(da: Giuseppe Ruta: Progettare la pastorale giovanile oggi. Elledici 2002)
Il piccolo glossario che segue è un aiuto, senza grandi pretese. Le varie voci, sia perché espresse sinteticamente, sia perché non rivestono un significato univoco e universale, sono una proposta per avviare un’intesa sui termini che vengono in genere utilizzati ed evitare, per quanto è possibile, equivoci in sede di progettazione e di programmazione.
Analisi della situazione è la valutazione di partenza di un determinato contesto socio-culturale ed educativo. In genere ci si avvale di strumenti di rilevamento atti a sondare sia le dinamiche e le funzioni dell’ambiente (territorio) in cui si opera, sia i bisogni e i → prerequisiti dei soggetti verso cui si presta il proprio servizio formativo.
Autovalutazione è la capacità fondamentale posseduta e continuamente da possedere da parte di operatori e soggetti di valutare le proprie attitudini umane, di prefiggersi → obiettivi di maturazione, di assumere criteri per valutarsi e di conseguire una sostanziale autonomia di giudizio e di applicazione pratica.
Competenza insieme di capacità, abilità “complete e ben organizzate” che, possedute sufficientemente dal soggetto, sono (saranno) ad esso subordinate, tra loro distinte e correlate, e formano (formeranno) nel loro insieme il costrutto multidimensionale della personalità.
Contenuto è un particolare dato informativo che viene acquisito da un soggetto all’interno di una determinata esperienza educativa e non. Qualsiasi contenuto, quanto più è significativo per la vita dei soggetti tanto più viene assimilato e personalizzato.
Finalità è la definizione di un traguardo formativo a lunga gittata, come ad esempio essere (o divenire) “adulti responsabili nella società”. Indica il risultato finale ottenuto al termine del processo educativo (essere) oppure da ottenere, in quanto intravisto in prospettiva all’inizio e durante il percorso educativo (divenire).
Ideale è l’insieme delle → finalità educative, l’orizzonte verso cui tende l’uomo per realizzarsi in pienezza e integralmente. Verso di esso si ispira implicitamente o esplicitamente ogni azione educativa. Ad esempio “buoni cristiani e onesti cittadini” è l’ideale dell’educazione salesiana. In modo più pertinente, “ideale” sta ad indicare il modello di uomo, di cristiano, di chiesa, di società che si intende realizzare, mediante adeguati e intenzionali percorsi educativi ( → itinerari).
Ideario (o quadro di riferimento: in spagnolo “propuesta educativa”; in inglese “frame of reference” o “vision-mission”; in francese “points de référence”) è quell’insieme stabile di idee, valori, direttive, riferimenti a carattere generale e globale, che costituiscono le ispirazioni di fondo e gli orientamenti di azione di un’istituzione educativa.
Itinerario è una sequenza, ordinata e successiva, di → tappe che, almeno ipoteticamente, è in grado di assicurare il raggiungimento delle → mete prefissate e di concretizzare il → progetto educativo in effettivi percorsi individualizzati e socializzati, quali sono appunto gli itinerari educativi.
Meta è un traguardo educativo che il soggetto educando raggiunge alla fine di un tratto dell’ → itinerario o di una → tappa. Ad esempio “possedere sufficienti motivazioni per impegnarsi nel volontariato” sta a metà tra una → finalità a lunga scadenza e l’ → obiettivo a breve termine.
Metodo, sebbene sia un termine con più significati, in genere indica il modo di procedere ordinato e sistematico per raggiungere un traguardo educativo. Può anche significare il quadro delle regole e dei criteri per orientare il → progetto educativo pastorale o la → programmazione concreta (macrolivello), come anche una tecnica particolare efficace per agevolare l’apprendimento (microlivello).
Obiettivo è una singola attitudine posseduta sufficientemente dal soggetto che lo rende capace di raggiungere altri risultati fino a → mete più articolate e complesse e alla → finalità conclusiva del percorso educativo. Può essere di tre tipi: cognitivo (sapere = capacità razionale e logica, memorizzazione di dati ecc.), affettivo (saper essere = atteggiamenti positivi di fronte a se stesso, agli altri, a Dio, alle situazioni della vita, al mondo...), operativo (saper fare = comportamenti e abilità operative).
Organigramma è la rappresentazione grafica di una → programmazione educativa globale o settoriale (ad es. planning settimanale, mensile, annuale).
Pianificazione è l’organizzazione precisa e ordinata di un → piano d’intervento educativo.
Piano è il quadro preciso e ordinato di orientamenti operativi per intervenire sulla realtà educativa o nel suo complesso o in un suo settore. Può essere annuale o pluriennale ed è finalizzato a rendere operativo il → progetto educativo-pastorale.
Piano operativo è il quadro di riferimento che contiene direttive pratiche, finalizzate a modificare o migliorare la prassi, secondo le linee generali offerte dal → progetto educativo.
