(NPG 2022-08-41)
Come accennato nell’intervista precedente, a novembre 2019 è stato istituito l’International Youth Advisory Body – Organismo consultivo internazionale dei giovani per realizzare una specifica richiesta del Documento Finale del Sinodo 2018, che richiedeva la creazione di tale Organismo per potenziare l’attività dell’Ufficio Giovani del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita (cfr. n. 123). È stato nominato un gruppo di 20 giovani da diverse regioni del mondo per avviare le attività. L’International Youth Advisory Body offre un contributo tutto peculiare alla Chiesa: il protagonismo dei giovani nell’annuncio del Vangelo. Esso è al servizio attraverso i suoi membri, nelle parrocchie, al lavoro, all'università, nelle loro famiglie o nei più diversi settori della società, e cerca di essere il volto giovane di Dio.
"La miglior esperienza della mia vita"
Lucas Marçal (Brasile), Natalia García (Puerto Rico), Sofia Cruz (El Salvador)
“La GMG è stata la miglior esperienza della nostra vita”. Questa frase riassume il nostro pensiero sulla GMG che ciascuno di noi ha vissuto nei nostri diversi Paesi dell'America Latina: esperienze uniche e che ci hanno aiutato a condividere la nostra fede con molti giovani e a farli partecipare a una GMG: sentiamo di realizzare un nostro sogno quando li vediamo realizzare il loro.
Nella nostra realtà latinoamericana ci siamo resi conto che quando i giovani vanno a una GMG cercano risposte, cercano cosa vuol dire missione, fraternizzazione, e desiderano un incontro che sia per loro un'esperienza “unica”, alcuni cercano una felicità che non conoscono o non hanno ancora sperimentato. "Alla GMG del Brasile i giovani tossicodipendenti cercavano di vedere come altri giovani potessero vivere senza droghe ed essere felici, e dopo aver fatto quell'esperienza hanno trovato la possibile strada" (commenta Lucas). La maggior parte dei giovani – ce ne rediamo conto - cerca una “risposta”, che non è sempre immediata ma arriva sempre.
Certo, c’è una accurata preparazione, che vediamo fondamentalmente eguale per tutti i nostri Paesi: spirituale (catechesi e formazione precedente), fisica (passeggiate e incontri) ed economica (piani di risparmio, vendite, attività economiche).
Possiamo dire che per noi tutti l’esperienza della GMG è stata avvertita come una meravigliosa “risposta di Dio” a quanto il mondo giovanile stava vivendo, sollecitato certamente dal Sinodo dei giovani e per così dire bloccato dalla pandemia che ha tagliato tanta della nostra vita. In ogni GMG un giovane ha un qualcosa di “suo”, un desiderio nascosto, un sogno che affida a Dio, o lo vede come una preziosa unica opportunità di incontro con la parte più nascosta di sé e con un riferimento “alto”: è quanto abbiamo appreso dalla lezione del Sinodo e dalla stessa partecipazione all’ International Youth Advisory Body.
La vera GMG inizia quando i giovani tornano nei loro Paesi: non hanno intenzione di fare un'esperienza e lasciarla da parte, ma di portare quell'esperienza nelle diocesi e nelle parrocchie dove vivono e condividono vita ed esperienze.
La nostra esperienza in questo organismo la vediamo come un impegno: ci sentiamo molto fortunati ad avere questa opportunità e che è il frutto di tutto un percorso con i giovani dopo il sinodo.
Ai giovani che desiderano partecipare a una GMG e ci stanno ancora pensando, vorremmo dire: "Questa può essere la migliore esperienza della tua vita; quello che ti aspetta può essere ancora più grande: non dubitare, non rimandare troppo, buttati e vacci. Affidati a Maria, anche lei ha colto in una richiesta insolita l’inizio di una storia di salvezza".
La mia esperienza nella GMG
Gesvita Princy Quadras, India
Circa 7-8 mesi prima della partenza per la GMG di Panama nel 2019, ho iniziato a prepararmi per il pellegrinaggio. Inizialmente la preparazione comprendeva le procedure per il visto, le lettere, i fondi, ecc. Ma man mano che i mesi e i giorni si avvicinavano, mi resi conto che avrei presto sorvolato le acque internazionali per rappresentare il mio Paese nel più grande raduno di giovani di tutto il mondo. Accanto alla gioia e alla felicità che stavo provando, c'era anche un pizzico di ansia e molta più curiosità. Essendo la mia prima GMG in assoluto, non avevo letteralmente idea di cosa mi aspettasse.
