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    L'obiettivo generale dell'animazione (cap. 7 di: Animazione culturale)


    Mario Pollo, ANIMAZIONE CULTURALE, Elledici 2002


    PARTE SECONDA
    Gli obiettivi dell'animazione


    Con uno slogan si potrebbe dire che obiettivo generale dell'animazione è di abilitare il giovane a costruire se stesso all'interno dell'avventura di senso che sin dall'origine tesse di sé la presenza dell'uomo nel mondo.
    E questo significa per il giovane, sulla base delle considerazioni antropologiche appena sviluppate, l'accettare di essere uomo «con» e «per».
    Con gli altri uomini: con quelli che hanno vissuto prima di lui, con quelli che vivranno dopo di lui e con quelli con cui condivide il suo tempo.
    Con il mondo disegnato dalla natura e dal linguaggio.
    Con la propria irriducibile solitudine.
    Con la speranza di ciò che esiste laddove tutto è silenzio.
    Per l'amore, che nel mondo si manifesta nell'amore per la vita. Per la povertà, che è ricchezza, di senso del quotidiano.
    Per la storia come dono di salvezza dalla caduta avvenuta prima della storia.
    Per tutto ciò che può scaldare il cuore della utopia.

    LA RICERCA DEL SENSO NEL FRAMMENTO

    Nell'adolescenza soprattutto, ma anche dopo, si ha l'impressione che il senso stia di casa nelle avventure eroiche, eccezionali o comunque in una vita assai diversa da quella che il quotidiano offre alla gente comune.
    Il quotidiano è visto come luogo della banalità da accettare con spirito di sacrificio e adattamento, senza entusiasmo, sperando che un giorno una vita enormemente più ricca possa irrompere all'improvviso salvando dalla routine.
    Oppure si ha, nei confronti del quotidiano, un atteggiamento che lo considera una parentesi da vivere in apnea in attesa del «festivo», del tempo particolare cioè in cui la gioia, la felicità, se non il significato, sono a portata di mano.
    Ora, se è giusto dare valore alla festa, all'avventura, all'esperienza di vita eccezionale, è alienante fuggire il quotidiano, o subirlo semplicemente, senza viverlo sino in fondo.
    Il quotidiano è uno scrigno di senso; basta saperlo scoprire sotto il velo di polvere che lo copre e aprire con la giusta chiave. Nessuna avventura è così affascinante come la scoperta dell'universo di senso in cui è embricato il quotidiano.
    L'animazione vuole aprire la porta del quotidiano al giovane, indicargli l'esaltante e terribile avventura che dietro le spoglie della banalità può vivere sino a ritrovare alla fine se stesso «uomo nuovo».

