Vittorio Gambino
(NPG 1968-02-105)
UN DOSSIER DA TENERE SUL TAVOLO
In un mondo che si internazionalizza e in una Chiesa che si fa dialogo e azione ecumenica; la Congregazione Salesiana ha voluto nel suo Capitolo Generale XIX, l'organizzazione di una pastorale giovanile «della scambio» ossia di una pastorale che e qui e dappertutto, che non si esaurisce in tentativi isolati e autonomi, ma si costruisce ed arricchisce in continuo dare e ricevere.
L'iniziativa di un «dossier» internazionale, è nato appunto in questo clima, per offrire un servizio che fosse lievito e fermento in tutto il mondo salesiano.
Il dossier viene inviato dal Centro ai soli Delegati Ispettoriali della P.G.: è un organo di collegamento a livello nazionale.
In questo studio vengono analizzate le idee che ne stanno alla base: i nuovi impulsi del mondo giovanile attuale e il necessario adeguamento degli educatori.
Una iniziativa non sorge dal tavolo, ma dalle esigenze concrete della realtà. Si tratta di constatare come un tale dossier sia una iniziativa richiesta, dalle esigenze interne della realtà pastorale salesiana, nel mondo giovanile contemporaneo.
Ora il mondo giovanile contemporaneo, nel quale opera la Pastorale Giovanile salesiana, presenta delle tendenze e delle inclinazioni, che impongono per starci, dietro un collegamento internazionale tra educatori.
1° fatto: l'internazionale giovanile. È abbastanza facile constatare come i giovani di tutto il mondo siano pervasi da una tendenza che li accomuna al di sopra delle frontiere e delle situazioni locali. Quali indici abbiamo di questa tendenza? La moda, i dischi, gli slogan, le iniziative. «Bastano questi quattro indici: la moda, sorta a Londra ai giovani non e moda inglese importata in Italia, ma moda giovanile, moda dei giovani, senza preoccupazioni di nazioni o di luoghi, Così viene diffusa ed accolta. I giovani italiani si sentono più fratelli con i giovani inglesi, russi, americani, che con i ragazzi italiani o gli adulti italiani. Essi si sentono capiti dai coetanei di tutte le lingue e non si sentono capiti dagli adulti della propria patria. Il discorso sulla moda 'Può essere ripetuto 'per i dischi, discorso non meno facile; per gli slogans; per le iniziative, ad esempio per il Vietnam, che si ripetono sotto tutte le bandiere.
Obbiezioni possibili: non è un fenomeno di minoranza? Forse chi è abituato al 10% della gioventù locale che frequentano l'oratorio o la parrocchia o l'istituto; vede in modo confuso l'altro 90% che sta fuori a livelli più o meno distanziati e coglie il fenomeno della gioventù «Beat» come marginale. Forse è più preciso dire: sono pochi i giovani fanatizzati dalla cultura Beat ma sono forse tutti i giovani contagiati da essa. Quindi il problema è reale per noi.
Altra obbiezione: non è un fenomeno secondario? Si vorrebbe qui dire che questo fattore internazionale non è quello determinante, mentre è più determinante la situazione locale (emigrazione interna, superlavoro per studenti, mancanza di modelli di costume negli adulti, avvertenza del malcostume politico e commerciale degli adulti, ecc.). Non è qui il luogo per una gerarchizzazione dei fattori che intervengono a creare la situazione giovanile. Tuttavia anche in una rapida analisi sembra che il fattore della solidarietà internazionale giovanile, della unione tra i giovani di tutto il mondo quanto a modo di pensare e di reagire sia scontata.. Una controprova: tutti sentiamo come il fenomeno «gioventù» non sia una fase scontata entro uno sviluppo che supera presto la fase stessa col fidanzamento, il servizio militare, ecc. Ci accorgiamo che per colpa anche degli industriali della gioventù il fenomeno si è come strutturato, ha una consistenza diversa, più vasta e duratura, più intensa e indipendente. Ora come possono individui di per se ancora immaturi e indecisi avere una tale indipendenza? Solo attraverso la loro coalizione. Essi si sostengono di continente in continente, fanno blocco e sono una forza. Negli individui e nei gruppi locali la consistenza del fenomeno meno sarà più o meno forte, ma sta di fatto che, questo modo giovanile di vivere negli anni '70 è alla radice di molti atteggiamenti e comportamenti dei singoli, che lo avvertano o meno.
