Pastorale Giovanile

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     P. Pino Puglisi
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    • On line TUTTI GLI ARTICOLI (e i DOSSIER) dell'annata 2022: 122 articoli usufruibili per la lettura, lo studio, la pratica, la diffusione (citando gentilmente la fonte).Digitare il mese.
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    Il fuoco non si spegne,

    si porta con sé

    Dopo otto anni di vita scoutistica, uno sguardo all’indietro (e una sbirciatina in avanti)

    Anna Ronchietto *


    scout anna

    Quando, ormai otto anni fa, iniziai il mio percorso scout, non avrei mai immaginato che sarebbe stata forse l’esperienza più importante e formativa vissuta.
    Cominciati quasi per gioco, seguendo le orme dei nonni e di mio papà, gli scout hanno presto iniziato a far parte concretamente della mia vita quotidiana: “Sono una scout” è sempre stata una frase che, da quando ne ho memoria, mi ha accompagnata negli anni, prima pronunciata con timidezza, poi in modo sempre più fiero e consapevole.
    Iniziai in terza elementare e venni subito catapultata in un mondo fatto di uniformi, giochi, storie e avventure, un mondo difficile da spiegare a parole, ma perfettamente chiaro e semplice per chi ne fa parte.
    Quando ero in Branco (così sono chiamati i primi quattro anni) pensavo che lo scoutismo fosse come un enorme puzzle e che, di anno in anno, tessera dopo tessera, sarei riuscita a comporlo fino a formare un enorme, bellissimo quadro: non sapevo bene il disegno finale, ma era bello incastrare i pezzi.
    Ora otto anni più tardi, se mi guardo indietro comincio a intravedere “il soggetto”, un grandissimo dipinto di colori e figure che si intersecano a vicenda, pronto per essere ancora arricchito di esperienze e scoperte.
    In Branco ho potuto scoprire le persone intorno a me non attraverso prestazioni, competizioni, risultati, come accade per la scuola o il mondo dello sport, ma attraverso l’aiuto reciproco, le diverse passioni messe in comune, la lealtà e la sportività durante i giochi. Ho imparato la forza del gioco come strumento di coesione e unità, l’importanza di una mano stretta durante una salita impervia, l’ascolto e la presenza, anche silenziosa, che a volte vale più di mille parole. La capacità più grande, però, che ho appreso fin da quando sono piccola è quella di ESSERE nel gruppo, non semplicemente STARCI DENTRO. Per una bambina di nove anni ciò può semplicemente significare farsi degli amici, ma poi arriva la sfida più grande che lo scoutismo pone: la diversità. Dentro un gruppo di persone, affini o meno alla persona che si è, si fa strada la ricerca di se stessi attraverso il confronto e la capacità di sapersi mettere a servizio con la consapevolezza dei propri pregi e difetti.

    Riceviamo e volentieri segnaliamo

     

    montanaro

    pp. 136 - € 14,00

    L'AUTORE

    Michele Montanaro (1985), docente di Religione Cattolica nella scuola secondaria di secondo grado a Bologna, è laureato in Scienze Filosofiche e in Teologia. Nel suo insegnamento unisce teologia, filosofia e letteratura, ispirandosi al pensiero di Benedetto XVI. Promuove una “ecologia dell’uomo” fondata su verità, libertà e custodia del creato, per sensibilizzare i giovani alla cura della casa comune.


    IL SOMMARIO

    Premessa
    Introduzione
    Impianto del testo e fonti
    Custodire la terra, promuovere l’uomo
    Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato
    Un imperativo morale: la crisi ecologia secondo Benedetto XVI
    Prendersi cura della terra: un invito alla responsabilità
    La teologia della creazione secondo Joseph Ratzinger: un invito alla custodia responsabile del creato

    NON FATEVI RUBARE IL TEMPO

    Passato, presente, futuro: la posta in gioco di ogni vita

    Riflessioni con e per adolescenti

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    (QUI  IL FILE PDF)

    Papa Francesco, rivolgendosi più volte ai giovani, ha usato un'espressione diventata ormai familiare a moltissimi educatori e animatori: non lasciatevi rubare la speranza. È un'esortazione che ha attraversato incontri, discorsi, messaggi rivolti a intere generazioni, e che continua a risuonare perché tocca una ferita reale, riconoscibile, di cui i ragazzi stessi, pur senza sempre saperla nominare con queste parole, avvertono il peso. Ma se ci si ferma a chiedersi cosa renda possibile, o impossibile, la speranza, ci si accorge presto che essa non nasce dal nulla, sospesa nell'aria: ha bisogno di radici salde nel passato per non essere ingenuità, ha bisogno di un presente vissuto per intero per non essere fuga, e solo allora può protendersi, con fondamento reale, verso un domani che non conosce ma in cui sceglie
    comunque di credere. La speranza, insomma, non è la quarta dimensione del tempo accanto alle altre tre: è ciò che nasce quando passato, presente e futuro sono tutti e tre custoditi, e ciò che si spegne quando anche uno solo di essi viene sottratto.
    Ecco perché questo percorso ha scelto di allargare lo sguardo, mantenendo la stessa urgenza e la stessa tenerezza della frase di Francesco, ma applicandola all'intera architettura temporale dell'esistenza: non lasciatevi rubare il tempo, in nessuna delle sue tre stagioni. Perché il ladro, come si vedrà, non lavora mai su un fronte solo. Ha tre volti, e ciascuno agisce con una strategia diversa, tanto più efficace quanto più resta invisibile a chi la subisce.


