Pastorale Giovanile

    NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Campagna abbonamenti
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    gennaio-febbraio 2026
    cover 600 1 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    Newsletter
    gennaio-febbraio 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email

    Intuizione: l’abbaglio della conoscenza


    Educare al pensiero /3


    Raffaele Mantegazza

    (NPG 2007-03-54)



    La Kabbalah, la mistica ebraica, interpreta la Bibbia a partire dal segreto gioco di corrispondenze tra le lettere come segni grafici; la gematria, una tra le tante tecniche ermeneutiche, sostiene per esempio che se due parole hanno lo stesso valore numerico (ottenuto dalla somma dei numeri associati alle lettere che li compongono, ricordando che in ebraico i segni grafici per indicare i numeri sono gli stessi delle lettere dell’alfabeto, come se fosse a=1, b=2, ecc.), allora anche i loro significati (e i versetti biblici nei quali esse si trovano) hanno un apparentamento profondo. Ad esempio, se il valore numerico della parola «tempio» è uguale a quello della parola «casa» sommata alla parola «cuore», se cioè «casa + cuore» = «tempio», ciò significa che «ogni casa nella quale c’è un cuore è un tempio», una affermazione con profondo valore di consolazione per un popolo che dopo il 70 d.C. ha perduto la sede della preghiera e del confronto quotidiano con YHWH.

