Con piacere segnaliamo

pp. 290 – € 18,00
IL LIBRO
Da alcuni decenni la cultura delle società complesse e sviluppate attraversa una crisi profonda, dalla quale probabilmente nascerà una nuova forma culturale, distante dalla modernità quanto la modernità lo è stata dall'epoca precedente. E come se ci trovassimo in quel momento sospeso tra notte e alba che alcune mitologie nordiche chiamavano «l'ora del lupo»: il tempo in cui si muore e si nasce, in cui il sonno è più pesante e gli incubi più vividi, simbolo per eccellenza della trasformazione.
Non vediamo ancora il volto della cultura nascente, ma possiamo descrivere le trasformazioni antropologiche che la preparano. Molti le interpretano come progresso, raramente come segni della modernità morente. Come ricordava Bauman, la modernità ha affidato «la morte alla ragione e alla tecnologia», salvo mostrarne «l'inadeguatezza» e rifugiarsi nel mito dell'immortalità.
Si rimuove così il fatto che la condizione umana è segnata da ciò che Benjamin, commentando l'Angelus Novus di KLEE, descriveva così: «L'angelo della storia ha il viso rivolto al passato. Dove noi vediamo una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe che accumula rovine su rovine. Vorrebbe trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto, ma una tempesta che spira dal paradiso si è impigliata nelle sue ali e lo spinge irresistibilmente nel futuro, mentre il cumulo delle rovine cresce davanti a lui. Questa tempesta è ciò che chiamiamo progresso».
IL SOMMARIO
Preludio. L’evocazione artistica dell’Hora lupi
1. Dall’età della ragione all’età dell’inconscio
2. Dalla morte dell’anima alla nascita dell’identità personale
3. L’antinomia individualismo olismo nella modernità
4. L’individualismo estremo e la nascita della società globale
5. La nostalgia della comunità perduta: più sicurezza e meno libertà?
6. La trasformazione dello spazio-tempo: le nuove forme della temporalità umana
7. La trasformazione dello spazio-tempo: lo spazio nel sistema tecnico
8. Dematerializzazione e decosificazione del mondo
9. La complessità sociale il multiculturalismo e la crisi degli opposti
10. La fine del cristianesimo il Dio personale e il ritorno del cosmoteismo pagano
11. L’ingrigimento dell’interiorità
12. Divinazioni inquietanti provenienti dal mondo della scienza
L'AUTORE
Mario Pollo (1943, Livorno Ferraris VC), dopo percorsi di studio ed esperienze lavorative politico-sindacali e nella formazione degli adulti, si trasferisce a Roma nel 1983, dove occupa la cattedra universitaria di animazione culturale e pedagogia presso l’Università Pontificia Salesiana. Nel 1988 assume la Direzione Generale della Fondazione Labos, Laboratorio per le politiche Sociale. Nel 1994 ottiene anche la docenza alla Lumsa di Roma, dove insegna ancora attualmente.
L’attività che, senza soluzione di continuità, ha accompagnato questo percorso professionale variegato, è stata l’insegnamento e quella strettamente connessa della scrittura. Agli inizi degli anni duemila queste due attività divengono la sua attività principale ed esclusiva. Si può dire che il "daimon" custode della sua vocazione ha finalmente conseguito il suo scopo. La scrittura può essere considerata il basso continuo della sua vita come è testimoniato dalla pubblicazione di trentacinque libri individuali, di parecchie centinaia di articoli e di quasi un centinaio di partecipazioni a libri collettanei. È tra i fondatori della rivista Note di pastorale giovanile, a cui per decenni ha collaborato diventando punto di riferimento per gli educatori, nell'elaborazione di un orizzonte antropologico-pedagogico che ha intensamente dialogato con la pastorale giovanile (nella prospettiva dello stretto binomio educazione-evangelizzazione, cuore del pensiero di Riccardo Tonelli). Qui i suoi articoli nella rivista:
https://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4145
















































