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    Manna per tutte

    le stagioni

    'Èqeb (Dt 7,12-11,25)

    Daniel Taub

    MANNA-005S

    Mentre Mosè continua a raccontare agli israeliti la storia del viaggio nel deserto, descrive la manna, il cibo miracoloso mandato dal cielo che sostenne il popolo di Israele durante le sue peregrinazioni: «Per metterti alla prova, per conoscere ciò ch'è nel tuo cuore, se tu avessi osservato i suoi precetti o no, ti ha fatto mangiare la manna che tu non conoscevi né conoscevano i tuoi padri» (Dt 8,2-3).
    Secondo la Bibbia la manna era una forma miracolosa di nutrimento, con caratteristiche degne di nota. Un midràsh addirittura ipotizza che il suo sapore fosse quello di qualsiasi cibo desiderato dalla persona che la mangiava. Quindi, perché nel versetto precedente Mosè descrive questo cibo straordinario come una «prova»?

    Molti commentatori tradizionali ipotizzano dei motivi per cui mangiare la manna può essere stata una prova per gli israeliti nel deserto.
    Rashì (Francia, XI secolo) propone che la prova consisteva nel vedere se gli israeliti avrebbero osservato le leggi relative alla manna, in particolare il raccogliere una porzione doppia il venerdì e nessuna di sabato.
    Maimonide (Spagna-Israele, XIII secolo) suggerisce che la prova consisteva nella strana natura del cibo, che né loro né i loro padri avevano mai conosciuto.
    Ovadiah Sforno (Italia, XV-XVI secolo) invece propone un'interpretazione che ha una sfumatura sorprendentemente attuale: «"Per metterti alla prova", per vedere se avreste fatto la sua volontà anche quando Egli vi forniva sostentamento senza sofferenza». Secondo questa opinione, la prova per gli israeliti era vedere se, dopo anni di schiavitù e di duro lavoro, sarebbero stati capaci di essere fedeli e di avere timore di Dio in tempi di prosperità. È per questa ragione che Mosè racconta la "prova" della manna proprio mentre il popolo sta per entrare nella terra di Israele. Anche Israele infatti è una terra di prosperità. Come dice Mosè al popolo:

    Poiché il Signore tuo Dio sta per introdurti in una terra fertile, terra di torrenti e fonti d'acqua [.. .] terra di frumento, orzo [...] dove non mangerai il pane con scarsità [...]. Guardati dal dimenticare il Signore tuo Dio (Dt 8,7-11).

    Mosè racconta la prova della manna per ricordare al popolo che la prosperità non è soltanto una benedizione; è anche una sfida: alla sua fede e ai suoi valori. Come osserva la studiosa di Torà Nechama Leibowitz: «La Torà canta le lodi della terra per sottolineare anche i pericoli morali e le trappole, che tali doni possono portare con sé».
    Se la manna semplicemente nutrì il popolo ebraico nel deserto, il suo messaggio era però destinato ad accompagnarlo per tutte le generazioni. Un vaso pieno di manna viaggiò con gli israeliti, insieme ai dieci comandamenti, nell'arca dell'alleanza lungo tutte le loro peregrinazioni, ed è usanza ebraica recitare parshàt hammàn, il passo biblico che descrive la manna, ogni giorno alla fine della preghiera del mattino.



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