    Un’altra tecnica di interpretazione legge nella forma materiale delle lettere dell’alfabeto ebraico una indicazione fondamentale per comprendere le parole nelle quali le lettere stesse figurano.
    L’esatta intuizione cui si affida il kabbalista non è affatto un rigetto della ragione, ma al contrario (proprio perché «esatta») è soprattutto una attivazione di dimensioni nascoste all’interno della ragione stessa.
    Intuire, intus-ire, andare dentro le cose, perdersi nel reale: una esperienza che per certi versi è oggi dimenticata, una esperienza che è stata tipica dei misticismi che nelle loro forme più alte non limitano lo sguardo sugli oggetti a una sola dimensione. È tipica dello sguardo mistico sul mondo la dimensione dell’intuizione.
    Se ne parliamo, ciò non significa che non siamo consapevoli del carattere oscurantistico e mistificatorio, nonché oggettivamente prossimo ai deliri dei nuovi e dei vecchi fascismi, assunto da certe correnti pseudo-mistiche della nostra epoca. Il misticismo attuale, alla meglio, rivernicia di esperienza pseudo-cosmica una realtà materiale troppo povera e alienata perché la si voglia guardare negli occhi; si libera così dell’imperativo di una prassi divenuta troppo ardua e pericolosa, e ammantandosi di uno sguardo misterico e profondo finisce per lasciare tutto così com’è. Le insopportabili mode della new age, con i loro eclettici tentativi di mescolare gli indiani d’America con le storielle zen, mettono in mostra un «misticismo che non si distingue dalla velleità semplicistica, dalla mistificazione».[1]
    L’esperienza mistica della natura, che nutriva ed era nutrita dall’esperienza dell’intuizione, dell’intus-ire, aveva bisogno di una natura che potesse risuonare all’unisono con i tentativi dell’uomo e della donna di dire le corrispondenze tra macro- e microcosmo. In questo senso la mistica chiudeva gli occhi [2] su una realtà per aprirli su un’altra, che però trovava nella prima, nella realtà materiale, corrispondenze e risonanze precise. «Tutt’altro è il carattere dell’esperienza mistica quando l’uomo non parta più dal dato naturale, quando l’immediato non sia più la passione cieca e piena, ma la sua oculata repressione e simulazione».[3] La natura ridotta a materiale, la natura disincantata dalle rivoluzioni industriali non fa più da sostegno materiale credibile a tale esperienza. Che oggi non è più potenziamento di una certa forma dell’intelletto, ma semplicemente colpevole abdicazione di quest’ultimo ai suoi diritti.
    L’esperienza mistica, con il suo sottolineare la forza dell’intuizione contrapposta alla ragione strumentale, è stata invece contestazione di un cattivo presente a partire dal rifiuto delle forme arcaiche di cosalizzazione, e di utilizzo della religione come instrumentum regni. «A partire dal XIV secolo i mistici provenivano da un movimento laico e popolare di estrema scontentezza, un moto di rivolta in cui essi erano impegnati in maniera crescente».[4] E questo a partire dal superamento del dato immediato, inevitabilmente compromesso e colluso, ma di un superamento operato non nel rifugio in altezze inaccessibili, bensì proprio a partire dall’oggetto, anzi dal privilegio accordato all’oggetto.
    Quel rifiuto di ogni forma di «comunicazione» dell’esperienza mistica, che oggi significa mistificazione e imbroglio, un tempo voleva dire fedeltà all’oggetto, ricerca di una esperienza nella quale l’oggetto non sia tradito, ma «si stia in rapporto con l’oggettività e non con l’altro soggetto».[5] In tale fedeltà l’oggetto schiudeva le sue segrete corrispondenze perché posto in connessione con un Tutto ancora possibile, con un Tutto che era qui e ora, ma in un altrove, in uno degli infiniti altrove che vengono albergati dal qui e ora. Lungi dall’essere eterea e svaporata, l’esperienza mistica era allora profonda, si immergeva a fond perdu nel cuore degli oggetti per recuperarne il loro accennare a un Tutto immediato.
    In Italia è soprattutto grazie all’opera di Paolo Mottana [6] che possiamo parlare di una riattivazione dell’esperienza mistica, e soprattutto dell’intuizione come modalità di lettura del reale. Attingendo alla tradizione ermetica e attualizzandone gli insegnamenti senza peraltro mai cadere nella trappola dello pseudo-misticismo alla moda, Mottana guida i soggetti alla conquista di (o meglio sarebbe dire: ad essere conquistati da) nuove modalità di pensiero che rispettino il reale, in quanto si approcciano ad esso in modo morbido, ricettivo, per certi versi femmineo. Ci sembra che l’opera di Mottana entri in risonanza con quanti, da versanti diversi, contestano l’ordine cognitivo e riflessivo dominato da una ragione scientifica strumentale, e che lo faccia da un versante che è sempre stato sotteso (e sconfitto) al dominio delle cosiddette scienze esatte. Far tornare dall’esilio nuove e antiche modalità di rapporto con la realtà è a nostro parere una opzione politica, che si regge sulla critica dell’esistente e che cerca con l’esistente nuove complicità.
    E sono proprio la complicità, l’amicizia, il matrimonio le forme di relazione con la conoscenza e con il reale che l’intuizione promuove. Come nell’opera di William Blake, è un nuovo Matrimonio del Cielo e dell’Inferno ad essere richiamato dalle nozze mistiche del soggetto che si sprofonda nel reale. A differenza però di altri approcci, per noi l’esodo del soggetto nel reale deve prevedere un ritorno, un rientro a sé. Non crediamo che il soggetto possa vivere in eterno nella dimensione esilica, perché dell’esilio vediamo soprattutto la dimensione di sofferenza, di mancanza, di nostalgia; la felicità è invece il ritorno a casa, magari per una nuova partenza. Quello che torna dal viaggio che lo ha portato a intus-ire nelle cose non è necessariamente un soggetto più forte, ma certo è un soggetto per il quale la debolezza non ha più il significato esclusivo della sofferenza, dell’abbandono, della precarietà sfruttata dai potenti.
    Adorno sosteneva che «si è amati solo laddove si può mostrarsi deboli senza provocare in risposta la forza». Questa debolezza della conoscenza si attinge nell’intuizione e può corroborare l’io che torna dall’esilio nelle cose mostrandogli come la vera forza sia anche il cedimento, il tirarsi indietro, l’arrendersi. Nelle parole di Dietrich Bonhoeffer, «mi sono chiesto molte volte dove passi il confine tra la necessaria resistenza e l’altrettanto necessaria resa di fronte al destino».
    Nelle faglie slabbrate di questo confine, la conoscenza umana si avvia con passo morbido di donna e di infante, sperando che l’universo possa schiuderle un po’ della sua essenza segreta.

     
    NOTE

    [1] Elemire Zolla, I mistici dell’Occidente, Milano, Adelphi, 1997, vol. I, pag. 28.

    [2] Il termine «mistica» deriva dal sanscrito «myeyn», «chiudere gli occhi».

    [3] Idem, pag. 27.

    [4] Ernst Bloch, Ateismo nel cristianesimo, Milano, Feltrinelli., pag. 269.

    [5] Elemire Zolla, I mistici dell’Occidente, cit., pag. 73.

    [6] Cf almeno La visione smeraldina. Introduzione alla pedagogia immaginale, Milano, Mimesis, 2004; L’opera dello sguardo, Moretti & Vitali, 2002. 



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi