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    Sandra Sabattini, una fidanzata tra i Santi


    Santi giovani e giovinezza dei Santi /13

    Luca Luccitelli

    (NPG 2022-06-85)

     


    Quando si parla di santità si pensa spesso a grandi Santi, i vip della Chiesa, quelli che hanno fatto la storia della cristianità. Addirittura talvolta potrebbe sembrare che la canonizzazione di una persona sia una sorta di premio alla carriera. Invece la Chiesa, nella sua sapienza, ci sorprende ancora una volta. Non un personaggio famoso, ma un'altra ragazza, sconosciuta, viene innalzata agli onori degli altari. Dopo Rolando Rivi, Chiara Badano, Carlo Acutis, domenica 24 ottobre a Rimini è stata beatificata Sandra Sabattini, una giovane morta ad appena 22 anni. Figlia spirituale di don Oreste Benzi, il fondatore in Rimini della Comunità Papa Giovanni XXIII, Sandra detiene un primato tra i Santi. Se Rolando Rivi è il Beato più giovane, martire ad appena 14 anni, Chiara Luce Badano è la prima beata che proviene da uno dei movimenti ecclesiali fioriti dopo il Vaticano II, Carlo Acutis è il primo beato millennials, Sandra Sabattini è la prima santa fidanzata nella storia della Chiesa.

    Una Beata giovane

    Una bella ragazza, solare, gioiosa, simpatica. Una giovane di Rimini, famosa per le spiagge e il divertimento, con una grande sete di giustizia che la spingeva a dare una mano agli altri, agli ultimi, ai più fragili. Nata nel 1961, da adolescente iniziò a frequentare gli incontri della Comunità Papa Giovanni XXIII, l'associazione fondata da don Oreste Benzi. Al suo interno coronò la propria vocazione di servizio al prossimo. I dubbi tipici dell'adolescenza emergono chiaramente dalla pagine del suo diario. Dopo la maturità scientifica – passata con 59/60 – si chiede: “Partire subito per l'Africa o iscriversi a Medicina?” Dopo un discernimento con il suo direttore spirituale si iscrive nel 1980 alla Facoltà di Medicina all'Università di Bologna. Si divide tra studio, famiglia, lavoro e condivisione con i poveri. Nonostante la grande mole di lavoro non trascura mai gli studi: ad ogni esame riporta ottimi voti.

    La sete di giustizia

    Nell'estate del 1982 inizia il volontariato in una comunità terapeutica per tossicodipendenti. All'inizio degli anni '80 il problema droga emergeva ovunque nella sua drammaticità. L'associazione di don Benzi aveva da poco aperto comunità che potessero rispondere ai bisogni di tanti giovani. Sandra diede subito la propria disponibilità a dedicarsi a questo servizio, mostrando generosità e, nel contempo, maturità non comuni a contatto con i tossicodipendenti, al punto che nel periodo delle vacanze estive si trasferiva in comunità per svolgere il servizio a tempo pieno. Il suo senso per la giustizia emerge anche dal suo diario. “Se veramente amo, come sopportare che un terzo dell'umanità muoia di fame? Mentre io conservo la mia sicurezza o la mia stabilità economica? Sarei una buona cristiana ma non una santa. Oggi c'è inflazione di buoni cristiani mentre il mondo ha bisogno di santi!”.

    In contemplazione

    Sviluppò una sorta di istinto divino che la guidava nella preghiera assidua e prolungata, per la quale sacrificava le ore di riposo, come attestano varie testimonianze. Era certa che Dio si potesse incontrare. Scrive ancora: “Non sono io che cerco Dio ma è Dio che cerca me. Non c'è bisogno che io cerchi chissà quali argomentazioni per avvicinarmi a Dio: le parole prima o poi finiscono e ti accorgi allora che non rimane che la contemplazione, l'adorazione, l'aspettare che Lui ti faccia capire ciò che vuole da te. Sento la contemplazione necessaria al mio incontro con Cristo povero”. Parole che potremmo trovare scritte da teologi della vita consacrata o da anziani religiosi di clausura, non da una ragazza di Rimini … del XXI secolo! In Sandra non c'era alcuna contrapposizione tra il desiderio di abbandonarsi a Dio nella contemplazione e l'impegno assiduo per gli altri. Lo spiega in una pagina: “La carità è la sintesi della contemplazione e dell'azione, il punto di sutura tra il cielo e la terra, tra l'uomo e Dio”.

    Il fidanzamento

    Un'armonia che riusciva a vivere anche nel fidanzamento. Guido, il suo fidanzato, ricorda che la prima volta che Sandra lo invitò a trascorrere un pomeriggio fu per portare al mare due bimbi autistici accolti in una casa famiglia. Non andare al cinema o a fare shopping. Il fidanzamento non è vissuto come una sistemazione, un fine, una chiusura, ma come un orizzonte più ampio per aprirsi allo spazio d'amore infinito di Dio. “Fidanzamento: qualcosa di integrante con la vocazione: ciò che vivo di disponibilità e d'amore nei confronti degli altri è ciò che vivo anche per Guido, sono due cose compenetrate, allo stesso livello, anche se con qualche diversità”.

    La premonizione della morte

    La mattina del 29 aprile 1984, mentre si reca ad un incontro della Comunità Papa Giovanni a Igea Marina, Sandra viene investita da un'auto. Rimane in coma per tre giorni e il 2 maggio lascia questa terra. Quattro giorni prima dell'incidente Sandra aveva raccontato alla madre di aver visto in sogno il suo funerale e la sua tomba piena di fiori. Nell'ultima pagina del suo diario, due giorni prima dell'incidente, Sandra lasciò il suo testamento spirituale: “Non è mia questa vita che sta evolvendosi ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia. Non c'è nulla a questo mondo che sia tuo. Sandra, renditene conto! È tutto un dono su cui il «Donatore» può intervenire quando e come vuole. Abbi cura del regalo fattoti, rendilo più bello e pieno per quando sarà l'ora”.

    Il diario e la beatificazione

    Poco dopo la sua morte, don Oreste Benzi ebbe l'occasione di leggere ciò che Sandra aveva lasciato scritto in foglietti sparsi, brevi appunti da cui trapelava un profondo cammino spirituale. Questi pensieri furono ordinati e raccolti nel libro “Il diario di Sandra”.
    Nel settembre 2006 fu aperta la causa di canonizzazione. Nel 2018 Sandra venne dichiarata “venerabile” e il 2 ottobre 2019 Papa Francesco autorizzò la promulgazione del Decreto che riconosceva «il miracolo, attribuito all’intercessione di Sandra Sabattini» relativo alla guarigione da un tumore maligno di Stefano Vitali, ritenuta «scientificamente inspiegabile».

    Tutte le informazioni sulla vita e sulla cerimonia della beatificazione sono disponibili su www.sandrasabattini.org.

     



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