RACCONTARE FATTI DI SPERANZA
Otto stazioni di speranza vissuta
I fatti che resistono al buio
Questo progetto nasce da un fatto. Non da una teoria, non da un programma educativo, non da un'esigenza istituzionale: da un fatto. Il fatto è questo: nel settembre del 1943, una ragazza ebrea di ventinove anni fu caricata su un treno verso Auschwitz. Qualcuno che assisteva alla partenza vide volare dal finestrino un biglietto. Lo raccolse. Sul biglietto c'era scritto: «Abbiamo lasciato il campo cantando».
Etty Hillesum morì ad Auschwitz il 30 novembre di quello stesso anno. Il biglietto è ancora conservato. Le sue parole sono ancora leggibili. Questo fatto – concreto, storico, verificabile, ancora oggi capace di fermare il respiro – è il punto di partenza di tutto ciò che segue. Non perché sia il fatto più importante del progetto: ma perché è il tipo di fatto che questo progetto intende narrare.
Un fatto di speranza – non una teoria sulla speranza, non un argomento a favore della speranza, non un esempio edificante della speranza. Un fatto: qualcosa che è accaduto, che ha avuto un corpo, una data, un nome, e che continua ad accadere ogni volta che qualcuno lo incontra.
La tesi pedagogica di fondo di questo progetto è semplice e radicale: la speranza si dimostra con i fatti. Non si argomenta, non si deduce, non si dimostra con ragionamenti – si mostra. E i fatti, a differenza degli argomenti, non si contestano. Di fronte a un argomento si può discutere; di fronte a un fatto si è chiamati a rispondere.
Articolazione del Progetto
STAZIONE I
«IL DESIDERIO»
Il cuore che non si accontenta
STAZIONE II
«NEL BUIO»
La speranza che nasce dall'altra parte della notte
STAZIONE III
«L'ATTESA»
La tensione vigile verso ciò che viene
STAZIONE IV
«IL RICOMINCIAMENTO»
La grazia che chiama una seconda volta
STAZIONE V
«LA RESISTENZA»
La speranza che cambia le cose
STAZIONE VI
«I PICCOLI GESTI»
La speranza che abita le cose ordinarie
STAZIONE VII
«INSIEME»
La speranza che si genera tra le persone
STAZIONE VIII
«LA SPERANZA CHE NON DELUDE»
Il futuro che ha già un nome
CONCLUSIONE METODOLOGICA PER L’EDUCATORE
Come camminare con i giovani attraverso le otto stazioni
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA COMPLESSIVA
Organizzata per aree tematiche





















































