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    Chiesa e azzardo


    (NPG 2018-07-41)


    Anche se meriterebbe uno studio più approfondito e articolato (che probabilmente troverà spazio direttamente nel sito), indichiamo qui qualche documentazione ufficiale della Chiesa su un tema che sta diventando sempre più caldo per la vastita dei numeri convolti e dei drammi suscitati. E poi qualche indicazione su come le comunità ecclesiali possono muoversi.

    1. Voci autorevoli

    Catechismo della Chiesa cattolica
    «I giochi d’azzardo (gioco delle carte, ecc.) o le scommesse non sono in se stessi contrari alla giustizia. Diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione del gioco rischia di diventare una grave schiavitù. Truccare le scommesse o barare nei giochi costituisce una mancanza grave, a meno che il danno causato sia tanto lieve da non poter essere ragionevolmente considerato significativo da parte di chi lo subisce».
    (n. 2413)

    Papa Francesco
    Quando il capitalismo fa della ricerca del profitto l’unico suo scopo, rischia di diventare una struttura idolatrica, una forma di culto. La “dea fortuna” è sempre più la nuova divinità di una certa finanza e di tutto quel sistema dell’azzardo che sta distruggendo milioni di famiglie del mondo, e che voi giustamente contrastate. Questo culto idolatrico è un surrogato della vita eterna. I singoli prodotti (le auto, i telefoni…) invecchiano e si consumano, ma se ho il denaro o il credito posso acquistarne immediatamente altri, illudendomi di vincere la morte… Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia!
    (4 Febbraio 2017 ai partecipanti all’incontro sull’Economia di comunione)

    Di fronte a questa drammatica realtà, giustamente voi vi chiedete: quale dev’essere la nostra risposta? Certamente non un atteggiamento di scoraggiamento e di sfiducia. Voi giovani, in particolare, non potete permettervi di essere senza speranza, la speranza è parte di voi stessi. Quando manca la speranza, di fatto manca la vita; e allora alcuni vanno in cerca di un’esistenza ingannatrice che viene offerta dai mercanti del nulla. Costoro vendono cose che procurano felicità momentanee e apparenti, ma in realtà introducono in strade senza uscita, senza futuro, veri labirinti esistenziali. Le bombe distruggono i corpi, le dipendenze distruggono le menti, le anime, e anche i corpi. E qui vi do un altro esempio concreto di contraddizione attuale: l’industria del gioco d’azzardo. Le università possono dare un valido contributo di studio per prevenire e contrastare la ludopatia, che provoca danni gravi alle persone e alle famiglie, con alti costi sociali.
    (17 Febbraio 2017, all’università Roma 3)

    Alla base delle crisi economiche e finanziarie c’è sempre una concezione di vita che pone al primo posto il profitto e non la persona. La dignità umana, l’etica, la solidarietà e il bene comune dovrebbero essere sempre al centro delle politiche economiche attuate dalle pubbliche Istituzioni. Da esse ci si attende che disincentivino, con misure adeguate, strumenti che, direttamente o indirettamente, sono causa di usura, come ad esempio il gioco d’azzardo, un’altra piaga. Io ho visto, ho saputo, di donne anziane a Buenos Aires, che andavano in banca a ricevere la pensione e da lì si recavano al locale del gioco di azzardo. È una patologia che ti prende e ti uccide!
    (3 Febbraio 2018 alla Consulta Nazionale anti-usura)