    LA CONQUISTA DI UNA COSCIENZA EMANCIPATA DALLE DIPENDENZE

    L'animazione vuole liberare i tesori di senso che sono nascosti dalla polvere dell'abitudine, dei conformismi e delle paure profonde nella vita quotidiana. Questa liberazione può avvenire però solo attraverso la creatività prodotta dalla conquista di una coscienza emancipata dalla dipendenza da quelle «[...] forze istintuali della vita, mostri del profondo, che incessantemente si divorano, si generano e si combattono» [1] dietro la sua rispettabile facciata, il suo disciplinato ordine morale, le sue buone intenzioni.
    Con un'immagine del mito si può dire che la liberazione creativa del quotidiano nasce quando il giovane combatte vittoriosamente contro il drago e libera la prigioniera, o scopre il tesoro, che il drago custodiva nel suo antro.
    Occorre ricordare che il drago è il. simbolo «[...] delle forze impersonali presenti nel profondo della psiche umana, che nutrono e sorreggono, oppure inghiottono e distruggono, la debole e indifesa coscienza dell'uomo».[2]
    La lotta contro il drago avviene nell'uomo, oltre che nell'infanzia e nella pubertà, tutte le volte che è necessario un ri-orientamento della coscienza per affrontare situazioni esistenziali nuove e diverse. La prigioniera oltre che essere una immagine dell'anima è anche la rappresentazione simbolica del nuovo, la cui liberazione rende possibile il progresso e lo sviluppo della condizione umana.
    L'uomo, se vuole avere un approccio creativo con la vita e se vuole continuamente costruire se stesso, deve periodicamente lottare contro il drago. La battaglia contro il drago non è vinta una volta per tutte nell'adolescenza, ma prosegue per tutta la vita. Le persone che smettono di combattere il drago, perché credono di aver raggiunto irreversibilmente la maturità cosciente, rischiano di regredire, oppure, più comunemente, di avere un atteggiamento passivo, acritico e conservatore nei confronti della vita.
    La lotta contro il drago, la liberazione della coscienza e la nascita della creatività o della poesia è ben esemplificata dal mito di Perseo e del combattimento contro la Gorgone. Quando Perseo uccide la Gorgone, una personificazione del drago, dalla costola di questa nasce Pegaso, il cavallo alato, simbolo del mondo delle forze istintuali, che abbandona innalzandosi per entrare a servizio delle tendenze spirituali umane.
    Il mito narra che Pegaso, appena uscito dal collo della Medusa, mentre sale verso Zeus tra tuoni e fulmini, fa sgorgare dal suolo la sorgente Ippocrene, che è la fonte delle Muse.
    a conquista della coscienza da parte dell'uomo libera anche la poesia e l'arte nella cultura umana. Al di là del mito, resta il legame inscindibile che c'è tra la lotta dell'uomo contro le forze che tendono a tenerlo all'interno di una appartenenza dipendente e inconscia al mondo e la liberazione della creatività.
    Ma non solo. La lotta contro il drago è il segno della necessità che l'uomo ha di nutrire il proprio agire cosciente con l'energia di vita che ha sede nelle sue regioni psichiche più profonde, che se non trasformate creativamente rischiano di divenire forze della distruttività. L'animazione vuole porsi a servizio di questa lotta dell'uomo per aiutarlo a costruire la propria libertà e autonomia di essere autocosciente. Questo obiettivo generale, che si manifesta nella capacità di vivere il quotidiano con ricchezza di senso, si realizza attraverso tre strategie specifiche.
    La prima di queste strategie consiste nel sostegno del giovane nel cammino verso la scoperta e la conquista della propria individualità, all'interno dello sviluppo di una appartenenza alla cultura sociale profonda e critica.
    Una appartenenza, cioè, che gli permetta di avere con la cultura un rapporto attivo, partecipe e vitale. La cultura, come si è visto, è lo strumento fondamentale per l'acquisizione della identità e quindi della coscienza umana che l'essere umano civilizzato ha a disposizione. La seconda strategia particolare riguarda la costruzione di una socialità che, senza abolire l'autonomia e libertà individuale, faccia vivere sino in fondo il rapporto di solidarietà che unisce in un legame indissolubile gli uomini. Solidarietà che va al di là dei limiti spaziali e temporali che circoscrivono la vita di una persona e della società alla quale appartiene. Infatti la solidarietà umana passa attraverso il tempo e lega tra loro anche le persone che vivono in aree geografiche e in epoche storiche diverse.
    La coscienza umana, radicata nella cultura e nella solidarietà sociale per essere veramente evoluta deve offrirsi alla trascendenza. Questa terza strategia nasce dalla consapevolezza che senza trascendenza la coscienza umana rischia di condurre l'uomo a un rapporto arido con la realtà, a una ipertrofia della volontà di potenza o della disperazione esistenziale.
    L'uomo evoluto, dopo aver mangiato il frutto dell'albero della conoscenza, deve ritrovare l'unità con il tutto su basi nuove. Deve riconoscersi come parte di una creazione d'amore a cui, volente o nolente, appartiene.
    Queste tre strategie, che a loro volta si articolano in altre ancora più specifiche, sono, nella loro interrelazione, al servizio del progetto di un uomo che sa vivere con ricchezza, libertà, autonomia e, perché no, con poesia il suo essere nel mondo.

    LA TRADUZIONE DELL'OBIETTIVO GENERALE E DELLE STRATEGIE IN CUI SI ARTICOLA IN OBIETTIVI INTERMEDI

    Dopo aver definito l'obiettivo generale dell'animazione e indicato le tre strategie in cui si articola, è necessario tradurre queste ultime in forma di obiettivi educativi.
    La strategia «dell'accostarsi alla cultura come modo di individuarsi e di riconoscersi nel quotidiano» si realizza attraverso il perseguimento dell'obiettivo della costruzione dell'identità personale dentro la cultura.
    Allo stesso modo lo «scoprire il sociale come luogo della solidarietà in cui riproporre se stessi senza mistificazioni» diviene l'obiettivo della partecipazione alla vita sociale.
    Infine, quella del «riconoscere l'invocazione che la realtà rilancia come invocazione aperta alla speranza totale», si traduce nell'obiettivo della ricerca della trascendenza e della religiosità.
    Ognuno di questi obiettivi si tradurrà in vari obiettivi particolari concreti che ne rappresentano la traduzione operativa. Gli obiettivi educativi qui indicati sono vere e proprie aree formative, che definiscono l'ambito di applicazione dell'animazione.
    Gli obiettivi educativi e le loro declinazioni in obiettivi particolari costituiscono l'ossatura di quella che può essere definita la strategia generale dell'animazione, premessa necessaria ad ogni successivo discorso sul metodo dell'animazione.


    NOTE

    1 E. HARDING, L'energia psichica. La sua fonte e le sue trasformazioni, Astrolabio, Roma 1977.
    2 Ivi.



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