Vincenzo Lucarini, STRUMENTI E TECNICHE DI ANIMAZIONE, Elledici 2004
CAPITOLO SESTO
Tecniche per diminuire l'ansia del primo impatto, favorire la conoscenza iniziale, esplicitare speranze e timori
Le tecniche che vengono riportate in questa sezione sono state pensate per una fase iniziale di un gruppo. L'obiettivo è quindi di facilitare l'inserimento in una realtà sociale nuova permettendo alle persone di cominciare a conoscersi gradualmente e senza particolari rischi. Si possono strutturare tecniche che facilitano la conoscenza dei nomi e delle informazioni iniziali in maniera simpatica, divertente. Si dà la possibilità ai componenti del gruppo di familiarizzare tra di loro in una posizione di sicurezza. Si tiene conto che all'inizio di un'esperienza sociale nuova sono attive una serie di paure e preoccupazioni che rendono necessaria la rassicurazione attraverso una politica di piccoli passi. Può essere anche opportuno in questa fase puntualizzare ciò che le persone cercano in questa esperienza e cosa li ha convinti ad aderire.
27 - UN NOME UNA GARANZIA
Questa tecnica serve a
1. Cominciare l'incontro o l'attività in modo informale.
2. Fare in modo che ciascun partecipante si presenti agli altri.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
10'
* Applicazione della tecnica
1. Ogni persona del gruppo si presenta con il proprio nome associando un aggettivo con la stessa iniziale del nome.
Giovanni il Galante.
Luigi il Loquace.
Sandro il Simpatico.
2. Il gioco risulta più simpatico se si svolge con le persone in cerchio e in piedi. Ciascuno, quando è il suo turno, fa un passo avanti e accompagna il proprio nome e l'aggettivo con un movimento o con un gesto (saltare, fare un inchino, muovere le mani).
* Commento
Non è necessario fare una sintesi finale di ciò che emerso nell'esercizio. Questa esperienza può servire come partenza per un incontro, un campo scuola, un'esperienza di gruppo, sarà più facile ricordare i nomi associati agli aggettivi più originali e simpatici.
La cosa fondamentale è che si stabilisca un ambiente informale e brioso.
Il movimento fisico facilita il relazionarsi e il sentirsi a proprio agio con gli altri.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
28 - MI CHIAMO... E HO DETTO TUTTO
* Questa tecnica serve per
Farsi conoscere e conoscere gli altri in una prima sessione di lavoro di gruppo, in maniera insolita e molto personale.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
30'-60' a seconda delle dimensioni del gruppo.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita a formare delle coppie a caso, e spiega che il gioco consisterà nell'utilizzare solo una parola, il proprio nome, per comunicare qualcosa di significativo di sé. Si possono inviare messaggi diversi variando il. livello della voce, il tono, ripetendo più volte il proprio nome, utilizzando la velocità, la lentezza, delle pause oppure modulando l'altezza del suono. L'esercizio avrà più effetto se ciascuno guarderà negli occhi il proprio partner cercando di essere consapevoli di ciò che si sta provando mentre ci si presenta. La voce diventa l'unico strumento per comunicare più informazioni possibili.
2. Si invertono le parti nella coppia: chi prima ha ascoltato adesso si presenta secondo le modalità precedenti.
3. Appena finito si cambia partner, si formano nuove coppie e si va avanti secondo un tempo prestabilito, oppure, se il gruppo non è eccessivamente numeroso, si fa in modo che ciascuno possa formare una coppia a turno con tutti gli altri.
4. Alla fine dell'esercizio l'animatore guida la discussione sui seguenti punti:
– come mi sono sentito durante l'esperimento?
– quanto ampia era la mia scala di possibilità espressive?
– con chi sono riuscito ad esprimermi in questo modo senza nessuna difficoltà?
– con chi invece mi è risultato particolarmente difficile?
– gli altri hanno compreso i miei messaggi?
– che messaggi ho ricevuto?
– a quali di questi messaggi vorrei reagire?
29 - IL GIOCO DEI NOMI
* Questa tecnica serve per
1. Accelerare il processo di conoscenza.
2. Permettere a ciascuno di conoscere e ricordare i nomi di tutti gli altri.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente, eccetto delle sedie messe in cerchio senza tavoli in mezzo.
* Tempo necessario
In relazione alle dimensioni del gruppo.
I * Applicazione della tecnica
1. Presentare e spiegare l'esercizio. Quindi si inizia il giro dei nomi scandendoli chiaramente. Si sta in silenzio per un po' perché ciascuno ripeta tra sé e sé i nomi cercando di associare i nomi a qualcosa che poi facili la fissazione nella memoria. Una variante può essere quella che ciascuno associa il proprio nome ad una frase «Mi chiamo Franco e sono sempre serio».
2. Quando finisce il giro l'animatore dice «Il mio nome è...» indicando un'altra persona (B) e dice il suo nome e chiede a B di cercare una terza persona (C). Per esempio: «Io sono Matteo e il tuo nome è Fiorella. Fiorella per favore cerca Elio». Matteo deve però evitare di guardare a Elio, e lo stesso deve fare il resto del gruppo, per non aiutare Fiorella a trovare Elio.
3. Fiorella dice innanzi tutto il proprio nome, indica Elio e dice il suo nome. Indica poi il nome di un'altra persona, senza guardarla, che Elio a sua volta dovrà individuare.
* Commento
Questo è un esercizio semplice ed efficace e indicato per un gruppo nuovo come primo passo per favorire la conoscenza.
Una variante potrebbe essere rappresentata dal far cambiare posto alle persone dopo aver detto i propri nomi per rendere più complicata l'associazione.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
30 - CONOSCERSI
* Questa tecnica serve per
Favorire la creazione di un clima di amicizia tra persone che si incontrano la prima volta.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Post-it e penne per ciascun partecipante.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. Si consegna a tutte le persone un foglietto adesivo a pressione (post-it) sul quale scrivere il proprio nome. Sotto il nome ciascuno riporta cinque parole o cinque brevi frasi che diano informazioni, che facilitino la conoscenza iniziale da parte degli altri, come ad esempio:
Maria:
– vivo a Roma;
– sono nata a Napoli;
– amo il calcio;
– pratico danza;
– adoro il rock.
2. Si concedono 5' minuti per scegliere e scrivere sul foglietto le 5 parole o frasi. Dopo questa fase ognuno applica il foglietto sul petto e si formano casualmente gruppetti di tre con l'obiettivo di comunicare queste informazioni. Dopo tre minuti si formano altri gruppetti da tre e così via, a seconda delle dimensioni del gruppo, in modo da favorire un rapido scambio di informazioni personali in una fase iniziale di conoscenza.
3. Alla fine dell'esercizio si rimandano al gruppo alcune domande di riflessione e * Commento:
– questo esercizio è risultato utile per cominciare a conoscere le altre persone?
– quale informazioni sono rimaste particolarmente impresse?
– è servito per sciogliere il clima del gruppo?
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
31 - PRESENTAZIONI INCROCIATE
* Questa tecnica serve per
1. Rompere il ghiaccio in un gruppo di recente formazione.
2. Ascoltare la propria esperienza raccontata da un'altra persona.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Niente.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. Si invitano i membri del gruppo a formare delle coppie tra persone che si conoscono meno.
2. Una persona viene identificata come A e l'altra come B.
3. La persona A si presenta alla persona B per due minuti: B deve solo ascoltare.
4. Si invertono i ruoli: ora è B a presentarsi e A ad ascoltare.
5. Dopo questa fase si sollecitano i partecipanti a presentare al resto del gruppo l'altra persona parlando però in prima persona.
6. Alla fine delle presentazioni si analizza insieme l'impatto di che su ciascuno ha avuto il sentire la propria esperienza raccontata da un altro.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
32 - COPPIE E QUARTETTI
* Questa tecnica serve per
1. Sciogliere la tensione iniziale in un gruppo di recente formazione.
2. Permettere di raccogliere delle informazioni sugli altri.
3. Manifestare aspettative e timori.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli e penne per ciascun partecipante.
* Tempo necessario
35'
* Applicazione della tecnica
1. Il conduttore chiede ai partecipanti di cercare un compagno (preferibilmente di sesso opposto e sconosciuto). Le coppie discutono per 10' e si scambiano informazioni sui seguenti punti:
^ dati personali;
^ le tre cose che più mi caratterizzano;
^ un fatto divertente capitatomi ultimamente;
^ il mio sogno nel cassetto;
^ cosa spero di trovare qui;
^ i miei dubbi;
^ i miei timori.
2. Terminati i 10' ciascuna coppia si riunisce con un'altra formando un quartetto per altri 10. In questa fase ciascuno presenta all'altra coppia quanto detto dalla persona con cui formava inizialmente la coppia, secondo lo schema di domande su esposte.
3. Il conduttore sintetizza gli aspetti comuni emersi e stimola un confronto con il gruppo.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
33 - DOPPIO CERCHIO
* Questa tecnica serve per
Permettere ai componenti di un gruppo appena costituito di fare la conoscenza reciproca in modo divertente e piacevole e di familiarizzare l'uno con l'altro. Ogni partecipante ha così la possibilità di conoscere meglio la metà dei componenti del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
Bisogna calcolare il tempo in base al numero di persone (2' x il numero di persone).
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita i partecipanti a individuare un persona con cui vuole approfondire la conoscenza. Dopo aver costituito le coppie queste si dispongono in modo da formare due cerchi concentrici. Uno dei partner starà sempre con la schiena rivolta al centro del cerchio, l'altro invece gli starà di fronte con lo sguardo rivolto al centro del cerchio.
2. L'animatore dice che ogni volta si avranno 2' per svolgere un determinato compito insieme alla persona di fronte, dopo di che darà un segnale che interromperà la conversazione. A questo punto le persone che formano il cerchio esterno si spostano di un posto verso destra, così che tutti avranno davanti un nuovo partner.
3. L'animatore conduce il gioco e porta i tempi, ogni due minuti dice di cambiare e pone una domanda diversa a cui i partner dovranno rispondere. Esempi di domande:
– la prima impressione che ho avuto di te;
– cosa mi aspetto io da questo gruppo?
– ciò che mi ha colpito di più del tuo aspetto esteriore è...
– io considero come il mio più grande punto di forza il fatto che...
– qual è stato il mio più grande successo professionale quest'anno?
– qual è stata la più grande difficoltà professionale quest'anno?
– cosa farei se ricevessi un milione di Euro?
– comunica al tuo partner una cosa che ti piace di lui;
– di' al partner come si dovrebbe comportare per darti sui nervi;
– in che modo cerco di impressionare le persone di cui sto facendo la conoscenza?
– cosa dovrebbe succedere perché questo gruppo possa essere un successo per me?
Il gioco si conclude quando i due partner iniziali si trovano di nuovo l'uno davanti all'altro.
4. L'animatore invita il. gruppo a riflettere sui seguenti spunti e a scambiarsi le esperienze significative:
– come mi sentivo all'inizio di questo incontro?
– come mi sento adesso?
– cosa mi è piaciuto di più di questo incontro?
– qual. è la persona del gruppo di cui ho fatto meglio la conoscenza?
– chi mi piacerebbe conoscere meglio?
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
34 - PRESENTAZIONE SIMBOLICA
* Questa tecnica serve per
1. Permettere ai partecipanti di presentarsi.
2. Formare dei sottogruppi.
3. Motivare i sottogruppi ad un'esperienza impegnativa.
4. Facilitare la creazione di un senso di appartenenza.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Oggetti vari che si possono trovare in un salone o, se si fa all'aperto, ciò che si trova fuori.
* Tempo necessario
20'-30' in relazione alle dimensioni del gruppo (15 minuti per riflettere e scegliere l'oggetto, 10 minuti per trovarlo, 3 minuti per presentarlo nel gruppo plenario).
* Applicazione della tecnica
1. Dividere i partecipanti in gruppi di 3-4 persone.
2. Dare il compito di individuare un oggetto che simbolicamente rappresenti qualcosa che li accomuna (posto di provenienza, obiettivi comuni, fase della vita, difficoltà, ecc.).
3. Ci si riunisce in gruppo, si presenta l'oggetto e si spiega il perché della scelta: cosa c'è di comune che viene espresso con l'oggetto.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
35 - QUALCOSA DI CASA
* Questa tecnica serve per
Accelerare il processo di conoscenza.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
Varia a secondo delle dimensioni del gruppo.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'obiettivo dell'esercizio e dicendo: «Si tratta di concentrarsi per un po' chiudendo gli occhi. Mentre siete concentrati cercate di scoprire qualcosa qui che somiglia o è associata alla vostra casa. Può essere qualcosa di materiale (un mobile, un colore, un angolo) o qualcosa di più impalpabile (un odore, una sensazione, un'emozione, uno sguardo).
2. Ciascuno racconta ciò che ha individuato come famigliare. L'animatore aiuta ad esprimere in maniera chiara e dettagliata l'esperienza dei partecipanti anche tramite domande che gli altri possono porre.
* Commento
È un esercizio che non intimorisce e crea un'atmosfera piacevole.
Lo svolgimento dell'esercizio in gruppi grandi potrebbe richiedere molto tempo, in quanto va dato lo spazio adeguato a ciascuno per raccontare la propria esperienza. Si potrebbe risolvere l'inconveniente facendolo svolgere completamente i sottogruppi di 5-10 persone.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
36 - MESCOLARE SEMI
* Questa tecnica serve per
1. Permettere ai partecipanti di presentarsi.
2. Facilitare lo scambio verbale.
3. Creare un'atmosfera rilassata ma briosa.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un numero sufficiente di semi, fagioli, sassolini. Ognuno deve averne un numero pari a quello dei partecipanti (se ci sono 25 persone occorrono 25 semi a testa).
* Tempo necessario
10'-25'
* Applicazione della tecnica
1. Fornire a ciascun membro un numero di semi pari al numero dei partecipanti.
2. Procurare per ciascuno due recipienti (bicchieri di carta...). Uno conterrà i semi l'altro sarà vuoto.
3. Si dà un tempo sufficiente (20') perché ciascuno possa presentarsi a tutti gli altri (può riguardare il nome, alcune informazioni personali fondamentali).
4. Durante la presentazione ci scambia un seme con la persona con cui ci si è presentati. Il seme ricevuto viene collocato nel recipiente vuoto.
5. Alla fine dell'esercizio ciascuno avrà un solo seme nel proprio contenitore (quello che rappresenta se stesso), mentre la seconda sarà piena di semi per un numero uguale ai partecipanti meno uno.
* Commento
Questo esercizio va bene per gruppi da 10 a 50 persone. Se però si superano le 30 persone è bene raccomandare brevità e sintesi. Anche l'animatore può partecipare. Quando mancano 10' minuti avvertire il gruppo in modo che si avvii alla conclusione.
Questo esercizio è un modo efficace perché ci sia un contatto informale con tutti gli altri. Crea inoltre un'atmosfera di informalità e cordialità.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
Una variante per persone che già si conoscono è quella di mantenere anonimi i ritratti e invitare i partecipanti, facendo circolare i diversi ritratti, ad indovinare chi è l'autore scrivendo la risposta dietro i fogli.
37 - AUTORITRATTO
* Questa tecnica serve per
1. Creare un ambiente tranquillo per permettere a ciascun partecipante di fare conoscere qualcosa di sé.
2. Rompere il ghiaccio in un gruppo di persone in cui non ci si conosce.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio di carta e una matita per ciascun partecipante. ai * Tempo necessario
10' per i ritratti e 10' per esaminarli.
* Applicazione della tecnica
1. Si invitano le persone a disegnare un autoritratto potendo scegliere lo stile che vogliono: artistico, caricatura, astratto, ecc.
2. Chiedere di scrivere nella parte inferiore del foglio tre ragioni per cui hanno deciso di aderire all'iniziativa.
3. Raccogliere i ritratti ed esporli su una parete.
4. Tutti i partecipanti esaminano i ritratti.
* Commento
In generale questo esercizio è molto divertente. È un buon modo per rompere il ghiaccio. Serve per imparare i nomi nuovi o ricordare quelli già conosciuti facilitando il collegamento con le «ragioni» e con i nomi.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
38 - IL MIO ANIMALE PREFERITO
* Questa tecnica serve per
1. Presentazione dei partecipanti.
2. Scoprire valori e convinzioni personali.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. Il conduttore spiega ai partecipanti che a volte associamo una persona ad un animale per il suo modo di fare, per il suo aspetto fisico. Questa associazione permette di mettere in evidenza qualche aspetto della personalità delle persona in questione.
2. Il conduttore invita i membri del gruppo a pensare ad un animale con cui si può identificare per qualche caratteristica generale o specifica.