Il tema della GMG '19 era "Eccomi, sono la serva del Signore. Avvenga in me secondo la tua parola". In verità pensavo che fosse piuttosto lungo come tema. Ma quando ho visto il video promozionale sui social media ho capito che questa esperienza sarebbe stata non un piacevole viaggio turistico (magari forse anche), ma soprattutto un vero “incontro spirituale”. Tuttavia, la mia curiosità ha raggiunto il culmine quando ho incontrato gli altri compagni di pellegrinaggio provenienti dall'India. Il nostro viaggio di 20 ore comprendeva una sessione informale per rompere il ghiaccio tra i delegati indiani. È stata necessaria perché, a parte alcuni, c'erano molti altri delegati che incontravo per la prima volta. E cos’ abbiamo cominciato a sentirci un tutt'uno, in vista di Panama.
La prima delle due settimane a Panama sono state le giornate vissute nella diocesi di Atalaya a Santiago. Ricordo ancora come la gente del paese fosse pronta a riceverci a mezzanotte con tutta la musica e sventolando in alto la nostra bandiera indiana insieme alla bandiera del logo della GMG. Eravamo esausti alla fine del nostro viaggio, ma vedere i giovani e gli anziani della città che ci aspettavano per darci il benvenuto ha tramutato i nostri volti stanchi in volti di gioia. Questo mi ha molto commossa, perché ci hanno mostrato il loro desiderio di accoglierci, non la fatica del disturbo della loro quiete. Ci hanno assegnato una casa e nel giro di poche ore ho legato con la mia famiglia ospitante. Che si è presa cura di me come se fossi loro figlia e facessi parte della loro famiglia da molto tempo. Mi rivolgevo a loro chiamandoli mamma, papà, fratello, sorella, e non l’ho trovato affatto strano. Questo è stato sicuramente uno dei motivi per cui non ho sentito la mancanza della mia famiglia a casa in India. Questa settimana ad Atalaya è stata all'insegna dello scambio di culture e di sorrisi con le diverse persone che abbiamo incontrato. La maggior parte di noi ha avuto la possibilità di indossare i loro abiti tradizionali e di ballare le loro melodie tradizionali. Ma niente di tutto questo può essere paragonato all'amore, alla cura e al calore che abbiamo sperimentato dalla gente di questa bellissima città. Ciò che è ancora fresco nel mio cuore è che questo amore da parte di Atalaya mi ha fatto desiderare di vivere un po' più a lungo nella città. Un'altra cosa che ricorderò è il loro cibo. Ci hanno rimpinzato davvero, e ogni cosa era buonissima (anche questo è un buon frutto di una GMG che si rispetti: il condividere cibi di una cultura diversa, attorno allo stesso tavolo, con persone che diventano famiglia).
Poi siamo arrivati nella città di Panama, dove si sarebbero svolti gli eventi principali. L'unica cosa che mi passava per la testa era l'attesa di vedere Papa Francesco. La città in sé non sembrava molto insolita, perché ovunque vedessimo, camminassimo, trovavamo molti altri pellegrini provenienti da diversi altri Paesi. In qualsiasi punto della città ci trovassimo, ogni volta che incontravamo altri pellegrini ci davamo il cinque, cantavamo la canzone ufficiale e anche – a squarciagola - "Está es la Juventud del Papa". Una delle cose più belle che ricordo è che, sebbene non avessimo mai incontrato o sentito parlare di questi Paesi, eravamo in qualche modo connessi con lo spirito di Cristo e della giovinezza. Abbiamo salutato gli altri giovani come se li avessimo conosciuti da prima. È stata un'esperienza davvero travolgente. Ma la ciliegina sulla torta è stata il momento in cui ho visto Papa Francesco da vicino. Ricordo di aver guardato le persone accanto e, non con grande sorpresa, anche loro avevano le lacrime agli occhi, proprio come me.
