Giampaolo Redigolo
(NPG 1971-02-83)
Moltissimi giovani, dentro e fuori i «nostri» ambienti, leggono «Dimensioni oggi» (P.za Maria Ausiliatrice, 9 - 10100 Torino).
La rivista non è un semplice strumento di informazione culturale: ha una precisa scelta educativa.
Per questo, ci pare possa diventare un «sussidio» prezioso nelle mani degli educatori, per portare avanti, con i giovani stessi e in un unico discorso, le proposte pastorali che «Note di Pastorale Giovanile» intende fare.
Quest'anno, per esempio, sarà affrontato a fondo il tema dell'impegno sociale e politico. In «Dimensioni oggi» sono tornate, con frequenza, suggestioni significative, in chiave direttamente giovanile. Se i due «strumenti» (indicazioni educative e letture giovanili) si affiancano, è possibile costruire qualcosa.
Per una maturazione completa a livello di personalità integrata è necessario aprirsi ad interventi, a gesti di preciso impegno: anche questo, affiora sulle pagine di «Dimensioni oggi» e della nostra Rivista.
Le note che seguono delineano la possibile utilizzazione educativa della Rivista, con particolare attenzione all'impegno sociale e politico.
In tema di sussidi pastorali, mi permetto di cominciare con una premessa che da molti, forse, sarà considerata banale, ma che, a mio avviso e proprio in riferimento al «sussidio» in questione, è piuttosto importante.
♦ Il sussidio è uno strumento e come tale ha bisogno di un «esperto» (non intendo parlare di specializzazione in senso scientifico) per essere adoperato. Chi sceglie un mezzo per raggiungere dei fini non deve semplicemente conoscere a perfezione i fini per cui agisce, ma è necessario conosca anche le possibilità, i limiti, la dinamica dello strumento da lui scelto. Nel nostro caso, per esempio, scegliere o non scegliere una rivista giovanile come sussidio della nostra azione pastorale, senza conoscere sufficientemente il ruolo che assume nella vita di un giovane e nella sua formazione un mezzo di comunicazione come quello della carta stampata, la percentuale di influsso che una rivista esercita sulle scelte di fondo del giovane stesso e i limiti che essa comporta, sarebbe un atteggiamento ingiustificabile. O giustificabile, al massimo, con quel tipo di pressapochismo, fatto di efficientismo esterno (basta ottenere qualche cosa) e di moralismo ottuso (è una rivista che può passare nelle mani di tutti), da cui è contraddistinta, mi pare, tanta attività pastorale oggi (basti pensare a come viene adoperato ancora il cinema in certe sale parrocchiali o di oratorio; basta sentire a quali criteri corrisponde la scelta di certa stampa; basta fare una lista delle tematiche che vengono proposte agli ambienti giovanili e considerare la maniera con cui certi gruppi giovanili vengono gestiti).
♦ Il sussidio poi non sostituisce la ricerca personale. Non è in nessuna maniera un'alternativa per risparmiare voce, fatica o per far fronte alla scarsità di tempo.
II sussidio valido è un momento di illuminazione dell'azione pastorale: riflessione sul concreto, lettura degli avvenimenti, analisi delle cause e comprensione dei fenomeni cui è necessario dare una risposta «pastorale».
Non è compito nostro trattare della metodologia con cui possono essere impiegati i sussidi. Basti questa premessa per togliere subito l'equivoco ricorrente in certa «mentalità pastorale» sempre alla ricerca di formule infallibili o di mezzi miracolosi per potenziare i suoi interventi.
DIMENSIONI OGGI, COME SUSSIDIO
La presentazione di DIMENSIONI OGGI, rivista di cultura giovanile, come sussidio pastorale, si pone coscientemente ben dentro i limiti della presente premessa. E non solo in linea di principio, ma anche come risposta pratica ad un certo tipo di «critiche» giunte alla redazione di DIMENSIONI OGGI proprio dall'ambiente degli operatori pastorali: alcuni ne denunciano l'inutilità sul piano pastorale perché non riescono a vederne i contenuti in chiave di annuncio della Parola di Dio o di educazione cristiana della gioventù; altri la vorrebbero trasformata semplicemente in una rivista-manuale per la conduzione dei gruppi giovanili, una specie di ricettario in cui la problematica della ricerca venga sostituita dall'infallibilità delle cure; altri infine la considerano una «nuova moda» di parlare-giovane, per dire però le «verità di sempre», e la fanno quindi scadere ad una discutibile esercitazione di linguaggio giovanilistico. A questa «minoranza critica» di operatori pastorali, abbonati alla rivista, si contrappone una «maggioranza» di favorevoli alla formula attuale, con la richiesta al massimo che la rivista venga «maggiormente pastoralizzata». Questa polemica rivela quelle incomprensioni o quegli equivoci di fondo, denunciati all'inizio di questa presentazione: o si chiede quello che una rivista in quanto rivista non può dare, o si pretende uno strumento sostitutivo della propria azione e della propria ricerca.