3. Si concede qualche minuto per scegliere l'animale a cui associarsi.
4. Se il gruppo non è eccessivamente grande (oltre, le 12-15 persone) il conduttore chiede che ciascuno riveli il nome dell'animale a cui si è associato e spiega le ragioni per cui ha fatto tale associazione. Se il gruppo è di dimensioni maggiori si può usare l'esercizio per sottogruppi.
5. Alla fine dello scambio il. conduttore raccoglie le esperienze emerse e invita i membri del. gruppo a comunicare le proprie impressioni su quanto emerso.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
39 - MI PRESENTO?
* Questa tecnica serve per
Favorire la conoscenza dei partecipanti all'inizio di un'esperienza o attività di gruppo con una modalità scherzosa.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Targhette 3x5 tante quante sono i partecipanti.
* Tempo necessario
1 ora.
* Applicazione della tecnica
1. Il conduttore del gruppo distribuisce una targhetta a testa su cui ciascuno scrive il proprio nome.
2. Le raccoglie e le mescola. Quindi le prende due a due e legge i nomi delle persone che sono scritti sulle targhette: quelle persone formano una coppia.
3. Ciascuno a turno raccoglie una serie di informazioni importanti sull'altra persona (cosa fa, da dove viene, i suoi interessi, le sue capacità, i suoi sogni).
4. Dopo aver raccolto le informazioni sull'altro si dedicano 10' per organizzarle avendo in mente di fare uno spot pubblicitario per presentare al meglio agli altri del gruppo la persona in questione: l'obiettivo è fare una presentazione ad effetto.
5. I partecipanti vengono riuniti per le presentazioni.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
40 - FANTASTICARE
* Questa tecnica serve per
1. Sciogliere il clima di tensione e timore all'inizio di un'attività di un'esperienza di gruppo
2. Permettere ai membri del gruppo di esprimere le proprie aspettative.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Cartelloni e pennarelli.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore divide il gruppo in sottogruppi da quattro e li invita a fantasticare per 10' minuti su:
– la cosa peggiore e più folle che possa capitare in gruppo;
– la migliore che il gruppo possa ottenere.
2. Per concludere entrambe le fantasie dovranno essere scritte su un foglio e presentate scherzosamente al resto del gruppo.
3. L'animatore raccogliere le fantasie e le userà per sdrammatizzare il clima.
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
41- ED IO TRA DI VOI
* Questa tecnica serve per
Fare in modo che i partecipanti esprimano, comunichino e modifichino stati emotivi e le idee con cui si presentano all'incontro o all'attività, e che potrebbero essere da ostacolo nel loro svolgimento.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Cartelloni, fogli, penne.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
In alcuni casi i partecipanti possono essere poco informati sui programmi, che non conoscano gli altri partecipanti o che non sappiano cosa ci si aspetta da loro. In questo caso è utile prevedere la possibilità di discutere rispetto all'atteggiamento con cui si apprestano a partecipare all'attività o all'incontro.
1. I partecipanti formano piccoli gruppi da 4-6 persone. Ogni gruppo ha un cartellone o un quaderno.
2. Ogni gruppo sceglie una persona che registri quanto emerge. La
domanda che viene posta è: quali preoccupazioni, quali stati d'a-
nimo hai rispetto al prendere parte a questa iniziativa? Cosa pensi
su ciò che avverrà? Come pensi che ti troverai?
Quando tutti avranno risposto ci si riunisce in assemblea e ciascun gruppo presenterà la lista di quanto emerso. Ciò permetterà all'animatore di fare attenzione alle esigenze dei partecipanti in modo tale che essi si sentano rassicurati e più tranquilli rispetto a ciò che seguirà.
* Commento
Occorre dare spazio anche a preoccupazioni apparentemente banali ma che sicuramente a livello profondo si scatenano all'inizio di una situazione sociale nuova e potenzialmente coinvolgente e che possono ostacolare o rallentare il coinvolgimento e la partecipazione. Ad esempio:
• Sarò il più grande (o il più piccolo)?
• Sarò l'unica donna (l'unico uomo)?
• Sarà impegnativo?
• Tutti hanno la mia stessa esperienza?
• Mi troverò bene con gli altri?
• Sarò accettato o sarò escluso?
• Cosa si aspettano gli animatori?
• Sarò costretto a fare cose che non mi vanno?
• Verranno soddisfatte le mie aspettative?
• Verranno proposte cose interessanti?
• Mi daranno materiale per seguire ciò che verrà proposto?
• In che modo l'animatore o i responsabili possono fare qualcosa per ridurre tali preoccupazioni?
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
42 - COSA MI ASPETTO DAL GRUPPO
* Questa tecnica serve per
Raccogliere le aspettative dei partecipanti e il loro vissuto rispetto all'adesione nei confronti di un'esperienza di gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Fogli di carta, penne e cartelloni.
* Tempo necessario
60'
* Applicazione della tecnica
1. Il conduttore invita i partecipanti a rispondere in forma individuale alle seguenti domande su un foglio di lavoro personale.
2. I partecipanti vengono divisi in gruppetti di 5 per mettere insieme le risposte alle domande, sintetizzarle e riportarle su un cartellone che viene esposto su una parete del salone.
3. In sessione plenaria si analizza e si commenta insieme quanto prodotto dal gruppo.
4. Questo materiale va conservato (sia i cartelloni che i fogli di lavoro) ed è possibile ritornarci sopra per una verifica dopo un determinato tempo.
Foglio di lavoro
a) Cosa mi ha spinto ad aderire a questa esperienza di gruppo?
b) Cosa spero di trovare in questa esperienza?
c) In questo momento, in tutta sincerità, ho la convinzione forte di portare avanti questa esperienza o sto valutando se fa al caso mio?
d) Nel caso in cui sono convinto, cosa mi rende tale?
e) Nel caso in cui non sono del tutto convinto, quali informazioni ho necessità di acquisire?
f) Quali sono i dubbi e le perplessità che ho nel partecipare a questo gruppo?
g) Quali i timori?
h) Cosa penso di poter dare al gruppo?
i) Cosa spero di ricevere?
* Indicazioni per l'animatore
Facile, può essere utilizzato anche da animatori alle prime armi.
CAPITOLO SETTIMO
Tecniche per approfondire la conoscenza reciproca e permettere ai membri del gruppo di familiarizzare in un contesto di sicurezza interpersonale
Dopo che le persone hanno «rotto il ghiaccio», hanno cominciato a conoscersi, almeno rispetto alle informazioni più generiche, è opportuno che l'animatore accompagni il gruppo ad evolvere attraverso la strutturazione di stimoli ed esperienze che permettono un primo approfondimento nella conoscenza reciproca. Si tratta di accompagnare il gruppo perché si tratta di una tendenza naturale nei gruppi sociali: l'animatore asseconda tale tendenza. La asseconda vigilando e assicurando soprattutto un clima interpersonale di sicurezza. Gli esercizi che seguono sono pensati per favorire tale processo. I criteri su cui sono stati pensati sono: il rispetto per le persone favorendo un'apertura graduale in sintonia con i tempi di ciascuno (non spingere nessuno ad aprirsi e ad entrare in relazione più di quanto effettivamente voglia); creare un clima di curiosità e di gioco che permette di abbassare le difese e farsi avanti in modo piacevole e senza avere il senso di correre rischi.
43 - LA MIA STORIA
* Questa tecnica serve per
Inserire la presentazione di sé in un contesto storico in modo da conoscere le radici dei membri del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
In relazione alle dimensioni del gruppo.
* Applicazione della tecnica
1. Far dividere il gruppo in coppie che si intervistano reciprocamente a turno. Ciascuno comunica la sua esperienza su alcuni punti chiave o snodi importanti per la propria vita.
2. L'animatore stesso può iniziare dando l'esempio di ciò che si aspetta, sottolineando in maniera simpatica e divertente ciò che dice per non dare l'impressione che si tratti di qualcosa di troppo serio.
3. Alla fine del lavoro in coppia ci si riunisce in gruppo per condividere con gli altri quanto emerso. Ciò può avvenire tramite il racconto del diretto interessato o tramite il resoconto del partner della coppia.
Possibili punti chiave:
• Esperienze di quando ero piccolo.
• Le influenze esercitate dai genitori, dai famigliari e dagli amici.
• Cose importanti imparate.
• Eventi significativi: persone, esperienze, letture, iniziative.
• L'esperienza scolastica o di lavoro.
Eventuali altri momenti chiave.
* Commento
Anche in questo caso un gruppo numeroso richiede molto tempo per realizzare adeguatamente l'esercizio. Un accorgimento utile può essere quello di non dilungarsi sui dettagli.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
44 - INTERVISTA A RICHIESTA
* Questa tecnica serve per
Favorire l'approfondimento della conoscenza reciproca tra i componenti del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Una copia della scheda «intervista in 10 domande» per ogni partecipante.
* Tempo necessario
60'
* Applicazione della tecnica
1. Si fornisce ai partecipanti la scheda e si dà loro la consegna di scegliere 10 domande, che verranno riportate sul foglio, da suggerire ad un intervistatore per essere conosciuto meglio attraverso informazioni più significative che se si trattasse di domande generiche.
2. Dopo la compilazione delle domande si formano delle coppie con partner che si conoscono meno. Si consegna il foglio al partner che avrà qualche minuto di tempo per rivedere le domande, rispettando però in linea di massima l'impostazione dell'autore.
3. Si comincia l'intervista, decidendo che inizierà per primo, dandosi poi il. turno. L'intervista dovrà durare il. * Tempo necessario per rispondere alle domande in maniera calma, per cui si danno 30' per tutte e due le interviste.
4. Finita questa fase si formano gruppetti da 3 coppie (6 persone) dove ciascuno presenterà il proprio partner in base alle risposte date. Il partner potrà intervenire per completare o correggere l'esposizione della sua intervista (15' in totale).
5. Alla fine l'animatore dà degli stimoli per riflettere sull'esperienza fatta e di scambiare successivamente le reazioni più significative in assemblea:
- come mi sono sentito durante l'intervista?
- come mi sono sentito nel gruppetto?
- come mi sento ora nel gruppo?
- in quale ruolo mi sentivo meglio?
- ho conosciuto bene il. mio partner?
- era sincero?
- le mie domande erano chiare e davano informazioni?
- quale domanda importante ho evitato e non ho scritto?
- qual è stata la domanda più importante che qualcuno mi ha posto?
Foglio di lavoro
INTERVISTA IN 10 DOMANDE
Scrivi su questo foglio le 10 domande che il tuo intervistatore deve farti affinché egli possa imparare a conoscerti meglio.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
45 - I TRE BUGIARDI
* Questa tecnica serve per
Favorire la creazione di un ambiente adeguato per permettere ai membri di un gruppo di recente formazione di cominciare a relazionarsi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
2 ore.
* Tempo necessario 30'
* Applicazione della tecnica
1. Si formano delle terne. L'unica regola da osservare è che le persone che formano la terna non si conoscano tra di loro.
2. I membri della terna vengono indicati come A, B e C.
3. La persona A ha tre minuti a disposizione per comunicare a B e C qualcosa di significativo rispetto a se stesso, aggiungendo però, senza farsene accorgere, informazioni false relative a sé o alla propria storia.
4. La persona B fa lo stesso, così come, successivamente, la persona C.
5. A questo punto le persone B e C hanno a disposizione tre minuti per dire ad A ciò che secondo loro è falso rispetto a ciò che A ha comunicato di sé.
6. Le persone A e C ripetono le stesso processo con B.
7. Lo stesso fanno A e B con C.
8. Alla fine dell'esercizio il conduttore fa esprimere i membri del gruppo rispetto alle proprie reazioni all'esercizio.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
46 - TU CHIAMALE SE VUOI... IMPRESSIONI
* Questa tecnica serve per
Dare ai partecipanti l'occasione di verificare la presenza e l'ampiezza della discrepanza tra il modo in cui si vedono e quello in cui gli altri li vedono.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Carta e matita per ogni partecipante.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il senso del gioco dicendo che ciascuno di noi ha un'immagine di sé, mentre gli altri di noi si fanno un'immagine a partire da come ci vedono e dalle impressioni che si fanno di noi. Ciascuno di noi possiede determinate supposizioni su ciò che gli altri pensano di noi. È importante stabilire in che misura siamo in grado di valutare realisticamente l'impressione che esercitiamo effettivamente sugli altri.
2. L'animatore dà indicazioni su come procedere dicendo di prendere carta e matita, e con 15' a disposizione preparare due fogli. In uno si mette l'intestazione «immagine di sé» in cui in un massimo di 8 frasi si descrive come ci si vede dal di dentro; nell'altro si mette l'intestazione «presunta immagine esterna» dove si descrive, sempre in un massimo di 8 frasi ciò che si presume pensino gli altri di sé.
3. Si piegano i fogli senza mettere il nome dell'autore e si pongono al centro del pavimento. L'animatore prende un foglio a caso, riferito a ciò che l'autore ha scritto a proposito dell'immagine di sé, lo legge a voce alta e chiederà al gruppo di indovinare a chi si riferisce. Tutte le volte che si esprime una supposizione si dà una motivazione relativa al perché si ritiene che questo o quello sia l'autore dell'immagine di sé riferita.
4. Appena qualcuno viene identificato l'autore deve comunicare la sua reazione alle prese di posizioni degli altri. Successivamente verrà letta la sua previsione riguardo all'immagine esterna, alla quale il gruppo farà le sue osservazioni per confermare o meno quanto scritto.
5. Si prosegue con un altro foglio finché non si finisce.
6. L'animatore dà degli spunti di riflessione personale con le seguenti domande:
– sulla base della mia immagine di me sono stato identificato velocemente?
– quali punti sulla mia presunta immagine esterna non corrispondevano?
– le divergenze riscontrate mostrano una tendenza a vedermi peggio di quanto gli altri mi vedono o al contrario?
– cosa ho imparato da questo gioco? In che modo voglio utilizzarlo.
7. L'animatore conclude l'esperienza facendo esprimere i partecipanti sulle risposte all'ultima domanda.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica è un po' più complessa delle precedenti in quanto richiede grossa accortezza dell'animatore avendo a che fare con materiale delicato come quello relativo alla percezione che ciascuno ha di sé, confrontata con ciò che percepiscono gli altri.
47 - PIUTTOSTO SONO...
* Questa tecnica serve per
1. Favorire una prima condivisione di informazioni personali, senza correre rischi tra i membri di un gruppo.
2. Promuovere la conoscenza e la comunicazione reciproca.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Fogli e penne per tutti i membri.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. Si distribuisce il materiale ai membri del gruppo, dicendo loro che dovranno scrivere sul foglio otto aggettivi che secondo loro stessi li descrivono e caratterizzano meglio. Si danno cinque minuti per stabilire questo primo elenco.
2. Successivamente si invitano i partecipanti a trovare, per ogni aggettivo, il suo opposto, compilando quindi una lista di aggettivi parallela alla prima ma costituita di contrari. Si concedono ancora cinque minuti.
3. Conclusa questa seconda fase, uno alla volta leggeranno quanto scritto, dicendo per ogni aggettivo «Sono... (l'aggettivo) piuttosto che... (il suo contrario)». L'animatore deve stare attento a non permettere domande o chiarimenti a proposito dell'esattezza degli aggettivi contrari, sebbene questa è un'evenienza da mettere in preventivo, anche perché il clima scherzoso che si potrà creare fa parte del gioco.
4. Alla fine l'animatore favorisce uno scambio sull'esperienza realizzata.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
CAPITOLO OTTAVO
Tecniche per favorire un clima socio-emotivo positivo che permetta La creazione di un senso reciproco di fiducia
Nel momento in cui la conoscenza reciproca si è approfondita, le persone hanno contorni più precisi, emergono più chiaramente pregi e limiti. La paura che gli altri sappiano vedere oltre la «maschera» e magari soffermarsi solo su ciò che non va, può creare un senso di timore e paura di aprirsi e, conseguentemente, un senso di diffidenza. La fiducia reciproca, che permette lo sviluppo e la crescita delle persone, è il risultato di un clima socio-emotivo positivo, che a sua volta si crea quando si scopre che gli altri sono ben disposti. L'attenzione e la sottolineatura degli aspetti positivi, delle capacità e delle competenze aiuta a creare questo senso di fiducia.
48 - VALORIZZAZIONE
* Questa tecnica serve per
1. Offrire ai componenti del gruppo la possibilità di scambiare un feedback positivo.
2. Creare e rinforzare il livello di fiducia all'interno del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita i membri del gruppo ad accomodarsi sul pavimento in cerchio, lasciando spazio sufficiente tra le persone, in modo da stare comodi.
2. L'animatore spiega al gruppo che il gioco consiste nell'esprimere ciò che si apprezza nelle altre persone del gruppo e nel fare l'esperienza di come ci si sente quando si scambiano notizie riguardo a ciò che si apprezza di qualcuno.
