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    La terza edizione italiana

    del Messale Romano

    Elena Massimi

    messale

    La Terza edizione italiana del Messale Romano rappresenta una occasione unica per riscoprire la centralità e l’importanza della liturgia nella vita cristiana e nell’azione pastorale.
    Leggiamo nella Presentazione CEI che «il Messale […], insieme agli altri libri in uso nella celebrazione eucaristica, è al servizio del mistero che costituisce la sorgente e l’apice di tutta la vita cristiana. Da questa consapevolezza deriva l’importanza di promuovere e incoraggiare un’azione pastorale tesa a valorizzare la conoscenza e il buon utilizzo del libro liturgico, sul duplice versante della celebrazione e del suo approfondimento nella mistagogia» (n. 5).
    Questa nuova edizione italiana, quindi, dovrebbe orientare le comunità cristiane a riscoprire le potenzialità del Messale in merito all’evangelizzazione: la liturgia, infatti, «è scuola permanente di formazione attorno al Signore risorto, “luogo educativo e rivelativo” in cui la fede prende forma e viene trasmessa. Nella celebrazione liturgica il cristiano impara a “gustare com’è buono il Signore” (Sal 34, 9; cf. 1 Pt 2, 3), passando dal nutrimento del latte al cibo solido (cf. Eb 5, 12-14), “fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo” (Ef 4, 13)» (n. 11).
    Alla luce di ciò nella Presentazione viene richiamata l’importanza dell’ars celebrandi, nell’orizzonte della nobile semplicità conciliare, che invoca «una liturgia insieme seria, semplice e bella, che sia veicolo del mistero, rimanendo al tempo stesso intelligibile, capace di narrare la perenne alleanza di Dio con gli uomini» (n. 8), e la necessità di «una catechesi a carattere mistagogico, che porti i fedeli a penetrare sempre più profondamente nei misteri che vengono celebrati» (n. 10).

    Un nuovo Messale?

    Prima di esplorare le novità del Messale, è opportuno evidenziale come la nuova edizione italiana sia motivata innanzitutto dall’adeguamento alla terza edizione typica latina del Missale Romanum (2002 e 2008) che contiene alcune variazioni e arricchimenti rispetto al testo del 1975.
    Non possiamo e non dobbiamo quindi parlare di un nuovo testo liturgico, ma di un aggiornamento, che prevede una traduzione rinnovata, integrazioni e correzioni, in base anche all’esperienza celebrativa di questi anni.

    Le novità nell’Ordo missae

    Per quel che riguarda la traduzione possiamo individuare i seguenti i seguenti criteri:
    - le risposte dei fedeli sono rimaste invariate;
    - alcuni testi sono stati corretti secondo la Bibbia CEI 2008;
    - sono stati apportate alcune modifiche migliorative dopo quarant’anni di esperienza celebrativa con MR 1983;
    - le modifiche sono coerenti con le scelte operate con gli altri libri liturgici (Rito Matrimonio, Esequie).

    Saluto del sacerdote

    La modifica, ad esempio, apportata alla prima formula del saluto del sacerdote era già stata inserita nel Rito delle Esequie, ed è coerente con il testo biblico a cui fa riferimento (2Cor 13,13).
    La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
    l’amore di Dio Padre
    e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi

    Atto penitenziale

    Nelle formule dell’atto penitenziale, sia nell’invito che nel Confesso, è stato adottato un linguaggio maggiormente inclusivo:
    Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, [...]
    E supplico la beata sempre Vergine Maria,
    gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle,

    Interessante è anche la scelta di preferire l’invocazione Kýrie, eléison/ Christe, eléison rispetto alla traduzione italiana Signore, pietà/Cristo, pietà.

    Liturgia eucaristica

    Oltre la modifica al Gloria e al Padre Nostro di cui si è abbondantemente parlato, è opportuno segnalare la nuova traduzione per lo scambio della pace:
    Scambiatevi il dono della pace.
    La traduzione rinnovata vuole sottolineare, coerentemente con il testo dell’OGMR 154 e con il Rito del Matrimonio n. 134, come la pace che ci si scambia sia un dono che viene da Dio.
    È stata decisamente migliorata la traduzione dell’invito del sacerdote alla comunione, che, oltre ad essere più logica alla sequenza rituale e fedele all’originale latino, ha mantenuto un più chiaro riferimento ad Ap 19,9:
    Ecco l’Agnello di Dio,
    ecco colui che toglie i peccati
    del mondo.
    Beati gli invitati alla cena
    dell’Agnello.
    Infine vogliamo segnalare la ripresa dell’immagine della rugiada dello Spirito nella II preghiera eucaristica.

    Ulteriori novità

    Ulteriore novità è l’inserimento di 6 nuovi prefazi (1 per i Martiri già presente nella III edizione latina; 2 per i santi pastori e 2 per i santi dottori non presenti nella III edizione latina; 1 per la festa di M. Maddalena). Inoltre l’edizione italiana ha accolto le orationes super populum per il tempo di Quaresima presenti nella edizione latina.
    Infine sia il formato, che la veste grafica e l’apparato iconografico sono nuovi.
    Importante, proprio per una autentica ars celebrandi, è la scelta di inserire le melodie di quelle parti presidenziali che per loro natura richiedono il canto, nel corpo del testo del Messale.
    Così si legge nella Presentazione al n. 3:
    «Nella consapevolezza che il canto non è un mero elemento ornamentale ma parte necessaria e integrante della liturgia solenne e che, nella scelta delle parti destinate al canto, è opportuno dare la preferenza a «quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme», si è scelto di inserire nel corpo del testo alcune melodie che si rifanno alle formule gregoriane presenti nell’edizione italiana del Messale Romano del 1983, adeguandole ai nuovi testi».



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