Messa invece al suo giusto posto – non è dogmatico evidentemente questo atteggiamento e non tenta per niente di nascondere i limiti e le deficienze reali della rivista – DIMENSIONI OGGI può essere presa come uno strumento utile e stimolante per tutti coloro che sono impegnati con quella fetta di giovani, operai e studenti, compresi tra i 18 e i 25 anni (l'età media del lettore di DIMENSIONI OGGI si aggira intorno ai 20 anni).
LE SCELTE DI FONDO
Ci sono delle scelte di fondo che sostengono l'impianto culturale e lo scopo formativo di DIMENSIONI OGGI.
♦ Il sommario comprende sempre un arco di argomenti essenziali alla ricerca e alla maturazione giovanile. Si preferisce sacrificare la facilità e la piacevolezza della lettura – di cui la redazione di una rivista deve tener conto – allo spessore dei contenuti, alla serietà dei problemi. Meglio un numero-mattone che un numero-farfalla. La scelta è accettata e valorizzata dalla maggior parte dei lettori, come risulta da un questionario cui sono stati invitati recentemente a rispondere.
♦ La scelta degli argomenti poi non obbedisce solo al criterio dell'attualità o della moda, ma ad una visione chiaramente orientata dell'uomo e della società.
La teologia (cfr. i servizi sui Teologi della morte di Dio nell'annata '69 e quelli sui Teologi cattolici nell'annata '70) non è l'astratta discussione dell'uomo su Dio ma è la concreta, angosciosa ricerca dei segni che questo Dio ha seminato nella nostra storia per dare dei significati alla nostra vita. La politica è presentata al giovane come la sintesi globale del suo vivere e del suo impegnarsi nella situazione sociale, economica e culturale del suo tempo; è il luogo in cui egli verifica la sua esperienza ed è costretto all'autocritica (atteggiamento più frequente nei giovani oggi di quel dogmatismo di cui li si accusa continuamente): per questo DIMENSIONI OGGI dà tanto spazio a questo settore.
I problemi sociali sono analizzati sì alla luce delle contraddizioni che essi rivelano, sono presentati come i momenti critici che mettono in risalto l'irrazionalità di fondo di un certo tipo di progresso, ma sono anche messi davanti ai giovani come proposte concrete cui essi devono dare risposte altrettanto concrete: i problemi sociali sono domande stimolanti per l'impegno operativo del giovane.
i fatti dì costume poi non sono un pretesto per fare del moralismo di comodo ma sono visti come manifestazioni qualificate di un certo tipo di uomo o sconfitto o alla ricerca o alienato del tutto.
La psicologia per DIMENSIONI OGGI non è quell'esplorazione del castello fatato della psiche umana mediante la quale è facile confondere il dinamismo dell'azione con il valore della medesima, come risulta da certa stampa nazionale, ma è uno strumento utile ad un giovane per comprendere se stesso, per liberarsi da certi condizionamenti, per fare delle scelte più responsabili e libere (cfr. i servizi sui problemi sessuali nell'annata '70).
♦ II dialogo con i lettori infine non è un semplice espediente pubblicitario ma una consapevole scelta metodologica e operativa: chi legge non è il consumatore puro e semplice di quanto gli viene presentato ma deve poter intervenire, deve potere esprimere il suo parere; DIMENSIONI OGGI è poi una rivista per giovani e quindi il più possibile deve essere loro: un momento in cui possono esprimere le loro idee, essere ascoltati e contraddetti, suscitare polemiche o chiedere spiegazioni. La rivista non riserva soltanto lo spazio della corrispondenza a questo dialogo ma si sta instradando sempre più sulla linea dei dibattiti con i lettori: ricordo qui il dibattito sull'obiezione di coscienza, sul voto ai diciottenni, sul dialogo tra marxisti e cattolici (molto apprezzato da Lucio Lombardo Radice), sulle conquiste spaziali, sulla droga, sul servizio militare.
È possibile già a questo punto arrivare ad alcune conclusioni sul valore di DIMENSIONI OGGI come sussidio pastorale.
• La cura di una corretta informazione aiuta il giovane a leggere meglio la situazione di salvezza in cui egli si trova.