3. A turno una persona si siederà in mezzo al gruppo in silenzio. Chi siede a sinistra del partecipante che sta al centro inizia a dirgli due o tre cose che apprezza in lui in modo particolare. Vanno evitati i complimenti privi di significato o smancerie. Si possono scoprire due o tre cose che piacciono perfino in persone che ci sono antipatiche. È importante comunque essere sinceri e dire ciò che si pensa veramente.
4. Ciascun membro si rivolge direttamente alla persona al centro comunicandole ciò che apprezza di lei.
5. Alla fine ognuno comunica agli altri la sua esperienza nel fare e ricevere apprezzamenti.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
49 - PASSEGGIATA DI FIDUCIA
* Questa tecnica serve per
1. Illustrare l'importanza della fiducia nelle relazioni interpersonali.
2. Fornire la possibilità di far riflettere sulla capacità di entrare in intimità con le persone.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
40'
* Applicazione della tecnica
1. Formare delle coppie tra persone che si conoscono di meno.
2. Una persona del gruppo chiude gli occhi e appoggia la propria mano su una spalla dell'altra persona che farà da guida.
3. La guida si muove liberamente e l'altro lo segue sempre con gli occhi chiusi; può anche fargli toccare delle cose presenti nell'ambiente in cui si svolge il gioco o altre persone.
4. Dopo dieci minuti si invertono i ruoli.
5. La descrizione e la riflessione sulle esperienze si può effettuare in assemblea.
Dopo che ambedue i membri della coppia hanno sperimentato i due ruoli, ciascuno esprime la propria esperienza riguardo:
– come si sono sentiti nei due ruoli;
– cosa è piaciuto e cosa no nei due ruoli;
– il livello di fiducia sperimentato;
– il dialogo interiore;
– l'uso degli altri sensi.
Il luogo in cui si svolge l'esercizio deve essere privo di pericoli.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
50 - VALORIZZARE GLI ASPETTI POSITIVI
* Questa tecnica serve per
1. Permettere alle persone di superare quegli ostacoli che non permettono di avere una buona concezione di sé.
2. Favorire il miglioramento della propria immagine attraverso la focalizzazione e lo scambio delle qualità personali.
Per questa c'è bisogno di
Un salone spazioso che permette i partecipanti di sedersi e scambiarsi le esperienze.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. Molti sono cresciuti con l'idea che non bisogna né elogiare se stessi né gli altri. Con questo esercizio si tenta di cambiare questo atteggiamento quando facendo in modo che le persone condividono le proprie qualità personali.
2. Il gruppo si divide in coppie. A turno si comunica al partner quanto segue:
• due attributi fisici che mi piacciono di me;
• due aspetti del mio modo di essere che mi piacciono;
• una capacità o abilità personale che mi riconosco e mi piace.
3. Mentre ciascuno presenta i propri aspetti positivi, l'altro ascolta e prende nota. Successivamente ognuno riporterà quanto comunicato dal partner al gruppo.
4. È importante sottolineare che vanno presentati aspetti positivi. Non è ammessa la presentazione di aspetti negativi.
5. Alla fine il conduttore invita i membri del gruppo a rispondere alle seguenti domande:
– qual è stata la prima reazione all'invito a individuare e comunicare aspetti positivi di sé?
– è stato facile o difficile individuare le mie qualità?
– come considero l'esercizio ora che è terminato?
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
51 - RAFFORZARE IL POSITIVO
* Questa tecnica serve per
Contribuire a crea un clima positivo e caldo all'interno del gruppo attraverso la presentazione di aspetti di sé positivi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
10 minuti.
* Applicazione della tecnica
1. L'educazione che molti ricevono non aiuta le persone ad acquisire un atteggiamento di apprezzamento di aspetti di sé in maniera aperta ed esplicita. Questo esercizio fornisce l'opportunità per sperimentarsi nell'individuare e esprimere agli altri alcune caratteristiche positive.
2. Si formano gruppetti di 4-5 persone. Ognuno risponde indivdualmente alle seguenti domande
• due attributi fisici che mi piacciono di me stesso;
• due caratteristiche di personalità che mi piacciono di me stesso;
• una capacità o un'abilità che mi piace di me stesso.
3. Dopo aver risposto individualmente si comunica al gruppetto le proprie risposte; va ribadito che vanno espresse solo caratteristiche positive: sono vietati commenti negativi. Questo esercizio può provocare delle resistenze, data la scarsa abitudine a riconoscere e comunicare cose positive di sé, quindi in qualche caso l'animatore dovrà lavorare per superare le resistenze, magari invitando a fare l'esperienza per poi riflettere su quanto accaduto. Mentre ciscuno presenta le risposte alle proprie domande, gli altri sono invitati ad ascoltare con attenzione e disponibilità.
4. Alla fine dell'esperienza l'animatore rivolgerà le seguenti domande:
• qual è stata la prima reazione all'esercizio? L'ho accettato tranquillamente o mi sono sentito in difficoltà?
• è stato facile o difficile individuare aspetti positivi?
• qual è stata l'esperienza realizzata?
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
52 - CAREZZE PER ISCRITTO
* Questa tecnica serve per
1. Creare o rafforzare il clima di fiducia all'interno del gruppo.
2. Permettere lo scambio emozionale positivo tra i membri del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli e matite.
* Tempo necessario
35'
* Applicazione della tecnica
1. Si forniscono a ciascuno tanti foglietti quanti sono i membri del gruppo. Sul foglio si scrive il nome dei membri del gruppo e un pensiero riferito a qualcosa che si apprezza, che piace o al. sentimento positivo che la persona in questione ispira a chi sta scrivendo. Si fa così per tutti i membri del gruppo.
2. Si consegnano i fogli alle persone interessate.
3. Si formano sottogruppi di 4-5 persone in cui si discute l'esperienza e ciò che maggiormente ciascuno ha apprezzato degli altri.
4. Ogni sottogruppo nomina un portavoce che riferirà le cose più significative al gruppo completo.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
53 - DARE E RICEVERE FEEDBACK POSITIVI
* Questa tecnica serve per
1. Favorire un'esperienza in cui si danno e si ricevono feedback positivi.
2. Approfondire la conoscenza reciproca.
3. Favorire la creazione o il rafforzamento di un clima di fiducia.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli e matite per ogni partecipante. Cartelloni.
* Tempo necessario
90'-120'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega gli obiettivi dell'esercizio. Discute l'importanza del riconoscimento positivo da parte degli altri e l'effetto di questi fattori sul concetto che si ha di se stessi, nella motivazione e nei comportamenti.
2. Ogni partecipante viene fornito di fogli e di una matita si dice loro di compilare la seguente lista:
- due cose che so fare bene;
- in successo che ho conseguito recentemente;
- una frase che mi piacerebbe fosse detta su di me.
3. Successivamente vengono formate delle coppie per scambiare le risposte date alle domande, spiegando i motivi di queste risposte.
4. Ogni membro elaborerà una lettera in cui riporterà ciò che lo ha colpito e che apprezza del proprio partner in base alle risposte date alle domande. La lettera sarà scritta direttamente al partner della propria coppia.
5. Vengono scambiate le lettere che verranno lette in silenzio.
6. Si riunisce nuovamente tutto il gruppo e si dice ai partecipanti che avranno l'opportunità di presentare il proprio partner davanti al gruppo. Lo farà sintetizzando le risposte date al. punto 3 e le proprie impressioni riportate nella lettera. Mentre lo presenterà gli starà vicino con la mano sulla sua spalla. La persona presentata non farà commenti.
7. L'animatore fa riunire le coppie e chiede che riassumano l'attività mediante la condivisione dei sentimenti provati riguardo alle presentazioni orali e scritte.
8. L'animatore chiede che i partecipanti discutano su quello che hanno imparato riguardo a loro durante l'esercizio.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
54 - REGALI
* Questa tecnica serve per
1. Concludere positivamente un'esperienza di gruppo.
2. Rafforzare i legami affettivi tra i membri del gruppo.
3. Facilitare lo scambio emotivo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Fogli e penne.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il gioco dicendo che sarà l'occasione per comunicare in maniera diretta qualcosa di significativo ad una o più persone del gruppo attraverso la consegna di un regalo simbolico.
2. L'animatore sollecita i partecipanti a disporsi in circolo. Al centro vengono messi i fogli e le penne. Ciascuno prende tanti fogli quanti regali simbolici ha intenzione di consegnare. Sul foglio scrive il nome della persona e il tipo di regalo simbolico. Ad esempio: «A te Giovanni voglio regalare un fiore per la tua gentilezza». Oppure: «A te Claudia voglio regalare un ruscello di montagna perché ti porti serenità».
3. Dopo aver scritto si consegnano alle persone interessate i regali simbolici. Le persone li leggono senza fare commenti e decidono se ringraziare chi ha fatto il regalo. L'animatore, questa volta, invita a formulare i ringraziamenti verbalmente.
4. In caso di difficoltà l'animatore può fare degli esempi o fare lui qualche regalo simbolico in modo da attivare le persone.
5. Alla fine dell'esperienza ciascuno dirà una breve frase che sintetizzi il suo stato d'animo.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
55 - IL REGALO DELL'ALLEGRIA
* Questa tecnica serve per
1. Promuovere un clima di fiducia e di coinvolgimento tra le persone.
2. Fare un'esperienza di feedback positivo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio e una matita per ogni partecipante.
* Tempo necessario
5' per partecipante.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore riunirà i partecipanti in gruppo fornendo loro dei fogli e una penna e invita a scrivere un messaggio per ogni persona del gruppo. Dà inoltre le indicazioni a cui attenersi per formulare i messaggi:
– deve essere specifico, riferirsi cioè ad una modalità concreta dell'altro: «Mi piace il tuo modo di ridere», «Ogni volta che ti rivolgi a qualcuno lo fai con molto rispetto»;
– deve avere il senso di un messaggio speciale, gradito a chi lo riceve;
– è importante fare un messaggio per tutti, anche se qualcuno non si conosce bene;
– deve essere fatto in prima persona «mi piace», «apprezzo»;
– i partecipanti potranno firmare il messaggio se lo desiderano.
2. L'animatore raccoglierà e consegnerà i messaggi ai destinatari.
3. Dopo che tutti hanno letto i messaggi si procede con lo scambio dell'impatto che questa esperienza ha avuto sui membri del gruppo.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
CAPITOLO NONO
Tecniche per iniziare a comunicare e condividere aspetti relativi alla relazione tra le persone del gruppo
Dopo avere creato una base di sicurezza nel rapporto tra i componenti del gruppo, dopo aver strutturato un senso di fiducia, ci si può azzardare ad esprimere e condividere altri vissuti e altri aspetti nella relazione: paure, timori, incomprensioni. È possibile approfondire la comunicazione e le relazioni comprendendo anche aspetti un po' più scottanti e meno direttamente piacevoli.
56 - TIMORI
* Questa tecnica serve per
Aumentare la fiducia tra i membri di un gruppo facilitando l'espressione dei timori reciproci.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Niente.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita i componenti del gruppo a guardarsi intorno e individuare la persona che si vorrebbe conoscere meglio, a scegliere un partner e formare coppia con lui. Una volta formate le coppie ci si distribuisce per tutta la stanza, ci si siede l'uno di fronte all'altro. Il più grande sarà A mentre il più piccolo sarà B. A per 4 minuti formulerà la seguente domanda: «Che cosa ti intimorisce della mia persona e del mio comportamento?». B risponderà a sua volta sempre con una frase intera che inizierà con questa parola: «Mi intimorisce...». Ad esempio: «Mi intimorisce il fatto che tu sai parlare meglio di me». Allora A dirà: «Grazie» e ripeterà di nuovo la domanda. B risponderà ancora una volta esprimendo un ulteriore timore. Questo per 4.
2. L'animatore specificherà di andare al sodo, di non aggiungere cioè cose che non servono, non annacquare la conversazione con ulteriori domande, scuse, chiarimenti, giustificazioni.
3. Dopo 4' si cambiano i ruoli in modo che B ponga le domande e A dia le risposte.
4. A questo punto si discute per 5' reciprocamente sull'esperienza fatta.
5. L'animatore riunisce il gruppo e invita i singoli prima a rispondere alle domande che seguono e poi a scambiarsi ciò che risulta loro più significativo:
– cosa provo adesso io nei confronti del partner?
– adesso ho più fiducia in me stesso e nel mio compagno?
– ho parlato dei timori realmente importanti oppure ho girato alla larga?
– ho ancora voglia di esprimere dei timori nei confronti di altri componenti del gruppo?
* Commento
Il gioco funziona bene anche con gruppi piuttosto insicuri, perché l'intimità del rapporto di coppia offre protezione.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
57 - SCAMBIO DI SEGRETI
* Questa tecnica serve per
1. Rafforzare il coinvolgimento tra i membri del gruppo.
2. Creare maggiore capacità di empatia tra i partecipanti.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Fogli e matite.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore distribuisce un foglio ad ognuno dei partecipanti.
2. I partecipanti dovranno scrivere nel foglio un segreto personale che si ha difficoltà a rivelare direttamente al gruppo, riferito alla vita del gruppo stesso o alle relazioni con qualcuno dei membri. Il foglietto rimane anonimo e deve avere il senso di un regalo che ciascuno fa al gruppo condividendo un propria difficoltà o esperienza che fino ad oggi ha mantenuto per sé.
3. I fogli vengono raccolti e mescolati. Se ne consegna uno a testa. Si comincia a leggerne uno per volta. La persona che legge deve leggerlo e interpretarlo come se fosse il suo foglio e il suo problema segreto.
4. Non sarà permesso dibattere né domandare sull'argomento durante l'esposizione.
5. Al termine, l'animatore stimolerà un confronto sulle reazioni personali all'esercizio.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
58 - MI APRO, MA FINO A CHE PUNTO?
* Questa tecnica serve per
1. Offrire l'occasione ai membri del gruppo per raggiungere un più alto livello di apertura.
2. Verificare il livello di fiducia che esiste in una determinata fase all'interno del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Blocco di carta per lavagna mobile, carta e matita per i partecipanti.
* Tempo necessario
60'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita i partecipanti a scrivere qualcosa su se stessi, qualcosa che essi fino a quel momento non hanno ancora mai detto nel gruppo.
2. Si chiede ai partecipanti di leggere a voce alta quello che hanno scritto. Dopo che tutti avranno letto il proprio foglio, l'animatore traccia alla lavagna una linea con alle due estremità le scritte «informazione pubblica» da un lato e «informazione privata» dall'altro.

3. A questo punto le affermazioni scritte dai partecipanti verranno lette di nuovo a voce alta e l'animatore chiederà al gruppo di esprimere la propria opinione sulle frasi lette, dicendo se secondo loro l'affermazione viene detta a «chiunque», solo a un «amico» oppure addirittura a «nessuno». Nel posto corrispondente della scala verrà allora riportata una crocetta. Il gruppo dovrebbe arrivare ad un accordo su dove riportare la crocetta. In questo caso, l'opinione dell'autore dell'affermazione in questione non è determinante. Può succedere più volte che il partecipante interessato ritenga la propria affermazione molto confidenziale, poiché egli ha difficoltà a comunicare apertamente con persone con le quali egli non abbia un solido legame d'amicizia. Altri partecipanti riterranno invece la stessa affermazione relativamente pubblica e vorranno riportarla piuttosto nella parte della scala che indica un livello ridotto di fiducia sociale.
4. A questo punto si dà l'opportunità, nella discussione di approfondimento conclusiva, di valutare il grado di fiducia che in quel momento esiste all'interno del gruppo e alto stesso tempo di rendersi conto dell'importanza che l'apertura e la fiducia rivestono per il buon funzionamento del gruppo.
5. Alla fine si danno degli spunti di riflessione:
– come mi sono sentito durante l'esperimento?
– fino a che punto sono stato sincero?
– quali comportamenti dei singoli membri del gruppo fanno sì che la mia fiducia nel gruppo diminuisca? Quali comportamenti invece fanno sì che la mia fiducia cresca?
– quanto alto è attualmente il livello di fiducia sociale nel gruppo?
– cosa possiamo fare per rafforzare il senso di fiducia?
– come mi sento adesso?
6. L'animatore guida lo scambio di esperienza tra i membri del gruppo.
* Commento
In questo esercizio è particolarmente importante la qualità dell'approfondimento finale. Questo esercizio risiede nel fatto che viene evidenziata l'esistenza di queste differenti valutazioni e in tal modo i partecipanti si sentiranno alleggeriti dalle loro paure di segretezza, sviluppando così un senso di fiducia e di conseguenza riuscendo poi a parlarsi reciprocamente in modo più aperto.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
59 - QUANTO SAPPIAMO METTERCI NEI PANNI DEGLI ALTRI?
