ROBERTO RADICE
Riportiamo direttamente la sua testimonianza: «Mi interessano i codici, le tracce, i dispositivi, le pratiche, la materialità e tutto ciò che si genera nell'incontro con l'Altro. Possiedo una formazione pedagogica "contaminata" da una passione per l'antropologia e "impolverata" dalle tante strade percorse in Africa, dove volti e mani divengono interlocutori di storie e biografie collettive. Dopo una laurea in Scienze dell'Educazione, ho conseguito un Master in Antropologia Urbana. Mi affascina come l'essere umano mette in atto strategie di resistenza in contesti di marginalità, disuguaglianza e ingiustizia perché in esse vi sono via alternative per vivere il Pianeta. Provo a decostruire ciò che accade nei contesti sociali, dove il potere assume forme spesso camuffate e deforma chi abita quei contesti, e a ricostruirlo attraverso percorsi progettuali partecipati per generare cambiamento. Ciò che ha da sempre contraddistinto i miei ambiti di impegno professionale è stato l’incontro con l’Altro, prossimo o lontano che fosse. Questo incontro mi ha permesso di de-contestualizzarmi, de-centrarmi, di contaminarmi attraverso le parole, il cibo, le pratiche e i saperi altrui, creando “un tessuto di mille colori” - per dirla con le parole della teologa Antonietta Potente. Ho sempre affiancato il lato pratico del lavoro a quello teorico e dell’approfondimento, poiché ritengo che una professione, che fa delle relazioni il suo luogo privilegiato di applicazione, debba sempre interrogarsi su come queste relazioni generino dinamiche e trasformazioni reciproche tra coloro che sono in relazione.
"Cambiare il mondo non basta. Lo facciamo comunque. E, in larga misura, questo cambiamento avviene persino senza la nostra collaborazione. Nostro compito è anche d'interpretarlo. E ciò, precisamente, per cambiare il cambiamento. Affinché il mondo non continui a cambiare senza noi. E, alla fine, non si cambi in un mondo senza di noi" (Günther Anders)»
Articoli pubblicati
2008
📖 Convivialità e in-differenza. Per una pedagogia interculturale. Intervista a padre Daniele Moschetti, missionario Comboniano a Korogocho (1/2008, pp. 45-59)
📖 Sviluppo ed emergenza. Cooperazione o creazione di s-oggetti? (2/2008, pp. 56-59)
📖 L’altro così vicino: diversità rinnegate e nascoste (3/2008, pp. 63-66)
📖 Sul consumo, tra oggetti e vite di scarto (4/2008, pp. 53-58)
📖 I luoghi invisibili della diversità (7/2008, pp. 62-66)
📖 «Noi non vogliamo la scimmia in classe!». Per una pedagogia del volto (8/2008, pp. 52-55)
2009
📖 Società interculturale: sogno irrealizzabile o utopia possibile? (2/2009, pp. 61-64)
2010
📖 L’essenziale è visibile agli occhi. Per una pedagogia dell'essenzialità (4/2010, pp. 75-79)









































