Animazione missionaria salesiana
Presentazione del
Manuale del delegato ispettoriale
P. Guillermo Basañes, sdb
Con gioia e con gratitudine vi presento il testo “Animazione Missionaria Salesiana. Manuale del Delegato Ispettoriale”.
Si tratta del frutto e della sintesi di un assai lungo cammino di paziente ricerca e di condivisione, con lo scopo di promuovere in tutta la piccola Società di San Francesco di Sales lo spirito e l’impegno missionario (cfr. Costituzioni Salesiane art. 138).
Questi orientamenti sono in perfetta continuità e sviluppo di quel primo e prezioso testo pubblicato sotto la guida di don Luciano Odorico nel 1997: “Manuale del Delegato Ispettoriale per l’Animazione Missionaria” (DIAM). Anche questo Manuale, da continuar ad approfondire e a mantener molto presente, era stato frutto di un serio e generoso impegno di sinergia.
L’elaborazione di questo testo che adesso vi presento ha visto coinvolte particolarmente due Consulte Mondiali del Settore Missioni durante il sessennio 2008 - 2014. Raccolto tutto questo abbondantissimo materiale, siamo riusciti a sintetizzarlo e a riorganizzarlo, e simultaneamente, a metterlo in mano dei Delegati Ispettoriali per la Animazione Missionaria di ognuna delle sette Regioni Salesiane del mondo. Con loro abbiamo discuso e condiviso a lungo durante i loro incontri regionali avuti nel 2015 e nel 2016.
Finalmente, anche il Rettore Maggiore con il suo Consiglio, ne hanno fatto oggetto di studio e di discussione, per arrivare, durante la nostra Sessione Plenaria, alla sua approvazione il 26 gennaio 2017, memoria dei Santi Timoteo e Tito.
La consegna di questo breve testo vuole essere prima di tutto un appello alla consapevolezza e alla responsabilità missionaria di ogni Ispettore con il suo Consiglio. Chiamati come siamo ad essere apostolicamente e fecondamente nelle periferie giovanili del nostro mondo, bisognerà evitare il rischio che l’animazione missionaria stessa rimanga tra le “periferie” delle preoccupazioni e degli interessi dell’Ispettoria, o che diventi un insieme di attività sconnesse affidate ad un confratello più o meno creativo o originale. Ci conforta e ci incoraggia il fatto di vedere come in tutti i continenti, l’Animazione Missionaria Salesiana – in sinfonia e in sinergia con la Formazione, con la Pastorale Giovanile, con la Comunicazione Sociale e con l’Economia – stia prendendo ogni volta più forma, più consistenza e più dinamismo.
In secondo luogo questo Manuale viene affidato nelle mani di ogni DIAM, a modo di “luce per i miei passi”. In esso il DIAM dovrà trovare i riferimenti sicuri che alimenteranno le sue convinzioni personali in questo delicato e strategico ministero, come anche una mappa molto concreta e molto articolata sui diversi passi del suo agire.
La prima parte (n. 1 a 5) sviluppa principalmente i principi della dimensione e dell’animazione missionaria. La seconda invece (n. 6 a 10) le diverse modalità e strutture di questa animazione.
Il testo, nella sua essenzialità, presenta inizialmente “la “Discernere in ogni Salesiano la chiamata del Signore ad essere missionario” missione nel mondo d’oggi” (n. 1) come anche la Trinità come la sua sorgente (n. 2).
Subito dopo cerca di rispondere alle domande sui fondamenti ecclesiologici (n. 3) e carismatici (n. 4) della dimensione missionaria, però indicando che non si tratta semplicemente di una presentazione teoricamente perfetta, ma che ha come obbiettivo prioritario quello di attingere la mentalità e il vissuto dei Salesiani: “Questa comprensione ecclesiologica esige in primo luogo da tutti i Salesiani una conversione della mente e del cuore per acquisire la consapevolezza di questo cambio epocale per cui tutta la Chiesa è missionaria” (n. 3).
