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    Lo spazio di Gesù

    Una fenomenologia della spazialità incarnata
    Come il Verbo abitò i luoghi

    spazio gesu


    Lo spazio non è contenitore vuoto dove i corpi si collocano, ma dimensione vissuta, campo di esperienze, trama di significati. Prima ancora di misurare distanze con strumenti geometrici, abitiamo lo spazio con il corpo, lo percepiamo con i sensi, lo viviamo attraverso relazioni e movimenti. C'è lo spazio della casa – intimo, protettivo, familiare. C'è lo spazio della strada – aperto, dinamico, transitorio. C'è lo spazio del tempio – sacro, solenne, verticale verso il cielo.
    Quando il Verbo si fa carne, non assume solo un corpo ma anche uno spazio. L'incarnazione è anche "inspazializzazione": il Dio onnipresente accetta di essere qui e non là, di occupare un luogo preciso, di muoversi da un punto all'altro, di conoscere la fatica della distanza. L'Eterno che non ha confini si lascia confinare in una geografia: nasce a Betlemme, cresce a Nazaret, insegna in Galilea, muore a Gerusalemme.

    (QUI IL FILE PDF) 

    INTRODUZIONE TEORETICA

    "Il Verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi"
    Fondamenti fenomenologici e teologici della spazialità assunta

     

    PRIMA PARTE: LE RADICI SPAZIALI

    1. "Può venire qualcosa di buono da Nazaret?". La spazialità originaria: il villaggio formativo

    2. "L'hanno condotto a Nazaret e là fu allevato". La spazialità domestica: la casa come primo mondo

    3. "Cresceva a Nazaret, sottomesso ai genitori". La spazialità comunitaria: il villaggio come corpo sociale


    SECONDA PARTE: GLI SPAZI DEL MINISTERO

    4. "Percorreva tutta la Galilea". La spazialità itinerante: la strada come dimora

    5. "Sali con me sul monte". La spazialità verticale: l'ascesa verso l'alto

    6. "Ritiratevi in un luogo deserto". La spazialità eremitica: il deserto come spazio di verità


    TERZA PARTE: I LUOGHI TEOLOGICI

    7. "Gerusalemme, Gerusalemme". La spazialità centrale: la città santa come meta e destino

    8. "Distruggete questo tempio". La spazialità cultuale: il corpo come nuovo santuario

    9. "Passando vide un uomo"
    La spazialità relazionale: gli incontri lungo la strada


    QUARTA PARTE: LA GEOGRAFIA DELLA PASSIONE

    10. "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice". La spazialità dell'agonia: il Getsemani come luogo della lotta

    11. "Ecco l'uomo". La spazialità del processo: il pretorio come teatro del giudizio

    12. "Portando la croce, uscì verso il luogo detto Cranio". La spazialità della via crucis: il cammino verso la morte

    3. "Là lo crocifissero". La spazialità della croce: l'elevazione finale


    QUINTA PARTE: LO SPAZIO TRASFORMATO

    14. "Il sepolcro era vuoto". La spazialità della tomba: lo spazio della morte attraversato

    15. "Pace a voi". La spazialità della resurrezione: apparizioni nei luoghi quotidiani

    16. "Una nube lo sottrasse ai loro occhi". La spazialità dell'ascensione: oltre ogni spazio


    SESTA PARTE: LO SPAZIO CREATURALE

    17. "Guardate gli uccelli del cielo e i gigli del campo". La spazialità naturale: il creato come luogo teologico

    18. "Il mare si aprì davanti a loro". La spazialità acquatica: l'acqua come elemento teologico

    19. "Tutto è stato fatto per mezzo di lui". La spazialità cosmica: il creato come corpo del Verbo


    CONCLUSIONE: ABITARE LO SPAZIO COME CRISTO

    20. "Ecco, io faccio nuove tutte le cose". Verso una spiritualità spaziale incarnata

    Epilogo: "Io sarò con voi tutti i giorni"



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