(NPG 1969-12-75)
ATEISMO
Canto: Dio è morto
1. L'UOMO DISSE: DIO È MORTO
(diapositive)
L Ho visto, e il cuore mi si stringe,
la terra deserta e vuota,
l'uomo senza Dio,
ancora una volta senza Dio.
Ha voluto gustare del frutto dell'uomo,
il morso fu dolce.
E Dio fu scacciato dal suo giardino.
Fu scacciato.
L'uomo rimase solo.
Anche in due erano soli.
Folle intere sono sole:
famiglie, popoli, senza Dio.
Il cantiere della terra è senza Dio.
Ho visto l'uomo pieno e orgoglioso,
l'orgoglio di chi crede troppo all'uomo.
Ho visto l'uomo vuoto e disperato.
La disperazione di chi non crede più a niente.
Ho visto l'uomo nudo.
Ma la vergogna non gli bruciava per la sua nudità.
Anzi, la ostentava.
Ho visto l'uomo del night,
l'uomo delle guardie rosse,
l'uomo della tratta dei giovani e delle donne,
e l'uomo di Marx e di Freud,
l'uomo del denaro e l'uomo per bene,
rifiutare la mano di Dio. Rifiutare la mano di Dio.
Rifiutare la mano di Dio.
Ho visto, e il cuore si stringe, la terra deserta e vuota.
L'uomo senza Dio.
Ancora una volta senza Dio.
G L'ateismo è la realtà più tragica dell'uomo di oggi. Una realtà dolorosa che ci circonda, ci assedia, ci colpisce nel nostro spirito. Non fa più problema. È come la noia. La noia di Dio. Qualcosa di sottile, di soffocante, di enorme. Filtra in strati sempre più vasti, investendo tutti i settori: economia, filosofia. politica, letteratura, arte, scienza, morale, diritto.
Ci esalta. Punta tutte le sue carte sull'uomo: ateismo è liberazione dalla alienazione; affermazione dell'autonomia e della grandezza dell'uomo. Gli uomini dicono:
(Voci dall'assemblea, quattro seduti al proprio posto)
1 Dio, non lo posso soffrire. Mi fa i conti in tasca.
2 Dio, non Io posso vedere. Perché non mi mostra il suo volto?
3 Dio, non lo posso ammettere. Sarebbe cieco e sordo al nostro dolore.
4 E poi... non mi interessa. Sto bene come sono. Creo come lui. Ho altro da pensare.
2. MA POI L'UOMO SI FABBRICÒ DEGLI IDOLI
G E l'uomo senza Dio adorò l'uomo e le sue opere, perché da solo aveva troppo freddo e nonostante tutto si sentiva nudo.
Il selvaggio adora gli idoli di pietra e di legno, l'uomo civilizzato adora gli idoli di carne e di sangue.
L Sì, il volto invisibile di lui, l'eterna sua potenza e la sua divinità, fin dalla creazione del mondo, si possono intuire, con l'applicazione della mente, attraverso le sue opere. Costoro sono dunque senza scusa, poiché, pur avendo conosciuto Iddio, né lo glorificarono come Dio, né gli resero grazie, ma vaneggiarono nei loro ragionamenti e i loro cuori insensati s'offuscarono. Essi che pretendevano di essere sapienti, diventarono stolti e sostituirono la gloria del Dio immortale con immagini di uomini mortali (Rom 1,20-23).
Canto: Una voce mi diceva («Salmi per il nostro tempo» di Giombini)
3. DAL PROFONDO GRIDO A TE, O SIGNORE
G Che orrore! Il mondo è caduto nelle mani degli uomini.
E Dio disse: «Li getterò nella afflizione affinché mi ritrovino».
L'esperienza non è stata vana. L'uomo ha perso continuamente, inesorabilmente, l'illusione di fare a meno di Dio e si è ritrovato in cuore, mai spento, un grido al Signore della vita.
Si è descritta la generazione «beat» come una generazione alla ricerca di qualcosa. Che cosa andate cercando? «Dio. Voglio che Dio mi mostri il suo volto!» (J. Keruac).
T O Dio, tu sei il mio Dio,
ti cerco dall'aurora.
Ha sete di te l'anima mia.
Desidera te la mia carne,
terra arida e arsa, senza acqua.
La mia anima ha sete di Dio,
del Dio vivente.
Quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Canto: Tu non mi senti («Salmi per il nostro tempo» di Giombini)
4. L'ATEISMO QUI, IN MEZZO A NOI
(conversazione con l'assemblea, alla scoperta di situazioni locali)
5. CRISTO CI RIVELA IL VOLTO DEL PADRE CHE CERCHIAMO
G II volto di Dio vivente, che molti uomini oggi negano, ma che inconsapevolmente ricercano, non si trova nei libri o nelle dimostrazioni, ma risplende nel volto di Cristo.
L lo, Gesù, sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre, se non per mezzo mio.
T Signore, mostraci il Padre e ci basta.
L Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre. Stando con me, lo avete conosciuto e lo avete veduto.
T Signore, mostraci il Padre e ci basta.
L Da tanto tempo io sono con voi e non mi avete conosciuto? Chi vede me, vede il Padre.
T Signore, mostraci il Padre e ci basta.
L Non credete che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che vi dico, non le dico da me,
ma il Padre che dimora in me, compie le sue opere.
T Signore, mostraci il Padre e ci basta.
G Preghiamo!
T O Cristo,
tu sei il volto umano del Dio invisibile.
Tu, l'Uomo-amore,
sei la rivelazione vivente del Dio-amore.
In te, il Dio che cerchiamo a tastoni,
è il Dio che ci viene incontro.
Il Dio lontano, diventa il Dio vicino,
Il Dio con noi, il Dio uno di noi,
compagno di viaggio.
Il Dio nascosto e inaccessibile
diventa il Dio manifesto e accessibile.
In te, o Cristo,
Dio ha imparato la nostra lingua,
perché potessimo comunicare con lui.
Ed ora possiamo ascoltarlo e parlargli.
Possiamo chiamarlo con verità: Padre.
La gioia di un figlio
è l'essere in comunione col Padre:
tu o Cristo, sei la sorgente della nostra gioia di vivere.
Per conoscere il Padre,
non abbiamo più bisogno di lunghe dimostrazioni:
basta conoscere te, la tua vita, il tuo Vangelo.
Tu o Cristo, ora vivi in noi.
Ti preghiamo:
Fa' che il tuo volto risplenda sul nostro volto,
che formiamo veramente la tua Chiesa, comunità di amore.
Perché solo una comunità di amore,
può rivelare al mondo il Dio-amore.
Canto: Chi era lui








