    Introduzione
    Il ladro che non lascia impronte

    NON FATEVI RUBARE LA MEMORIA
    Chi non ha radici, non cresce

    NON FATEVI RUBARE L'ISTANTE
    L'unico tempo che avete davvero è adesso

    NON FATEVI RUBARE IL DOMANI
    Il futuro ha ancora futuro

    Conclusione
    Un solo furto, tre volti

    VADEMECUM PER L'EDUCATORE
    Le categorie filosofiche e teologiche dietro il testo

    BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
    Parte I – la memoria
    Parte II – l'istante

    Parte III – il domani

    LABORATORIO
    Materiali di lavoro per gruppi di adolescenti e giovani

    Sulla soglia del silenzio 
    I Salmi e la preghiera dei giovani 

    GIOVANI SALMI

    (QUI IL FILE PDF)

    C'è un gesto, oggi, che sorprende chi lo osserva da fuori e che pure si ripete con crescente frequenza nei gruppi giovanili, negli oratori, nei cammini estivi: giovani che tornano, quasi per istinto più che per formazione, alla preghiera antica delle Lodi, dei Vespri, della Compieta. Non la scelgono perché la comprendono fino in fondo – la loro grammatica esegetica ed ermeneutica resta spesso distante da quella dei salmi, nati in un mondo agricolo e regale, dentro una teologia dell'alleanza che i giovani di oggi non hanno respirato da bambini – eppure la cercano. La cercano perché in quel gesto trovano qualcosa che le loro parole non riescono a dare: un ritmo, una compagnia, un silenzio condiviso all'ombra di una chiesa aperta, in un bosco, in un prato di montagna al tramonto.
    Non è dunque questione di restaurare una forma, ma di riconoscere una domanda che quella forma, imperfettamente, custodisce: il bisogno di invocare, di ascoltare, di stare davanti a Qualcuno che non si vede ma che si intuisce presente. I salmi possono rispondere a questa domanda non perché siano la modalità ideale di preghiera per un adolescente del nostro tempo, ma perché in essi la parola umana raggiunge una densità e una verità che raramente troviamo altrove: parole che gridano, che dubitano, che si affidano, che lodano senza vergogna e che si arrendono senza sconfitta.
    Questo itinerario propone sedici salmi, scelti non per completezza sistematica ma per capacità di parola: salmi che sanno dire, e insieme far tacere; salmi che aprono una finestra proprio là dove il giovane non trova ancora il proprio linguaggio. Sono organizzati in sei nuclei tematici, ciascuno dei quali tocca una delle grandi domande che attraversano l'esperienza giovanile – la ricerca di Dio, il grido e l'abbandono, la fiducia, lo stupore per la vita, l'identità e la verità di sé, la giustizia e la speranza per il mondo – a cui si aggiunge una settima sezione, trasversale alle prime sei, dedicata ai tre tempi della giornata: il mattino, la sera, la notte.
    Ogni sezione presenta i propri salmi in una scheda con una breve introduzione sul senso e sull'uso di ciascun testo per la preghiera dei giovani, il testo del salmo, seguita da un unico commento d'insieme, che attraversa la dimensione esegetica, quella esistenziale, quella spirituale, quella cristologica ed ecclesiologica del nucleo tematico nel suo complesso. Non si tratta dunque di un commento ripetuto salmo per salmo, ma di una lettura unitaria che lascia emergere come i due o tre testi di ciascuna sezione si illuminino a vicenda, prima di aprirsi, sempre, a Cristo come compimento della parola pregata.


    I. Il desiderio e la ricerca di Dio
    Salmo 42 · Salmo 63

    II. Il grido e l'abbandono
    Salmo 22 · Salmo 130

    III. La fiducia e l'abbandono fiducioso
    Salmo 23 · Salmo 131 · Salmo 133

    IV. Lo stupore e la lode della vita
    Salmo 8 · Salmo 104

    V. L'identità e la verità di sé
    Salmo 139 · Salmo 51

    VI. La giustizia, il cammino, la speranza per il mondo
    Salmo 146 · Salmo 121 · Salmo 73

    VII. Il mattino, la sera, la notte
    Salmo 63 (seconda lettura) · Salmo 141 · Salmo 4


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