2° fatto: il ritorno dei soldi allo stato fluido. Si può esprimere Così la situazione delle strutture etiche, individuali e comunitarie, nel mondo '70. Dalla revisione interna della Chiesa postconciliare, alla messa in questione di strutture finora solidissime (vedi etica matrimoniale, forme di religiosità, ecumenismo, rapporto tra laici e clero), ci sono. svariati fattori che portano a questa situazione: i «solidi» sono come tornati allo stato fluido, cioè ci si può discutere sopra, non sono apodittici, irrevocabili e immodificabili come prima, tutto è in stato di «aggiornamento». Quali reazioni presenta il mondo giovanile a questo stato di cose? Per quanto ci riguarda soprattutto una minore subordinazione al sistema educativo locale ed un guardare altrove «come si fa». È spontaneo in un periodo di ricerca e di revisione il guardare altri: come fanno, come impostano, quali soluzioni hanno trovato da sostituire. Ci sembra che quel guardarsi dei giovani tra di loro da nazione a nazione, quel cercarsi, quel certo tipo di turismo giovanile spontaneo, esprima un simile stato d'animo: crescente indipendenza dai sistemi vigenti in loco e attenzione ai sistemi escogitati altrove.
Vi è a dire il vero anche un altro fenomeno collaterale: quello indicato dai «gruppi spontanei». Già questa denominazione significa una maggiore importanza data alla ricerca spontanea delle soluzioni ai problemi in un «fare esperienza», in un «provare e riprovare quanto mai delicato, dove l'adulto si affianca più che comandare. Anche la crescente concezione dell'autorità come «servizio» favorisce uno sbrigliarsi delle tensioni spontanee. Ma nei giovani l'individualità è troppo debole e perciò il mettersi nella ricerca spontanea porta presto a cercare insieme, a cercare come fanno gli altri giovani, cioè a quell'internazionale giovanile, di cui si è parlato.
PER I GRUPPI MISSIONARI
A) Orientamenti
In ogni casa salesiana ed anche fuori di essa, nelle scuole e parrocchie - sorgono gruppi giovanili che tengono viva l'idea missionaria e la traducono in realizzazioni.
1. Il Centro Nazionale di Pastorale Giovanile si propone di seguirli e di offrire loro informazioni e sussidi. Preferibilmente ogni iniziativa o richiesta dovrebbe far capo al Delegato Ispettoriale, o meglio ancora all'incaricato Missioni dell'Ispettoria. È comunque necessario che il Centro Nazionale conosca l'esistenza e l'efficienza idi tali gruppi.
2. Materiale, idee, suggerimenti e racconti saranno curati sulle riviste
M 12, Dimensioni e Duemila; esse richiederanno l'opera educativa missionaria del capo gruppo o dell'animatore per evidenziare tali articoli e per farne nascere discussioni e realizzazioni.
Su Note di P. G. il senso missionario sarà sviluppato da articoli che si ispirano all'orientamento post-conciliare della Chiesa missionaria.
3. Salvo direttive particolari dell'Ufficio Missionario Nazionale della CEI e dell'Ufficio Centrale Missioni Salesiane di Torino, il Centro di Pastorale Giovanile intende essere solamente di servizio e di spirito ai centri ispettoriali e locali. In particolare intende servire quei collegamenti o gemellaggi diretti che varie ispettorie o diocesi hanno già realizzato con alcune zone missionarie di civilizzazione e evangelizzazione.
B) Per i giovani (Oratorio, Ginnasio, Istituto, Liceo...)
