(NPG 1969-12-86)
RAZZISMO
Canto: Di che colore è la pelle di Dio
1. LE DISCRIMINAZIONI
G Signore, ti voglio parlare, di Cam, di Set, di Jafet, di Isacco, di Ismaele, di Harlem, della Cashba, di Giuseppe venduto e del povero Lazzaro, del nord e del sud, di Gerusalemme e di Samaria, dei circoncisi e dei gentili, della pelle e del sangue, della classe, del censo, del fariseo e del pubblicano, del cuore dell'uomo diviso dal cuore del fratello da troppe frontiere.
(diapositive)
L Giù nel sud a Dixie
– mi si spezza il cuore –
hanno impiccato ad un albero
il mio giovane amore negro.
Giù nel sud a Dixie
– corpo contuso appeso nell'aria –
chiesi al bianco Signore Gesù:
a che servono le preghiere?
Giù nel sud a Dixie
– mi si spezza il cuore –
l'amore è un'ombra nuda
su un nudo albero nodoso (canzone di una ragazza scura).
(Voci dall'assemblea)
1 Rubiamo loro i figli e le figlie e gettiamo loro patate per pietà. E a loro come alle nostre madri ordiniamo di gridare: «Heil Hitler»con quanto fiato hanno in gola (Brecht).
2 E non esiste altro Dio all'infuori di Adolf Hitler (Brecht).
3 II Sudan è uno per territorio. Dev'essere uno per la lingua e la cultura. Per ottenere questo siamo pronti a sopprimere i tre quarti della popolazione del sud. A noi preme la terra.
4 Non vorrei rinascere bianco, perché non sopporterei l'idea di offendere quelli della mia razza. Non vorrei essere nero per non subire tanti soprusi. Forse sceglierei di essere un animale (un giovane negro).
5 «Apartheid »: sembrano cose persino banali, ma pensateci un momento: un albero è un albero per i bianchi, e diventa un oggetto proibito per un nero: un bar serve acqua per l'assetato bianco; non ha acqua per l'assetato nero.
6 Licenziati a Milano 30 manovali immigrati: non reggono al ritmo.
2. LA RISPOSTA DELL'UOMO
L Ogni genere dl discriminazione nei diritti fondamentali della persona, sia in campo sociale che culturale, in ragione del sesso, della stirpe, del colore, della condizione sociale, della lingua e della religione deve essere superato ed eliminato come contrario al disegno di Dio (GS 29).
Non si può negare che non ci siano stati sforzi nel mondo per superare queste discriminazioni. Tutti gli strumenti umani, per quanto necessari, sono tuttavia insufficienti. La loro insufficienza però non dispenserà mai dall'usarli.
T È tutta la strada di Gerico
che dobbiamo rifare.
Perché gli uomini cessino di essere battuti e spogliati,
quando camminano su quella grande strada
che è la vita.
Canto: Il 18 di novembre
3. IL RAZZISMO QUI, IN MEZZO A NOI
(conversazione con l'assemblea, alla scoperta di situazioni locali)
4. CRISTO FRATELLO UNIVERSALE
G Avendo tutti gli uomini, dotati di anima razionale e creati ad immagine di Dio, la stessa natura e la stessa origine, godono della stessa vocazione e del medesimo destino divino. È necessario riconoscere ognor più la fondamentale uguaglianza fra tutti (GS 29). Ma il peccato genera opposizioni, divisioni, è la vera sorgente di disuguaglianza. Con la sua morte Cristo ha distrutto il peccato, ha abbattuto ogni divisione tra gli uomini, ci ha riconciliati tra noi e Dio. Egli è la nostra pace.
L Cristo è la nostra pace: ha fatto dei due popoli, ebrei e pagani, un solo popolo; ha abbattuto il muro che li separava, l'inimicizia, per formare in se stesso un solo uomo nuovo e fare pace, per riconciliarli con Dio, ambedue in un unico corpo, mediante la croce, dopo aver ucciso in se stesso l'inimicizia. È venuto ad annunciare la pace: pace per quelli lontani, pace per quelli vicini. Per lui, gli uni e gli altri, abbiamo, in un medesimo spirito, accesso al Padre (Ef 2,14-18).
G Cristo è l'amico di chi non ha amici, di chi è solo, dell'uomo ai margini della vita, dell'uomo che per 38 anni non ha trovato uno che lo aiutasse. L'umanità guarda a lui. Ed egli risponde.
T Signore, se tu vuoi, mi puoi mondare.
L Lo voglio: sii mondo.
T Se riesco anche solo a toccare le sue vesti, sarò guarito.
L Figlia, la tua fede ti ha salvata: va' in pace e sii guarita.
G Avvenne che due ciechi, avendo udito che passava Gesù, si misero a gridare:
T Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di noi.
G La folla li sgridò per farli tacere, ma quelli gridavano più forte:
T Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di noi.
L Che volete che vi faccia?
T Signore, che possiamo vedere.
L Andate, e si aprano i vostri occhi!
G Ora Gesù salì a Gerusalemme. C'era là, presso la piscina chiamata Bethesda, un uomo ammalato da 38 anni. Gesù, vedendolo disteso e saputo che già da molto tempo era in quello stato, gli dice:
L Vuoi guarire?
T Signore, non ho nessuno che quando l'acqua è agitata,
mi cali nella piscina;
e così, mentre vado, un altro scende prima di me.
L Levati, prendi il tuo giaciglio e cammina!
G All'istante, quello guarì, prese il suo giaciglio e camminava.
T Non conta più essere giudeo o greco,
né essere schiavo o libero,
né essere uomo o donna,
perché tutti siamo un essere solo
in Cristo Gesù.
G Preghiamo!
T Signore,
che nell'ultima cena pregasti:
Padre, siano una cosa sola come noi siamo uno:
io in loro, e tu in me, affinché siano perfetti nell'unità
e il mondo riconosca che tu mi hai mandato
e li hai amati come hai amato me.
Fa' che questo nostro incontro nel tuo nome,
faccia di noi una cosa sola.
Aiutaci a costruire con pazienza e coraggio,
una vera comunità di persone libere e responsabili,
che eliminano tra loro ogni forma di razzismo,
che sanno donare e ricevere,
che sanno soffrire insieme e godere insieme,
che si perdonano l'un l'altro.
Signore,
non lasciarci arroccati, barricati,
nel nostro egoismo,
ma rendici persone aperte, capaci di amare.
Canto: Uscite dal guscio, nazioni («Salmi»di Giombini)








































