(NPG 1969-12-83)
FAME NEL MONDO
Canto: A Bombay si muore di fame («Cantata del terzo mondo» di Giombini)
1. LO SCANDALO DELLA FAME
(diapositive)
L Nel medesimo giornale, nel giornale di tutti i giorni, ho letto:
Ci sono 38 milioni di profughi nel mondo,
un pappagallo eredita 20 mila dollari,
i paesi ricchi si arricchiscono nel commercio con i paesi poveri,
ogni anno 120 miliardi di dollari sono impiegati in spese militari,
in Italia si spendono 700 miliardi di lire all'anno per il fumo,
in India una famiglia vive con 250 lire al giorno.
2. LO SCANDALO È IN NOI
G La sola iniziativa individuale e il semplice giro della concorrenza, non potranno mai assicurare il successo dello sviluppò. Questo esige delle trasformazioni audaci, profondamente innovatrici, che devono essere intraprese senza indugi sul piano tecnico e sociale.
T Fondamentale è cambiare il cuore dell'uomo.
La radice del male è il nostro egoismo.
Perché l'uomo non potrà mai organizzare la terra,
se non avrà organizzato prima il suo cuore.
L II mio patrimonio, il tuo patrimonio, i nostri soldi:
i miei, i tuoi, i miei, i tuoi ...
I miei capitali, i tuoi averi, i nostri beni:
i miei, i tuoi, i miei, i tuoi ...
Un solo universo, molle, sordido e chiuso
nel quale ci si va a barricare.
finito il tempo di amare.
Centinaia di milioni di poveri, senza pane,
senza casa, senza nulla.
Il mio patrimonio, il tuo patrimonio,
i miei capitali, i tuoi averi:
i miei, i tuoi, il mio, il tuo.
Ormai, sono 2000 anni: l'era cristiana...
Ma quando mai cominceremo ad essere cristiani?
G II più grande mare del mondo non è la povertà degli sprovveduti, ma l'Incoscienza dei privilegiati.
Canto: Perché non tu («Canti per assemblee giovanili») oppure: Parole, parole («Salmi» di Giombini)
3. LA FAME QUI, IN MEZZO A NOI
(conversazione con l'assemblea, alla scoperta di situazioni locali)
4. CRISTO: «DATEGLI VOI DA MANGIARE»
G Non è nel presepe che dovremo cercare Cristo. Cristo rinasce in ogni bambino, vive in ogni uomo. grido di milioni di uomini: «Ho fame» è il suo grido. In chi risponde a questo grido è ancora vivo Lui.
Non dà soluzioni tecniche, ma è la sorgente e l'anima di tutte le soluzioni. Cristo-povero, Cristo-amore, vuole che noi siamo uomini-poveri, uomini-amore, che amano non a parole ma con fatti concreti.
L Essendo già l'ora inoltrata, si avvicinarono a Gesù i suoi discepoli e gli dissero:
T II luogo è deserto e si fa tardi;
rimandali, perché vadano nelle campagne e nei villaggi vicini a comprarsi da mangiare.
L Rispose loro Gesù: «Dategli voi da mangiare».
(voci dall'assemblea)
1 Ci sono tanti bambini a Sucua, che ti guardano, ti guardano, con quegli occhi pieni di speranza e già fatti cupi come quelli di un vecchio. Stamattina abbiamo riunito una cinquantina di ragazzi, dei più poveri, li facciamo giocare, dipingere, cogliere fiori, cantare, cucire. Oggi li abbiamo portati al fiume per lavarsi. Che allegria! Poi diamo loro merenda.
T Signore,
quando ti vedemmo affamato e ti demmo da mangiare?
Assetato e ti demmo da bere?
Infermo o carcerato e ti abbiamo fatto visita?
L Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me.
2 Sono venuto per incontrare il povero, l'ho trovato, l'ho aiutato, ho sofferto la sua vista, ma se non riuscirò a dedicare tutta la mia vita a lui, non avrò concluso nulla. Chi ama il povero, ama Dio. E io voglio amare Dio.
3 Sono contenta di trovarmi tra i poveri, vicino a Gesù crocifisso. Qui c'è veramente Lui che soffre ed io penso che se andassimo in paradiso a cercarlo, S. Pietro ci direbbe che Gesù non c'è. È a Sucua, tra i poveri del terzo mondo, che lavora, che soffre, conforta, asciuga lacrime a chi piange. Il mio desiderio è di non passare un attimo invano, che non sia speso per i poveri, per Gesù In loro.
L C'era un uomo ricco, il quale si vestiva di porpora e bisso e ogni giorno banchettava splendidamente. Un povero di nome Lazzaro giaceva al portone di lui, coperto di ulcere e bramoso di sfamarsi con ciò che cadeva dalla tavola. I cani venivano a leccargli le piaghe.
4 In Italia si spendono 700 miliardi di lire all'anno per il fumo. In India una famiglia vive con 250 lire al giorno: un pacchetto di sigarette.
L Cristo, da ricco qual era, si fece povero, per arricchire noi con la sua povertà.
5 Carissimo, sembra facile dire: «Mi faccio povero con i poveri, così potrò aiutarli meglio»; sembra facile ma non lo è.
lo sono povero e lavoro per i poveri, ma se non riesco a capirli, è inutile che mi sia fatto povero. Come faccio a farmi capire che vivo come loro, che lavoro per loro, vivo in una casa come loro, lavoro come loro?
Per dimostrare che non sono un datore di lavoro, lavoro più di loro, mi vesto come loro... cosa posso fare d'altro per essere come loro?
6 Carissimo... di fronte alla sofferenza e alla fame dei poveri, cerchiamo di non.., soffrire troppo, ma di lavorare, di darci sotto, di rimetterci di persona, di combattere con le unghie e con i denti, finché non saranno consumati, e quando saranno consumati a combattere e lavorare senza di quelli, fin quando il nostro corpo non si sarà consumato completamente. Il vecchio motto «Basta con le chiacchiere» è sempre valido, ora più che mai.
Prendiamo calci in faccia, cediamo per i colpi che ci danno, ma rialziamoci, rialziamoci sempre; e se non abbiamo più forza per rialzarci vorrà dire che il nostro cristianesimo è una «balla». Solo la fede in Cristo, mi dà la forza per rialzarmi.
(I numeri 1-2-3-5-6 sono testimonianze di giovani che hanno lavorato tra i poveri)
G Preghiamo!
T O Signore,
mandaci dei pazzi, gente che si impegna a fondo,
che sa dimenticarsi,
giovani che amino non solo a parole,
che si danno sul serio fino in fondo.
Abbiamo bisogno di pazzi, di appassionati,
di ragazzi capaci di un salto nella insicurezza della povertà,
che accettino di perdersi nella massa anonima
senza alcun desiderio di farsene un piedestallo;
che accettino di non utilizzare la loro superiorità
che per servire.
Canto: Se un uomo («Salmi» di Giombini)








































