GESÙ E IL PARALITICO/I SUOI AMICI
"Veduta la loro fede": quando l'amicizia abbatte il tetto

La casa è piena fino all'inverosimile. Corpi accalcati davanti alla porta, persone che si spingono per vedere, per ascoltare almeno una parola. Gesù è dentro, parla, e la sua voce a stento raggiunge chi è fuori. Nessuno può più entrare. Nemmeno sulla soglia c'è spazio.
Arrivano in quattro. Portano un lettuccio con un uomo disteso. Il paralitico vede il cielo sopra di sé mentre lo trasportano. Sente le mani dei suoi amici che reggono gli angoli della barella. Forse sente anche le loro speranze: "Lo portiamo da Gesù. Lui può". Ma quando arrivano alla casa, si fermano. La folla è un muro impenetrabile. Nessuno si sposta. Nessuno fa largo. Il paralitico, dal basso, vede solo schiene, gambe, corpi che ostruiscono. E forse pensa: "Di nuovo. Come sempre. Non c'è posto per me".
Ma i quattro amici non si arrendono. Parlano tra loro. Guardano in alto. La casa ha un tetto piatto, come tutte le case di Cafarnao. Scale esterne. Frasche e argilla sopra travi di legno. Uno dice: "Saliamo". Gli altri annuiscono. Il paralitico non capisce subito. Poi sente la barella sollevarsi di nuovo. Lo portano su, per la scala esterna. Ora è sul tetto. Sente sotto di sé i rumori smorzati della folla, la voce di Gesù che sale dal basso.
E poi: il rumore. I suoi amici cominciano a scoperchiare il tetto. Frasche che vengono strappate. Argilla che si sbriciola. Travi che vengono spostate. La polvere cade giù, nella stanza sottostante. La gente guarda in alto, stupita, indignata forse. Il padrone di casa protesta. Ma i quattro non si fermano. Scavano, allargano, finché non c'è un'apertura abbastanza grande.
Il paralitico vede il buco sopra di sé. Vede i volti dei suoi amici che lo guardano dall'alto. Poi sente le corde: lo legano alla barella. Lo calano giù, piano. Attraversa il soffitto. Entra nella stanza dall'alto, come un dono che scende dal cielo. La folla si scosta. Il paralitico, sulla sua barella, atterra proprio davanti a Gesù.
Gesù alza lo sguardo. Vede il buco nel tetto. Vede i quattro amici che guardano da lassù, con il respiro ancora affannato dalla fatica. Poi guarda l'uomo disteso ai suoi piedi. Marco scrive: "Gesù, veduta la loro fede...". Non "la sua fede". La loro. Dei quattro. Degli amici che hanno scoperchiato il tetto, che non si sono arresi, che hanno portato fin lì chi non poteva camminare.
E Gesù dice: "Figlio, ti sono rimessi i tuoi peccati".
APERTURA NARRATIVA
ANALISI NARRATIVA: LA FEDE CHE PORTA
FONDAMENTI FILOSOFICO-TEOLOGICI
RISVOLTO PEDAGOGICO
DOMANDE PER IL LETTORE
CORSIVO COTEMPLATIVO




















































