(NPG 1968-02-99)
I giovani del benessere per una operazione solidale
(Torino, 21-24 nov. 1967)
Oggi il fatto di maggior rilievo del quale ognuno deve prendere coscienza è che la questione sociale ha acquistato dimensioni mondiali. I popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell'opulenza. Quando tanti popoli hanno fame ogni sperpero pubblico e privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Il passato è stato troppo spesso caratterizzato da rapporti di ingiustizia. Oggi i popoli più giovani e più deboli reclamano la parte attiva che loro spetta nella costruzione di un mondo migliore.
Alla luce di questi principi si è svolta la settimana d'informazione sui paesi in via di sviluppo. L'Assessorato ai problemi della gioventù con il Gruppo Mani Tese di Torino si proponevano di sensibilizzare in modo particolare i giovani sulla gravità dello scandalo della fame. Le conferenze volevano ricordare che la nostra società del benessere si trova difronte ad una realtà che deve essere affrontata non con il sentimento ma con rapporti di giustizia. Un pubblico, nella quasi totalità giovanile, numeroso e vivamente interessato al problema è stata la più bella risposta, superiore ad ogni aspettativa degli stessi organizzatori, all'iniziativa.
Dalla sensibilizzazione creatasi è scaturita da parte di tutti i partecipanti l'esigenza impellente di realizzare qualcosa di concreto. Per questo l'Assessorato ai problemi della gioventù con il gruppo Mani Tese di Torino ha già programmato per un prossimo futuro una giornata di studio a livello cittadino per lanciare delle proposte concrete di impegno per i giovani e per coloro che con i giovani vogliono testimoniare di persona una risposta al grande problema della fame e del sottosviluppo.
Vi è la certezza che qualcosa di valido da questa iniziativa uscirà e potrà costituire per i giovani di Torino un motivo di impegno per una presenza di giustizia nei problemi che assillano il mondo d'oggi.
Un incontro di studio
degli uffici studenti GIAC-GF
Gli uffici centrali studenti della GIAC e della GF si sono ritrovati insieme nei giorni 20 e 21 novembre scorsi per riconsiderare globalmente i problemi di vita del Movimento, in base anche a tutte le acquisizioni di contenuto e di metodo che si sono andate raccogliendo in questi ultimi anni.
I lavori si sono articolati in due giornate. Si è approfondito dapprima il ruolo e le finalità specifiche del Movimento all'interno di un ampio discorso sulla Chiesa locale (diocesi, parrocchia) e si è visto come i piccoli gruppi ambientali possano essere strumenti di mediazione della vita della Chiesa all'interno di una pastorale organica.
Si è poi discusso l'itinerario educativo da proporre ai gruppi di base per l'attuazione del dialogo di salvezza nel mondo studentesco. È stata inoltre sottolineata l'esigenza di ricondurre a profonda unità i vari momenti della vita della persona e del gruppo. Revisione di vita, Catechesi, Liturgia, Esperienze di carità, Attività missionaria, Inchiesta-campagna (temi questi sui quali sono stati fatti convegni, campi estivi, sussidi specifici), non sono atti distinti e separati, ma espressione diversa di un unico «essere».
Chiarificate le idee sulle finalità, sui contenuti e sulle linee generali di metodo del Movimento, si sono affrontati altri problemi, primo fra tutti quello degli educatori e dei responsabili nel Movimento. Sono state riviste ad una ad una le occasioni di incontro con i dirigenti: dai convegni nazionali ai campi estivi, alle Consulte, alla stampa e si sono indicate alcune linee di cambiamento. Per cui già dal prossimo anno potranno realizzarsi proposte più articolate e differenziate che «meglio corrispondano alle esigenze dei gruppi studenteschi di base».
In ultimo sono stati affrontati altri importanti problemi quali: la stampa per soci e per responsabili; i sussidi per l'inchiesta-campagna; i rapporti con le diocesi e lo sviluppo dell'impegno regionale.
(Gioventù notizie)
Un convegno sull'associazionismo studentesco d'Istituto
L'associazionismo interno alla scuola è fenomeno di questi ultimi anni, sorto come contestazione di un modo tradizionale di intendere la scuola, come acquisita consapevolezza degli studenti di essere soggetti e non oggetti passivi dell'educazione.