• La trattazione a «saggio» degli argomenti gli permette di arrivare in fretta, a proposito di alcune questioni, ad una certa sintesi, e quindi a certe valutazioni. I giovani dicono di apprezzare molto le «sintesi» di DIMENSIONI OGGI perché trovano molta difficoltà a capire i fili conduttori degli avvenimenti, così come sono presentati dalla stampa quotidiana. Queste sintesi vengono fatte evidentemente attorno a dei valori centrali che sono l'uomo e la sua libertà, che sono la società su misura dell'uomo e i suoi autentici dina-
misuri di progresso «del singolo e di tutti gli uomini».
• I vari settori della rivista quindi sono unificati tutti da una visione sull'uomo e sulla storia che può essere perfettamente integrata in una visione teologico-salvifica della realtà, come intende fare appunto l'operatore pastorale. Con il vantaggio che l'autonomia dei vari settori è così chiaramente evidenziata da non permettere più quei «battesimi» ipocriti della realtà umana in cui molte volte si fa consistere la valutazione cristiana della realtà.
• Il ruolo formativo di DIMENSIONI OGGI a livello umano offre all'operatore pastorale un preciso aggancio a livello cristiano: la rivista infatti dà spazio ed evidenza al dibattito religioso e alla trattazione di problemi di fede. Si tratta evidentemente di «proposte operative indirette». È un metodo che anche lettori che si dichiarano apertamente atei o agnostici apprezzano.
DIMENSIONI OGGI
E L'EDUCAZIONE POLITICA
Per scendere ancora più al concreto cerco di dare una lettura schematica dell'ultima annata di DIMENSIONI OGGI, quella del 1970, in riferimento all'impegno politico, croce e cilicio di tanti operatori pastorali oggi.
Alcuni dati possono già indicare una certa tendenza e un certo tipo di scelte: una netta prevalenza, come numero di servizi, delle questioni di politica estera, propria delle annate passate, è stata nel '70 pressoché riassorbita a favore di una più ampia trattazione dei problemi politici italiani, più vicini ai lettori e quindi, più adatti a suggerire loro delle scelte operative realistiche; nell'economia dei 7 articoli centrali di cui è fatta la rivista, i servizi a carattere socio-politico sono da due a tre per numero, in netta prevalenza sugli altri argomenti; negli undici numeri, di cui è formata l'annata 1970, i 15 articoli di politica estera sono stati così distribuiti: 7 su problemi riguardanti il Terzo Mondo, 4 riguardanti temi del comunismo mondiale in riferimento al 50° della morte di Lenin, 4 dedicati a questioni particolarmente urgenti sul piano internazionale (La Grecia dei colonnelli, l'evoluzione delle due Germanie, le prospettive dell'Europa '70, i comunisti del dissenso).
116 articoli invece dedicati alla politica italiana sono stati così distribuiti: 3 sono a carattere strettamente sociale, 6 affrontano questioni particolarmente urgenti sul piano socio-politico per i giovani italiani (il Movimento Studentesco, la situazione degli operai-studenti, il servizio militare, la sinistra extra-parlamentare, il voto ai diciottenni, la droga), 4 trattano questioni più marcatamente politiche (partitocrazia, crisi della sinistra italiana, evoluzione politica delle ACLI e scelte de Il Manifesto), 3 sono stati dedicati a dibattiti ideologici (marxismo e cristianesimo, le conquiste spaziali e quello che comportano, il centenario della presa di Roma e le sue connotazioni attuali).
Questo materiale e la sua distribuzione obbediscono ad un metodo ben preciso di educazione, che G. Paolo Meucci, sul numero 5 di Note di Pastorale Giovanile 1970 (La politica nell'educazione dei giovani), presenta così: «Il lavoro educativo dell'adulto è un'attività di decifrazione e di decodifícazione dei segnali che la realtà sociale offre, al fine di identificare gli scopi naturali e metanaturali dell'esistenza». Credo di non sbagliare leggendo DIMENSIONI OGGI su questo metro.
ALCUNE COSTANTI
PER UNA LETTURA EDUCATIVA
Queste semplici costatazioni numeriche, significative dell'importanza attributa dalla rivista alla «scoperta giovanile della politica, come dimensione rassuntiva di tutte le altre componenti della vita personale e sociale, come visione globale quindi della realtà umana «, possono essere arricchite ulteriormente da alcune considerazioni. Si tratta ancora di risposte ad una serie di domande polemiche pervenute in redazione a proposito di certe scelte operate dalla rivista e non condivise da tutti gli operatori pastorali.