Ogni volta che incontravamo i giovani in treno, in autobus e persino mentre camminavamo ci scambiavamo souvenir, regali e soprattutto amore. Un giorno siamo andati al luogo delle confessioni e ho incontrato un prete del Bangladesh. La conversazione che si è svolta lì è qualcosa che conservo ancora oggi. Abbiamo anche versato delle lacrime e lui mi ha dato un piccolo souvenir da portare a casa.
Anche se la GMG 19 è passata, i suoi ricordi e le sue esperienze sono ancora freschi e vivi nella mia mente e nel mio cuore. La GMG di Panama potrebbe essere stata la fine di un pellegrinaggio. Ma per me significava solo che ne sarebbe iniziato uno nuovo, e così è stato! Il viaggio mi ha aiutato oggi – dopo 3 anni e più - a essere attore di cambiamento per costruire una “società” di Dio intorno a me. Oggi, come giovane, cerco nel mio piccolo di vivere la vita che Cristo vuole che viviamo. Con l'aiuto dello Spirito Santo ho cercato e sto ancora cercando di essere un ambasciatore del popolo di Dio.
"Non siamo il domani che la società ci chiama ad essere, ma i giovani di oggi del Signore", come ha detto Papa Francesco nella sua omelia durante la Messa conclusiva. E questo invito mi ha veramente toccato. Il Papa ci ha anche invitato ad accettare tutto ciò che il Signore ha in mente per noi, proprio come la madre Maria ha accolto la Parola di Dio. Questi pensieri li porto sempre con me. Per me accettare tutto ciò che Dio ha in serbo per me può essere a volte una vera e autentica sfida. Ma cerco di non dire di no. Sono grata per la mia esperienza a Panama che mi ha fatto capire il lato spirituale della mia vita. Sono grata per l'immenso amore e l'incoraggiamento che ricevo dagli altri giovani, che mi ispirano a fare di più per Dio. Ma soprattutto al Signore stesso per avermi scelto come pellegrina sulla sua strada.
Ricordi di un’esperienza
Un’intervista a due: Rodrigo Figueiredo, 26 anni, Lisbona PT - Dominique Yon
- Qual è il tuo ricordo più bello della GMG?
Rodrigo: Non è una scelta facile! Potrei scegliere almeno dieci momenti. Tuttavia, oggi ne ho scelto uno che è accaduto alla GMG 2016 a Cracovia. Il tema di quella GMG era “Beati i misericordiosi, perché riceveranno misericordia (Mt 5,7)”. Ricordo che alla prima messa a Cracovia non ero andato a ricevere la comunione. Il prete della mia parrocchia se ne accorse, mi raggiunse e mi disse: "Rodrigo, questa è la festa della misericordia, non puoi mancare!" e mi confessò e potei ricevere la comunione in quella messa. È un momento in cui ho sentito veramente la misericordia e l'amore di Dio. Mentre mi confessavo alcune persone lo videro e andarono a chiedere al prete se potevano confessarsi anche loro. Si è formata una fila e ho capito che il mio parroco aveva ragione: era davvero la festa della misericordia.
Dominique: Il mio ricordo più bello della GMG è una giornata nella diocesi in Polonia. Eravamo guidati da giovani polacchi che erano così ardenti per Cristo, è stato davvero stimolante vedere persone così giovani assumere ruoli di leadership in un evento così importante e vederli evangelizzare.
- Chi o cosa cerca un giovane quando partecipa a una GMG?
Rodrigo: Come giovani, credo davvero che cerchiamo un'esperienza ecclesiale forte. Cerchiamo l'incontro con la città e la gente che accoglie la GMG. Cerchiamo l'incontro con il Papa e con gli altri giovani pellegrini che vengono da altri Paesi. Beh, ci sono tante cose che cerchiamo, ma credo davvero che al di sopra di tutte queste cose i giovani abbiano il profondo desiderio di incontrare Cristo in questi giorni di GMG e questo è ciò che cerchiamo di più.
Dominique: I giovani cercano un incontro sorprendente con Dio attraverso le straordinarie offerte che i programmi offrono. Vogliono crescere in fraternità e rafforzare la propria fede attraverso esperienze nuove ed entusiasmanti. Vogliamo avere l'opportunità di impegnarci e condividere la nostra fede con persone provenienti da tutto il mondo!
- Come vi preparate e come tornate da una GMG? Qual è la tua esperienza?