* Questa tecnica serve per
Permettere ai partecipanti di misurare la propria capacità di immedesimazione sociale e di svilupparla ulteriormente.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Una copia del modulo «mettersi nei panni degli altri» e una matita per ogni partecipante.
* Tempo necessario
Dai 60' a 90'.
* Applicazione della tecnica
1. Nella prima parte dell'incontro si svolgerà una discussione di gruppo su un tema in relazione alla normale attività di gruppo. Dopo circa 30' l'animatore interrompe la discussione. Ogni partecipante riceverà il modulo «mettersi nei panni degli altri» (cf p. 139) e lo compilerà.
2. Fatto questo l'animatore farà un giro per sapere le risposte alla domanda 1B, verrà calcolato il punteggio medio che sarà riportato nella colonna corrispondente sul foglio. Lo stesso procedimento sarà ripetuto con tutte le domande della colonna B e allo stesso modo i valori medi saranno riportati nella colonna corrispondente.
3. A questo punto i partecipanti saranno invitati a riportare nell'ultima colonna il proprio valore differenziale, cioè la differenza tra la risposta alle domande della colonna B e i valori corrispondenti espressi dal gruppo. Tutti i valori differenziali verranno riportati nell'ultima colonna.
4. Avrà luogo poi la discussione di approfondimento per analizzare i dati raccolti. Le risposte alle domande nella colonna A sono sì o no, e la distribuzione delle risposte corrispondenti può essere verificata semplicemente con una alzata di mani da parte dei partecipanti. In questa fase i singoli partecipanti possono spiegare che cosa li ha indotti a dare una determinata risposta. La risposta alle domande della colonna A non è altrettanto determinante per la valutazione della capacità di immedesimazione quanto le corrispondenti risposte della colonna B. Le risposte alle domande della colonna B sono decisive così come il livello del valore differenziale. Quanto più piccolo risulta il valore differenziale, tanto più grande è la capacità di immedesimazione sociale. Ovvero, quanto più piccola è la differenza tra la propria risposta alla domanda B e il valore medio espresso dal gruppo, tanto più la persona interessata risulterà essere in contatto con i processi psichici in atto all'interno del gruppo, con il processo di gruppo.
5. L'animatore dà degli spunti di riflessione individuale e concede qualche minuto per scambiarsi le reazioni:
– fino a che punto sono contento della mia capacità di immedesimazione?
– i risultati mi meravigliano?
6. L'animatore dà degli spunti per la riflessione di gruppo:
– quali domande hanno nella maggior parte dei partecipanti un valore differenziale minimo? Quale un valore differenziale elevato?
– cosa può aiutarci a migliorare il nostro modo di lavorare e la nostra comunicazione se prendiamo in considerazione i risultati di questo esercizio?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.

CAPITOLO DECIMO
Tecniche per verificare e migliorare l'organizzazione e il funzionamento del gruppo
Accanto alla cura che l'animatore mette nel creare e coltivare le condizioni relazionali e socio-affettive tali da permettere la crescita delle persone, c'è da occuparsi anche del funzionamento e dell'organizzazione del gruppo. Queste tecniche hanno come obiettivo quello di stimolare il gruppo ad effettuare una verifica proprio a questo livello. Oltre che alla verifica, queste tecniche sono utili per stimolare il gruppo a prendere consapevolezza del livello di funzionamento e organizzazione raggiunto ed attivarsi nel senso di un maggiore protagonismo, uscendo fuori dal rischio della dipendenza dall'animatore e da una partecipazione riservata a pochi fortunati.
60 - CRESCERE INSIEME
* Questa tecnica serve per
Aiutare i componenti del gruppo a individuare i comportamenti di gruppo che permettano di diventare una squadra efficiente.
141
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Cartelloni da attaccare al. muro.
* Tempo necessario
90'-120'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore fa dividere il. gruppo in gruppetti di 5-7 persone, possibilmente con chi si conosce meno. L'animatore strutturerà in maniera attenta il gioco. Formulerà una serie di domande che i componenti del. gruppo dovranno completare e discutere secondo i tempi che l'animatore darà di volta in volta:
– la prima frase è «quando arrivo in un nuovo gruppo, mi sento...». Il gruppo ha 8' di tempo per parlare di questa frase;
– la seconda frase è «la mia capacità più grande in gruppo è...». Ancora 8' per la discussione;
– la terza frase «io cerco di far effetto sulle persone in modo che queste di me credano che io sia...». Altri 8';
– la quarta frase «io ho fiducia nelle persone che...». Ancora 8' di tempo per la discussione;
– la quinta frase «in questo gruppo sento più vicino... La distanza maggiore l'avverto con...». Ognuno sceglie velocemente in silenzio a quale persona si adattano bene le frasi e ne parla al sottogruppo;
– la sesta frase «in questo momento io qui mi sento...». A questo punto l'animatore invita i componenti del gruppo a riunirsi e a fare una sintesi dell'esperienza realizzata fin qui rispondendo alla seguente domanda «che cosa mi ha aiutato a diventare parte di una squadra con altre persone?».
2. Adesso l'animatore invita a fare un conteggio di tutto ciò che in qualche modo ha facilitato a creare una maggiore vicinanza nell'esperienza appena realizzata. Ciascuno prende nota delle risposte su un foglio (10').
3. Si riportano su un cartellone i risultati emersi dall'ultimo punto. L'animatore sintetizzerà e reinquadrerà quanto emerso, sottolineando i punti più significativi.
4. L'animatore fornirà 15' per permettere ai partecipanti una valutazione finale dell'esperienza attraverso i seguenti spunti:
– come mi sono sentito durante il gioco?
– come mi sento ora?
– qual è la cosa più importante che ho imparato?
– cosa posso fare perché il lavoro nel mio gruppo proceda meglio?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
61 - CONTRATTO DI GRUPPO
* Questa tecnica serve per
Dare la possibilità al. gruppo di stabilire autonomamente le proprie regole di comportamento.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Preparare dei fogli con delle domande riguardo situazioni particolari.
* Tempo necessario
45'-90'
* Applicazione della tecnica
Formare gruppi di 5 persone
1. Consegnare per ogni gruppo un foglio con la descrizione di alcune situazioni. Chiedere loro cosa farebbero se si trovassero in una situazione del genere:
– una persona arriva sistematicamente in ritardo agli incontri;
– mentre una persona sta parlando viene continuamente interrotta;
– ci sono persone che disturbano mentre si sta lavorando;
– qualcuno non porta a termine gli impegni presi;
– si eccede con le critiche negative.
2. Si presentano le strategie elaborate in assemblea, discutendo sulle diverse proposte.
3. Evidenziare elementi comuni e trovare il consenso su punti in cui ci sono delle differenze.
4. Arrivare ad un accordo come impegno a rispettare le regole stabilite.
5. Una copia delle regole viene consegnata ad ogni partecipante.
* Commento
• Le situazioni devono prevedere questioni che riguardano il lavoro di gruppo, il suo funzionamento efficace, la presenza di un clima di collaborazione e rispetto.
• Si vuole stimolare le persone a prendersi la responsabilità di intervenire, con tentativi collettivi di soluzione, nei problemi che si dovessero presentare.
• Oltre alle situazioni presentate in allegato si possono segnalare problemi particolari di un dato gruppo.
• Va sottolineato che il contratto riguarda l'impegno che ciascuno promette di sua volontà nell'agire in un determinato modo. L'animatore non deve forzare la mano o imporre certe decisioni: se ci sono titubanze o resistenze è fondamentale analizzarle e dedicare il * Tempo necessario.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica richiede una competenza nella gestione dello scambio e nella presa di decisione del gruppo. È quindi adatta ad animatori più esperti.
62 - STUZZICADENTI
* Questa tecnica serve per
1. Permettere a ciascuno di rendersi conto dell'importanza del proprio contributo.
2. Favorire l'assunzione di un atteggiamento di ascolto in una discussione.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
6 stuzzicadenti per ogni partecipante.
* Tempo necessario
30'-45'
* Applicazione della tecnica
1. Ciascuno riceve sei stuzzicadenti a testa.
2. Una volta iniziata la discussione chi fa un intervento pone uno stuzzicadenti al centro del cerchio.
3. Chi non possiede più stuzzicadenti non può parlare.
* Commento
• Questo esercizio è utile quando nel gruppo si tende a intervenire in modo caotico e si è più impegnati a pensare cosa dire piuttosto che ascoltare realmente l'altro.
• Con un numero predefinito di interventi a disposizione si deve necessariamente pensare bene a cosa dire e si deve fare maggiore attenzione all'ascolto degli interventi altrui.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
63 - GUARDARE CON ATTENZIONE
* Questa tecnica serve per
Stimolare i partecipanti a osservare il comportamento non verbale con maggiore attenzione.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. Si chiede ai partecipanti di formare delle coppie.
2. La prima persona assume una posizione di sua scelta. L'altra persona osserva la posizione e si volta cercando di memorizzare il più possibile i particolari.
3. La prima persona cambia un particolare della sua posizione e l'altro dovrà indovinare qual è stato il cambiamento apportato.
4. Si cambia di ruolo.
5. Si ripete l'esercizio varie volte. All'inizio i cambiamenti devono essere evidenti, successivamente sempre più piccoli e nascosti per mettere alla prova la capacità di osservazione.
* Commento
• Alla fine si chiede al gruppo:
– qual è stata la cosa più facile e quale quella più difficile?
– cosa necessita per essere dei buoni osservatori?
• In generale le persone fanno più attenzione alla faccia e alle gambe. Osservano molto meno la posizione del corpo, delle spalle o altri aspetti meno evidenti a prima vista.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
64 - CHI PARTECIPA IN GRUPPO
* Questa tecnica serve per
1. Analizzare l'andamento delle discussioni in gruppo.
2. Individuare chi tende a dominare e chi a isolarsi nella discussione.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Carta e penna.
* Tempo necessario
Durata di una discussione.
* Applicazione della tecnica
1. Prima di svolgere una discussione si sceglie un osservatore che si mette fuori del cerchio in modo che possa osservare gli altri mentre discutono.
2. Su un foglio segna i nomi dei partecipanti secondo la loro disposizione.
3. Ogni volta che una persona interviene l'osservatore fa una crocetta vicino al suo nome.
* Commento
• Alla fine si analizza ciò che emerge e si possono proporre alcune domande:
– chi ha parlato di più?
– tendevano a prendere spazio per sé o a facilitare la discussione?
– come si sentivano nel ruolo di coloro che accentravano la discussione?
– come si sentiva chi ha partecipato di meno?
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica di difficoltà media per cui è necessario un minimo di esperienza nella gestione della discussione.
65 - IL MIO ANGOLO
* Questa tecnica serve per
Far cogliere la possibilità che gli obiettivi personali possono combinarsi con quelli del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
10'
* Applicazione della tecnica
1. Chiedere al gruppo di formare un cerchio e di darsi la mano.
2. Invitare ciascuno a individuare un angolo o uno «spazio» nel luogo in cui si svolge l'esercizio che sarà il proprio angolo.
3. Non bisogna rivelare a nessuno la scelta fatta. Il gioco consiste nel tentativo di far spostare il gruppo nel proprio angolo. Il cerchio non si deve spezzare durante il gioco.
4. Fase di discussione.
* Commento
Quello che succede in questo esercizio è che ciascuno tenta tenacemente di persuadere gli altri ad andare solo nel proprio angolo.
La maggioranza suppone che si debba visitare il proprio angolo e rimanere lì. È raro che il gruppo decida collettivamente di visitare a turno l'angolo di ciascuno, riuscendo così ad integrare l'obiettivo individuale con quello degli altri.
Può essere utile usare questo esercizio in un momento particolare della vita del gruppo in cui si sta facendo i conti con questo problema come occasione per favorire la consapevolezza e stimolare tentativi di superamento.
È importante in questo caso facilitare l'aggancio tra la situazione sperimentata nel gioco e quella reale nel gruppo.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica facile da usare, adatta anche ad animatori alle prime armi.
66 - FARE ATTENZIONE ALL'ATTENZIONE
* Questa tecnica serve per
1. Migliorare lo stile della discussione nel gruppo.
2. Allenarsi ad essere «empatici».
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. Inizialmente si sceglie un argomento di discussione che si adatti all'attività specifica del gruppo o sia in sintonia con la fase che sta vivendo (ad esempio: chi/che cosa rende piacevole la mia appartenenza a questo gruppo e chi/che cosa ostacola la mia partecipazione al gruppo stesso?).
2. L'animatore spiega che il gioco vuole costituire l'opportunità per ascoltarsi l'un l'altro con maggiore attenzione per usufruire al meglio della ricchezza della discussione e dello scambio.
3. Pone le regole per portare avanti la discussione:
– un membro del gruppo dice la sua;
– al termine uno del gruppo reagisce alla dichiarazione seguendo tre passi:
1° passo: mostra di aver capito il messaggio tanto da riuscire a ripetere con parole proprie («da quello che ho capito tu pensi che...»);
2° passo: indica in che misura le dichiarazione dell'altro trovano il suo favore;
3° passo: a questo punto dice la sua, esprime pensieri nuovi che diano spunto alla discussione.
4. L'animatore suggerisce delle domande per la riflessione personale e per il successivo scambio in gruppo:
– cosa ho provato durante il gioco?
– ho avuto difficoltà a ripetere con parole mie le opinioni degli altri?
– ho accettato di esprimere il mio accordo di massima con l'opinione degli altri?
– come mi comporto di solito nelle discussioni, soprattutto in questo gruppo?
– come vanno di solito le discussioni in questo gruppo?
– mi piacerebbe cambiare qualcosa in futuro?
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica di difficoltà media per cui è necessario un minimo di esperienza nella gestione della discussione.
67 - IL GIOCO DEL CUSCINO
* Questa tecnica serve per
1. Fare in modo che una discussione si svolga in maniera ordinata e che ci sia ascolto reciproco.
2. Individuare i ruoli che le persone rivestono in una discussione.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un cuscino o un oggetto morbido da passarsi durante la discussione.
* Tempo necessario
La durata della discussione.
* Applicazione della tecnica
1. Iniziare la discussione dicendo che può parlare solo chi ha il cuscino: gli altri debbono ascoltare.
2. Quando la persona ha finito di parlare può passare il cuscino a chi alza la mano o a qualcun altro che decide lei.
3. Se qualcuno riceve il cuscino ma non vuole parlare può a sua volta passarlo a qualcun altro.
* Commento
• Dopo l'esercizio ci si esprime sulle seguenti domande:
– cosa si provava nell'avere il cuscino in mano?
– qual è la differenza tra il chiedere il cuscino e il riceverlo senza averlo chiesto?
– chi si è sentito in obbligo di parlare e come si è sentito?
• Il gioco permette di accrescere l'attitudine all'ascolto e dà l'opportunità di intervenire alle persone più timide.
• Le persone che tendono a parlare di più possono rendersene conto facendo attenzione a tutte le volte che hanno in mano il cuscino.
• Se si prende confidenza con questo stile, molti gruppi lo utilizzano sistematicamente per organizzare le loro discussioni.
• Un altro vantaggio è legato al fatto che si elimina la necessità di un moderatore o di un conduttore autoritario che regoli la discussione, responsabilizzando il gruppo motivandolo ad autoregolarsi.
Una variante che si può introdurre è quella per cui se la persona che sta parlando dice cose irrilevanti, gli altri le possono dare le spalle. Questa possibilità va introdotta però con molta precauzione solo nei gruppi in cui esiste una conoscenza consolidata e non sono in atto situazioni conflittuali.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica di difficoltà media per cui è necessario un minimo di esperienza nella gestione della discussione.
68 - LA PARTECIPAZIONE
* Questa tecnica serve per
1. Stimolare il gruppo a discutere apertamente pazione dei singoli membri alle attività di g
2. Favorire il confronto tra la percezione che spetto al proprio livello di partecipazione e altri.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli di carta e penne.
* Tempo necessario
1 ora e 30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore consegna ai membri del gruppo un foglio con i nomi di tutti affiancato da una scala numerata che va da 1 fino a 10. Dà l'indicazione di determinare, secondo il suo punto di vista, il livello di partecipazione proprio e degli altri membri del gruppo dando un punteggio da 1 a 10, dove 1 è il minimo di partecipazione e 10 il massimo.
2. L'animatore raccoglie i fogli e calcola i punteggi totali e fa le medie per ciascun membro. Le riporta su un cartellone e invita ciascuno a confrontare il punteggio dato a se stesso con quello medio emerso dai punteggi del gruppo. La discussione verterà sui seguenti punti:
- il modo in cui io valuto il mio livello di partecipazione nel gruppo quanto diverge da quello del gruppo?
- qual è la mia reazione a tale confronto?
- cosa fa scattare in me?
- cosa vorrei dire al gruppo?