    2. Un possibile ruolo delle comunità parrocchiali contro l’azzardo

    Il gioco d’azzardo è uno dei consumi di massa su cui la Chiesa ha invitato a vigilare. Soprattutto ultimamente la presa di posizione è stata netta: rifiuto totale del consumo di azzardo sia come fonte di intrattenimento sia come possibile strumento per incrementare le entrate dello Stato o come settore dell’economia attraverso cui creare posti di lavoro. Papa Francesco ha parlato a questo proposito di “mercato ipocrita” nel senso che se da una parte il gioco d’azzardo viene descritto come un nuovo ambito economico attraverso cui creare nuove occasioni di lavoro; dall’altro molti osservatori fanno notare che ciò avverrebbe comunque a spese del benessere sociale, della salute e dell’equilibrio delle famiglie e dei singoli, in particolare dei più emarginati e dei più fragili. Tra questi lo stesso Papa Francesco di recente ha espresso parole nette: «gli aerei inquinano l’atmosfera, ma con una piccola parte dei soldi del biglietto pianteranno alberi per compensare parte del danno. Le società dell’azzardo finanziano campagne per curare i giocatori patologici che esse creano. E il giorno in cui le imprese di armi finanzieranno ospedali per curare i bambini mutilati dalle loro bombe, il sistema avrà raggiunto il suo culmine. Questa è l’ipocrisia» . La Chiesa si è espressa anche su tematiche specifiche riguardanti il problema dell’azzardo: ha ribadito la necessità di eliminare completamente ogni forma di pubblicità che ne incentivi il consumo; ha confermato la connessione perversa tra gioco d’azzardo legale, usura e criminalità organizzata; ha sostenuto attivamente la società civile; ha parlato di gioco d’azzardo nei termini di un vero e proprio “cancro sociale” studiato per far perdere e produrre malattia e povertà; ha sottolineato la profonda contraddizione tra sport e azzardo (nella forma delle scommesse sportive); ha ribadito la necessità di svincolare i 59 finanziamenti delle iniziative culturali e ricreative dai proventi dell’azzardo; ha sottolineato la contraddizione interna di un settore economico che lucra sulle debolezze delle persone più povere, in una sorta di “sciacallaggio” sociale senza scrupoli; ha evidenziato i rischi estremi che corrono fasce sociali particolari come i giovani e gli anziani. Le parrocchie, come chiesa locale, sono chiamate a rispondere a questo appello, ad essere in prima linea nel contenimento dell’azzardo, per la tutela dei territori e dei cittadini innanzitutto con iniziative di tipo formativo, offrendo spazi concreti di informazione in cui potersi confrontare sulla realtà sommersa eppure così devastante del gioco d’azzardo. Le parrocchie possono apportare un contributo fondamentale anche sul piano educativo favorendo iniziative in cui si recuperi il ruolo di orientamento e cura degli adulti nei confronti dei giovani, sollecitati di continuo da consumi – tra cui quello dell’azzardo - che alimentano ingiustizie e malessere sociale, false speranze e disvalori. Questo aspetto può essere fortemente promosso dalle parrocchie, sia mettendo a disposizione momenti di ascolto tra le generazioni che momenti di informazione sul gioco d’azzardo realizzati ad hoc per i giovani o per le persone e gli operatori pastorali a contatto con loro (capi scout, catechisti, genitori, nonni, ecc.). Ma innanzitutto è doveroso recuperare ciò che da sempre fonda e rende credibile ogni iniziativa pedagogica: il buon esempio. Gli adulti dovrebbero avere il coraggio di confrontarsi con la concretissima realtà della scelta, non cedendo a forme di consumo discutibili o ad atteggiamenti che, anche se in buona fede, possono essere percepiti come ambigui e contraddittori. L’appartenenza ad una comunità (anche quella parrocchiale) può funzionare da cassa di risonanza nei confronti delle giovani generazioni e fornire così l’ambiente di vita 60 in cui si sperimentano modelli e scelte (anche economiche e di consumo) orientate verso la solidarietà, la condivisione e la comunione. Un altro fondamentale aspetto su cui le parrocchie possono intervenire è la tutela del territorio in cui sono ubicate: innanzitutto informandosi sulla presenza o meno di un regolamento cittadino o municipale sul gioco d’azzardo ma anche essere attenti a ciò che accade per le strade, al rispetto dei regolamenti – laddove vigenti – in materia di gioco d’azzardo di cui abbiamo parlato, con un occhio di riguardo su tematiche come la distanza dai luoghi sensibili, il rispetto degli orari di apertura e funzionamento dei punti-gioco (sale slot ma anche slot machine possedute da altri esercizi commerciali: bar, circoli, ecc.); la presenza di cartelli di avvertimento sul divieto ai minori di 18 anni ben visibili. Infine, le comunità parrocchiali potrebbero fare una scelta forte che orienti i consumi quotidiani verso circuiti economici “etici”, attraverso iniziative di consumo critico che sostengano, in una logica premiale, tutti quegli esercizi commerciali del quartiere (se ve ne sono) che rinunciano alla vendita di gioco d’azzardo. L’obiettivo potrebbe essere quello di creare e rendere stabili a livello territoriale gruppi di acquisto che possano ricucire relazioni e diffondere un messaggio eticamente forte attraverso il buon uso del denaro, in cui esso ritorni ad essere uno strumento – uno dei tanti – a servizio del bene comune e della socialità, piuttosto che dei loro contrari.
    (estratto da S(LOTTIAMO), della Caritas di Roma)

    3 Attività della caritas di Roma contro l’azzardo
    https://www.caritasroma.it/attivita/slottiamo-contro-lazzardo/


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