Suggeriamo qualche libro…

AUTRICE
Rebecca Trabalza, è nata a Foligno nel 1991. Dopo aver vinto dei premi letterari, fotografici e filosofici, ha pubblicato con Ladolfi Editore il Vangelo secondo Claudia, vincitore del Premio Letterario “Books for Peace”, menzionato al Premio Letterario “Città di Sarzana” e Il Santo di Auschwitz che si è piazzato al secondo posto al Premio Letterario “Sul fondo” per non dimenticare la Shoah e secondo al Premio Letterario “SS. Cosma e Damiano”.
L'Autrice - sorpresa di trovare nel sito di NPG [nella sezione "Questioni filosofiche"] un articolo su Schelling - gentilmente ce li ha inviati per una lettura che faremo con piacere quanto prima. Qui intanto alcune segnalazioni delle sue opere, con un caldo invito a una lettura storico-religiosa.
Abbiamo trovato su IBS le annotazioni che qui sotto riportiamo.
LIBRI
Vangelo secondo Claudia
Giuliano Ladolfi Editore, 2022 - pp. 86
Dopo aver seguito il marito Ponzio Pilato in Giudea, Claudia viene a conoscenza dell'esistenza di Gesù di Nazaret, un misterioso rabbino, che le ricorda il filosofo Socrate che fu condannato a morte dal tribunale di Atene per blasfemia. Una notte lei sogna il martirio di un giudeo processato e condannato a morte da suo marito. Si domanda chi possa essere l'ebreo che si è messo in contatto con lei nel suo sogno. Lo sogna nuovamente e lei scopre la sua identità. Chi è questo giudeo se non il Messia Gesù? Lei, donna romana pagana e aristocratica, non appena lo vede, si fa coraggio e implora il marito di risparmiarlo, ma non le dà retta e lo uccide. Claudia è cambiata dall'incontro con il Messia grazie al quale non solo ha scoperto la Verità che lei stava cercando, ma anche il vero motivo per cui lui fu condannato a morte a cui lei cercò di sottrarlo non per compassione, ma per amore.
Il Santo di Auschwitz
Giuliano Ladolfi Editore, 2023 - pp. 83
Rajmund Kolbe è un ragazzino polacco che vive con la madre, Maria, il padre, Julius e i fratelli, Franciszeck e Josef. Poiché sono poveri, Rajmund non può frequentare la scuola ma, un giorno, non appena il farmacista del paese lo sente pronunciare i nomi delle medicine in latino che lui a stento riusciva a ricordare, si offre di insegnargli tutto quello che sa. Kolbe studia in Polonia e in Italia dove si laurea in filosofia e in teologia e ottiene pure il dottorato. Salito al potere, Adolf Hitler emana leggi antisemite ed allarga i confini della Germania attaccando la Polonia dove vive la più numerosa comunità ebraica. Kolbe viene imprigionato insieme ad altri confratelli e, poi, viene condotto nel campo di concentramento di Auschwitz. Il convento Niepokalanów, che aveva dato rifugio a migliaia di persone, 1500 delle quali erano ebrei, viene chiuso dai nazisti. Un giorno, uno dei detenuti evade. I nazisti per vendetta condannano a morte nel bunker della fame dieci prigionieri uno dei quali esclama: «Mia moglie! I miei figli!». Allora Kolbe compiendo la missione per la quale era venuto al mondo, fa la sua scelta.
La parola che non c'è
Idrovolante Edizioni, 2024
L’avvocato americano di origini ebraiche, Henry Morgenthau, era amareggiato perché nonostante tutti i suoi sforzi per salvare gli armeni, il suo progetto era fallito. Era riuscito a salvare la vita di un armeno e, secondo il Talmud, aveva salvato il mondo intero. Tuttavia era inquieto perché l’armeno Sergey, che era un prete, a causa delle violenze subite e alle quali dovette assistere, era sprofondato in una nevrosi che gli psicologi di Villejuif stavano cercando di curare. Non era solo ma con lui vivevano altri armeni scampati al genocidio: un musicologo, un cantante, un maestro del coro, un arrangiatore e un compositore. In quella clinica accadeva qualcosa di strano: non appena la psicologa Rachel canticchiava una popolare melodia armena, un armeno scompariva senza lasciar traccia...
Il sole nero dell’immortalità
Convivio Editore 2025, pp. 136
Con questo saggio - un'analisi su 'Clara' di F.W.J Schelling" - l'Autrice propone un'indagine rigorosa del capolavoro incompiuto di Schelling. Il volume si propone di esplorare come Schelling, in 'Clara', non porti semplicemente a compimento una sofisticata elaborazione del lutto personale per la scomparsa della moglie Caroline, ma elevi tale esperienza a una meditazione universale sulla morte, l'immortalità e il legame indissolubile tra il mondo fisico e quello spirituale. L'autrice evidenzia, inoltre, come il dialogo, lungi dall'essere un mero sfogo emotivo, si configuri come un "canto magico dolcemente crepuscolare", capace di offrire una prospettiva inedita sulla trascendenza.
















































