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    Lo sguardo di Dio

    (nella mia vita)

    Elena Barbizzi *

    barbizzi3


    “Quando sono arrivata a “Casa Pinardi” partecipavo alla Messa ogni giorno ma rimanevo seduta, con lo sguardo basso. Mi chiedevo dove fosse Dio. È stata dura: i primi tempi sono stati difficili perché c’è stato anche il lockdown. Però io la carità l’ho sperimentata davvero, quando mi sono affidata alla Comunità, mi sono fatta accompagnare. Lì ho visto lo sguardo di Dio nella mia vita”.
    Elena è cresciuta in oratorio a Civitanova Marche dove viveva con la mamma e la sorella. Ha fatto un’esperienza missionaria in Egitto, poi in Brasile con le Suore Missionarie di Cristo Risorto. Lì ha sperimentato la prima vita di comunità con tre ragazze conosciute prima di partire. “Siamo state un mese insieme, condividendo la vita e la missione. Però quando sono tornata non volevo proseguire questa esperienza: non trovavo attraente la vita comunitaria per come la vedevo, ho rifiutato diverse opportunità in questo senso, non vedevo nessuna testimonianza che illuminasse”.
    Frequentando Macerata, però, qualcosa cambia: Elena va spesso in oratorio per parlare con il direttore dell’epoca, don Flaviano D’Ercoli, e inizia a vedere questi giovani di “Casa Pinardi”. “Alcuni li avevo conosciuti ai campi del Movimento Giovanile Salesiano, altri prima di partire per il Brasile”, racconta. Lì trova uno sguardo attraente, accogliente: “Ho trovato una testimonianza autentica di giovani che vivevano la loro vita senza stravolgerla, ma che semplicemente la condividevano. Non è stato facile lasciare la mia casa, mia mamma, le mie sicurezze. Ci ho pensato molto perché il salto mi sembrava troppo. Però mi sono affidata, e tutto è cambiato”. La frase che più mi iniziava a risuonare era quella di San Paolo nella lettera ai romani al capitolo 8: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”. In “Casa Pinardi” vivono otto ragazzi tra i 18 e i 26 anni, condividendo la vita quotidiana e le esperienze formative e di spiritualità. “Noi ci sentiamo parte integrante della casa salesiana. Accolti da una Comunità educativa pastorale e in particolare dai confratelli salesiani, da alcuni membri dell’ADMA e dal sostegno di una Figlia di Maria Ausiliatrice che con noi condividono più da vicino il quotidiano, ci sentiamo coinvolti nella vita pastorale specie nell’attenzione ai giovani e ai ragazzi più poveri. Non nascondo che ci ha aiutato anche imparare a riconoscere quello che l’articolo 55 delle Costituzioni dei Salesiani affida alle comunità e cioè che il Direttore della casa – che oggi è don Francesco Galante – è “Padre, maestro e guida spirituale della comunità”. A nome della comunità tutta è diventato per noi un po’ il punto di riferimento dell’esperienza di vita insieme. Con lui ci confrontiamo mensilmente, facciamo il punto della situazione e impariamo a trovare il nostro posto nella vita della casa”, spiega sottolineando con forza questo aspetto: “Per molti è tanto difficile da accettare, riconoscere una figura alla quale fare riferimento, avvisare quando si esce, se si rientra più tardi. Ma l’affidamento alla Comunità, la fedeltà all’impegno preso ha cambiato la mia vita”.
    Vorrei concludere l’articolo con la frase di Giosue 1,9: “Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non avere paura e non sgomentarti, perché l’Eterno, il tuo Dio, è con te dovunque tu vada”.

    * 24 anni, studia Giurisprudenza a Macerata e da tre anni condivide con altri otto ragazzi l’esperienza della vita comunitaria di “Casa Pinardi”, nella casa salesiana di Macerata.



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