Questa prima parte conclude (n. 5) offrendo i chiarimenti necessari per comprendere cosa sia l’animazione missionaria in generale, e quella salesiana in particolare, specificandone i suoi due obbiettivi primordiali: primo, quello di “mantenere viva in ogni salesiano e in ogni membro della comunità educativa- pastorale l’ardore missionario e promuovere la cultura missionaria” e secondo, “discernere in ogni Salesiano la chiamata del Signore ad essere missionario”.
Questi primi cinque punti mettono in evidenza il bisogno di una formazione missionaria iniziale e permanente a tutti i livelli.
I contenuti, atteggiamenti e esperienze di questa formazione sono stati sviluppati negli orientamenti “La Formazione Missionaria dei Salesiani di Don Bosco” (Roma 2014), elaborati insieme dai Settori Formazione e Missioni durante il Sessennio scorso. Le cinquantotto note a piè di pagina di questo piccolo Manuale che adesso presentiamo indicano anche una ricchezza amplissima di riferimenti di Chiesa e di Congregazione che fanno subito percepire che la formazione missionaria, prima di tutto quella del DIAM stesso, implica un attento studio ed una approfondita ricerca.
I punti seguenti parlano del DIAM (n. 6), della sua identità Animazione Missionaria Salesiana: Manuale del DIAM 7 8 e dei suoi compiti. Senza escludere che possa essere un laico che condivida con noi lo spirito e la missione di Don Bosco, viene chiaramente indicato che “trattandosi di un servizio carismaticamente pregnante, l’ispettore nomina, preferibilmente un confratello capace e idoneo come DIAM”. Questa dettagliata presentazione viene completata dal riferimento alla Commissione Ispettoriale che deve accompagnare il DIAM nello svolgimento del suo ministero (n. 7).
È da sottolineare in questa sezione il chiaro accento che viene messo in riferimento alla sinergia: “il DIAM lavora in sinergia con i Delegati per la Formazione, per la Pastorale Giovanile, per la Comunicazione Sociale e con l’animatore vocazionale e con tutti gli altri organismi di animazione dell’Ispettoria al fine di garantire che lo spirito missionario diventi il dinamismo animatore che attraversa tutte le sue iniziative” (n. 6).
Particolarmente significative in questo senso sono le citazioni all’interno di questo Manuale del rinnovato “Quadro di Riferimento della Pastorale Giovanile” (QRPG), come per esempio: “il DIAM collabora con il Delegato per la Pastorale Giovanile al fine di promuovere l’implementazione missionaria del QRPG affinché ogni iniziativa educativa e pastorale, in qualsiasi ambiente si svolga, comprenda sempre nel suo intimo l’annuncio di Cristo e la sollecitudine per la salvezza dei giovani”.
Verso la fine, il Manuale descrive il bisogno e il ruolo del Coordinatore Regionale per l’Animazione Missionaria (CORAM) e la sua commissione (n. 8 e 9). Queste due sono “Il DIAM collabora affinché ogni iniziativa educativa e pastorale, comprenda sempre l’annuncio di Cristo” delle realtà che si trovano ancora in lenta fase di esecuzione, con visibile diversità tra una Regione e l’altra.
L’ultimo punto del Manuale (n. 10) è consacrato ad offrire le linee fondamentali di una struttura semplice ma di importanza vitale e di raggio mondiale che è la Consulta del Settore Missioni (n. 10).
Credo che questo Manuale, e soprattutto la sua fedele e creativa messa in pratica, sia già una risposta responsabile ed un impegno carismatico appropriato per questi tempi eccezionalmente missionari che la Chiesa sta vivendo attraverso il Pontificato di Papa Francesco.
Maria, Stella sempre nuova dell’Evangelizzazione, continui a guidare i nostri passi missionari!
26 gennaio 2017, memoria dei Santi Timoteo e Tito.
* Consigliere Generale per le Missioni
FONTE: Atti del Consiglio Generale N. 425, 39-42.















