1. È possibile fornire ai gruppi indirizzi e telefono di attivisti appositamente preparati per animare i gruppi missionari: si tratta di sacerdoti e specialmente di universitari e professionisti; sono dislocati un Po' in tutta la penisola e quindi presumibilmente sono accessibili. In ogni ispettoria poi occorre evidenziare quei missionari disponibili.
2. Esistono dei gruppi giovanili «Genti e Culture», sorti in seno alla Lega Missionaria Studenti. Essi si propongono di «preparare i giovani ad assumere e svolgere con competenza le proprie responsabilità di comprensione, di stima e amicizia fra i popoli».
Esistono pure organizzazioni nazionali e internazionali a cui ispirarsi o collegarsi per attuare iniziative missionarie all'estero o in Patria. Il Centro volentieri asseconda le iniziative locali che emergono dal senso missionario dei gruppi.
3. È possibile facilitare l'ordinazione di riviste e di materiale missionario in genere, di cui si è parlato nel numero di Novembre di Note di P.G. La direzione di Gentes dispone di annate arretrate della rivista (L. 1.200 per annata) e sette serie di studi (L. 500 cadauno) di argomento missionario, che costituiscono una piattaforma ideale per le ricerche, le riflessioni e gli incontri dei gruppi.
«Fede e Civiltà» mensile di Parma dedica 8 numeri della rivista per la formazione dei giovani alla spiritualità missionaria.
C) Per i ragazzi della media e preadolescenti di Oratorio
1. Il Centro fornirà l'indirizzo di missionari con cui un gruppo o un reparto vuole rimanere in corrispondenza, assicurando di fornire l'indirizzo di coloro che ci assicurano di continuare a corrispondere.
2. Sono disponibili: diapositive, foto e cartoline missionarie; dischi di canti; oggetti caratteristici.
3. Verranno editati – a cura dell'Ufficio Centrale Missioni Salesiane – sussidi e buste missionarie a servizio dei gruppi che le richiedono, o divulgate esperienze particolarmente significative che saranno segnalate.
4. I gruppi che curano «filatelia» o «numismatica» segnalino la loro attività e facciano richiesta di quanto loro occorre come sussidio teorico pratico.
PER I GRUPPI LITURGICI
Lettori: tunica romana, bianca con due strisce rosse verticali ai due lati per gli adolescenti e preadolescenti; camice con amitto e cingolo per' gli adulti.
Cantori: tunica internazionale, con ampio collare con o senza cappuccio, cingolo, croce di legno per fanciulli e preadolescenti; camice con amitto e cingolo per gli adulti.
Una tessera, un distintivo, una pubblicazione periodica lega membri tra loro e con la loro associazione e federazione.
Dalla Costituzione Conciliare sulla liturgia risulta che «anche i ministranti, i lettori, i commentatori ed i membri delle scuole di canto svolgono un vero ministero liturgico». Essi perciò esercitano il proprio ufficio con quella sincera pietà e quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la loro parte secondo le norme stabilite e con ordine.
Per rendere operanti queste direttive, è stata costituita la Federazione Internazionale dei. Ministranti, allo scopo di organizzare riunioni di studio, stabilire un programma annuale,, provvedere sussidi... ecc. In Italia, sono organizzate tre associazioni:
– gli Accoliti (o Ministranti) in funzione di servizio cerimoniale;
– i Lettori: per la breve presentazione, o commento, o guida alla lettura o lettura diretta dei testi sacri;
– i Cantori: per l'esecuzione di canti sacri riservati a loro; e la guida del canto corale dell'assemblea.
Queste tre Associazioni, che possono avere una qualifica comune di «liturgiche» sono dunque una realtà; con il loro S. Patrono comune che è l'adolescente S. Domenico Savio; con i loro Statuti e Regolamenti; i loro. Sussidi per realizzare attività distinte nel servizio all'altare.
Ciascuna ha il suo cerimoniale di accettazione, una divisa liturgica:
Accoliti: veste e cotta per fanciulli; camice con amitto e cingolo per adulti.
