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    Telefono: 06 4940442

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    (NPG 1969-12-92)

    LA CONTESTAZIONE

    Canto: E la pioggia che va

    1. I FUOCHI DELLA CONTESTAZIONE

    G Ah, cosa sarà di me a 50 anni, posto che la natura mi tenga in vita, se già a 25 anni trovo il mondo così amaro?

    (voci dall'assemblea)
    1 I giovani hanno dichiarato guerra alla società del vitello d'oro. Vogliono sostituire una società di uomini ad una società di consumatori. Libertà dal sistema che soffoca l'uomo è il nome di contestazione.
    (diapositive)
    2 La rivoluzione studentesca cominciò a Berkeley nel dicembre 1964. La polizia varcò i cancelli del «campus» e arrestò 773 studenti. Da allora Berkeley è diventata un punto di riferimento per gli universitari americani ed europei.
    3 In Germania, Rudy Dutchke guida la battaglia dei goliardi tedeschi; ispirandosi a Marcuse, Rudy afferma che la democrazia è soltanto apparente e che il regime capitalistico occidentale e quello sovietico sono dominati dalla stessa logica che schiaccia l'uomo.
    4 I giovani francesi scatenano da Nanterre, alla periferia di Parigi, l'onda della contestazione su tutta la Francia. La rivoluzione studentesca si è ormai estesa a macchia d'olio, risvegliando anche il ceto operaio.
    5 A Emmaus si contesta cercando di costruire. Così in altri gruppi giovanili, come nell'operazione Mato Grosso, in Mani Tese, in Tanzania.

    2. I MITI CHE I GIOVANI CONTESTANO

    G Questi sono i miti che i giovani nella loro contestazione rifiutano: nazionalismo, razzismo, tabù del sesso,«apartheid», barriere d'Europa, integrazlone In strutturo sociali ed economiche sorpassate, atteggiamento paternalistico dello vecchia generazione, una falsa concezione della religione.

    (voci dall'assemblea)
    1 Che dire della scala dei valori di una società industriale che opera delle emarginazioni successive e impietose?
    2 I malati di mente esclusi dalla società anche quando si riprendono.
    3 I carcerati segnati per sempre dal loro errore.
    4 I vecchi relegati e dimenticati.
    5 Gli adolescenti sfruttati come apprendisti o esclusi da ogni produttività.
    6 Gli operai alienati e spezzati dai ritmi pressanti delle catene di montaggio.
    7 Le donne respinte ai margini della società.

    T Noi contestiamo l'astuzia che dice:
    Beati i ricchi;
    beati i potenti e i forti
    perché non mancheranno di nulla sulla terra
    e potranno goderne;
    beati coloro che ereditano per nascita
    capitali, salute, cultura, beni materiali;
    guai ai poveri;
    guai a quelli che hanno fame;
    guai a voi che non avete avuto per nascita
    capitali, salute, cultura, fortuna;
    guai a voi, popoli del terzo mondo,
    che vi svegliate troppo tardi.

    Canto: Voi vi illudete o prepotenti («Salmi» di Giombini)

    3. LO SMARRIMENTO DELL'UOMO

    L Noi vogliamo un mondo in cui ci sia posto per la speranza. Speranza nell'uomo. Come non contestare una società che dimentica la più grande aspirazione dell'uomo? Noi non abbiamo paura di chiamarci rivoluzionari. Non sappiamo come questa società farà le sue leggi, come saranno i suoi ordinamenti, come potrà organizzarsi. Tutto questo è nebuloso? Tutto questo è oscuro? e vero, verissimo! Noi sappiamo solo che dobbiamo cambiare (Cohn-Bendit).

    L Una febbre di crescenza agita l'uomo: in apparenza, sete di benessere; in realtà, sete di più essere. L'umanità è improvvisamente invasa dal senso di tutto ciò che le resta da fare per arrivare al fondo del suo potere e delle sue possibilità. Fare, conoscere, avere di più per essere di più: ecco l'aspirazione degli uomini di oggi. L'ideale è la conquista di un più essere (Teilhard de Chardin).

    G L'uomo è ancora una volta disorientato di fronte al mistero del suo destino. Qual è la via giusta della contestazione? Quella nebulosa di Cohn-Bendit, che porta alla disperazione; o quella penetrante di Teilhard de Chardin, che vive di speranza?

