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    L’accompagnamento pastorale in una Università Cattolica


    Temi di pastorale universitaria /6 

    Claudio Giuliodori [1]

    (NPG 2018-04-78)


     

    L’azione pastorale nelle università cattoliche

    Le università cattoliche hanno una lunga storia e sono oggi diffuse in tutto il mondo. Quelle più strutturate e importanti a livello nazionale e internazionale sono circa 240 e sono presenti anche in Paesi dove i cattolici sono una esigua minoranza. In ogni contesto sono riconosciute e apprezzate come comunità di alta formazione, aperte a tutti senza preclusioni di carattere culturale, etnico o religioso. Rappresentano sempre, soprattutto nei contesti con bassa presenza dei cattolici, una significativa testimonianza di frontiera per la missione evangelizzatrice della Chiesa.
    Le università cattoliche esprimono l’impegno educativo della Chiesa, fortemente ribadito e sollecitato dal Concilio Vaticano II con la dichiarazione Gravissimum educationis. Tali istituzioni, declinando con sapienza ragione e fede in tutti gli ambiti del sapere, hanno una eminente funzione pastorale in quanto chiamate a formare i giovani affinché «diventino uomini veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo»[2]. Un obiettivo così rilevante richiede un accompagnamento educativo di ampio respiro che non si limiti ad una pur qualificata formazione intellettuale e professionale.
    È per questo motivo che nelle università cattoliche, ad integrazione e completamento dell’offerta formativa, è previsto un significativo accompagnamento pastorale, articolato in forme diverse in base alla situazione culturale, alla specifica tradizione dell’Ateneo e al contesto ecclesiale. Questa attenzione che va sotto il nome di “pastorale universitaria” assume negli Atenei promossi dalla comunità ecclesiale una valenza particolare come evidenziato dalla Costituzione apostolica Ex corde ecclesiae che dedica a questo aspetto ben cinque paragrafi (Cfr. nn. 38-42). Pertanto «la pastorale universitaria è quell'attività dell'università che offre ai membri della comunità stessa l'occasione di coordinare lo studio accademico e le attività para-accademiche con i principi religiosi e morali, integrando così la vita con la fede. Essa concretizza la missione della Chiesa nell'Università e fa parte integrante della sua attività e della sua struttura»[3].
    Si tratta quindi di un’azione pastorale imprescindibile e qualificante per l’identità e la missione delle università cattoliche che si esprime in numerose attività e proposte. Esse vanno dalla cura della vita sacramentale e spirituale alla formazione teologica e morale fino alle esperienze di promozione umana e solidarietà. L’obiettivo fondamentale è quello di aiutare i giovani a vivere il tempo della formazione universitaria come un’occasione di crescita integrale finalizzata alla piena espressione e valorizzazione dei doni ricevuti per rispondere con consapevolezza e generosità alla propria vocazione.