Il Centro di Pastorale Giovanile mantiene contatti con i Dirigenti e le Sedi dell'Associazione Accoliti, Collegio Lettori, Federazione Ragazzi Cantori; ed invita tutte le Comunità Educative a rendere operanti le direttive della Chiesa, attraverso un'intesa tra i Maestri di Musica (già in atto in alcune ispettorie); alla costituzione dei tre Gruppi Liturgici (con le categorie, per ragazzi e giovani ed anche adulti); ed a preparare i membri all'accettazione regolare ed alla attività nel Gruppo; all'aggregazione alla Federazione, si proceda secondo le indicazioni che verranno date, a seguito delle intese che il Centro Nazionale – secondo le direttive della C.I.S.I. – prenderà con le singole Federazioni.
Di tali intese (aggregazione, tessera, giornale, ecc.) saranno portavoce i Delegati Ispettoriali.
UNA GARA ISPETTORIALE DI CANTO SACRO
Il Centro di Pastorale Giovanile dell'Ispettoria Salesiana Pugliese-Lucana ha indetto una gara di canto che merita di essere segnalata.
Due pregi notevoli:
a) La valutazione del canto avviene in un contesto di celebrazione liturgica. La Commissione partecipa ad una santa messa, nell'ambiente parrocchiale su cui deve emettere un giudizio ed esprime il punteggio per la classifica in base a tutto lo «stile» della celebrazione.
Questo metodo avrebbe potuto essere applicato – ci pare – molto opportunamente anche per gli Istituti.
b) Per i canti è stato stilato un repertorio base obbligatorio, di composizioni veramente consone che formeranno poi i patrimonio comune di tutta l'Ispettoria, ed un repertorio più ampio facoltativo.
Dal Regolamento, riportiamo le Finalità della Gara che indicano con chiarezza, particolare impegno e sensibilità liturgiche:
1. La gara mira a favorire la formazione di un repertorio ispettoriale dí canti liturgici e a stimolare la costituzione di gruppi di Pueri cantores, promuovendo l'educazione al canto di massa.
2. La gara interessa tutta la comunità educativa: perciò la scelta dei santi è stata limitata alla sola musica vocale monodica.
3. Il repertorio programmato riguarda solo canti popolari liturgici, per raggiungere subito un fine pratico: un esemplare servizio di Messa dialogata.
4. Partecipano alla gara i complessi corali degli Istituti, degli Oratori e delle Parrocchie, formando due sezioni: la prima comprende gli Istituti e gli Oratori, la seconda le Parrocchie. Per le Scholae delle Parrocchie è prevista anche la composizione mista di uomini e donne, purché il complesso vocale quando è cosi composto, sia collocato non sulla cantoria, ma tra i fedeli, in modo che «chiaramente appaia la sua natura: esso fa parte dell'Assemblea dei fedeli e svolge un suo, particolare ufficio» (Istruzione del 5 marzo 1967, art. 23).
5. Qualunque sia il posto da essa occupato, la Schola va sempre distinta dall'Assemblea. Il gioco di alternanza tra Schola e Assemblea è spesso chiaramente indicato dagli autori dei canti proposti; la sensibilità dei singoli Maestri saprà poi – caso per caso – sostituire, dove occorra, un gruppo di Solisti a tutta la Schola. Alcuni canti, invece, comportano la divisione in due cori, nell'ambito della stessa Assemblea; dove la consistenza numerica non lo comportasse, la distinzione in due cori potrà essere: 1° Coro = Schola; 2° Coro = Assemblea; Tutti = Schola + Assemblea.
6. Da quanto è detto sopra si desume chiaramente la posizione e la funzionalità dei «Pueri cantores», che in seno alla Schola costituiscono una sezione privilegiata.
7. La Schola Cantorum comprenda da un minimo di 12 elementi a un massimo di 40, in proporzione del numero dei giovani dell'Istituto e dell'Oratorio o dei fedeli della Parrocchia.








