Oggi la scuola sembra ignorare gli interessi più vivi dei giovani. E la radice del fenomeno associazionistico sta proprio qui: nel tentativo degli studenti di ancorare, attraverso strumenti nuovi, la scuola ai loro quotidiani interessi; di instaurare nell'istituto una dimensione comunitaria capace di creare un nuovo stile di rapporti all'interno della scuola. A queste diffuse esigenze sono state però date risposte diverse e, talvolta, fra loro contrastanti. E proprio al desiderio di portare un chiarimento in così vasta problematica è da ricondursi l'iniziativa del Centro Italiano Stampa Studentesca (CISS) di organizzare un convegno di studio sull'associazionismo d'istituto.
Il Convegno, che si è svolto a Roma dal 26 sera al 30 dicembre pomeriggio, ha studiato i problemi sollevati dall'associazionismo d'istituto a livello psicologico, sociologico, pedagogico-didattico. Una «tavola rotonda» finale ha considerato le modalità di inserimento all'interno delle attuali strutture scolastiche di nuovi strumenti di partecipazione degli studenti alla vita della scuola.
Gli esperti chiamati a tenere le relazioni sono stati il professor Giovanni Gozzer, il prof. Italo Bertoni dell'Università di Genova ed il dr. Renzo Carli dell'Istituto di Psicologia dell'Università Cattolica.
Per ulteriori, più diffuse informazioni scrivere a: Segreteria Nazionale CISS - Via Conciliazione, 1 - Roma.
(Gioventù notizie)
Lo Stato svolge per la Scuola lo sforzo più massiccio della sua storia
Il Ministro Gui, intervenendo ai lavori del Congresso dei provveditori agli studi in corso di svolgimento a Perugia, ha analizzato la situazione nei diversi settori della Scuola.
Per quanto riguarda l'istruzione elementare, il rappresentante del Governo ha ricordato la creazione di nuove direzioni didattiche e la necessità di eliminare anche la lieve, residua evasione all'obbligo della scuola. Nel campo della istruzione media, il Ministro della Pubblica Istruzione ha assicurato che le cospicue immissioni in ruolo di personale docente già avvenute verranno prossimamente completate. «Ciò – ha detto l'on. Gui – servirà a facilitare quello che è oggi il complesso compito della assegnazione da parte dei provveditorati, delle cattedre e degli incarichi». Il Ministro ha quindi ricordato di aver predisposto – insieme con gli altri provvedimenti di sviluppo quantitativo già approvati dal Parlamento o di riforme qualitative in fase di discussione parlamentare – anche quelli per la riforma dell'istruzione secondaria superiore. Difficoltà di vario genere hanno finora ritardato l'esame. È stata presentata tuttavia al Senato un provvedimento d'iniziativa parlamentare che in parte, almeno per quanto riguarda il primo biennio, supplisce a questa mancanza.
«Problemi non nuovi – ha aggiunto l'on. Gui – ma è sembrato utile al Ministro della Pubblica Istruzione ricordarli ancora una volta non per prefigurare le soluzioni che potranno scaturire dal libero dibattito e che il Ministro stesso attentamente esaminerà e terrà presenti nella predisposizione dei futuri provvedimenti, ma per sottolineare una volta di più la insostituibile funzione del Provveditore agli Studi cui fanno capo da tempo compiti di grave responsabilità e che l'attuazione della programmazione scolastica impegna e impegnerà ancor di più mentre lo stato democratico svolge nella scuola lo sforzo più massiccio della sua storia».
Ufficialmente costituita l'organizzazione mondiale degli exalunni ed exalunne delle scuole cattoliche
È stata ufficialmente costituita il 14 ottobre scorso a Roma la «Organisation Mondiale des Anciens et Anciennes Elèves de l'Enseignement Catholique», il movimento che raggruppa gli exalunni e le exalunne di tutte le scuole cattoliche sparse nel mondo. Il Consiglio risulta così composto: avv. Pietro Adonnino, in rappresentanza degli exalunni della Compagnia di Gesù; il signor Taboada Lago (Spagna) per gli exallievi salesiani di don Bosco; la signora Felicetti per le Figlie di Maria Ausiliatrice; il signor Morgantini per i Fratelli delle Scuole Cristiane; il prof. Bombelli, per i Fratelli Maristi delle Scuole; la signora Gatinois, per le exallieve di Santa Clotilde; l'ing. Paolo Napoli, per la Confederazione italiana degli exalunni ed ex-alunne delle scuole cattoliche (Confederex); la signora Cornet, per le ex-alunne di San Domenico; il signor Maurice Sineux, per la «Confédération Francaise des Associations Amicales d'anciens et d'anciennes élèves de l'Enseignement Catholique». Gli obiettivi più immediati di lavoro sono rivolti innanzitutto a completare lo schieramento degli «exalunni» delle scuole cattoliche, inserendo nel Movimento gli allievi di tutti gli istituti diretti da congregazioni religiose, maschili e femminili, che si dedicano all'insegnamento. L'organizzazione intende anche promuovere una efficace azione di aiuto reciproco a favore dei giovani che sono all'inizio della loro esperienza lavorativa o professionale, e collaborare con ogni mezzo alla difesa della libertà di insegnamento e della moralità pubblica, con particolare riguardo al settore delle comunicazioni sociali. All'organizzazione hanno aderito le associazioni di exalunni dei Gesuiti, dei Salesiani, dei Fratelli delle Scuole Cristiane, dei Maristi, nonchè le unioni exalunne di San Domenico, di Santa Clotilde, delle Orsoline, delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e infine le confederazioni italiana e francese degli exalunni dell'Insegnamento Cattolico.
