Segnalazione

pp. 144 – € 17,00
IL LIBRO
I bambini sono felici? Spesso associamo automaticamente all'infanzia l'idea di felicità, dimenticando le atroci sofferenze di tanti bambini per le guerre, le carestie, gli abusi, la trascuratezza. E anche i bambini del ricco Occidente difficilmente possono dirsi felici se constatiamo l'aumento delle tragiche situazioni di disagio fisico e psichico dopo il Covid. Ma è anche vero che la felicità di una passeggiata con gli amici sulla riva di un fiume, di una merenda insieme, di una marachella tenuta nascosta ai genitori, non sono solamente miti pubblicitari ma costituiscono una esperienza possibile dell'infanzia. Quali sono i tratti, i colori e i sapori della felicità dei bambini? E come è possibile aiutarli a crescere senza tradire questa felicità ma anzi trasformandola nella possibile gioia di una vita adulta serena? Possiamo pensare a una vita caratterizzata dalla quieta felicità provata dal bambino che rientra dalle vacanze?
L’AUTORE
RAFFAELE MANTEGAZZA è un educatore. Divide il suo tempo tra l'Università di Milano-Bicocca e l'Università IUSTO di Torino, dove insegna pedagogia, e le scuole (dalla primaria alla secondaria di II grado) nelle quali realizza interventi nelle classi a diretto contatto con bambini e ragazzi. Autore di numerosi libri, ha pubblicato recentemente "Elogio dell'Italia" (Fefè Editore, 2024).
L'illustratore è Riccardo Guasco.
L'EDITRICE
Edizioni Bit Culturali - 87064 Corigliano-Rossano (CS).
Giovanissima casa editrice che si presenta con un programma umile e ambizioso: si rivolge a quanti credono che la crescita umana, sociale e civile di una comunità è strettamente legata al ruolo che la cultura svolge all’interno di essa.
Email:
Tel.: 3773822411
Per acquisti: https://www.bitculturali.it/prodotto/il-bambino-che-rientra-dalle-vacanze-infanzia-e-felicita-raffaele-mantegazza/
IL SOMMARIO
Caro Marcello...
I bambini sono felici? Tracce di felicità nell’infanzia
Essere-dentro: l’archetipo della felicità
La nascita: trauma o metamorfosi?
“E vide che ciò era buono”
Tenui confini
Gli spazi del possibile
Come scorre il tempo
Cose da bambini
Solo per gioco
Il brivido sulla pelle
Il mondo incantato
Parole per giocare
Cuccioli non umani
Nemici, alleati, mentori
Raccontami una storia
Gli adulti sono felici?
Tracce di felicità nel diventare grandi
Il lungo addio
Profumi di madeleine
Qualcuno che mi prenda per mano
Pavane pour une infante défunte: infanzia, morte, felicità
L'INIZIO
Al bambino che rientra dalle vacanze la casa in cui abita appare nuova, allegra, festosa, nonostante che non vi sia cambiato nulla dal giorno in cui l’ha lasciata.
Solo il fatto che sia stato dimenticato il dovere a cui altrimenti ci richiama ogni mobile, ogni finestra, ogni lampada, ripristina, per così dire, la sua pace sabbatica. (...)
Sarà proprio così che il mondo, quasi immutato, apparirà nella luce stabile del suo giorno festivo, quando non sarà più soggetto alla legge del lavoro, e il dovere sarà lieve, a chi torna, come il gioco lo è stato nelle vacanze.
(THEODOR ADORNO, “Minima Moralia”)
LA RECENSIONE (di Nicola Rossello)
L’autore, docente presso l’Università di Milano-Bicocca e l’Università IUSTO di Torino, nel suo saggio mette in luce il rapporto tra infanzia e felicità.
I bambini sono felici? «I bambini non sono sempre felici – scrive Raffaele Mantegazza -, ma quando lo sono, lo sono in modo unico e irripetibile. Capire e conoscere questa felicità significa guidare l’essere umano a una felicità adulta che non replica né tradisce la felicità infantile ma, salutandola e ringraziandola, la invera».
Mantegazza aiuta, dunque, il lettore a comprendere i tratti, i colori e i sapori della felicità dei bambini, e come è possibile aiutarli a crescere senza tradire questa felicità ma anzi trasformandola nella possibile gioia di una vita adulta serena.
Nell’argomentare le sue tesi Mantegazza fa leva, come è ovvio che sia, su una vasta letteratura specialistica, che egli mostra di saper padroneggiare con sicurezza. E proprio questa sicurezza gli consente di concedersi divagazioni briose e curiose e sorprendenti, in grado di catturare l’attenzione del lettore.
A rendere accattivante la lettura del libro è anche la bella disinvoltura con cui il suo autore sa muoversi miscelando richiami quanto mai eterogenei: citazioni dotte, tratte dall’Antico e dal Nuovo Testamento, da Eraclito, Sant’Agostino, Dante, Ibsen, Proust, Borges, Freud, Benjamin, Adorno, Wilhelm Reich, e brani di canzoni del nostro tempo di Battiato, di Ruggeri, di Guccini, di Claudio Lolli, di Vecchioni, di Phil Collins, della PFM.
Va poi sottolineata la qualità di scrittura del libro: nitida, ariosa, compiuta; maturata in un disegno che sa essere avvincente e convincente, denso (di indicazioni, suggerimenti, proposte), ma mai ridondante. Mantegazza possiede il dono segreto e ormai raro della chiarezza, della precisione, della leggerezza. E della concisione. Non è cosa da poco.
Recensione di Nicola Rossello















































