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    Educare alla preghiera liturgica nella catechesi per i fanciulli e gli adolescenti /2


    Sale e pepe nella liturgia /12

    Elena Massimi

    (NPG 2022-08-73)


     

    Proseguiamo dal numero precedente, i cui titoletti erano:
    1. Avere chiaro il punto di partenza e di arrivo
    2. Preparare la preghiera/celebrazione con cura
    3. L’importanza del luogo… non si prega ovunque!
    4. Le «cose» nella preghiera
    5. Utilizzare un linguaggio non infantile

     

    6. Cura del gesto
    «I riti splendano per nobile semplicità; siano trasparenti per il fatto della loro brevità e senza inutili ripetizioni; siano adattati alla capacità di comprensione dei fedeli né abbiano bisogno, generalmente, di molte spiegazioni» (Sacrosanctum Concilium 34). Qualsiasi gesto, azione, canto… tutto nella liturgia deve essere “fatto bene”, con serietà e impegno. Gli spostamenti, gli atteggiamenti, le posture, le parole, i gesti, i canti, il silenzio, tutto deve essere messo in un “buon ordine”, ciò che segue con ciò che precede. Anche tramite la cura del gesto i fanciulli e i ragazzi sperimenteranno come la preghiera sia una “cosa seria”.

    7. Il silenzio (prima-durante-dopo la preghiera)
    Anche sul tema del silenzio ci lasciamo aiutare dal Direttorio per le Messe dei fanciulli:
    «Anche nelle Messe per i fanciulli, “si deve osservare, a suo tempo, il sacro silenzio come parte della celebrazione”, per evitare il pericolo di perdersi troppo nell'attività esterna; anche i fanciulli sono, a modo loro, veramente capaci di meditare. Hanno però bisogno di esser guidati, per imparare, secondo i diversi momenti (per esempio dopo la comunione o anche dopo l'omelia) a concentrarsi in sé stessi o a fare una breve riflessione o a innalzare in cuor loro lodi e preghiere al Signore. Si deve inoltre porre l'attenzione - e con diligenza maggiore che non nelle Messe per adulti - che i testi liturgici vengano pronunziati in maniera intelligibile, senza fretta e con debite pause» (Direttorio per le Messe dei fanciulli, 37).
    Come per la Messa, anche nella preghiera bisogna prestare attenzione al silenzio, prima, durante e dopo la fine della preghiera. È utile infatti fare un po’ di silenzio prima di cominciare la preghiera proprio per creare un clima ad essa favorevole; durante la preghiera, ad esempio dopo l’ascolto della Parola di Dio, proprio per far imprimere nell’animo la Parola stessa, e anche dopo, per non passare immediatamente dalla preghiera ad altra attività. Inoltre, curare da subito i necessari seppur brevi spazi di silenzio, è realmente propedeutico alla partecipazione alla celebrazione eucaristica.

    8. Una particolare attenzione al canto
    «Il canto, se deve avere grande importanza in tutte le celebrazioni, soprattutto la deve avere in queste messe per i fanciulli, portati come essi sono per natura alla musica. Il canto perciò deve essere curato con il massimo impegno, tenuto presente il carattere particolare dei diversi popoli, e la capacità concreta dei fanciulli presenti» (Direttorio per le Messe dei fanciulli, 30).
    Il numero del Direttorio citato mette in luce l’importanza del canto nella celebrazione eucaristica ove partecipano i fanciulli. Ma quali canti utilizzare nelle preghiere fatte durante il percorso di catechesi fuori della liturgia? Poiché la pedagogia, etimologicamente parlando, consiste nel “condurre i bambini” verso la condizione adulta, è evidente che i canti liturgici da privilegiare – non esclusivamente – sono i canti di assemblea. È necessario proporre sin dall’inizio anche quei canti che raggiungono le differenti generazioni. Infatti il canto stesso dovrà essere un fattore d’unione e non di divisione. I fanciulli sono aperti a qualsiasi genere di musica (questo per chi insegna musica è una evidenza), quindi, perché non approfittare del cammino di iniziazione cristiana per far gustare il canto propriamente liturgico ai bambini, non temendo di insegnare canti di valore, seppur adatti alle capacità tecniche dei bambini?

    9. Curare l’«entrare nella preghiera»
    «Il portale sta tra l'esterno e l'interno; tra ciò che appartiene al mondo e ciò che è consacrato a Dio. E quando uno lo varca, il portale gli dice:
    “Lascia fuori quello che non appartiene all'interno, pensieri, desideri, preoccupazioni, curiosità, leggerezza. Tutto ciò che non è consacrato, lascialo fuori. Fatti puro, tu entri nel santuario”.
    Non dovremmo varcare così frettolosamente, quasi di corsa, il portale! In raccolta lentezza dovremmo superarlo e aprire il nostro cuore perché avverta quello che il portale gli dice. Dovremmo, anzi, prima sostare un poco in raccoglimento perché il nostro avanzare sia un avanzare della purezza e del raccoglimento. […] Qui invece lo spazio è riservato per Dio. Lo sentiamo nei pilastri che si drizzano verso l'alto, nelle pareti ampie e robuste, nella volta elevata: sì, questa è la casa di Dio, l'abitazione di Dio in una maniera speciale, interiore» (R. Guardini).
    Come ben ricorda R. Guardini, curare l’entrata nella preghiera è fondamentale. Come già accennato va valorizzato il silenzio, per una buona disposizione di coloro che pregano, un tempo per la concentrazione, proprio come condizione previa per poter pregare. A questo va aggiunto che, in quelle preghiere che hanno una certa durata di tempo (questo non significa che seppur in una forma ridotta non debbano essere presenti nei brevi momenti di preghiera iniziali) è opportuno prevedere dei riti di introduzione, un canto, una parola di saluto da parte di chi guida la preghiera, una orazione… un po’ come nella celebrazione dell’eucarestia.

    10. Dulcis in fundo… la proclamazione della Parola e la preghiera dei Salmi
    È bene ricordare come in ogni preghiera cristiana, e quindi anche in quelle per i fanciulli o ragazzi, non possa mai mancare la Sacra Scrittura. Sicuramente i brani scritturistici o i salmi da utilizzare non potranno essere scelti senza tener conto dell’età e della formazione dei destinatari, ma la Scrittura è talmente ricca che è impossibile non trovare testi accessibili anche ai più piccoli. Inoltre, non dimentichiamoci che una pericope biblica o un salmo, fuori del momento di preghiera, può essere approfondito e spiegato adeguatamente, proprio in vista di un suo utilizzo in una celebrazione.

     

     



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