(ANS)
Duecento «fumetti» nel '67 sotto sequestro per oscenità, per un totale di 130 mila copie
Quanti sono i fumetti del sesso e del brivido in Italia? Impossibile contarli. Chiunque, con regolare autorizzazione può stamparne e metterne in circolazione. C'è chi ha fortuna e chi no. Chi non ne ha ricorre alla «provocazione» erotica-sessuale e della violenza, nella convinzione che quella sia la via migliore per raggiungere il maggior numero di lettori e «far soldi» con facilità. Il nudo in quanto tale, come misura del proibito, non esercita più di solito le sollecitazioni di una volta, soprattutto nelle città. Molti personaggi protagonisti dei fumetti «per adulti» – di cui sono interpreti fusti in disarmo, ex pugili suonati, ex attricette fallite – non si spogliano neanche più e tuttavia, negli atteggiamenti, nelle pose, raggiungono forme di diseducazione e di immoralità insospettate.
Durante l'anno che sta per concludersi, l'autorità giudiziaria ha proceduto al sequestro di circa duecento «testate» di pubblicazioni a fumetti, per un totale di 130 mila copie, molto di più cioè, che nell'anno precedente. Questo vuol dire che più passa il tempo e più i fumetti si fanno spinti, più si fanno volgari.
Nato per soddisfare l'immaginazione dei ragazzi, il fumetto è divenuto ormai uno degli strumenti più diffusi per la distribuzione, a puntate, di immagini ed argomenti destinati al soddisfacimento dei peggiori istinti dell'uomo adulto.
Alcune di queste pubblicazioni si spingono sino all'impudenza di certi annunci pubblicitari, del genere «avvisi economici», in cui si dà notizia di coniugi disposti a «scambiarsi» con altri coniugi «purché anticonformisti, desiderosi di nuove esperienze». E tutto questo con (amo di indirizzo e di numeri telefonici. Il richiamo del torbido, della violenza fine a se stessa, nelle forme più mistificate e imprevedibili, sono alla base di gran parte delle pubblicazioni a fumetti di tipo «speciale».
Gli organi di polizia – come ha detto il ministro della Giustizia Reale, in risposta ad una interrogazione parlamentare di un gruppo di deputati – sono stati perciò invitati ad una più assidua vigilanza e ad un'opera più decisa di repressione. «Dal canto suo – ha aggiunto Reale – la magistratura non manca di svolgere con il massimo impegno l'attività di sua competenza quando ricorrano gli estremi del reato».
(da «La Gazzetta del Popolo», 22-XI-67)
La pastorale giovanile dello sport e turismo
La Federazione Attività Ricreative Italiane (FARI) ha tenuto a Roma il suo annuale Convegno Nazionale di studio riservato alle proprie dirigenti provinciali e zonali sul tema «La FARI per una pastorale giovanile dello sport e del turismo». Con tale convegno essa intendeva riproporre in termini nuovi il discorso della sua impegnata presenza nel mondo sportivo e turistico giovanile femminile d'oggi: discorso di servizio alla Società e alla Chiesa.
Mons. Pini, nella sua relazione introduttiva, dopo essersi rifatto alla definizione di pastorale come la scienza e l'arte di tradurre il messaggio cristiano in termini contemporanei, ha riconosciuto nello sport e nel turismo uno dei segni dei tempi. Per animare cristianamente queste due realtà, ha detto, è necessaria una pastorale che sia frutto dell'azione convergente, organica della gerarchia e dei laici perché l'opera degli uni sia integrante e complementare di quella degli altri. Presentando le funzioni della gerarchia e quelle dei laici ha precisato che tale azione di animazione temporale interessa più specificamente i laici che devono scoprire e assumere i valori positivi dello sport e del turismo, porli al servizio dello sviluppo integrale della persona e della comunità, aprirli, attraverso la testimonianza e il dialogo, agli altri valori. Ha concluso dicendo che la Federazione non ha una sua pastorale, non ha il compito di farlo, non è strutturata per farlo. Ma però, chiamata a dare il suo apporto di studio, di esperienza, di organizzazione può diventare uno strumento valido di pastorale giovanile e inserita al giusto posto e coordinata con altre organizzazioni può contribuire a fare della pastorale giovanile dello sport e del turismo una pastorale completa ed integrale.