3. L'animatore forma gruppi di 5 persone in cui ciascuno comunicherà le proprie risposte alle domande.
4. Alla fine un portavoce per ogni gruppetto informerà l'assemblea su quanto emerso di significativo.
Foglio di lavoro
ISTRUZIONI
Qui sotto sono elencati, in ordine alfabetico, i nomi di tutti i membri del gruppo. A fianco trovi una scala numerata da 1 a 10. Sei pregato di mettere una crocetta sul numero che secondo te indica meglio il livello di partecipazione che le singole persone hanno nel gruppo. Per quanto ti riguarda fai lo stesso, mettendo la crocetta sul numero che esprime meglio il tuo livello di partecipazione al gruppo. Tieni conto che 1 indica il livello minimo e 10 il livello massimo.

* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
69 - TROVARE SOLUZIONI IN GRUPPO
* Questa tecnica serve per
1. Elaborare nuove idee e creare consenso nel gruppo attraverso un processo strutturato per la soluzione dei problemi.
2. Esprimere le idee e le opinioni dei membri del gruppo per individuare soluzioni collettive.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Tre foglietti di carta (8 cm x 12 cm) per ciascuno e un cartellone per attaccarli sopra.
* Tempo necessario
2 ore
* Applicazione della tecnica
Il procedimento prevede cinque fasi:
1. Definire il problema in maniera chiara e sintetica e scriverlo sul. cartellone.
2. Trovare nuove idee. Individualmente, in silenzio, ciascuno pensa a possibili soluzioni del problema scrivendole in forma sintetica, su un foglietto di carta.
3. Condividere le idee. Ognuno comunica agli altri ciò che ha pensato. L'animatore scrive sul cartellone riportando le parole esatte. Si fa il giro e ciascuno dice la sua. Se qualcuno non ha idee si passa oltre. Se a un membro del gruppo viene in mente una nuova idea, lo fa presente all'animatore e la si aggiunge alle altre. Alla fine ogni idea viene numerata in maniera progressiva. In questa fase non si discutono le idee, ma si presentano dando a tutti la possibilità di farlo.
4. Discussione per chiarirsi. In questa fase si dà l'opportunità di discutere apertamente per cercare chiarimenti e spiegazioni sulle parole o sulla logica delle proposte. Le domande devono avere il senso di «cosa significa...?», «che intendi con...?», «cosa vuol dire...?».
5. Classificare le diverse soluzioni. In questa fase si cerca di vedere se esistono idee simili o che possono essere raggruppate. Si numerano di nuovo queste idee e si chiede ai partecipanti di fare una graduatoria in ordine di preferenza, delle cinque idee che maggiormente li convincono. Le risposte vengono scritte su un foglio e lo si consegna all'animatore. Se emerge chiaramente un'idea, si registra il consenso del gruppo su quella proposta, altrimenti tra le prime 3 emerse si chiede di nuovo ai membri del. gruppo di esprimersi.
* Commento
• Il lavoro di gruppo stimola l'elaborazione di un numero superiore di idee rispetto ai singoli membri.
• Questo esercizio può risultare molto efficace per dare a ciascuno la possibilità di dire la propria e fornire il. proprio contributo rispetto al brain-storming, che potrebbe inibire persone che hanno difficoltà a farsi avanti in situazione di gruppo in cui bisogna interagi re.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
CAPITOLO UNDICESIMO
Tecniche per monitorare e chiarificare le relazioni interpersonali nel gruppo
Un passo ulteriore, nel cammino ideale di un gruppo, è rappresentato dall'aiutare il gruppo ad acquisire strumenti di osservazione rispetto al proprio modo di interagire come tutto. La capacità di porsi su un livello «meta» permette al gruppo di osservarsi mentre agisce e vive, per cogliere e diagnosticare problemi di funzionamento e attivare risorse nuove. Gli esercizi che seguono sono stati pensati con questo obiettivo: aiutare il gruppo ad autodiagnosticarsi piuttosto che ad affidarsi unicamente alla lettura dell'animatore o ad osservarsi per attaccarsi.
70 - SCULTURA DI GRUPPO
* Questa tecnica serve per
Evidenziare le interazioni tra i membri del gruppo rispetto a qualche situazione particolare.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Niente.
* Tempo necessario 30'
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore o qualcuno che si fa avanti o a nome del gruppo elabora una «scultura vivente» usando tutti i membri del gruppo per illustrare una situazione particolare o un problema.
2. A questo scopo si pongono le persone in posizione tale che si evidenzi, plasticamente, ciò che secondo l'autore accade tra le persone rispetto a quella situazione specifica (ad esempio tensione, sabotaggio, esclusione di qualcuno, capro espiatorio, conflitti, ecc.).
3. L'autore della scultura sceglie il numero di persone necessario e per ciascuno sceglie il ruolo e le relazioni reciproche (facilitatore, sabotatore, ecc.).
4. Gli altri del gruppo possono indovinare il tema della scultura e i diversi ruoli interpretati dalle persone.
5. Altri membri del gruppo possono intervenire sulla scultura facendo cambiamenti in linea con la propria percezione.
6. Può essere utile far realizzare di nuovo l'esercizio al gruppo, passando da «come stanno o vengono viste le cose» a «come ci piacerebbe che andassero le cose».
* Commento
• Mentre si svolge l'esercizio fare attenzione a coloro che vengono usati per fare la scultura dicendo che possono lasciare quella posizione se si sentono scomodi o se ritengono che imparerebbero di più se invece fossero nella parte degli osservatori.
• Questo esercizio può risultare utile per quei gruppi che vogliono impostare interazioni diverse al loro interno.
71 - IL SABOTATORE
* Questa tecnica serve per
1. Mostrare come si può facilmente interrompere la comunicazione nel lavoro di gruppo.
2. Elaborare una strategia di gruppo per riconoscere ed evitare il sabotaggio.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Niente.
* Tempo necessario
30'-60'
* Applicazione della tecnica
1. I partecipanti formano delle terne. Ci sono tre ruoli da rivestire: colui che parla, colui che ascolta e il sabotatore.
2. Colui che parla e colui che ascolta si mettono seduti l'uno di fronte all'altro mentre il sabotatore si può muovere.
3. Colui che parla racconta qualche aspetto della sua vita o del suo lavoro a colui che ascolta, e il sabotatore deve cercare di interrompere la discussione in qualche modo senza usare violenza.
4. Il sabotatore può essere anche uno solo che si muove tra le coppie o l'animatore stesso.
5. Dopo 5' si cambiano i ruoli. Dopo altri 5' si cambiano di nuovo i ruoli in modo da dare a tutti la possibilità di sperimentarsi nei diversi ruoli.
* Commento
• Alla fine dell'esercizio è fondamentale che si rifletta su ciò che ciascuno ha provato per aiutare il gruppo a stabilire una strategia antisabotaggio.
Queste le possibili domande:
- cosa hai provato nel sabotare e nell'essere sabotato?
- cosa è successo quando veniva interrotta la conversazione?
• Successivamente si cerca di individuare le diverse tipologie con cui si può sabotare il lavoro di gruppo scrivendole su un cartellone.
• Alla fine si invita il gruppo a trovare il modo di rispondere ai diversi tipi di sabotaggio:
- cosa può fare il gruppo per rispondere a persone che cercano di sabotare il lavoro?
• Anche qui si fa una lista delle strategie concrete che emergono. L'esercizio e la successiva discussione possono essere di particolare utilità se ci sono membri del gruppo particolarmente molesti dando loro la possibilità di riflettere sul proprio comportamento.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
72 - VALORI COMUNI
Questa tecnica seme per
Dare la possibilità ai componenti del gruppo di chiarire e puntualizzare i valori comuni che animano il gruppo e il grado di adesione individuale.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Un cartellone.
* Tempo necessario
30'-45'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il senso della tecnica dicendo che l'esito dell'esperienza in gruppo e la ricaduta positiva per la crescita delle persone dipende in buona parte dalla condivisione di orientamenti e valori comuni.
2. L'animatore disegna su un cartellone un cuore e invita i componenti del gruppo ad individuare i valori su cui secondo loro si fonda il gruppo. L'animatore segna tutti i valori all'interno del cuore, invitando ad essere concreti.
3. A questo punto chiede al gruppo di individuare tre fondamentali, attivando la discussione e il confronto. Si cercano quelli su cui c'è convergenza e quelli su cui non c'è.
4. Si divide il gruppo in gruppetti di tre, con l'obiettivo di rispondere alle seguenti domande:
- in che modo i valori professati e sui quali ci riconosciamo si riflettono sulla vita concreta del gruppo?
- dove esistono chiaramente delle incongruenze?
- quali spunti possiamo darci per far fronte a questa situazione (nuovi valori, ridefinire quelli vecchi, fare attenzione all'attualizzazione di quanto professato)?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
73 - FORMARE UN QUADRATO
* Questa tecnica serve per
1. Esplorare come funziona un gruppo quando affronta un problema complesso.
2. Far notare come le persone assumono ruoli distinti in un gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Una corda sufficientemente lunga.
* Tempo necessario
20'-30'
* Applicazione della tecnica
1. Si divide il gruppo a metà. Una metà osserva mentre l'altra svolge l'esercizio.
2. Con la corda si fa un grosso cerchio in mezzo alla sala.
3. La metà del gruppo che svolge l'esercizio si mette intorno alla corda, prima di afferrarla con le mani ognuno fa 10 giri su se stesso, quindi si chiudono gli occhi, si afferra la corda e si dice loro che devono formare un quadrato.
4. L'ordine è quello di tenere gli occhi chiusi mentre si cerca di fare il quadrato. Gli osservatori guardano in silenzio e osservano come si svolge la dinamica.
5. Le persone che stanno al centro possono aiutarsi parlando tra di loro.
Alla fine ci si dà il cambio: gli osservatori cercano di fare il quadrato mentre gli altri osservano.
* Commento
Questo esercizio permette di rivelare molte informazioni circa i modi di agire dei membri del gruppo.
Si può guidare la discussione con le seguenti domande:
• Chi si è sentito frustrato?
• Erano chiare le istruzioni che davano gli altri membri del gruppo?
• Come reagivate a richieste contraddittorie?
• Chi ha svolto il ruolo di leader? Come? Quando?
• Chi ha svolto il ruolo di mediatore?
• Chi è rimasto in silenzio?
Si può stimolare il gruppo a verificare fino a che punto ciò che è emerso dall'esercizio somiglia a ciò che succede nella realtà. Una variante è rappresentata dal far svolgere l'esercizio in silenzio.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
74 - PER UN PUGNO DI FAGIOLI
* Questa tecnica serve per
Capire come il comportamento del gruppo può influenzare i suoi membri nel cambiamento di opinioni.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un recipiente pieno di fagioli (il recipiente deve essere trasparente e i fagioli al suo interno devono essere di numero sufficiente da non poter permettere un conteggio preciso a vista d'occhio).
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. Viene mostrato ai partecipanti un recipiente pieno di fagioli dicendo che bisogna indovinare quanti sono: dopo aver definito un numero, ciascuno lo scrive su un foglietto. Il conteggio può essere fatto solo visivamente.
2. Il conduttore raccoglie i fogli e calcola la media.
3. Si prepara un cartellone dove si segnano le medie delle previsioni dei membri del gruppo.
4. Il passo successivo è quello di far vedere di nuovo il recipiente e si dice di ricalcolare di nuovo il numero di fagioli.
5. Si raccolgono di nuovo i fogli, si fa la media e si segna sul cartellone accanto alla media precedente.
6. Si ripete la stessa operazione per 4-5 volte.
7. Si rivela il numero esatto di fagioli.
* Commento
• Innanzi tutto si analizza l'andamento delle previsioni espresse in media: cosa si è verificato con l'andare avanti dei diversi tentativi di indovinare il numero preciso di fagioli?
• Si dà inizio alla discussione in gruppo per tentare di capire il motivo di eventuali variazioni.
• Si passa successivamente a riflettere sui comportamenti dei singoli membri formulando domande per la riflessione personale. Si può formulare una domanda per volta dando il tempo perché ciascuno possa rispondere con calma, magari scrivendo la risposta su un foglio che può essere la base per un confronto di gruppo alla fine delle domande. Le domande da porre possono essere le seguenti:
– ci sono stati cambiamenti nel corso dei vari tentativi?
– quanto dista la prima previsione dall'ultima?
– cosa mi ha convinto a cambiare valutazione?
– cosa mi ha convinto a rimanere della mia posizione?
• Alla fine della condivisione delle riflessioni personali, di cui sarà cura del conduttore appuntare su un cartellone gli spunti più significativi, si possono rilanciare ulteriori spunti per il gruppo e per le persone.
• Spunti a livello di gruppo:
– il nostro gruppo che tipo di pressione attiva verso i membri?
– c'è rispetto e accettazione per le posizioni individuali?
– c'è il tentativo di omogeneizzare le posizioni?
– mi sento libero di mantenere le mie posizioni, se le ritengo valide, o mi sento pressato a pensarla o a comportarmi come gli altri?
– alla fine, cosa mi sta bene o casa desidero che cambi nel modo in cui il gruppo fa pressione alle persone?
• Spunti a livello individuale:
– mi rendo conto di come il gruppo può influenzare le mie opinioni e il mio comportamento?
– tendo a farmi influenzare facilmente dalle pressioni del gruppo?
– tendo a resistere in maniera rigida alle pressioni del gruppo?
– cosa riconosco di caratteristico di me nel mio modo di gestire le pressioni del gruppo?
– ho scoperto qualcosa di nuovo o ho ricevuto delle conferme di cose che già conosco?
– cosa mi piace e cosa invece desidero cambiare rispetto a ciò che ho individuato?
Da questo semplice gioco è possibile innescare analisi e riflessioni molto complesse. È opportuno che l'animatore decida fin dall'inizio se dedicarsi al livello individuale o a quello di gruppo, evitando di mescolare i due livelli. La scelta dell'uno o dell'altro può essere motivata dall'obiettivo che si persegue: se aiutare il gruppo a riflettere sul proprio stile di lavoro e di funzionamento o se invece si vuole partire da un'esperienza concreta per aiutare le persone a riflettere sulle proprie modalità di gestire le relazioni e i confini.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
75 - LA SCATOLA DEI PROBLEMI
* Questa tecnica serve per
1. Dare ai membri del gruppo l'opportunità, in forma anonima, ma costruttiva, per presentare e discutere i problemi che riguardano il gruppo.
2. Sottolineare l'uguaglianza di potere e di autorità che i singoli membri hanno.
3. Motivare i membri del gruppo a condividere i propri problemi, a fare attenzione all'esperienza degli altri e ad ottenere dei suggerimenti.
4. Mettere in risalto che tutti hanno risorse da condividere con gli altri.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Una scatola di cartone, un foglio e una penna ciascuno.
* Tempo necessario
In relazione al numero di persone (5' per pensare e scrivere, 2' per problema).
* Applicazione della tecnica
1. Dopo che ci si è seduti in cerchio, si danno 5' perché ciascuno rifletta e scriva su un foglio una risposta alla seguente domanda: «Il problema che attualmente io ho nel gruppo è...». Se il problema ha a che fare con un'altra persona non deve essere indicato il suo nome: l'esercizio è anonimo.
2. Alla fine si collocano tutti i foglietti nella scatola e si comincia il giro in cui, uno alla volta, si prende un foglio e lo si legge a voce alta. Se casualmente si prende il proprio foglio, allora si richiude, lo si rimette dentro e se ne prende un altro.
3. Dopo aver letto il foglio la persona stessa ha due minuti di tempo per suggerire delle soluzioni. L'esercizio termina dopo che tutti i fogli sono stati letti.
* Commento
• È importante che tutti ascoltino senza fare commenti. Può parlare solo una persona per volta.
• Questo esercizio rappresenta una forma potente per trattare i problemi del gruppo in maniera immediata. Può essere usato quando la tensione del gruppo si innalza per favorire l'esposizione dei problemi, creando l'opportunità per coloro che sono coinvolti di riflettere e cambiare comportamento.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
76 - DIAGNOSI
* Questa tecnica serve per
Permettere al gruppo di fare il punto sul livello di sviluppo raggiunto e della fase del suo ciclo vitale, in presenza di fenomeni particolari che segnalano difficoltà.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio con le domande e una penna a testa, un cartellone.
* Tempo necessario
45'-60'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita il gruppo a considerare alcuni fenomeni che segnalano difficoltà nella vita di gruppo, come ad esempio: assenze, aumento delle proteste, aumento di diverbi e malintesi, scarsa definizione dei compiti e dei rapporti, decisioni travisate o boicottate, apatia e diminuzione dell'impegno, scarso spirito di iniziativa, mancanza di fantasia e di spirito di innovazione, incontri noiosi, alto grado di dipendenza dall'animatore, reazioni negative nei suoi confronti...
2. L'animatore a questo punto motiva i componenti del gruppo ad esaminare insieme i fatti, le possibili cause e i rimedi.
