Pastorale Giovanile

    NPG 2026
    QuartinoNPG2025


    Alzati e vai
    Proposta pastorale 2025-26


    Il numero di NPG
    maggio-giugno 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Il numero di NPG
    marzo-aprile 2026
    600 NPG COVER MARZO APRILE 2026


    Newsletter
    maggio-giugno 2026
    NL 3 2026


    Newsletter
    marzo-aprile 2026
    NL 2 2026


    P. Pino Puglisi
    e NPG
    PPP e NPG


    Post it


    Le ANNATE di NPG 


    I DOSSIER di NPG 


    Le RUBRICHE di NPG 


    Gli AUTORI di NPG


    Gli EDITORIALI di NPG 


    VOCI TEMATICHE 


    I LIBRI di NPG 

     


    IN VETRINA


    Etty Hillesum
    Una spiritualità per i giovani 


    Semi di spiritualità


    Animazione, animatori


    Sussidi, Materiali, Esperienze


    Recensioni e Segnalazioni


    Letti & apprezzati


    Un giorno di maggio 
    La canzone del sito
    Margherita Pirri 


    WEB TV





    Note di pastorale giovanile
    via Giacomo Costamagna 6
    00181 Roma

    Telefono: 06 4940442

    Email

    Imparare ad amare


     

    Chiesa e giovani

    Carlo Molari

    (NPG 1984-02/3-95)

    Attraverso una riflessione sulle esperienze dei gruppi e sui dati delle scienze umane, linee di educazione all'amore in un recente documento ecclesiale.