La relazione del dott. Gastaldi ha sottolineato il tempo libero e lo sport come dimensioni dell'evoluzione del costume in atto nella nostra società, e ha dato delle indicazioni valide sul valore di socializzazione e sulla potenzialità di liberazione delle attività sportive, rispetto al periodo della collettivizzazione derivanti dalla società dei consumi. Il relatore si è soffermato poi sul significato e sulle caratteristiche dello sport giovanile, con particolare riferimento allo sport femminile, secondo le classi di età e in rapporto alla evoluzione fisica, emotiva intellettuale della personalità. Nell'ultima parte della relazione ha presentato alcune possibilità e condizioni perché lo sport femminile giovanile diventi una esperienza generalizzata per le ragazze italiane e acquisti un significato positivo nel processo di equiparazione sociale della donna nella società moderna.
Il dott. Mandillo ha parlato degli sviluppi del turismo sul piano economico, culturale, umano-sociale, spirituale religioso e sulla sensibilità dei giovani riguardo al turismo.
Ogni relazione è stata seguita da discussioni e da lavori in gruppi di studio che hanno avuto il compito di approfondire alcuni problemi e di proporre alcune soluzioni.
La Scuola dei genitori
Mi sono trovato la sera di martedì 5 dicembre nell'Istituto Salesiano di Milano a partecipare alla prima riunione del Consiglio dei Genitori. Bellissima iniziativa. Il Consiglio dei Genitori – eletto democraticamente dai genitori degli alunni frequentanti l'Istituto – raduna una trentina di persone, divise in tre se zioni (Scuola media - Biennio - Triennio Superiore) e ha lo scopo di rendere sempre più presente e attivo l'interessamento dei genitori verso l'Istituto, onde avere una stretta collaborazione con gli insegnanti per la conoscenza maggiore degli allievi e soprattutto per stabilire fra scuola e famiglia un fronte unico per una più efficace opera educativa, sia nell'ambito della scuola come nella grande zona del tempo libero.
Questa prima riunione non solo ha avuto per scopo la verifica delle elezioni, la periodicità delle adunanze, la formazione di un programma di attività extra-scolastiche, come la festa della premiazione, l'inizio di un laboratorio linguistico, ma specialmente di programmare la Scuola dei Genitori.
Sì, perché a Milano vanno a scuola anche i genitori! Lo scopo non è quello di una integrazione culturale o professionale, ma di rendere sempre più idonei i genitori ad una azione veramente educativa nei confronti dei figli. Perciò la scuola si articola in cinque sezioni, a seconda dell'età e quindi della classe frequentata dai figli: tre per la scuola media, una per il biennio, l'ultima per il triennio. Scelti gli argomenti di lezione (ad esempio, il primo sarà: Atteggiamento dei genitori di fronte alle nuove fonti di educazione: stampa, radio, T.V., cinema), si fa anzitutto un'opera di ricerca e di inchiesta attraverso un questionario inviato ad ogni famiglia; quindi una preparazione con la lettura di libri o articoli, segnalati ai genitori dagli educatori; viene quindi la lezione tenuta dall'esperto con possibilità di discussione e si termina con una tavola rotonda o un cine-dibattito, cui partecipano insieme e genitori e figli. Sì, perchè nello stesso tempo, attraverso la scuola o il doposcuola, anche gli allievi vengono informati sullo stesso argomento presentato ai genitori.
Così scuola e famiglia si trovano nella possibilità di parlare uno stesso linguaggio educativo.
Per ogni argomento scelto (tre o quattro per anno) si impiega un mese o anche due per condurlo a termine. L'iniziativa, completamente libera, è stata assai apprezzata dai genitori e dalle adesioni pervenute si calcola che quasi la totalità parteciperà alla... Scuola dei Genitori.
A me è parsa tanto geniale e simpatica, che mi pare utile segnalarla a tutti gli Istituti.
(Ivo Paltrinieri)








