3. L'animatore consegna a ciascuno il foglio con le domande a cui risponderanno individualmente per iscritto.
4. Il. gruppo viene suddiviso in gruppetti di quattro: vengono riportate le risposte di ciascuno e uno dei membri si occupa di riassumere in assemblea i punti emersi.
5. L'animatore riporta le sintesi su un cartellone. Apre una discussione su quanto emerso per vedere le ipotesi più accreditate, invitando ad essere concreti, piuttosto che generici, descrittivi piuttosto che valutativi.
6. Si definiscono insieme le due ipotesi più accreditate e si lavora per individuare insieme alcuni possibili correttivi.
Foglio di lavoro
1. Che cosa impedisce al gruppo di lavorare insieme in maniera costruttiva e produttiva?
2. Che cosa mi impedisce di lavorare come io stesso vorrei?
3. Che cosa del gruppo dovrebbe restare così com'è?
4. Quali cambiamenti gioverebbero al gruppo e a me?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
77 - PERCHÉ IL NOSTRO GRUPPO FUNZIONI
* Questa tecnica serve per
1. Coinvolgere il gruppo nella diagnosi a caldo dei motivi che disturbano il funzionamento del gruppo.
2. Coinvolgere il gruppo nel definire dei correttivi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli di carta, penne.
11 * Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1 Quando un gruppo rimane bloccato, quando sono subentrati seri disturbi, questo può essere un momento propizio per una verifica del funzionamento dell'attività o del gruppo (così come il controllo dell'azione e il feedback sono tanto più efficaci quanto più sono vicini ai fatti a cui si riferiscono). L'animatore non dovrebbe, in una simile situazione, lasciare i giovani in balìa della loro diffusa scontentezza, ma dovrebbe condurli a una riflessione che chiarisca le ragioni di tale malumore.
2. In tale situazione si è rivelato utile chiedere ai giovani di annotare anonimamente su un foglio le loro osservazioni circa cosa sta disturbando l'attività o il funzionamento del gruppo e le loro proposte di miglioramento. Si pongono quindi due domande su un foglio su cui ciascuno risponde individualmente:
(osservazioni) Che cosa disturba? Perché, secondo il tuo parere, non si procede bene?
(alternativa) Quali proposte di miglioramento puoi fare?
3. Gli scritti vengono poi raccolti, discussi e utilizzati per un ulteriore lavoro d'insieme (per es.: quando si stabilisce un regolamento).
4. Queste regole valgono poi come norme di gruppo, non solo come * Commento o divieto dell'animatore. Emergono così alcune norme. Per esempio: lasciar parlare l'altro, non deridere nessuno, invitare qualcuno nel gruppo solo dopo aver parlato con gli altri, giungere puntuali, ecc.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
78 - COME PRENDIAMO LE DECISIONI
* Questa tecnica serve per
1. Stimolare il gruppo a riflettere sui processi attivati nel prendere decisioni.
2. Individuare vantaggi e svantaggi rispetto al proprio stile decisionale.
3. Elaborare alternative che rendano più funzionale il processo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
1 ora.
* Applicazione della tecnica
1. Nel gruppo è opportuno, soprattutto quando i singoli hanno la tendenza a dominare, ma in generale per rendere tutti consci della loro corresponsabilità nell'adottare uno stile decisionale insoddisfacente, di esaminare nello specifico come il gruppo prende le decisioni.
2. Ciò può essere ottenuto attraverso un'analisi a caldo, dopo che il gruppo ha lavorato per decidere qualcosa relativo alle proprie attività, oppure si invita il gruppo ad una simulata in cui l'obiettivo è quello, ad esempio, di decidere un viaggio comune, progettare un'attività di gruppo.
3. La domanda che a questo punto l'animatore rivolge al gruppo è la seguente: «Come è stata presa questa decisione?». Può essere utile fornire una scheda con diverse alternative perché ciascuno riconosca quella che meglio calza allo stile del gruppo.
- Mediante un diritto arrogatosi da un singolo individuo? Ossia uno fa una proposta in modo tale che gli altri vengono posti davanti al fatto compiuto o vengono inibiti nell'uso del loro diritto di parlare.
- Mediante la discussione di gruppetti? Parecchi membri preparano in anticipo un discorso così stringente che non è più possibile un esame sereno di altre soluzioni, e inoltre viene diminuita la fiducia reciproca.
- Mediante una risoluzione di maggioranza? La votazione democratica può - se il tentativo di raggiungere l'accordo non procede - essere l'unica via. Ma se la votazione giunge troppo presto, la minoranza si trova di fronte alla decisione già presa.
- Mediante pressione sugli oppositori? Se si dice: «Qualcuno è contrario?»; «Noi aderiamo tutti!» può essere difficile esprimere una opinione diversa.
- Mediante una apparente unanimità? La pressione ad uniformarsi può essere così forte e la possibilità di una libera decisione così ridotta che tutti sono apparentemente unanimi, ma la maggioranza non è interiormente soddisfatta della decisione.
- Mediante l'unanimità? Una decisione viene presa solo dopo che si sono discussi tutti gli aspetti del problema; alla fine tutti sono concordi nel ritenere la decisione proposta come la migliore possibile. Anche quelli che non sono completamente d'accordo, la appoggiano nonostante tutto - almeno provvisoriamente -, perché si è tenuto conto della loro opinione e si sono esaminate anche le ragioni contrarie.
4. Si discute su quello che è lo stile decisionale su cui ci si riconosce maggiormente.
5. Una volta individuato lo stile o gli stili prevalenti, ciascuno presenta quelli che ritiene i vantaggi e gli svantaggi di tali stili. L'animatore riporta su un cartellone gli elementi emersi.
6. Si esaminano insieme gli aspetti critici e si propongono delle alternative. Il gruppo esprime il proprio parere su alcune attenzioni da utilizzare in seguito che possono rendere più efficace (l'efficacia delle decisioni) e soddisfacente (il clima relazionale in cui si è presa la decisione).
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
79 - SODDISFAZIONE-INSODDISFAZIONE
* Questa tecnica serve per
Dare l'opportunità ai membri del gruppo di esprimere il grado di soddisfazione-insoddisfazione rispetto al lavoro di gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Un libro o un oggetto qualunque.
* Tempo necessario
25'-30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'obiettivo della tecnica dicendo che ci sarà la possibilità di esprimere l'attuale grado di contentezza circa il lavoro di gruppo.
2. L'animatore pone un libro o un altro oggetto al centro della stanza. Poi invita i componenti del gruppo a collocarsi, in silenzio, tanto vicini al libro quanto è la soddisfazione per come sta procedendo il lavoro di gruppo. Chi è molto contento si metterà proprio vicino al libro, chi invece è particolarmente insoddisfatto si metterà vicino alla parete. Tra queste due posizioni ciascuno può collocarsi in qualunque altra posizione all'interno della stanza.
3. Alla fine si chiede che ciascuno rimanga nel proprio posto, di guardarsi intorno per vedere dove si sono messi gli altri. In breve ognuno dice la propria su cosa intende comunicare con la scelta di quel determinato posto e come abbia reagito alla posizione degli altri.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica di difficoltà media per cui è necessario un minimo di esperienza nella gestione della discussione.
80 - NORME DI GRUPPO
* Questa tecnica serve per
Offrire la possibilità di esaminare una per volta, attentamente, le norme che il gruppo si è dato.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio con le domande sulle norme e una penna a testa.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il senso della tecnica, dicendo che in ogni gruppo ci sono norme che regolano i comportamenti dei componenti del gruppo e in base a queste si valuta cosa è ammesso e cosa non lo è all'interno del gruppo. Spesso queste regole sono esplicite e concordate, mentre altre volte sono implicite e non concordate apertamente.
2. L'animatore invita i membri del gruppo a scrivere su di un foglio tutte le regole e gli accordi che sono stati decisi esplicitamente. Dopo che ognuno ha scritto tali regole, l'animatore invita ciascuno a leggerle e le riporta su un cartellone. Attiva quindi una discussione per vedere le regole effettivamente condivise esplicitamente e si fa una lista di quelle su cui non c'è accordo.
3. L'animatore consegna ora un altro foglio in cui invita ciascuno a scrivere quelle norme che, pur se non esplicitamente condivise, sono attive e influenzano il comportamento del gruppo. Di nuovo l'animatore le riporta nel cartellone per vedere su quante si concorda e su quante no.
4. Invita il gruppo a discutere su come tali norme siano nate e facciano parte della cultura del gruppo. Stimola una riflessione per vedere quali è opportuno riconcordare e quali invece vanno riviste.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
81 - QUANTO SIAMO LIBERI NEL GRUPPO?
* Questa tecnica serve per
Aiutare il gruppo a riflettere sul clima che si respira al suo interno, in particolare quanto le norme vengono vissute come costrittive.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio con le domande e una penna a testa.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'obiettivo dell'esercizio, dicendo che nel momento in cui il gruppo costruisce i suoi riferimenti, in termini di regole e valori, il rischio è che questi possano essere utilizzati in maniera rigida, contribuendo a strutturare un clima caratterizzato da poca libertà e spontaneità.
2. L'animatore consegna a ciascuno il foglio con le domande e invita a dare una o più risposte ad ogni quesito.
• In questo gruppo non viene ben visto chi...
• In questo gruppo è pericoloso se uno...
• In questo gruppo verrebbe escluso chi...
• In questo gruppo dovrebbe essere permesso di...
3. L'animatore raccoglie le risposte su un cartellone e attiva una discussione nel gruppo per capire, insieme a loro, quali e quante regole vengono vissute come eccessive e costrittive e in che modo si può concordare una modalità più flessibile.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
82 - SOSTENERE LE PROPRIE POSIZIONI
* Questa tecnica serve per
1. Evidenziare alcuni fattori che entrano in gioco nel decidere se mantenere la propria posizione o cambiarla nel corso di una discussione.
2. Evidenziare la facilità con cui si mantiene la propria posizione quando si hanno delle personed dalla propria parte.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Sedie.
* Tempo necessario
15'
* Applicazione della tecnica
1. Due volontari si fanno avanti per dibattere pubblicamente un tema specifico. Il tema può essere scelto in quel momento o può essere una questione su cui sta lavorando il gruppo.
2. Le due persone si siedono sulle sedie l'una di fronte all'altra. Le altre persone si pongono di lato in una zona neutra.
Mentre si sviluppa la discussione le persone a lato possono muoversi: si vanno a collocare dietro la persona con cui in quel momento si trovano d'accordo. Se durante la discussione si cambia parere allora si vanno a collocare dietro l'altra persona.
La discussione in assemblea si può indirizzare sui seguenti temi (per le persone che hanno fatto il dibattito):
• Cosa si provava quando gli altri erano dietro l'altra persona?
• E quando erano dietro di sé?
• Come questo influiva sul mantenere o cambiare le proprie posizioni? Per le persone che hanno assistito:
• Perché avete cambiato idea?
Quanto era legato alla persona e quanto alle sue argomentazioni? Che importanza ha avuto il linguaggio del corpo?
* Commento
• Questo esercizio dimostra in modo potente i cambiamenti che possono verificarsi durante una discussione.
• Può servire anche come modo per far scaricare le tensioni in un gruppo che è reduce da discussioni conflittuali.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
CAPITOLO DODICESIMO
Tecniche per stimolare la consapevolezza dei ruoli e delle funzioni che ciascuno svolge nel gruppo
Nell'organizzazione e nel funzionamento relazionale del gruppo acquistano un peso importante le dinamiche che portano alla creazione dei ruoli. I ruoli sono importanti per il gruppo perché fanno sì che vengano svolte funzioni rilevanti per la sua vita. Sono importanti anche per le persone perché sono da stimolo per il processo di definizione dell'identità e strutturazione del proprio progetto di vita. L'animatore dovrà mettere particolare cura rispetto a come si strutturano e si attribuiscono i ruoli. Queste tecniche forniscono spunti per tale cura.
83 - PROFILI DI GRUPPO
* Questa tecnica serve per
1. Individuare i ruoli che i membri di un gruppo assumono.
2. Stimolare i membri del gruppo ad assumere la responsabilità di ruoli importanti che non vengono coperti.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio con le domande per ciascun membro.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. Ciascuno riceve un foglio con le domande e in base a come si sente nel gruppo effettua tre scelte.
2. Si raccolgono i fogli con le risposte e si elabora un profilo del gruppo su un cartellone con i ruoli ricoperti e quelli scoperti secondo la lista presentata.
3. Segue una discussione all'interno del gruppo, per capire come si possono ricoprire i ruoli eventualmente scoperti.
Foglio di lavoro
PROFILO DI GRUPPO
Nel gruppo tendo a... (tre scelte)
• Stare in silenzio all'inizio e a intervenire in seguito.
• Non sentirmi a mio agio e a preferire di fare le cose da solo.
• Prendere il controllo e a dominare la discussione.
• Prendere il ruolo di leader.
• Stimolare gli altri a partecipare.
• Dare nuove idee.
• Interrompere gli altri per capire meglio cosa vogliono dire.
• Ricordare al gruppo le cose da fare e gli obiettivi iniziali.
• Fare in modo che ci sia un'atmosfera rilassata in cui tutti si sentono a proprio agio.
Far notare quando si parla troppo senza arrivare a conclusioni operative.
A fare da mediatore quando qualcuno si trova in disaccordo.
* Commento
• Questo esercizio richiede onestà nelle risposte nel valutare i propri comportamenti nel gruppo e capacità di discutere sui ruoli del gruppo senza personalizzare troppo il discorso.
• Stimola a creare un'atmosfera di autocritica per valutare il funzionamento del gruppo.
• A questo esercizio può far seguito quello sulla risoluzione dei problemi del gruppo e quello sul contratto di gruppo.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
84 - RUOLI DI GRUPPO
* Questa tecnica serve per
Facilitare la discussione del gruppo sul modo in cui danno il proprio contributo al funzionamento del gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Foglietti di carta, penne, un cartellone.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
• Le persone si riuniscono in gruppo.
• Si presenta il cartellone in cui vengono riportati i seguenti comportamenti:
A - Mi piace prendere in mano la situazione quando sono in gruppo.
B - Preferisco aspettare che si definiscano gli altri, solo dopo intervengo.
C - Non amo contribuire direttamente alla discussione di gruppo, preferisco rimanere in silenzio e allearmi con qualcun altro.
D - Rimango tranquillo e lascio fare agli altri. Solo quando le cose non vanno come desidero allora intervengo.
E - Mi do da fare perché si arrivi ad una decisione di comune accordo.
• Chiedere che ciascuno individui la propria modalità (quella più usuale) tra quelle presentate. Successivamente su un foglietto si scrive la lettera corrispondente allo stile scelto (A, B, C, D, E) in maniera anonima e lo si consegna all'animatore.
• L'animatore mescola i foglietti e li dispone al centro in modo che tutti possano vedere la composizione dei ruoli del gruppo.
Il gruppo discute sull'equilibrio complessivo di cui dispone il gruppo rispetto ai ruoli: punti forti, punti deboli, necessità. La discussione deve essere autonoma e deve stimolare la consapevolezza e la presa di responsabilità dei singoli.
* Commento
1. La discussione può favorire il riconoscimento del proprio contributo nel gruppo e la motivazione al cambiamento.
2. Il senso da trasmettere è che ci sono diversi stili e il gruppo funziona con la sinergia dei diversi contributi.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
85 - RUOLI, CAPACITÀ E RISCHI
* Questa tecnica serve per
1. Individuare le caratteristiche rilevanti, le abilità e le competenze di ciascuno.
2. Individuare il modo in cui queste possono essere utili per la vita del gruppo.
3. Cogliere i possibili risvolti negativi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Fogli e penne.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. Ogni partecipante scrive su un foglio i suoi doni e capacità.
2. Poi si siedono a gruppi di 4 e riflettono: come potrebbero queste doti e capacità essere impiegate per i compiti comunitari? Quali sono i pericoli che può portare una loro forte accentuazione?
Esempio:

3. Si raccolgono gli elementi emersi e si discutono in gruppo plenario.
* Indicazioni per l'animatore
Tecnica di difficoltà media per cui è necessario un minimo di esperienza nella gestione della discussione.
86 - METTERE ETICHETTE
* Questa tecnica serve per
1. Identificare le caratteristiche che i membri mostrano più frequentemente all'interno del gruppo.
2. Favorire feedback tra i membri del gruppo rispetto ai ruoli rivestiti.
* Per questa tecnica c'è bisogno di Un foglio e una penna a testa.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. Il conduttore prepara in precedenza una lista di domande per identificare alcuni aspetti del comportamento tipico dei membri.
2. Distribuisce un foglio a testa.
3. Spiega che le risposte vanno date in relazione ai membri del gruppo.
4. Il conduttore legge a voce alta, una per una, le singole domande: ciascuno risponde indicando una o più persone del gruppo che mostrano le caratteristiche evidenziate dalle domande.
