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    Europa: una realtà in processo



    GiovanEuropa /4

    Angel Miranda

    (NPG 2007-07-71)


    Nel 2004 appariva per le edizioni Paoline un libretto dal titolo «Europa. I suoi fondamenti oggi e domani». L’autore era Joseph Ratzinger, non ancora diventato papa. Mentre celebriamo i 50 anni della UE può essere interessante vederne brevemente i tratti principali, e soprattutto l’evoluzione storica così come tracciata dall’Autore.

    Europa: ieri oggi domani

    Cos’è propriamente l’Europa?
    L’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, è invece un concetto culturale e storico.

    Il sorgere dell’Europa
    Già Erodoto (484-425 circa a.C.) affermava che l’Europa e il mondo greco sono «paesi a parte». Il processo di una nuova identificazione storica e culturale è stato compiuto sotto il regno di Carlo Magno, dove la parola Europa esprimeva al tempo stesso la coscienza della continuità e della novità con cui la nuova compagine di stati si presentava come la forza propriamente carica di futuro.

    Il mondo slavo e greco-romano
    Esistono anche sufficienti elementi unificanti che permettono di pensare i due mondi come un unico, comune continente: la comune eredità della Bibbia e della Chiesa antica, che rinviano verso un’origine comune fuori dell’Europa in Palestina, le fondamentali idee del diritto, il monachesimo portatore non solamente della continuità culturale ma soprattutto dei fondamentali valori religiosi e morali e degli orientamenti ultimi dell’uomo.

    L’epoca moderna
    Possiamo parlare di un duplice evento capitato in Oriente: il dissolvimento dell’antica Bisanzio e il fatto che la «seconda Europa» ottiene con Mosca un nuovo centro e amplia i suoi confini verso Oriente. Contemporaneamente constatiamo in Occidente un altro duplice processo: una grande parte del mondo germanico si distacca da Roma con una nuova forma di cristianesimo, e l’uscita dell’Europa fuori dai suoi confini geografici verso il nuovo mondo aldilà dell’Atlantico.
    Una terza svolta avviene con la Rivoluzione francese, con la nascita dello Stato puramente secolare, che abbandona la «tutela religiosa» e la derivazione-legittimità divina della politica e delle leggi, e dichiara Dio stesso un «affare privato»: Dio e la sua volontà cessano di essere rilevanti nella vita pubblica.
    Alla fine cade anche l’idea iniziale dell’unità del Impero.
    Le nazioni e gli stati sono identificabili come tali in virtù della formazione di ambiti linguistici unitari e appaiono come i veri e unici portatori della storia.

    Il mondo dei valori
    La cultura europea è forse la civiltà della tecnica e del commercio diffusa vittoriosamente per il mondo intero? Avviene un paradossale sincronismo: con il prevalere del mondo tecnico-secolare, con l’universalizzazione della sua visione e modello di vita, si diffonde in tutto il mondo, specialmente nell’Asia e nell’Africa, l’impressione che il mondo dei valori dell’Europa, la sua cultura e la sua fede, su cui si basa la sua identità, sia giunto alla fine.
    Sarebbe arrivata l’ora dei sistemi di valori di altri mondi: dell’America precolombiana, dell’Islam e della mistica asiatica.

    Un’Europa in crisi?
    L’Europa proprio in questo tempo di massimo successo sembra diventata vuota interiormente, paralizzata da una crisi del suo sistema circolatorio, una crisi che mette a rischio la sua vita, affidata per così dire a trapianti che poi però non possono che distruggere la sua identità.
    C’è una strana mancanza di voglia di futuro.

    Una diagnosi di futuro
    Ci sono due diagnosi di futuro:
    – l’occidente è giunto alla sua fase finale nonostante tutti i tentativi per scongiurarla (Spengler);
    – il secolarismo è la causa della crisi. La guarigione può arrivare solo quando verrà nuovamente introdotto il fattore religioso come parte dell’eredità religiosa di tutte le culture, e specialmente del cristianesimo occidentale (Toynbee).
    Dove la via di uscita? La questione resta certamente aperta, la soluzione può essere nelle nostre mani...

    Festeggiamo l’Europa:

    https://europa.eu/50/index_it.htm

    In questo sito web si possono trovare tutti i festeggiamenti e celebrazioni giovanili che avranno luogo lungo l’anno 2007 per i 50 anni dell’UE.
    La pagina si apre sulle rispettive lingue, e il contenuto è molto vario, e offre l’opportunità di un avvicinamento alla realtà europea attraverso il cinema, le conferenze, la danza, eventi culturali, mostre, musica, suoni, teatro, ecc.

    Forum dei giovani

    Il primo «Vertice della gioventù» è stato celebrato a Roma il 24-25 marzo 2007. Sessanta giovani delegati di tutti i paesi dell’UE si erano incontrati nei mesi precedenti a Bruxelles per esaminare le principali tematiche che determineranno il futuro dell’UE. Il documento di riflessione elaborato in tale occasione servirà ad orientare i dibattiti che si terranno nelle prossime settimane, a livello nazionale, in tutta l’UE.

    2007: anno europeo delle pari opportunità per tutti (EYEO)

    La maggioranza degli Europei ritiene che l’origine etnica, la religione o l’età di una persona possa rappresentare un ostacolo nel trovare lavoro, anche a parità di qualifica. Le donne ancora occupano meno di un quarto di seggi parlamentari nell’UE. Oltre 50 milioni di cittadini UE hanno una disabilità o handicap… Per questi e mille altre ragioni il 2007 è stato designato «Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti». Il nuovo sito web EYEO rappresenterà un importante strumento di comunicazione per tutto l’anno, fornendo informazioni aggiornate sulle attività in cui i cittadini possono partecipare: https://equality2007.europa.eu


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