Prerequisiti sono il minimo indispensabile di competenze che il soggetto deve possedere per intraprendere un nuovo percorso educativo o una sua tappa. In genere, essi corrispondono agli → obiettivi perseguiti e richiesti alla fine del livello inferiore di apprendimento o di formazione.
Progettazione è il processo globale per elaborare, rendere operativo e verificare il → progetto educativo.
Progetto educativo-pastorale è il piano generale che contempera l’ → analisi di una situazione concreta (ambiente e soggetti), l’esplicitazione delle → finalità educative (in base ai valori e all’ideale) e le strategie di intervento che rendono possibile il passaggio dalla situazione di partenza ad una situazione educativa “ottimale”. Specifica inoltre: le → mete e gli → obiettivi in base alle esigenze ambientali e ai bisogni dei soggetti, le grandi linee di → contenuto, → mezzi e → metodi adatti per raggiungere i vari intenti educativi, le → risorse disponibili e i → ruoli degli educatori/operatori pastorali. Prevede inoltre consistenza e modalità di → verifica dell’intero impianto progettuale. Legato ad un particolare territorio (regionale o locale), si mantiene in una certa generalità, astenendosi dal determinare → programmi e → itinerari concreti.
Programma è il piano di lavoro, particolareggiato e codificato per iscritto, da svolgere nell’arco di un tempo. In genere contiene elementi come → finalità ( → mete e → obiettivi), → contenuti e → metodi, ma non tiene conto della situazione concreta (cf ad es. i programmi scolastici ministeriali).
Programmazione è la determinazione concreta delle operazioni educative da compiere in base ai → ruoli e responsabilità educative, alle → risorse (personali e materiali) disponibili, alla condizione dei soggetti, riprese dal quadro offerto dal → progetto educativo, stabilendo con precisione e ordine tempi, luoghi e modalità per educare. Inoltre contempera la strutturazione di → itinerari unitari e differenziati. La programmazione, con forza maggiore della → progettazione, si muove sul versante della concretizzazione e ha generalmente una scansione annuale.
Quadro di riferimento → ideario.
Risorse educative sono tutte quelle potenzialità (personali, strutturali, materiali e quindi anche economiche) disponibili nell’ambiente e nei soggetti che, valorizzati opportunamente, contribuiscono e possono agevolare il perseguimento degli esiti educativi.
Ruoli sono le varie responsabilità educative e le mansioni concrete svolte dai soggetti educatori, stabilite in genere dall’autorità istituzionale (“ruoli di diritto”) o riconosciute come tali dagli educandi, in quanto rispondenti ai loro bisogni e attese (“ruoli di fatto”). Il ruolo educativo viene svolto in modo ottimale quando l’educatore non solo ha autorità (“ruolo di diritto”) ma anche autorevolezza (“ruolo di fatto”). Un → progetto educativo prevede sia la varietà dei ruoli (non tutti fanno la stessa cosa), sia la loro complementarità (tutti contribuiscono secondo una propria specificità all’azione comune in vista di obiettivi comuni), sia la graduale promozione dell’assunzione di ruoli o servizi da parte degli educandi.
Scadenzario è il quadro grafico in cui vengono registrate le varie scadenze del → piano educativo.
Standard, come punto di riferimento e insieme di criteri, è il livello qualitativo desiderabile (di sufficienza) in campo educativo-didattico, diverso e distinguibile dal livello “ideale” (raro ad essere raggiunto) e da quello “normale” (corrispondente al livello medio delle prestazioni ottenuto dopo un’adeguata sperimentazione).
Tappa educativa è un particolare tratto ben circoscritto nel tempo (con determinati → obiettivi, → contenuti e → metodi) di un → itinerario educativo.
Tassonomia (da tàxis che in greco significa “ordine” e nómos che significa “legge”) è la “lista di obiettivi” ordinata e classificata secondo determinati criteri come quelli della progressività condizionale (prima-dopo) e della operazionalizzazione (praticabilità-osservabilità-misurabilità).
Test è uno strumento scientificamente tarato per rilevare una o più caratteristiche della personalità, delle attitudini, delle competenze o del profitto. Il risultato viene espresso attraverso un quoziente numerico o di classificazione.
Valutazione (evaluation) indica l’atto del valutare (“conferire un valore”), come processo che “misura” il passaggio da una situazione di partenza ad una situazione di arrivo e come esplicitazione verbale del risultato complessivo dell’azione educativa. Ad esempio la valutazione scolastica, di carattere collegiale, è l’esame generale dell’intero processo educativo - didattico (prima - durante - dopo) e di tutte le variabili in gioco (condizioni relazionali, educative, di insegnamento-apprendimento, strutturali, istituzionali…).
Verifica (dal latino verum facere) è quella forma di controllo e di misurazione che permette di avere un riscontro, il più possibile oggettivo, delle conoscenze, abilità operative e competenze possedute dal soggetto.



















