♦ Lo spazio considerevole e l'attenzione costante di DIMENSIONI OGGI per i problemi del Terzo Mondo non è pretesto per fare polemiche in chiave antiamericana o antirussa (in chiave partitica o di blocchi internazionali) ma è la chiara individuazione della realtà più esplosiva, più contraddittoria, più antiumana e anticristiana che una certa struttura socio-economica ha creato, spazzando via tutti i valori che la potevano in qualche maniera ostacolare. Diventa indirettamente un invito all'opposizione, alla scelta contro, alla fede in una serie di valori diversa da quella comunemente presentata oggi.
Toccherà all'educatore sventare con assunzione vera dei problemi del Terzo Mondo tutte le forme di evasione, mettendo in evidenza quei collegamenti tra sviluppo e sottosviluppo per cui l'intervento concreto nelle zone sottosviluppate acquista valore solo se è verificato e produce dei mutamenti profondi, personali e sociali, nelle zone sviluppate.
♦ In DIMENSIONI OGGI c'è un passaggio abbastanza costante dall'aspetto «politico» dei problemi all'aspetto «sociale» dei medesimi. Il discorso, se si osserva bene, non si ferma mai alla descrizione delle contraddizioni delle strutture socio-economiche ma prosegue e investe l'uomo e la sua interpretazione della socialità (proprietà, valori personali, testimonianza ecc.). A volte si potrebbe addirittura avere l'impressione che gli articoli evadano dalla problematica reale che affrontano (sfruttamento nel lavoro, nella scuola, senso di certe svolte politiche o di certe forme di intervento) per portare i problemi su un piano «umanistico»: ci si rivolge all'uomo di ogni giorno come unica forza capace di cambiare dal più profondo, cambiando se stesso, le situazioni in cui egli si trova. La visione è perfino equivoca sul piano delle scelte politiche, che sono sempre delle scelte concrete, e anche sul piano dell'educazione sociale dei giovani, in quanto potrebbe convincerli che basta arrivare ad un certo perbenismo personale per risolvere i problemi e per dare un apporto autentico alla società in cui essi vivono. Ma toccherà ancora una volta all'operatore pastorale mettere in evidenza che un rilancio sul piano umano dei problemi creati dalle strutture sociali è sulla linea di quella visione cristiana dell'«uomo nuovo» chiamato da Dio alla costruzione di «un mondo nuovo e di una terra nuova». E così l'accenno indiretto fatto dalla rivista, diventerà esplicito in chi l'adopera come sussidio pastorale.
♦ La trattazione poi dei problemi strettamente giovanili e della collocazione problematica dei giovani all'interno di una società che li considera semplici forze di ricambio è sempre condotta, a nostro avviso, non in toni «giovani-listi», di categoria o di gretto settarismo. Le questioni invece vengono rapportate, sia nel momento dell'analisi come nel momento degli accenni di soluzione, con la situazione globale: il giovane viene valorizzato non perché è giovane ma perché può e deve dire qualche cosa di diverso alla società in cui si trova a vivere. La sua riuscita quindi non avrà mai una pura valenza individuale ma sarà autentica solo se sarà efficace sul piano sociale.
Ecco quindi come dai problemi dei giovani (operai-studenti, Movimento Studentesco, ecc.) si può passare ad un altro dato di fondo del Cristianesimo: la sua sostanziale valenza comunitaria, il suo superamento di tutte le divisioni di categoria e di classe, non tanto come eliminazione delle reali divisioni, ma come realistica impostazione di una società «nuova».
♦ Il progressivo spostamento dell'asse degli interessi dalla politica estera a quella italiana, voluto del resto dai lettori stessi di DIMENSIONI OGGI, è importante dal punto di vista educativo: certe ottiche infatti con cui si affrontano determinate questioni fanno perdere di vista la realtà vicina. E di questa forma di presbitismo è malata molta pastorale, che non riesce a ricuperare le cose piccole di ogni giorno, nel momento stesso in cui porta avanti le grandi visioni generali della storia della salvezza.
Ecco quindi che un modello corretto di fare politica a partire dalle porte di casa diventa anche un modello adeguato di impegno cristiano.
Queste osservazioni potrebbero essere tutte documentate con ampie citazioni dei servizi apparsi sulla rivista. Ma penso che anche in questa loro formulazione teorica possano raggiungere l'obiettivo di offrire a chi è impegnato pastoralmente con i giovani uno strumento di lavoro. DIMENSIONI OGGI offre materiale di informazione in una certa maniera organizzata. Adatto, ci pare, per una elaborazione in chiave educativa e salvifica.









































