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    Che cosa significa:

    «Sia santificato
    il tuo Nome»?

    Come è santificato
    il Nome di Dio
    in noi e nel mondo? 

     

    Commento al Compendio del Catechismo /46

    Enzo Bianchi

     

    Santificare il Nome di Dio è innanzitutto una lode che riconosce Dio come Santo. Infatti, Dio ha rivelato il suo santo Nome a Mosè e ha voluto che il suo popolo gli fosse consacrato come una nazione santa in cui egli dimora. 

    (Compendio del Catechismo n. 588) 

    Santificare il Nome di Dio che ci chiama “alla santificazione” (1Ts 4,7) è desiderare che la consacrazione battesimale vivifichi tutta la nostra vita. Inoltre, è domandare, con la nostra vita e con la nostra preghiera, che il Nome di Dio sia conosciuto e benedetto da ogni uomo.

    (Compendio del Catechismo n. 589) 

    La prima domanda della preghiera del Signore – “Sia santificato il tuo Nome” – per noi oggi risulta di difficile comprensione.

    Innanzitutto, Gesù parla del Nome, che nella concezione biblica indica l’identità, ossia la verità profonda di una persona. Il Nome è ciò che Dio ha rivelato di se stesso, ciò che è necessario a noi uomini per conoscerlo e chiamarlo. Per questo il Signore Dio ha rivelato il suo Nome a Mosè, seppur in modo misterioso: “Io sono colui che sono” (Es 3,14). Da quel momento tale Nome può essere proclamato per esprimere il Dio vivente, la sua Presenza, senza però permettere alcuna visione, perché “chi vede Dio muore” (cf. Es 33,20). Il Nome di Dio, riassunto nel tetragramma JHWH (Es 3,15) resterà poi impronunciabile, a testimonianza di come esso sia solo una traccia per identificare il nostro Dio: ci permette di invocare Dio, ma non di conoscerlo pienamente e tanto meno di possederlo.

    Data l’equivalenza tra Nome e persona, se Dio è Santo ecco che il suo Nome è Santo. Così va dunque compresa l’espressione “santificare il Nome”: Dio è Santo, è Altro da noi, il suo Nome è Santo ed egli non riceve la santità da nessuno; anzi è lui, il tre volte Santo (Is 6,3), che rende santi gli uomini (cf. Es 31,13; Lv 20,8, ecc.). Per Dio santificare il Nome significa farsi riconoscere per quello che è veramente, mostrare se stesso attraverso la sua azione nella storia. Ma in un senso particolare è anche vero che Dio può essere santificato dai credenti: quando essi mostrano che Dio è capace di ispirarli e di essere presente attraverso di loro tra gli uomini, allora “il suo Nome è santificato in loro” (Cipriano). In breve, la santificazione è azione di Dio e, insieme, dei credenti: quando la luce di questi ultimi risplende davanti agli uomini, allora quanti vedono le loro opere buone rendono gloria al Padre che è nei cieli (cf. Mt 5,16), cioè santificano il Nome di Dio.

    Infine, la santificazione va intesa biblicamente anche come glorificazione, nel senso di riconoscere la gloria, il peso di Dio nella storia. Lo testimoniano numerose invocazioni presenti nelle Scritture. Mosè che chiede a Dio: “Mostrami la tua Gloria!” (Es 33,18); il salmista che canta: “Illumina il tuo volto!” (cf. Sal 4,7; 31,17, ecc.); Gesù che prima della passione prega: “Padre, glorifica il tuo Nome!” (Gv 12,28)… E il commento più eloquente alla prima richiesta del Padre nostro appare sempre sulle labbra di Gesù: “Padre, santificali nella verità, la tua Parola è verità … Per loro io santifico me stesso, perché siano anch’essi santificati nella verità” (Gv 17,17.19). Sì, Gesù ha santificato Dio con l’intera sua vita spesa nell’amore dei fratelli “fino all’estremo” (Gv 13,1), e ora, nella sua costante intercessione, chiede a Dio di santificare i credenti, cioè di distinguerli dal mondo, per mostrare che in essi lui solo regna, avendoli resi santi come lui è santo (cf. Lv 19,2; 1Pt 1,16).

    (Famiglia cristiana, 7 luglio 2013)

     



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