La realtà dei sogni
Vayyèsheb (Gn 37,1-40,23)
Daniel Taub

«Ecco che arriva il sognatore» dicono i fratelli di Giuseppe quando tramano il suo omicidio (Gn 37,19). Altre persone sognano nella Bibbia, ma soltanto Giuseppe è chiamato «il sognatore». In effetti, Giuseppe è associato a sei dei nove sogni descritti nei cinque libri di Mosè. Questi sei sogni, divisi in tre coppie, consentono uno sguardo rivelatore sullo sviluppo personale di Giuseppe e, allo stesso tempo, ci danno un indizio interessante su quando e come i sogni si realizzano concretamente.
La prima coppia di sogni nella storia di Giuseppe riguarda quelli che fa da giovane e racconta ai suoi fratelli. Questi sogni, in cui i covoni dei suoi fratelli si inchinano davanti a lui, e poi fanno altrettanto le stelle che rappresentano tutta la sua famiglia, sono ciò che fa infuriare i suoi fratelli e li spinge a venderlo come schiavo in Egitto.
La seconda coppia di sogni è quella del coppiere e del panettiere del faraone, rinchiusi insieme a Giuseppe in una prigione egiziana. Giuseppe interpreta i loro sogni e, come egli predice, il panettiere sarà impiccato, mentre il coppiere sarà reinsediato nel suo incarico. Il coppiere però dimentica la sua promessa di ricordarsi di Giuseppe, che resta in prigione.
L'ultima coppia di sogni è quella del faraone: sette vacche magre divorano sette vacche grasse, e sette sottili spighe di grano divorano le spighe grosse, ma né vacche né spighe ingrassano. Giuseppe interpreta questi sogni, conquistando la fiducia del faraone. Il risultato è che viene nominato secondo nel comando di tutto l'Egitto e supervisore del suo programma per salvare l'Egitto dalla carestia.
Le tre serie di sogni tracciano il diagramma dell'evidente progressione nello sviluppo di Giuseppe, da giovane concentrato su se stesso ad adulto dotato di coscienza sociale e di senso della responsabilità. La prima coppia, che lui stesso sogna, riflette le proprie ambizioni personali e il desiderio di essere più grande dei fratelli. La seconda coppia è sognata dai suoi compagni di carcere e riguarda il loro destino; Giuseppe sta sviluppando la coscienza dei bisogni e delle preoccupazioni di chi gli è vicino. La terza coppia è sognata dal faraone, il capo dello Stato, e riguarda il benessere della società nel suo complesso.
Allo stesso tempo, anche le serie dei sogni tracciano una progressione dal punto di vista dell'impegno di Giuseppe per la realizzazione della sua visione: i suoi sogni, si accontenta di raccontarli ai suoi fratelli. I sogni del coppiere e del panettiere li interpreta attivamente. I sogni del faraone non soltanto li interpreta, ma addirittura li realizza in quanto vice-cancelliere d'Egitto.
Soltanto quando Giuseppe avrà completato entrambe queste progressioni e avrà sviluppato sia il senso della coscienza sociale che l'impegno ad agire di conseguenza, i suoi sogni potranno avverarsi.
La lezione che Giuseppe apprende è che soltanto quando allarga la cerchia delle sue preoccupazioni, da se stesso fino a tutta quanta la società, e soltanto quando incrementa il proprio impegno, passando dal vantarsi dei suoi sogni a lavorare attivamente per realizzarli, i suoi sogni saranno davvero realizzati.
Questa potrebbe essere una lezione anche per noi oggi. I sogni della storia di Giuseppe ci ricordano che, quanto più i nostri sogni sono di ampia portata e inclusivi, e quanto più siamo disposti a lavorare davvero per realizzarli, tanto maggiore sarà la possibilità che diventino davvero realtà.
(Luci dalla Torà. Una lettura ebraica dei primi cinque libri della Bibbia, Ed. San Paolo 2008, pp.36-38)















































