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    Lettera di un parroco ai giovani


     

    (NPG 1995-02-97)

    A te che sei giovane.

    Quando il computer mi ha evidenziato che da 17 a 25 anni ci sono residenti 520 giovani e da 10 a 17 sono 200, mi sono convinto sempre più che la Parrocchia deve investire energie per voi facendo proposte e iniziative. Guardandovi da vicino e da lontano con l'occhio di chi scruta nei cuori e vede i bisogni che ci sono vi dico con le stesse parole di Gesù»:

    1. «Che cercate?» (Gv 1,38).
    È la condizione necessaria per muoversi: cercare. Cercare qualche cosa e qualcuno. Avere dei desideri, delle aspettative. Uscire da se stessi e dai propri piccoli orizzonti. Se sei uno che cerca, non rimanere indifferente. Altri hanno bisogno di te, della tua voglia di vivere, di fare, di voler bene, di sentirti realizzato. Rispondi sul serio a questa domanda: «Che cerchi?» . Senti dentro della confusione; ti viene paura a pensare supera questa difficoltà e guardati dentro in profondità. C'è sete di cose belle, grandi, coraggiose... c'è sete di libertà, di assoluto, di Dio.

    2. «Venite e vedrete» (Gv 1,39).
    Non sei solo a interrogarti, siete in molti, ragazzi e ragazze di tutte le età. La ricerca e la risposta agli interrogativi profondi si fa insieme, radunandosi, sperimentando nel vedere e nel fare. Da isolati si perde. Insieme si raggiungono le mete ed ognuno si sente realizzato perché ha contribuito alla realizzazione di tutti.

    3. «Che cosa devo fare per avere la vita?» (Mt 19,16).
    Il «fare» è a tutti i livelli, ogni attività umana è fare, ma non fermarti a quella dei soli sensi: vedere, mangiare, camminare, parlare, udire. C'è un fare della mente e del cuore. C'è il fare morale del bene e c'è l'interiorità che non vive solo di cose, «ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

    4. «Prendi il largo e getta le reti» (Lc 5,4).
    Per fare una cosa che un altro ci suggerisce bisogna fidarsi di chi parla. Essergli amico, conoscerlo almeno un po'. Colui che dice: «Prendi il largo...» è Gesù Cristo. Tì invita ad avere larghe vedute, larghi orizzonti, ti invita ad un'avventura. Ti dice: «Getta le reti.»... vai in profondità, non guardare solo in superficie, non ti accontentare solo di ciò che si vede, scava dentro il mare della vita... e troverai un tesoro.

    5. «Io sto alla porta e busso» (Ap 3,20).
    È lui l'Amico, la persona di cui puoi fidarti; è lì paziente che ti cerca, ti invita, bussa e chiama. Sei libero, puoi fare il sordo, puoi fare finta di non essere in casa, ma poi ti assale un dubbio, e ti dici: «Se quello che propone fosse interessante...»: lasciati convincere almeno dalla curiosità.

    6. «Gli ultimi saranno i primi» (Mc 10,31). Sento già la tua obiezione: ma chi sono io... non mi sono mai interessato... dopo avere fatto la cresima lasciai gruppi e parrocchia, qualche volta vado alla Messa, ma siamo degli estranei, se mi impegno sono l'ultimo arrivato. Proprio perché ultimo hai l'importanza dei primi.
    Questa è la logica del Vangelo. Se alcuni fatti ti hanno dimostrato il contrario, sappi che in quei comportamenti non c'era né il Vangelo, né Gesù Cristo.

    7. «Le cose che vengono da Dio nessuno può fermarle» (At 5,39). Questa frase mi ha sempre dato molto coraggio. Il vaglio delle esperienze è dato dalla presenza e dalla forza di Dio che ci agisce dentro. I criteri di giudizio quando sono solo umani, sbagliano; quando sono ispirati alla Parola di Dio e hanno come fonte la fede e la preghiera, lasciano un segno.

    8. «La fede nasce dall'ascolto della Parola di Dio» (Rom 10,17). La vita del cristiano è questione di fede e vive di fede. La fede è come un seme - il seme è la Parola di Dio -, ha bisogno di un terreno buono che è il tuo animo sgombrato da tante cose inutili.
    Poi c'è bisogno dell'acqua che fa attecchire il seme, crescere la pianta, i fiori e i frutti. Quest'acqua è la preghiera e i sacramenti del Perdono e dell'Eucaristia. Con queste condizioni avviene l'incontro col Mistero.

    9. «Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento, nell'unione fraterna, nell'Eucaristia, nelle preghiere» (At 2,42).
    Voi giovani siete parte dell'intera comunità, non una comunità a conto proprio. Alcune delle esperienze realizzate insieme ha dimostrato che INSIEME È POSSIBILE.
    Come il «pane eucaristico» è consacrato intero e poi si spezza per diventare cibo a ciascuno, così è dell'esperienza di Chiesa, da cui ogni esperienza particolare per gruppi o per età parte e a cui si riconduce. Con questa chiarezza sarà possibile fare tanta strada e dare volto visibile alla fraternità della Chiesa.

    10. «Nella Casa del Padre ci sono tante mansioni» (Gv 14,2). Spazio, creatività, iniziativa... ci sono tutte dentro una proposta per i giovani della Parrocchia. L'Oratorio, con tutto il suo potenziale formativo, educativo, ricreativo e spirituale, è la «Casa dei Giovani». È come una grande fabbrica la cui catena di montaggio è sincronizzata e non si ferma. Per questo ci vogliono tante mani e tanti piedi, ma soprattutto tanti cuori appassionati e anche il tuo.

    11. «Volete andarvene anche voi? Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6,67-68).
    Se in quello che hai letto sopra non vedi soltanto le parole del tuo prete, ma intuisci qualcosa di più profondo ed ispirato, prendi contatto, fatti vivo insieme con altri o anche a tu per tu. Il Vangelo è pieno di questi tipi di contatto, a folle, a piccoli gruppi, di singoli.
    Con la tua presenza, la tua disponibilità e con il tuo impegno la Chiesa sarà sempre più bella.

    don Alberto



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