Rodrigo: Per me ci sono stati due tipi di preparazione. Una è stata più spirituale, e si è svolta con la meditazione sul messaggio del Papa per la GMG e con i materiali offerti dall'organizzazione. Nella mia parrocchia il gruppo dei giovani ha fatto alcuni incontri con quei materiali, che sono stati importanti per sintonizzare il cuore sul tema della GMG di quell'anno. L'altra preparazione è stata economica, ed è stata fatta con l'aiuto della parrocchia che ha sostenuto quanto il gruppo giovanile stava facendo per avere i soldi per partecipare all'evento. Il ritorno è sempre segnato da un'enorme gioia e da una grande unione di gruppo. C'è anche un grande desiderio di condividere con la parrocchia quello che abbiamo vissuto alla GMG. Questa è stata l'esperienza che abbiamo fatto nella mia chiesa locale: abbiamo sentito davvero che la comunità stava venendo con noi, perché ci avevano aiutato con la preghiera e la vendita di dolci a fine messa.
Dominique: La nostra preparazione come gruppo si concentra sulla socialità, dando ai pellegrini l'opportunità di conoscersi più profondamente prima di intraprendere questo viaggio insieme, e sulla preparazione spirituale attraverso la preghiera, la liturgia, le sessioni di condivisione della fede e i ritiri.
- Come vi state preparando alla GMG di Lisbona?
Rodrigo: Vivere a Lisbona rende questa preparazione alla GMG molto diversa dalle altre a cui ho partecipato in passato. Nella mia diocesi faccio parte del Comitato organizzativo diocesano e il nostro lavoro consiste nell'aiutare la diocesi all’accoglienza, e questa è stata un'esperienza molto ricca. In questo momento a Lisbona sta succedendo qualcosa di strano, perché tutti i giovani che conosco stanno aiutando in qualche modo nella preparazione della GMG. Alcuni stanno preparando la parrocchia ad accogliere i pellegrini, altri stanno aiutando il Comitato organizzativo locale. Tutti stanno aiutando e questo è bellissimo!
Dominique: Al momento ci stiamo ancora concentrando sulla preparazione finanziaria e amministrativa, sulla conferma di tutti i pellegrini e sull'organizzazione dei prossimi eventi di preparazione, tra cui incontri, riunioni sociali e ritiri.
- Cosa diresti a un giovane che sta decidendo se andare o meno a Lisbona?
Rodrigo: Innanzitutto, vorrei ricordare che questo è un invito personale del Papa stesso. Beh... e credo che questo sia un motivo sufficiente per andare a Lisbona! Ma posso anche dire che la GMG è un'esperienza di Chiesa molto forte e ricca per tutti. È una grande festa in cui Dio chiama ogni giovane a partecipare perché vuole dirgli qualcosa! Per me è stato molto importante capire quanto è grande e bella la nostra Chiesa e motivarmi a partecipare in modo più impegnato nella mia parrocchia. E cosa posso dire della mia città natale, Lisbona? È bella, luminosa e ha il miglior cibo del mondo!
Dominique: La GMG è un'esperienza senza precedenti ed è un'opportunità di vita da non perdere! Siamo molto fortunati che sia Lisbona ad ospitare, un Paese molto cattolico con tante opportunità da abbracciare in una cultura ricca.
- Quali sono i punti in comune tra l'esperienza di partecipazione a una GMG e la tua esperienza di questi tre anni nel Consiglio consultivo dei giovani, frutto del Sinodo sui giovani?
Rodrigo: In parole povere penso che il più grande punto in comune sarà l'incontro che ognuno di noi ha con una Chiesa che è veramente cattolica, che è universale! Come alla GMG, anche all'IYAB ho l'opportunità di incontrare giovani di diversi continenti che hanno cercato di seguire Cristo nella loro vita. E in modo più particolare in questo gruppo, abbiamo più tempo per condividere le nostre esperienze di Chiesa, i nostri desideri, i nostri sogni... È stata un'esperienza molto bella.
Dominique: Tra i punti in comune c'è l'opportunità di essere esposti a giovani della stessa fede provenienti da tutto il mondo, di condividere idee, culture, realtà, preoccupazioni, successi che mi hanno veramente aiutato a imparare, ad ampliare la mia mentalità e a crescere molto come persona!
















