5. Le domande possono essere le seguenti (anche se ciascuno può sceglierle in base al proprio gruppo per far emergere informazioni significative):
^ chi è che nel gruppo tende a parlare poco?
^ chi è che nel gruppo tende a darsi molto da fare?
^ chi è sempre di buon umore?
^ chi ha facilità a fare amici?
^ a chi piace molto divertirsi?
6. Su un cartellone o su una lavagna vengono riportate le indicazioni sulle diverse persone in riferimento alle diverse domande.
7. Insieme si analizzano i risultati emersi, se ci sono tendenze uniformi o se i risultati sono frammentati. Se cioè il gruppo associa in maniera unitaria certe persone a certi comportamenti o caratteristiche.
Viene dato spazio ai singoli membri per commentare i risultati che lo riguardano: se si riconosce o meno in quanto emerso, se si aspettava le indicazioni o se c'è qualcosa di inaspettato; qual è la sua reazione emotiva di fronte a quanto emerso, come vuole utilizzare tali informazioni.
* Commento
• Questo esercizio va bene per un gruppo che è già abbastanza avviato e ha come obiettivo la riflessione e la verifica del proprio funzionamento, o l'approfondimento della conoscenza tra i membri del. gruppo.
• Il conduttore deve usare particolare tatto nell'analizzare le risposte e favorire lo scambio tra i membri, che devono essere caratterizzate come informazioni piuttosto che come giudizi e valutazioni definitive sulle persone.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
87 - NOMINATION
* Questa tecnica serve per
1. Invitare il gruppo a confrontare le proprie percezioni sul comportamento e sui ruoli che i diversi membri rivestono nel gruppo.
2. Fornire feedback personali per aiutare i membri del gruppo ad acquisire consapevolezza su cosa colpisce gli altri del proprio modo di presentarsi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli con le domande per le nomination e penne per ciascun partecipante, matite.
* Tempo necessario
60'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore distribuisce il foglio e le penne e i partecipanti lo riempiono individualmente.
2. Appena terminata la compilazione del foglio bisogna arrivare alle nomination per ogni voce. Su una lavagna o su un cartellone l'animatore riporta i nomi e il numero di scelte ricevute per ogni voce. Viene attivata una discussione tendente a trovare un accordo sui nomi. Se ciò non è possibile si vota a maggioranza.
3. Dopo che sono state fatte le nomination, l'animatore «intervista» le persone «nominate» per vedere qual è la loro reazione, se si riconoscono o meno su quanto proposto dagli altri e se in relazione a questo sta maturando decisioni relative a modificare il proprio COMPORTAMENTO.
Foglio di lavoro
1. Chi riesce più facilmente a influire sugli altri per far cambiare loro opinione?
2. Chi riesce meno a influire sulle opinioni degli altri?
3. Chi ha avuto più problemi con gli altri durante le riunioni?
4. Chi sono le persone più accettate nel gruppo?
5. Chi antepone i suoi interessi a quelli del gruppo?
6. Chi cerca di evitare i conflitti in una discussione?
7. Chi, nel caso in cui ha un problema, ha facilità a chiedere aiuto agli altri?
8. Chi si dà da fare perché il gruppo sia caldo, amichevole e gradevole?
9. Chi è più competitivo con gli altri?
10. Chi parla di meno?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
88 - RADIOGRAFIA INTERPERSONALE
* Questa tecnica serve per
1. Verificare sotto quali aspetti i membri del gruppo vengono valutati dagli altri partecipanti.
2. Chiamare in causa, attraverso le domande proposte, dimensioni essenziali delle relazioni interpersonali che svolgono un ruolo in tutti i rapporti.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un modulo con le domande e una matita per ogni partecipante.
* Tempo necessario
dai 90' ai 120'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega che attraverso questo gioco si potranno scoprire quali sono gli effetti che il proprio comportamento produce sugli altri e come questo influenza il rapporto con gli altri.
2. Si costituiscono sottogruppi di 6-7 persone e si distribuisce il modulo, dicendo di leggere bene le istruzioni. Si dà un tempo massimo di 20' per compilare il foglio.
3. Si prosegue secondo le istruzioni riportate sul modulo.
4. Alla fine l'animatore dà indicazioni per la riflessione personale con le seguenti domande:
– c'è uno schema preciso secondo il quale vengo giudicato dagli altri? Esiste ad esempio un ruolo per il quale sono stato scelto in misura maggiore?
– in futuro attuerò maggiormente determinati modelli di comportamento?
– come mi sento ora?
Foglio di lavoro
RADIOGRAFIA INTERPERSONALE
Per prima cosa leggi le istruzioni complete prima di iniziare a riempire le tabelle A e B.
Chi sceglieresti in questo gruppetto come:
– responsabile di un gruppo di lavoro;
– compagno per un soggiorno su un'isola;
– confidente per delle difficoltà personali;
– compagno di discussione su una nuova insolita idea;
– stretto collaboratore per lo svolgimento di un incarico importante;
– accompagnatore ad un seminario sulla comunicazione per conoscerlo meglio;
– compagno in un duello di carta (dove entrambi vi date colpi a vicenda con un giornale arrotolato).
Per prima cosa scrivi nella tabella A (scelte attive) nella colonna di sinistra i nomi di tutti i membri del tuo gruppetto. Valuta poi quali dei suddetti ruoli sceglieresti per ogni membro del gruppo. Puoi assegnare ogni ruolo una sola volta. Riporta le tue scelte nella seconda colonna. In seguito annota nella terza colonna i motivi della tua scelta e formula ogni volta il motivo, come se tu ti rivolgessi direttamente alla persona in questione.
In seguito occupati della tabella B (scelte passive). Per prima cosa riporta nella colonna sinistra i nomi di tutti i membri del gruppo. Pensa per quale ruolo, secondo la tua opinione, sei stato scelto dagli altri. Annota il ruolo presunto nella seconda colonna. Annota poi nella terza colonna il motivo di volta in volta presunto, come se ci si rivolgesse a te direttamente. Qui puoi assumere più volte uno stesso ruolo. Non è da escludere infatti che più persone vogliano ad esempio discutere con te una nuova idea.
Non appena tutti hanno finito di riempire le caselle, può avere inizio il vostro dialogo di valutazione. Seguite queste istruzioni: uno a turno si pone al centro e riferisce una dopo l'altra le sue congetture della tabella B. Il compagno interessato rettifica o conferma l'ipotesi di scelta e comunica la sua reazione. Gli altri fanno altrettanto.
Perciò gli aspetti da valutare sono:
– in che misura ho valutato esattamente le scelte degli altri nei miei confronti?
– come vivo le scelte concordanti?
– come vivo le scelte discordanti?

* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
CAPITOLO TREDICESIMO
Tecniche per migliorare e approfondire la comunicazione interpersonale per far crescere le persone e il gruppo
Questa parte contiene tecniche che permettono un ulteriore approfondimento del livello di comunicazione e di coinvolgimento tra i membri del gruppo. Danno stimoli per favorire la condivisione di feedback negativi. A questo punto il gruppo dovrebbe essere abbastanza saldo da affrontare anche confronti più espliciti e diretti. L'animatore guida questo processo strutturando esperienze per confronti espliciti ma sempre rispettosi.
89 - ESPRIMERE LA RABBIA: UN ESERCIZIO DI AUTO-APERTURA
* Questa tecnica serve per
1. Favorire lo scambio relativo a cosa provoca la rabbia e come viene gestita in gruppo.
2. Permettere il confronto sui modi efficaci di gestire la rabbia in gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Penne, fogli.
* Tempo necessario
30'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore distribuisce un foglio e una penna per ciascuno.
2. L'animatore spiega che dovranno terminare le 3 frasi riportate sul foglio, secondo la propria esperienza.
^ Ciò che maggiormente mi fa arrabbiare quando sono in gruppo è.
^ Quando mi sento arrabbiato quello che faccio abitualmente è...
Quando altri sono arrabbiati e esprimono la propria rabbia io...
3. L'animatore forma gruppi più piccoli di approssimativamente sei persone e chiede che esprimano le proprie esperienze. Si suggerisce che la discussione favorisca la consapevolezza sul proprio modo di gestire la rabbia e sul modo di fronteggiare la rabbia degli altri, facendo particolare riferimento alla situazione di gruppo.
4. Alla fine si riunisce il gruppo per condividere quanto emerso dai diversi sottogruppi. L'animatore farà in modo, con domande appropriate, di aiutare i diversi membri a focalizzarsi su quanto imparato sul proprio modo di gestire la propria e altrui rabbia in gruppo e in che modo essi vogliono utilizzare ciò che hanno imparato.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
90 - IL GIOCO DEL RITRATTO
* Questa tecnica serve per
1. Permettere ai membri del gruppo di avere «un ritratto» psicologico a partire dalla percezione che gli altri hanno di ciascuno.
2. Fornire un'opportunità ai membri del gruppo di confrontare la percezione personale con quella che gli altri hanno di lui.
3. Sviluppare l'abilità di dare e ricevere feedback.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli di carta, penne.
* Tempo necessario
120'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore dice che l'esercizio fornirà l'opportunità per chi lo desidera, di chiedere un feedback su di sé da parte del gruppo. Nessuno è obbligato a dare o ricevere il feedback se non lo desidera. Suggerisce anche che i partecipanti avranno l'opportunità di decidere se sottoporsi o meno al feedback anche dopo che l'esercizio è cominciato.
2. L'animatore sceglie una segretaria o un segretario per verbalizzare i feedback che vengono riportati. Questa funzione può essere svolta a scelta da un partecipante che non desidera ricevere il feedback o dall'animatore stesso. Se la segretaria più tardi decide di partecipare, potrà essere sostituita da un partecipante che abbia già ricevuta il suo feedback.
3. L'animatore invita uno tra quelli che hanno già deciso di chiedere il feedback ad iniziare, dichiarando se desidera un feedback superficiale (generico) o profondo (dettagliato) dopo di che lascia il salone.
4. L'animatore chiede al gruppo di concentrarsi sul partecipante che è appena uscito e che ogni individuo esprima il proprio feedback tramite una frase o una serie di parole che a suo parere caratterizzano la persona che è uscita, rispettando la richiesta di un feedback superficiale o profondo. Ogni dichiarazione sarà scritta dalla segretaria. L'animatore avverte che non si devono fare commenti su quello che altri dicono, ma che si possono completare dichiarazioni di altri, e di non farsi influenzare da quanto espresso. Il tutto dura 5.
5. L'animatore fa rientrare la persona che era uscita. Gli consegna quanto detto su di lui dagli altri, senza che siano scritti i nomi di chi ha espresso il feedback. Quindi legge le dichiarazioni a voce alta, può fare dei commenti e chiedere spiegazioni su determinate affermazioni. L'animatore può raccogliere delle sollecitazioni, sottolineare dei punti emersi.-
6. Si continua con gli altri membri che hanno deciso di chiedere il feedback.
7. L'animatore invita i partecipanti a scambiarsi le reazioni rispetto all'esperienza effettuata, in particolare:
- cosa mi ha colpito;
- cose nuove o inattese;
- conferme;
- cosa mi lascia dentro questa esperienza e come voglio utilizzarla.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
91 - RETROAZIONE
* Questa tecnica serve per
1. Favorire i feedback tra i membri del gruppo, utilizzando una forma anonima per permettere, in maniera rispettosa, il passaggio di informazioni che normalmente vengono tenute per sé.
2. Fornire alle persone che mettono in atto comportamenti disturbanti o non costruttivi un feedback, in modo che se ne rendano consapevoli e lo utilizzino per cambiarli.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Tre foglietti ed una matita o penna per ogni partecipante. Lavagna.
* Tempo necessario
120'
* Applicazione della tecnica
1. L'istruttore spiega l'importanza che ha il condividere informazioni personali sia per la soluzione di conflitti che per il buon funzionamento del gruppo; spiega che l'esperienza di gruppo si arricchisce se si impara a condividere le proprie idee rispetto ai comportamenti degli altri membri in quanto permette a ciascuno di scoprire informazioni circa il proprio stile di comportamento a loro insaputa. Oltre a ciò fa presente anche i rischi di tale processo e chiede la disponibilità ad effettuare tale esperienza.
2. Il gruppo decide se impiegare un processo di feedback anonimo o se è conveniente applicare un tipo differente di confronto, più diretto.
3. Se il gruppo si decide per un processo di feedback anonimo, l'animatore comincia l'attività discutendo i principi di feedback costruttivo (specifico, rispettoso...).
4. L'animatore distribuisce le matite e i foglietti ad ogni partecipante.
5. Torna ad insistere sui principi del feedback costruttivo, e dà le seguenti istruzioni, dando sufficiente tempo ai partecipanti di scrivere ogni risposta.
^ Nella parte superiore sinistra di ogni foglietto annotare il. nome di una persona, in questo gruppo, con cui hai difficoltà di comunicazione. In ogni foglietto scrivere il nome di una persona differente.
^ Classifica i tre nomi annotando con il numero 1 il. nome della persona con cui hai più difficoltà di comunicazione, 2 per il successivo e 3 per l'ultimo.
^ Nella seconda linea di ogni foglietto, descrivi quello che ti piacerebbe dirgli.
^ Nella quarta linea di ogni foglietto descrivi come ti senti quando comunichi con lui.
^ Nella quinta linea di ogni foglietto, descrivi il comportamento specifico della persona in questione che secondo te ostacola lo sviluppo della comunicazione.
6. L'animatore raccoglie tutti i foglietti e conteggia quanti foglietti sono stati rivolti alle singole persone.
7. Si consegnano a ciascuno i foglietti che sono stati indirizzati, si dà tempo per leggerli e rifletterci per 10. È importante non mettersi in posizione difensiva ma considerare attentamente quanto comunicato. Alla fine il singolo sintetizza quanto riferito alla quinta riga dei diversi foglietti. Dice cosa lo ha colpito di più, cosa considera una novità e cosa una conferma, ringrazia infine chi ha scritto i foglietti per le indicazioni e dice come intende utilizzare quanto emerso.
8. L'animatore sottolinea come questa modalità di condividere le informazioni sul comportamento degli altri membri del gruppo sia fondamentale per la crescita delle persone e del gruppo; il feedback anonimo è un passo intermedio per il feedback diretto.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
92 - UN AUGURIO SPINOSO
* Questa tecnica serve per
1. Permettere, a chi vi partecipa, di esprimere e affrontare un feedback negativo.
2. Effettuare in modo rituale feedback negativi per eliminare la potenziale asprezza offensiva.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il senso del gioco che è quello di scambiarsi considerazioni critiche reciproche in maniera divertente e rilassata e, soprattutto, dando il diritto ad ogni partecipante di accettare nella misura che desidera le critiche che sente.
2. Indica il primo passo del gioco che consiste nello scegliere una persona che dà inizio al gioco. La prima persona, nella situazione in cui tutti sono seduti in cerchio, individua uno del gruppo a cui vuole rivolgere un appunto usando la seguente frase rituale che anche tutti gli altri che parteciperanno al gioco useranno: «Paolo, tu sei veramente un tipo molto simpatico, ma mi arrabbio quando tu...» (ad esempio: «mi interrompi sempre»). A ciò l'interpellato risponde: «Ti ringrazio molto, Claudia, per avermelo detto. Ci rifletterò sopra, però non sto al mondo per essere come tu mi vuoi». A sua volta Paolo sceglie un'altra persona del gruppo a cui fare un rilievo usando lo stesso schema della frase e inserendo i suoi sentimenti e il comportamento specifico dell'altro che gli crea qualche problema. La persona interessata risponderà secondo lo schema della frase di risposta.
3. Il gioco va avanti finché c'è qualcuno che ha da manifestare qualcosa a qualcun altro del gruppo. Alla fine l'animatore propone degli spunti di riflessione che i membri del gruppo si scambieranno come conclusione del gioco:
– come mi sono sentito durante il gioco?
– mi è stato facile fare appunti agli altri?
– come sono stato quando mi hanno fatto feedback negativi?
– cosa mi ha colpito di più?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
93 - SCHEDE PER IL FEEDBACK PERSONALE
* Questa tecnica serve per
1. Permettere lo scambio di feedback personali.
2. Creare tra i partecipanti un clima di fiducia.
Per questa tecnica c'è bisogno
Cinque schede di 15 x 20 cm per ogni partecipante. Una matita per ogni partecipante.
* Tempo necessario
120'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore introduce l'attività spiegando l'importanza del dare e ricevere feedback personali.
2. Si dividono i partecipanti in sottogruppi di cinque e si distribuiscono cinque schede ed una matita per ciascuno.
3. L'animatore invita i partecipanti a scrivere il nome di ognuno dei membri del sottogruppo, su ogni scheda e compilare il retro dove si trovano le seguenti richieste:
^ Una caratteristica positiva di questa persona è...
^ Quello che mi impressiona più di questa persona è...
^ Io credo che questa persona debba...
^ Mi piacerebbe conoscere di questa persona...
^ La mia prima impressione quando ho conosciuto questa persona è stata...
4. Ogni partecipante completa la scheda per ogni membro del sottogruppo.
5. Le schede di ogni gruppo vengono raccolte, messe insieme e mescolate. Una persona a caso prende la prima scheda, la legge a voce alta e alla fine la consegna alla persona a cui pensa sia rivolta, senza rivelare il nome posto nel retro. Si va avanti così: la persona alla destra di chi ha letto la prima scheda ne prende un'altra e fa lo stesso.
6. Ogni membro del gruppo, a questo punto, esamina una per una le schede ricevute e verifica quante gli appartengono effettivamente.
7. Le schede vengono quindi consegnate ai legittimi proprietari. Il sottogruppo discute:
^ Quante schede sono state consegnate alle persone sbagliate?
^ Perché le schede sono state attribuite alle persone sbagliate?
8. I sottogruppi si riuniscono in assemblea e l'animatore stimola i partecipanti a esprimere le proprie reazioni (cosa pensano e cosa provano) rispetto ai feedback ricevuti dagli altri.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
94 - DIFFERENZIARSI
* Questa tecnica serve per
Dare ai membri del gruppo stimoli per cogliere l'importanza del sapersi differenziare in maniera costruttiva nei confronti degli altri.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio e una penna a testa.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore invita i membri del gruppo a scegliere una persona che si desidera conoscere meglio.
2. Le coppie hanno il compito di comporre una lista di cose in cui le due persone si ritengono simili e una in cui si ritengono diverse.
3. Uno dei due comincerà comunicando all'altro una frase in cui sottolinea una prima somiglianza, cercando di essere più concreti e specifici possibile. Ad esempio, Claudio può dire a Mauro «Mauro penso che entrambi siamo puntuali». L'altro può rispondere con un'altra frase che individua un'altra somiglianza «Claudio credo che entrambi affrontiamo volentieri i rischi».
4. Ora inizia il secondo turno in cui ciascuno rileva delle differenze. Ad esempio «Mauro credo che tu sia più forte di me», l'altro può rispondere «Claudio secondo me tu sei più impaziente di quanto lo sono io».
5. Si va avanti così a turno, una volta soffermandosi su una somiglianza e una volta sulla differenza, per 15.
6. A questo punto si danno 3' di tempo perché le persone, rimanendo in coppia, rispondano silenziosamente a queste domande:
- cosa ha detto il tuo compagno?
- è stato qualcosa di inaspettato per te?
ci sono state informazioni che avreste voluto commentare e rettificare subito?
- quali sentimenti nutri ora per il tuo compagno?
7. Le coppie hanno ora a disposizione 6' per scambiare i propri pensieri riguardo alle domande.
8. Alla fine l'animatore propone una serie di domande per la riflessione sull'esercizio. Lo scambio su queste domande conclude l'esercizio:
- come mi sento ora?
- qual è stata la cosa più importante per me?
- di quale persona (all'interno o all'esterno del gruppo) mi risulta particolarmente difficile accettare le differenze?
- quali norme vigono in questo gruppo nel trattare somiglianze e differenze?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
95 - IO MI VEDO COSÌ, LORO MI VEDONO COSÌ
* Questa tecnica serve per
1. Permettere ai membri di un gruppo di conoscere il modo in cui sono percepiti dagli altri e confrontarlo con la propria percezione.
2. Favorire l'approfondimento della conoscenza reciproca tra i membri di un gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Fogli di lavoro: «Io mi vedo così...», «Io ti vedo così...», matite.
* Tempo necessario
20'
* Applicazione della tecnica
1. In gruppi in cui c'è già un buon livello di conoscenza, si distribuisce il foglio «Io mi vedo così» e si concedono 3' per compilarlo secondo le istruzioni riportate sul foglio di lavoro.
2. Si formano gruppi di 5 persone.
3. Si distribuiscono 4 fogli (uno per ciascuno degli altri membri del sottogruppo) «Io ti vedo così»; ogni schema va riempito mettendo il nome della persona interessata e lo si compila secondo le istruzioni riportate sul foglio di lavoro.
4. Si sollecita lo scambio delle valutazioni iniziando da una persona che leggerà dapprima il foglio «io mi vedo così» e leggerà i quattro fogli compilati dagli altri «io ti vedo così».
5. Vengono valutati i punti in comune e le differenze significative. Si possono chiedere delle brevi spiegazioni a chi ha compilato i fogli nel caso in cui si rilevino percezioni particolari rispetto alla persona interessata o agli altri. Si va avanti così finché non si è finito il giro.
6. Alla fine sempre nei gruppetti ciascuno, su un foglio bianco, riporta le sue considerazioni su quanto accaduto:
^ cosa mi ha colpito di più di quanto emerso;
^ quali informazioni nuove ho rilevato rispetto a come normalmente mi percepisco;
^ che uso voglio fare di tali informazioni.
7. Ci si riunisce in assemblea e ognuno dice le sue impressioni: l'animatore può sottolineare l'importanza di avere una propria idea su di sé ma di essere criticamente aperti a come gli altri ci percepiscono.


96 - PARLIAMOCI IN FACCIA
* Questa tecnica serve per
Offrire l'opportunità al gruppo per imparare a comunicare direttamente uno con l'altro e assumersi personalmente la responsabilità dei messaggi.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
45'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'importanza della seguente regola di comunicazione: NON PARLARE ALLE SPALLE. NON PARLARE DEGLI ALTRI MA RIFERISCI CIÒ CHE HAI DA DIRE DIRETTAMENTE ALL'INTERESSATO. Motiva tale regola dicendo quanto segue: «Tutte le volte che parlo di una persona del gruppo che pure è presente, evito di entrare in contatto con essa. In tale modo evito anche il rischio di assumermi la responsabilità di quanto sto dicendo. Probabilmente la persona a cui parlo solo in modo indiretto sarà irritata e delusa per questo, perché io la privo della possibilità di mettersi a sua volta in contatto diretto con me».
2. L'animatore propone un esercizio per sperimentare quanto affermato. Invita ciascuno a concentrarsi su ciò che sta provando, sta pensando rispetto ad un altro componente del gruppo.
3. L'animatore dice di comunicare questi pensieri e sensazioni ad una terza persona. Quest'ultima dopo aver ascoltato dirà all'altro: «Non parlare alle spalle!». Per esempio Gianni dice a Carlo una frase che riguarda Marco. Carlo reagirà dicendo: «Non parlare alle spalle!». Gianni ripeterà la sua affermazione questa volta direttamente a Marco. Marco dirà solamente: «Grazie per avermelo detto». A sua volta Marco farà lo stesso con un'altra persona e così via finché tutti, o la maggior parte delle persone, non avranno preso parte al gioco.
4. L'animatore chiede se qualcuno, sulla base di quanto sperimentato, vuole affermare qualche altra cosa ad una persona specifica.
5. L'animatore invita i partecipanti a riflettere sull'esperienza fatta proponendo le seguenti domande e a scambiarsi successivamente quanto di più significativo è emerso a livello soggettivo:
- quali reazioni ho avuto quando mi hanno parlato in modo indiretto?
- quali pensieri e sentimenti sono stati espressi?
- quanto li ho percepiti sinceri?
- qualcuno si è sentito tralasciato?
- quanto è aperta e immediata la comunicazione nel nostro gruppo?
- come mi sento ora?
* Commento
Se l'animatore rileva delle difficoltà a iniziare può essere lui stesso a fare il primo passo. Se è il caso può fare degli esempi: «Prima Angelo mi ha fatto arrabbiare perché ha interrotto diverse volte la riunione». È importante ricordare di essere specifici (descrivere concretamente ciò che l'altro ha fatto e cosa penso o sento in relazione a questo). Non sono accettati processi sommari, giudizi negativi complessivi sulla persona.
CAPITOLO QUATTORDICESIMO
Tecniche per favorire la consapevolezza e l'integrazione delle esperienze realizzate nel gruppo
Teoricamente queste tecniche appartengono alle ultime battute del ciclo vitale del gruppo. Sono tecniche che vogliono aiutare il gruppo ad approfittare della ricchezza dell'esperienza realizzata o in via di realizzazione per coglierla ed integrarla nella storia personale e collettiva.
97 - DIARIO DI BORDO
* Questa tecnica serve per
1. Fornire al gruppo uno strumento per rendere più produttivo il percorso di crescita.
2. Avere l'opportunità, per l'animatore e per il gruppo, di monitorare il cammino personale e di gruppo.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Per ogni riunione occorre una copia del modulo «lista di controllo del mio processo di crescita».
* Tempo necessario
L'elaborazione della lista di controllo dura 15' per ogni partecipante. Per la lettura e il * Commento di ogni lista c'è bisogno di 5'-10.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'importanza di tenere un diario di bordo riempiendo e portando con sé ad ogni riunione un modulo, così da valutare insieme i progressi e i bisogni che man mano emergono e valutare cosa ha stimolato di volta in volta la riunione. Inoltre ci si potrà chiarire sulle conseguenze pratiche che si vuole trarre nelle esperienze di gruppo.
2. All'inizio di ogni riunione l'animatore raccoglierà i fogli, li leggerà e li commenterà. Nella riunione successiva i membri del gruppo avranno indietro una fotocopia del foglio consegnato la volta precedente. L'originale viene conservato dall'animatore. Si consiglia di raccogliere questi fogli in un quaderno ad anelli.
3. È importante che l'animatore valuti la frequenza e la costanza con cui viene compilato il foglio.
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
Foglio di lavoro
LISTA DI CONTROLLO DEL MIO PROCESSO DI CRESCITA
1. In questa riunione cosa ho appreso su me stesso?
2. Di questo cosa posso o voglio usare fuori dal gruppo?
3. Cosa ho imparato sugli altri partecipanti?
4. Quando ho provato le sensazioni più vive durante la riunione?
5. Quando in questa riunione il mio interesse è stato minimo?
6. Mi sono trovato bene in questa riunione?
7. Quale problema mi interessa al momento in modo particolare?
8. Dall'ultima riunione di gruppo il mio più grande successo è stato...
9. Il mio più grande insuccesso è stato...
10. Se io fossi il responsabile di questo gruppo farei...
11. Dal gruppo vorrei
Qui l'animatore può comunicarmi le sue impressioni
Nome Data della riunione di gruppo
98 - IL PUNTO
* Questa tecnica serve per
Dare la possibilità ai componenti del gruppo di acquisire maggiore consapevolezza di ciò che nel corso della vita di gruppo hanno imparato.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Niente.
* Tempo necessario
Dai 60' agli 80' secondo le dimensioni del gruppo.
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega l'obiettivo del. gioco e invita i componenti del gruppo a disporsi in cerchio, seduti.
2. Uno alla volta, si siedono al centro del. cerchio e hanno a disposizione 2' per dire cosa hanno imparato dall'esperienza realizzata fino a quel momento nel gruppo e in che modo pensano di essere cambiati.
3. Alla fine dei 2' il gruppo ha a disposizione 5' per dire in cosa notano un cambiamento della persona che ha parlato.
4. Quando tutti avranno finito il giro l'animatore invita a rispondere alle seguenti domande e a scambiarsi le impressioni:
– in che modo la valutazione del gruppo concordava con la mia?
– a cosa darò maggiore attenzione in futuro?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
99 - LA NOSTRA STORIA
* Questa tecnica serve per
1. Permettere al gruppo di «ritornare» su fatti ed eventi significativi della vita del gruppo per condividerli e focalizzarsi su questioni in sospeso.
2. Aiutare il gruppo a riconoscere e integrare la storia comune a partire dai diversi punti di vista.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio con le domande e una penna a testa, un cartellone.
* Tempo necessario
60'-80'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega al gruppo gli obiettivi della tecnica, crea un clima di rilassamento e invita i componenti del gruppo a porsi nello stato d'animo giusto per ritornare su alcuni momenti significativi della loro esperienza nel gruppo.
2. Comincerà a leggere una per una le domande riportate nel foglio di lavoro, di cui ogni membro ha una copia. Dopo ogni domanda darà un paio di minuti perché ciascuno rifletta e scriva sul foglio.
3. Alla fine si formano gruppetti di quattro persone che avranno 30' per scambiarsi le risposte.
4. Dopo questa fase l'animatore fa riunire il gruppo e invita ciascuno a riferire quanto emerso. Per ogni domanda scriverà la risposta sul cartellone, su cui saranno state predisposte le domande e gli spazi per le risposte di ciascuno. In conclusione si avrà un cartellone con le esperienze significative di tutti i membri del gruppo.
5. L'ultima fase viene riservata allo scambio delle esperienze su quanto successo:
– come mi sento alla fine di questa esperienza?
– quale parola o frase mi viene in mente per descrivere il mio stato d'animo?
– complessivamente cosa ha significato fino a questo momento la mia partecipazione al gruppo?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
Foglio di lavoro
1. Cosa mi aspettavo quando sono entrato nel gruppo?
2. Cosa potevo realizzare?
3. Con chi ho collaborato più spesso?
4. Chi mi ha ferito di più?
5. Chi mi ha dato la gioia più grande?
6. Quando ho avuto la crisi più grande in questo gruppo?
7. Quando c'è stata la crisi più grande in questo gruppo?
8. Quale dei componenti del gruppo ha svolto il suo compito in maniera competente?
9. Cosa devo imparare per arrivare a collaborare con il gruppo con tutta la mia competenza?
10. Finora non ho detto...
100 - LA LINEA DELLA VITA DEL GRUPPO
* Questa tecnica serve per
1. Permettere al gruppo ricostruire l'evoluzione del gruppo e come i fatti collettivi hanno influenzato alcuni momenti particolari della vita individuale.
2. Favorire il riconoscimento e l'acquisizione della storia comune.
* Per questa tecnica c'è bisogno di
Un foglio e una penna a testa.
* Tempo necessario
60'
* Applicazione della tecnica
1. L'animatore spiega il senso della tecnica dicendo: «Esamineremo ora la storia del gruppo fino a questo momento. Se cerchiamo di comprendere insieme il passato del nostro gruppo, potremo affrontare con maggiore chiarezza il nostro futuro».
2. L'animatore invita a prendere un foglio e una penna e dà l'indicazione di disegnare una linea che rappresenti simbolicamente il modo in cui ciascuno ha vissuto la propria partecipazione al gruppo fino a quel momento. La linea deve essere progettata in modo tale che gli alti e i bassi del vissuto personale siano chiari.
3. A questo punto, in corrispondenza dei fatti più significativi ciascuno fa un segno che li evidenzi, descrivendo cosa stava capitando in quel momento e coma ha vissuto il fatto.
4. Su un'altra parte del foglio vengono annotate: la situazione più felice e la situazione meno piacevole.
5. Si formano ora delle coppie in cui ci si prende del tempo per comunicare quanto sperimentato.
6. Alla fine l'animatore guida la discussione sui seguenti punti:
– ci sono stati avvenimenti vissuti allo stesso modo, positivamente o negativamente, da parte dei componenti del gruppo?
– ci sono avvenimenti vissuti in maniera diversa?
– come vede ogni componente il futuro del gruppo?
– quali conclusioni si possono ricavare da tale esperienza?
* Indicazioni per l'animatore
Questa tecnica ha un livello medio di complessità, sia nell'articolazione dei passi previsti che nella gestione delle tematiche che emergono. Adatta ad animatori più esperti.
BIBLIOGRAFIA
GROM B., Metodi per l'insegnamento della religione, la pastorale giovanile e la formazione degli adulti, Elledici 1981.
JELFS M., Tecniche di animazione, Elledici 1986.
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LUCARINI V., AVIDANO E., Finestra dell'io, finestra dell'altro, Elledici 1999.
MARCATO P., DEL GUASTA C., BERNACCHIA M., Gioco e dopogioco, Edizioni La Meridiana 1995.
POLLO M., Animazione culturale dei giovani, Elledici 1986.
POLLO M., Animazione culturale, Elledici 2002.
POLLO M., Il gruppo come luogo di comunicazione educativa, 1987.
POLLO M., Educazione come animazione: 2. Il metodo, Elledici 1994.
VOPEL K. W., Manuale per animatori di gruppo, Elledici 1991.
VOPEL K. W., Giochi di interazione per adolescenti e giovani (4 voli.), Elledici 1991.
VOPEL K. W., Giochi interattivi (6 voll.), Elledici 1994.
VOPEL K. W., L'animatore competente (2 voll.), Elledici 1999.











