    4. LA CONTESTAZIONE QUI, IN MEZZO A NOI
    (conversazione con l'assemblea, alla scoperta di situazioni locali)

    5. CHI CERCATE?

    G L'uomo contesta per essere più uomo, per essere autentico; contesta per ritrovare il suo volto al di là del mistero che lo circonda: l'uomo ha fame di umanità. L'uomo cerca l'uomo.
    Ma le sue soluzioni sono state sempre precarie.
    L'uomo è mistero a se stesso e tale rimarrebbe se Cristo non gli svelasse il suo volto. Ogni contestazione autentica, ogni leale ricerca dell'uomo diviene così una inconscia invocazione a Cristo.
    Cristo è l'Uomo-amore, l'Uomo per gli altri e per Dio. Le sue parole all'ultima cena, sono la vera definizione operativa dell'uomo: soltanto chi dà la vita per gli altri, come Cristo, è un vero uomo ed un uomo vero.

    L Venuta l'ora, Gesù si mise a tavola con gli apostoli e disse loro: «Ho ardentemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima del mio partire «. Prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo dato per voi. Fate questo in memoria di me». Similmente dopo la cena, diede la coppa, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto del mio sangue, sparso per voi». Questo è il mio comandamento, continuò, che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amato. Nessuno ha un amore più grande di questo: che dia la sua vita per gli amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che vi comando. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se vi amerete gli uni gli altri, come io vi ho amato.

    T Gesù, tu sei l'immagine del Dio invisibile,
    tu sei l'Uomo perfetto,
    l'Uomo nuovo,
    quello che affannosamente noi cerchiamo di essere.
    Tu hai restituito a noi, figli di Adamo,
    la somiglianza con Dio.
    Tu o Cristo, nascendo da Maria Vergine,
    ti sei fatto veramente uno di noi,
    in tutto come noi, fuorché nel peccato.
    Hai lavorato con mani d'uomo,
    hai pensato con mente d'uomo,
    hai agito con volontà d'uomo,
    hai amato con cuore d'uomo.
    Più conosceremo te, più conosceremo noi stessi.
    Più vivremo come te, più vivremo da uomini,
    più saremo uomini.
    La fame di umanità che è in noi,
    la potremo realizzare solo in te.
    Tu sei la segreta gravitazione ascendente dei nostri cuori.
    Cristo, tu sei l'uomo degli altri e di Dio.
    Cristo, tu sei l'uomo per gli altri e per Dio.
    Cristo, tu sei l'uomo con gli altri e con Dio.
    Cristo, tu sei amore,
    il Dio-amore,
    l'Uomo-amore.

    6. IL NUOVO VOLTO DELLA CONTESTAZIONE

    G Sarà naturale allora, per questo uomo nuovo, per l'uomo-amore, la contestazione di un mondo dove non regna l'amore. La gioia delle beatitudini nasce dall'amore sacrificato, non dal piacere-idolo.

    L Nel vedere la folla, Gesù salì sulla montagna e, sedutosi, i suoi discepoli gli si avvicinarono; e aprendo la bocca, li ammaestrava, dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché ad essi appartiene il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché saranno saziati. Beati gli affamati e gli assetati della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché otterranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché ad essi appartiene il regno dei cieli. Beati siete voi, quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno e diranno, mentendo, ogni male contro di voi per causa mia. Gioite ed esultate, perché la vostra ricompensa è grande nei cieli; così, infatti, perseguitarono i profeti che vi hanno preceduto» (Mt 5,1-12).

    Canto: Se cercate la luce («Salmi» di Giombini).

    I CANTI
    indicati nel corso delle celebrazioni, possono essere reperiti presso i rispettivi Editori:

    – Giombini, Cantata del terzo mondo
    Pro civitate christiana, Assisi

    Giombini, Salmi per il nostro tempo
    Pro civitate christiana, Assisi

    – Viva la gente
    Edizioni ECO, Via S. Antonio 5, Milano
    Canti per assemblee giovanili
    ed. promanoscritto
    Salesiani, Lungadige Attiraglio-Saval, Verona
    Dio è morto Chi era lui
    Il 18 di novembre
    E la pioggia che va
    Auschwitz

    presso i rivenditori di dischi



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