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    Teologia pastorale a partire dalla bellezza (Segnalazione)


     

    Spidlik T. - Rupnik M. L. e collaboratori
    TEOLOGIA PASTORALE A PARTIRE DALLA BELLEZZA
    Lipa edizioni, Roma 2005 - pp. 520 - € 27,00

    (NPG 2009-03-62)


    Il libro merita certamente una lettura attenta da parte di coloro che sono interessati alla teologia pastorale, sia se ne vogliono comprendere in modo più approfondito il significato e la natura, sia se hanno una immediata preoccupazione di tipo operativo. Questo infatti non è uno dei soliti libri di teologia pastorale, chela affrontano utilizzando gli approcci tradizionali. Come recita il sottotitolo del libro, la teologia pastorale è studiata dagli autori «a partire dalla bellezza».

    Potrebbe sembrare un approccio almeno strano. Ci dà fiducia invece proprio il nome degli autori principali del libro. Si tratta di due studiosi di teologia orientale, molto noti tra gli addetti ai lavori. E tutti sanno quanto la teologia orientale sia spontaneamente attenta a questa prospettiva generale di approccio. Inoltre, Marko Rupnik è molto noto come autore di mosaici originali e famosi. Basta pensare al rifacimento della cappel la pontificia dei palazzi vaticani. Chi ha avuto la fortuna di sentire il commento di queste bellissime opere d'arte dalla voce stessa del suo autore, si è facilmente accorto che si tratta di una interessante e preziosa opera prima di tutto di teologia.
    Un'altra ragione per dare fiducia alla prospettiva scelta per questa riflessione di teologia pastorale proviene dall'ambito in cui è stata elaborata: il «Centro di formazione Aletti».
    Il libro si presenta, infatti, come un'opera realizzata a più mani: ogni autore ha messo – nel contributo che ha preparato – la sua specifica formazione e sensibilità. L'insieme ci propone un modello, davvero stimolante, di ripensare la riflessione di teologia pastorale in ordine a un rinnovamento di prassi pastorale. Di particolare interesse è il primo, ampio capitolo, sul quale anche il lettore frettoloso, forse spaventato dalla mole e dal linguaggio del libro, dovrebbe fare la fatica di concentrarsi. Esso affronta un tema «caldo»: la qualità dell'ascolto della realtà. Come tutti sanno, l'ascolto della realtà rappresenta oggi un punto di riferimento obbligatorio per ogni riflessione di teologia pastorale. Ciò che fa problema non è l'urgenza di ascoltare la realtà, ma il modello di lettura della realtà e l'insieme degli strumenti che vengono utilizzati per questa operazione. L'autore propone una lettura che lui chiama «spirituale».
    Chi si ferma al titolo o alle prime parole del testo, potrebbe avere l'impressione che l'autore suggerisca una lettura della realtà che ignora l'utilizzazione delle discipline fenomenologiche e antropologiche abitualmente utilizzate per questo approccio. Ma non e certamente così. L'autore suggerisce prima di tutto la necessità di una utilizzazione ampia. matura -e critica di queste strumentazioni. In questo orientamento si pone accanto all'approccio tradizionale per una lettura corretta della realtà, in ordine anche a un progetto di pastorale. Leggendo questo contributo, il lettore può trovare molti suggerimenti che rappresentano una delle proposte più frequentemente offerte anche da «Note di pastorale giovanile», per un ascolto corretto della realtà.
    L'autore poi mostra come questo approccio, prezioso certamente, non può essere sufficiente per poter costruire progetti di pastorale. La pastorale si pone al servizio della maturazione della fede. Non è possibile operare processi di maturazione della fede se non coinvolgendo la fede stessa nella comprensione delle situazioni. Su questo tema l'autore si dilunga con una serie di suggerimenti davvero molto stimolanti che assicurano una mentalità teologica nell'approccio della realtà
    Sarebbe scorretto, anche contro il pensiero dell'autore, sottolineare questa parte, ignorando tutte le pagine che la precedono, dedicate a indicare la necessità di una lettura socioculturale ed educativa della realtà. Ma nello stesso tempo la preoccupazione dell'autore aiuta tutti coloro che utilizzano questo tipo di approccio secondo modalità eccessivamente riduttive, a procedere oltre, coinvolgendo pienamente quella dimensione di ascolto della realtà che l'autore chiama, con una espressione di sintesi, «spirituale».
    Nella sua proposta, l'autore suggerisce un tentativo davvero originale di offrire una riflessione di teologia, e in concreto di teologia pastorale, utilizzando come strumento di stimolo e di studio, l'arte, in tutte le sue forme, anche se viene soprattutto privilegiata la pittura. Siamo di fronte a pagine molto originali, in cui l'autore mostra la sua ampia e riconosciuta competenza. Forse pochi operatori di pastorale possono inserirsi in un approccio così originale. La lettura, però, apre prospettive nuove ed abilita a continuare un modello di riflessione, anche utilizzando approcci diversi, forse più alla portata della sensibilità e della competenza degli operatori di, pastorale.
    Gli altri contributi approfondiscono temi interessanti per una visione di teologia pastorale, capace di valutare e orientare il nostro vissuto pastorale quotidiano. Queste sono solo alcune dimensioni di questo interessante libro. Come sempre, le recensioni non vogliono sostituirsi alla fatica dell'approccio diretto, ma stimolare ogni persona interessata a prendere tra le mani il libro di cui si parla.
    (Riccardo Tonelli)



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