Pastorale Giovanile

    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    luglio-agosto 2026
    cover speciale 2026


    Newsletter
    luglio-agosto 2026
    NL luglio-agosto 2026

     P. Pino Puglisi
    e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Rubriche on line


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Fine di un amore



    Jessica Genesio

    (NPG 1999-02-10)


    «Non ti amo più», le aveva detto Francesco in un bruciante pomeriggio estivo, solo qualche mese prima.. «Non mi ama più?», si chiedeva Cristy solo pochi attimi dopo aver capito il significato di quelle parole che inizialmente aveva percepito come un insieme di suoni distorti. La strada pullulava di gente, freneticamente in corsa dietro ai propri impegni, e il sole irradiava ogni angolo della città poggiandosi prepotente sull’asfalto, distendendosi sui tetti.
    Per Cristy, invece, esisteva solo il suo Francesco, che con quelle parole aveva ormai fatto spegnere anche il sole, proiettandole in un’atmosfera cupa e grigia, in cui il cielo sembrava ora un’infinita cappa di piombo. Rabbrividì la ragazza, e il viso le si bagnò di lacrime, testimoni della sua sofferenza. Gli chiese spiegazioni e lui si limitò a dirle che non sapeva perché ciò gli era accaduto: lei era la ragazza splendida di sempre ma l’amore era finito. La pregò di non piangere, di non rendere ancora più doloroso il distacco e lei, pur di non ferirlo, di non farlo stare male, riuscì a tacere.
    Quel «non ti amo più» le risuonava ancora nella mente mesi dopo. Il tempo non aveva scalfito le dimensioni del suo amore, non aveva rimarginato quella ferita. Le amiche, la sorella, la madre di Cristy, tutte erano rimaste di stucco nell’apprendere che Francesco l’aveva lasciata, e lei era costretta a sentire i vani consigli che le venivano offerti, che la bersagliavano nei momenti più impensati, misti a cordoglio e stupore: «Eravate una splendida coppia, peccato!»; «Non posso credere che ciò sia accaduto proprio a voi...»; e ancora «Sembravate così affiatati!»; «Se vuoi riconquistare un uomo...».
    Nessuno si fermava a pensare, però, che la persona più dispiaciuta, più meravigliata, più delusa di tutti era proprio lei, Cristy. Era cresciuta con Francesco; si erano messi insieme quando erano ancora due adolescenti. Uno sguardo era bastato a far nascere un’intesa, tipico esempio di «amore a prima «vista», confermata poi da tante cose in comune. Sebbene con caratteri totalmente diversi, entrambi erano riusciti ad appianare le divergenze, a capirsi come se fossero due adulti. Del resto amor vincit omnia. Con il passar degli anni erano giunti non solo a un livello totale di confidenza, ma ad accumulare una smisurata quantità di sogni da vivere e realizzare insieme. Sposarsi al più presto, dopo la laurea e poi... partire per l’Africa. Francesco studiava medicina e sentiva che doveva fare qualcosa di più, portare a compimento i sogni grandi dell’adolescenza; lei studiava lettere, e sarebbe comunque andata con lui lasciandosi alle spalle passato, abitudini, sogni professionali. «Questo vorrebbe dire vedere di rado i tuoi genitori, i tuoi amici. Abbandonare la tua terra, recidere le tue radici. Sei sicura di volerlo fare?» le chiedeva Francesco, e lei sempre la stessa risposta: «La mia casa, le mie radici saranno dove sei tu». Ci credeva davvero a quelle parole. Come tutti gli innamorati, si vedeva già accanto a lui nella fatica quotidiana e nelle gioie quotidiane, in immaginazioni che potevano sembrare romantiche ma che le piaceva figurarsi, perché rinsaldavano col sogno i suoi sentimenti, come correre a piedi nudi nella savana, attorniata da uno sciame di bambini neri dagli occhioni grandi e il corpo esile, assaporando il calore, i colori, i profumi africani; prendere l’acqua al fiume, attizzare il fuoco in attesa del pasto serale...
    Quel «non ti amo più» aveva spazzato via tutto, tramutato i sogni in illusioni, l’aveva resa improvvisamente fragile e insicura, e il futuro le sembrava ora molto più cupo.
    Sola, nella sua stanza, Cristy raggruppò le lettere e le fotografie di Francesco che ricoprivano quasi tutte le pareti. Si distese sul letto stringendole forte a sé mentre piangeva e pensava ancora una volta che non avrebbe potuto amare più nessuno con la stessa intensità, con gli stessi sogni.
    Perché non riusciva a reagire, ad accettare la nuova realtà?
    Spossata dalla stanchezza, diede un veloce bacio ad una foto, pensando a quanto breve in amore è l’eternità e si addormentò.



    IN PRIMO PIANO

    La voce dei lettori
    lettore unsplash


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


     PG negli USA
    Sfide e rinnovamento
    pg usa pexels


    I sensi come
    vie di senso nella vita


     


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali
    saper essere


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi