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    La Parola di Dio nella pastorale della penitenza dei preadolescenti



    Francesco Mosetto

    (NPG 1975-03-88)

    Il nuovo Rito della Penitenza fa largo spazio alla Parola di Dio. Si caldeggiano le celebrazioni penitenziali (n. 37), anche come preparazione alla riconciliazione sacramentale di più penitenti (n. 22). Pure per la riconciliazione individuale viene raccomandata la lettura della Parola di Dio, «che illumina il fedele a conoscere i suoi peccati, lo chiama alla conversione e gl'infonde fiducia nella misericordia di Dio» (n. 17).
    Che senso dare e come valorizzare queste indicazioni nella pastorale della penitenza dei preadolescenti?

    FORMAZIONE LITURGICO-SACRAMENTALE

    Un primo e fondamentale significato della lettura della Parola di Dio si deve cogliere a livello di iniziazione e formazione liturgico-sacramentale.
    Sia come atteggiamento base della vita cristiana, che come momento celebrativo, la conversione-riconciliazione va sempre compresa nell'orizzonte dell'evento salvifico. È il mistero pasquale che si proietta nella storia della comunità e nell'esistenza dei singoli credenti. È incontro con Dio nel gesto attualizzante la presenza del Cristo.
    Pena la riduzione psicologistica e la rinunzia al dinamismo dello Spirito, è essenziale dare un respiro di fede all'intera pastorale della Penitenza, particolarmente in un'età delicata e decisiva come quella dei preadolescenti.
    Sotto questo profilo è evidente l'importanza e l'utilità della Parola di Dio, sia che venga pubblicamente annunciata e spiegata, sia che venga fatta oggetto di meditazione personale nella preparazione al sacramento.

    FORMAZIONE DELLA FEDE

    L'esperienza del peccato e della riconciliazione costituisce l'occasione farse più preziosa per l'evangelizzazione dei preadolescenti, proprio perché li coinvolge nel più profondo della loro personalità.
    A questo riguardo occorre notare che la dialettica peccato-conversione finta nei ragazzi tratti originali e distinti rispetto all'età matura. i cristiano adulto che commette una colpa viene con ciò meno alla scelta fondamentale della fede e lacera violentemente il legame di amore site lo unisce a Dio e ai fratelli. Rispondendo positivamente alla misericordia di Dio, egli ritorna alla scelta di fede e accoglie il dono rinnovato della vita in Cristo e nello Spirito.
    Nei ragazzi invece la scelta di fede non è ancora acquisita in modo definitivo e personale. In un itinerario, che si potrebbe definire catecumenale e che coincide con l'emancipazione dall'autorità dei genitori, essi arso orientandosi verso giudizi e comportamenti autonomi, quindi anche verso una fede assunta in prima persona.
    Consapevole di quest'esigenza e attento alle sue manifestazioni, l'educatore e il pastore dei preadolescenti saprà sfruttare il travaglio, che la irta interiore tra il bene e il male comincia anche per loro a rappresentare, per una proposta di fede illuminante e liberante.
    Si tratterà concretamente di testimoniare una concezione dialogica e religiosa della vita, in cui ogni mio atteggiamento e comportamento acquista il suo significato pieno solo se riferito a Dio, che mi chiama e mi dà ma responsabilità, «sente» il contraccolpo di ogni mia scelta, mi richiama a sé perché ci tiene alla mia amicizia e vuole che io collabori al suo progetto. Nella mancanza commessa sarà da metter in evidenza il manifestarsi di un atteggiamento profondo, il rivelarsi di una debolezza o egoismo o incredulità, che rappresentano la fetta di peccato originale che ognuno di noi porta dentro di sé.
    Ma soprattutto la Parola di Dio spalancherà davanti agli occhi dei preadolescenti il panorama affascinante del grande dono della riconciliazione e del rinnovamento: Dio che ci ama al di là dei nostri sbagli, Cristo che ci rivela la misericordia del Padre, la croce come espressione di un amore totale, il dono dello Spirito principio di una vita nuova, la conversione come impegno, il progetto di un'esistenza diversa insieme a Gesù per il mondo.

    FORMAZIONE DELLA COSCIENZA E DELLA PERSONALITÀ

    Fede e vita sacramentale si compongono e integrano nella totalità della persona, che appunto negli anni della preadolescenza va elaborando un progetto di sé che rimarrà determinante per lo sviluppo successivo. A formare questo progetto concorrono le aspirazioni che premono dal profondo, i valori percepiti nella complessità del reale, i modelli ammirati, i principi di giudizio e di comportamento.
    La proposta di fede non può passare accanto agli interessi più vitali del preadolescente, alla ricerca di se stesso e di un progetto significativo per la vita, che comincia a prendere tra le sue mani. L'itinerario penitenziale non può essere solo un ritorno all'armonia perduta. Dev'essere una pista di lancio puntata sul futuro.
    L'intervento educativo-pastorale deve quindi sollecitare i ragazzi alle scelte di fondo e a impegnarsi nella realizzazione del progetto di vita elaborato.
    Oltre a rivelare il significato globale di un'esistenza in dialogo con Dio e ad annunciare l'evento della salvezza che si compie nell'incontro con Cristo, la Parola di Dio presenta anche un concreto progetto di vita. Occorre evidenziarlo e metterlo alla portata dei ragazzi, perché possano riconoscervi la risposta alle loro aspirazioni più autentiche, l'espressione dei valori che già intuiscono, ed anche i modelli non illusori, coi quali confrontarsi e cui ispirarsi.

    QUALCHE ESEMPIO

    Ci limitiamo a suggerire qualche esempio pratico per l'ultimo punto sviluppato. Non mancano del resto studi e sussidi, cui attingere per la catechesi e l'utilizzazione pastorale della Bibbia sotto tutti gli aspetti accennati in quest'articolo [1].
    – Gesù modello di atteggiamenti profondi e di comportamento: Filippesi 2,4 ss; Luca 22,24-27; Giovanni 13,12-17.
    – Le beatitudini, programma di vita secondo la fede: Matteo 5,1-12; Luca 6,20-23 (26).
    – La riconciliazione col fratello, condizione necessaria per la riconciliazione con Dio: Matteo 18,21-35.
    – L'amore che s'impegna, criterio supremo di valutazione di ogni esistenza umana: Matteo 25,31-46.
    – La fraternità e il servizio reciproco nella vita del gruppo e della comunità: Romani 12.

    NOTE

    [1] B. MAGGIONI, Peccato, misericordia di Dio e conversione, in: «La Penitenza. Dottrina, storia, catechesi e pastorale», LDC, Torino, 1968. Un ottimo sussidio per la catechesi penitenziale dei ragazzi: Un cuore nuovo, A.C.R., Roma, 1974.



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