    I giornali laici italiani hanno reagito in modo sarcastico o almeno con qualche pregiudizio al documento della S. Congregazione per l'Educazione cattolica dal titolo: «Orientamenti educativi sull'amore umano. Lineamenti di educazione sessuale» (1 novembre 1983).
    Ma in realtà il documento presenta una sintesi chiara delle acquisizioni più recenti ed offre alcune indicazioni applicative di notevole utilità.
    Se si esaminano le dichiarazioni del Magistero che vengono citate, ci si accorge che in mezzo secolo il Magistero ha modificato progressivamente il suo atteggiamento adeguandosi alle mutate situazioni culturali e sociali. Lo stesso documento lo riconosce quando cita Pio XI che nella Enciclica Divini illius Magistri dichiarava «erronea l'educazione sessuale», anche se poi si suggerisce con una certa generosità che la ragione della condanna stava nel modo con cui veniva effettuata «ai suoi tempi, cioè un'informazione naturalistica, impartita precocemente e indiscriminatamente» (n. 5). Ma a questa condanna non corrispondeva alcuna indicazione positiva sulla educazione sessuale.
    Poi progressivamente con Pio XII e soprattutto con il Concilio, il Magistero ha accolto le conclusioni più sicure delle scienze umane, relative alla sessualità, ed ha offerto indicazione pratiche di raro equilibrio.
    Il documento le raccoglie in modo organico e con notevole chiarezza.
    Ne elenco alcune.
    Il silenzio non è più considerato una regola d'oro, la sessualità esige una educazione positiva ed esplicita. Ci sono ancora molti adulti che di fronte alla difficoltà dell'impegno, si dichiarano convinti che la natura da sola insegni le cose fondamentali dell'esistenza, e che ogni intervento esterno sia più dannoso che utile. Il documento dichiara esplicitamente: «il silenzio non è una norma valida di condotta in questa materia, soprattutto quando si pensi ai numerosi 'persuasori occulti' che usano un linguaggio insinuante. Il loro influsso è innegabile...». «Nell'attuale situazione socio-culturale è urgente dare ai fanciulli, agli adolescenti e ai giovani una positiva e graduale educazione affettivo-sessuale» (n. 106), è necessario «vigilare non solo per riparare ai danni causati da interventi inopportuni e nocivi, ma soprattutto per prevenire opportunamente» (ib) i giovani.
    La natura della castità. Essa «consiste nella padronanza di sè, nella capacità di orientare l'istinto sessuale al servizio dell'amore e di integrarlo nello sviluppo della persona» (n. 18). Secondo una bella formula di Giovanni Paolo II, citata nel documento (n. 24) la castità «rende la persona capace di rispettare e promuovere il 'significato sponsale' del corpo» (Familiaris consortio n. 37). Dove la formula «significato sponsale» esprime la tensione profonda che il corpo porta a realizzare comunione con gli altri, a fondere la propria vita con quella altrui. Tale forza è appunto la sessualità. Per questo «il corpo in quanto sessuato esprime la vocazione dell'uomo alla reciprocità, cioè all'amore e al mutuo dono di sè (n. 24), e quindi alla fecondità «come a uno dei significati fondamentali del loro essere sessuato» (n. 24). La fecondità caratterizza ogni rapporto autentico; ogni gesto di amore alimenta la vita. La castità perciò è la virtù che governa i dinamismi della «fecondità» umana in tutte le sue espressioni, e rende operativa la «la costitutiva vocazione alla fecondità» di ogni essere umano.
    Il carattere teologale dell'amore umano. I rapporti che gli uomini stabiliscono fra di loro sono portatori di vita perché «il corpo contribuisce a rivelare Dio e il suo amore creatore» (n. 23). Per questo il corpo viene detto, con un'espressione desunta da Giovanni Paolo II, «testimone dell'amore come sorgente da cui è nato questo stesso donare» (n. 23). Ogni espressione di amore è feconda perché è traduzione umana dell'amore creatore di Dio. Essa porta una carica più grande di se stessa.
    L'amore di Dio, infatti, non può essere efficace per gli uomini se non diventa gesto umano. Solo quando traspare attraverso un atto umano, l'amore di Dio perviene all'uomo. Nessuna madre ad esempio potrebbe mettere al mondo un figlio e illudersi che possa crescere solo per l'influsso dell'amore di Dio: esso infatti non può pervenire al bambino se non attraverso l'amore della madre. L'amore umano perciò è luogo creato dell'amore di Dio. Ma solo quando è amore autentico, perché solo allora è trasparenza di un Bene assoluto.
    Amare perciò in modo possessivo ed inautentico è tradire il dono di Dio, è illudere gli altri e promettere ciò che non verrà mantenuto. Offrendosi come termine di un rapporto si promette un Bene più grande della propria realtà personale, ci si dichiara disponibili a trasmettere un dono che viene da Dio. Ogni persona umana è mendicante di amore perché bisognosa di un'offerta divina per diventare ciò che ancora non è: «la persona umana per sua intima natura esige una relazione di alterità, implicante una reciprocità di amore» (n. 25).
    Stabilire rapporti autentici è lasciare fluire la forza di vita, che non ci appartiene e che cerca continuamente di entrare nella storia umana. Per questo chi ama cresce come persona e fa crescere persone attorno a sè: diventa centro di irradiazione divina.
    Gruppi giovanili. Nell'esaminare i diversi luoghi dell'educazione sessuale, il documento mette in primo piano la famiglia, in quanto possiede «una carica affettiva adatta a far accettare senza traumi anche le realtà più delicate e ad integrarle armonicamente in una personalità ricca ed equilibrata» (n. 48). Vengono poi ricordate «la scuola cattolica, la parrocchia e altre istituzioni ecclesiali... chiamate a cooperare con la famiglia» (n. 54). In altro contesto vengono esplicitamente menzionati i gruppi giovanili (n. 77) ma con alcune annotazioni che meritano una particolare sottolineatura. Si afferma, infatti, che la vita di gruppi, impegnando intensamente l'adolescente e il giovane, «si affianca all'azione della famiglia e della scuola, e spesso ha influenza anche maggiore nella formazione della persona».
    Questo breve accenno è completato poco oltre dove si parla dell'educazione all'amicizia (nn. 90-93), che nei gruppi è fortemente favorita.
    L'amicizia, infatti, «vertice della maturazione affettiva», viene presentata come «un fattore di straordinaria importanza per la costruzione della personalità nella sua dimensione individuale e sociale» (n. 92).
    È utile notare che sono cadute tutte le riserve sulla coeducazione che era facile incontrare nei documenti ecclesiali di qualche decennio fa.
    Nel 1950 l'Enciclopedia cattolica riassumendo i documenti del Magistero scriveva che la «teoria della chiesa...è, in linea di principio, nettamente avversa alla...educazione simultanea di individui dei due sessi, in un medesimo ambiente e sotto i medesimi educatori» (EC 5, p. 101). Le ragioni erano soprattutto viste nella prosmiscuità dei sessi e nei pericoli che essa comportava.
    Il documento della S. Congregazione in termini positivi afferma invece: «i vincoli di amicizia, che uniscono i giovani di diverso sesso, contribuiscono alla comprensione e alla stima reciproca, quando essi si mantengono nei limiti di normali espressioni affettive» (n. 93). Il pericolo è indicato solamente in quegli atteggiamenti che diventano «manifestazioni di tipo genitale», e che come tali «perdono l'autentico significato di amicizia matura, pregiudicano gli aspetti relazionali in atto e le prospettive riguardo a un eventuale matrimonio» (n. 93).
    In conclusione il nuovo documento riassume i dati convergenti delle numerose esperienze di gruppi ecclesiali ed insieme le conclusioni più sicure delle scienze umane riguardo ad una delle esigenze più avvertite dai giovani: come imparare a gestire la sessualità in modo da giungere ad un amore autentico.



    IN PRIMO PIANO


    Oratorio: noi ci crediamo!
    Tutto quello che... sull'oratorio


    Vivere l'anno
    Sussidio liturgico-esistenziale
    Tempo pasquale


    Buon giorno scuola
    Incontrarsi benevolmente
    Aprile 2026


    ALZATI E VAI
    Sussidio Proposta Pastorale MGS
    Febbraio 2026
    600 Logo MGS 25 26


    SNPG
    La Chiesa italiana per i giovani


    RUBRICHE ON LINE


    RUBRICHE NPG 2026


     Infosfera, AI
    e pastorale giovanile 


     PG oggi in dialogo
    con G.B. Montini 


     Accompagnamento 
     e proposta di fede 


     Incontrare Gesù
    nel Vangelo di Giovanni


    I sensi come
    vie di senso nella vita


    PG negli USA
    Sfide culturali e percorsi innovativi


    Noi crediamo
    Ereditare oggi la novità cristiana


    Pillole letterarie
    pillole letterarie


    Playlist generazioneZ
    I ragazzi e la loro musica


    Generazione Z
    Ultimi studi e ricerche
    adolescente


     Ragazzi e adulti
    pellegrini sulla terra


    CONTINUA DAL 2025


    Saper essere
    Competenze trasversali


    L'umano nella letteratura


     Strumenti e metodi
    per formare ancora


    Per una "buona" politica


    Sport e vita cristiana


     Passeggiate nel
    mondo contemporaneo


    Un "canone" letterario
    per i giovani oggi