazioni di ogni giorno.
Per i ragazzi
Essi si sentono meno toccati sul vivo – certamente molto meno che le ragazze – da ogni discorso sulla maternità. E il loro istinto paterno è ancora molto lontano.
Ci sono però altri punti di incontro.
• Molti amano la loro madre, soprattutto se è stata un'intelligente educatrice, che ha lasciato ad essi le responsabilità di cui erano capaci, è stata pronta ad un vero dialogo amicale: in questo fatto c'è un ottimo aggancio per una devozione alla Madonna, «dinamica», ben lontana da certi infantilismi spirituali, spesso presenti in molti battezzati.
• Altra pista: i ragazzi sentono decisamente l'aspetto di combattimento, a volte drammatico, che riveste la vita cristiana: la Madonna è «potente come un esercito schierato a battaglia». Sta a noi convincerli.
• Non parliamo invece del ruolo «femminile» della Vergine: che peso può avere tutto ciò, confrontato con la spinta istintiva e prepotente che essi incominciano a sentire verso le ragazze, in carne e ossa? La Vergine sarebbe avvertita ben lontana. Caterina o Mariuccia invece... molto più a tiro.
• Essi avvertono invece le responsabilità di cui sono investiti e di cui lo saranno sempre di più, dopo il matrimonio per esempio. Per potersi sposare, bisogna essere capaci di inserire, in un stato di sicurezza tranquilla e duratura, la persona amata: donde la necessità di lavorare, per farsi una posizione; di maturare la propria volontà, per essere fedele, sempre; di formarsi un cuore aperto, felice, generoso.
Molti giovani sentono la confidenza alla Vergine Maria come un sostegno in questo impegno. Un ragazzo di 17 anni, mi diceva: «Quando incontro una ragazza carina prego immediatamente per lei. Chiedo alla santa Vergine che l'aiuti a prepararsi al suo avvenire, e la protegga in mezzo alle tentazioni, che non sono né piccole né poche».
Ecco alcune indicazioni.
Certo se ne possono scoprire mille altre.
Si tratta di mettersi al lavoro.
(Guy Dupont)








