    L’orizzonte ecclesiale della pastorale dell’Ateneo dei cattolici italiani

    Guardando ora all’esperienza concreta dell’azione pastorale promossa nel contesto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, fondata da P. Agostino Gemelli e dai suoi collaboratori nel 1921, risulta subito evidente un elemento singolare che è dato dalla rilevanza ecclesiale dell’Ateneo, sia per la sua storia che per la sua attuale organizzazione. Non è un caso che per indicare codesta istituzione accademica si usi spesso e in forma equivalente l’espressione “Ateneo dei cattolici italiani”. Con tale espressione si vuole richiamare l’espressione tanto cara a P. Agostino Gemelli che vedeva la nascita dell’Ateneo come un frutto dell’impegno di tutti i cattolici italiani, cosa davvero avvenuta sia dal punto di vista ideale che materiale, grazie soprattutto allo straordinario impegno della Venerabile Armida Barelli.
    Al formidabile coinvolgimento di tutti i cattolici italiani nell’impresa di far nascere un loro Ateneo, ha fatto seguito uno sviluppo che è sempre più divenuto espressione della Chiesa italiana, sia perché ha esteso la sua attività sul territorio con ben quattro sedi (Milano, Brescia, Piacenza-Cremona e Roma) sia perché gli studenti provengono da tutte le regioni d’Italia con una consistente presenza di studenti provenienti dalle regioni del Sud del Paese. Che sia una istituzione profondamente innestata nella pastorale della Chiesa italiana lo testimonia inoltre il fatto che, fin dai primi anni della sua fondazione, la Chiesa Italiana celebra una Giornata Nazionale dedicata all’Università Cattolica del Sacro Cuore (terza domenica di Pasqua) con un tema e con messaggi del Santo Padre e della Conferenza Episcopale Italiana. Questo singolare rapporto con il tessuto ecclesiale determina un’attenzione pastorale che va ben oltre i confini dell’Ateneo.
    C’è un’osmosi continua tra le attività accademiche che interessano un numero significativo di docenti e studenti (ad oggi circa 1.500 professori e 40.000 studenti) e il corpo vivo della Chiesa italiana che, oltre alla Giornata Nazionale, si realizza attraverso incontri sul territorio e nelle diocesi per l’orientamento universitario, iniziative culturali a servizio delle comunità locali, la presenza degli ex-laureati (Alumni) e degli amici dell’Università Cattolica coordinati dalle delegazioni diocesane. È un lavoro che si attua anche in sinergia con l’Ufficio nazionale per l'educazione, la scuola e l'università. Tutto questo fa dell’Università Cattolica in quanto tale uno “strumento pastorale” pienamente inserito all’interno del cammino della Chiesa italiana, come indicato anche dagli Orientamenti pastorali per questo decennio[4].

    Una pastorale specifica e organica

    All’interno dell’Ateneo l’azione pastorale si snoda attraverso molteplici attività e sotto diversi profili. Soggetti propulsori sono i Centri Pastorali presenti in ogni sede e animati da sacerdoti diocesani o religiosi a cui è stato affidato questo ministero. Complessivamente nelle diverse sedi operano circa 18 sacerdoti a tempo pieno più un’altra decina di collaborazioni per attività specifiche come l’animazione spirituale dei collegi. Le attività svolte possono essere riassunte in alcuni grandi ambiti.
    Il primo ambito è quello tradizionale dell’animazione liturgica e dell’accompagnamento spirituale che include, oltre alle celebrazioni che scandiscono la vita comunitaria, anche la preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana per chi lo richiede. Rientrano in questo ambito anche la proposta degli esercizi e delle giornate di spiritualità, la partecipazione alle Giornate Mondiali della Gioventù e ad altre iniziative a carattere formativo promosse dalla pastorale giovanile e universitaria delle diocesi dove si trovano le sedi dell’Ateneo.
    Un secondo ambito è legato alle proposte culturali che mirano a legare il percorso accademico ad una formazione di più ampio respiro con l’obiettivo di fornire strumenti utili ad affrontare con capacità di giudizio e di discernimento le grandi questioni del nostro tempo. Si organizzano pertanto, conferenze, dibattiti, mostre, pellegrinaggi, laboratori con relatori di grande competenza. Prende sempre più rilievo l’attività teatrale quale momento di aggregazione ed espressione culturale con la messa in scena di opere molto impegnative. Vengono proposte attività di volontariato in ambito locale e a livello internazionale in collaborazione con alcune Congregazioni missionarie.
    Un terzo ambito a cui è riservata una particolare cura è quello del collegi in campus che nell’Università Cattolica del Sacro Cuore assolvono al compito non solo di garantire alloggi agli studenti, quanto piuttosto di offrire un percorso di alto valore formativo integrato con quello accademico. Di recente è stato rivisto il progetto formativo dei 10 collegi gestiti dall’Ateneo con un ulteriore rafforzamento della proposta educativa. È parte integrante di una tale proposta l’animazione della vita spirituale e l’approfondimento dell’esperienza ecclesiale.
    Un quarto ambito è quello della formazione teologica legato alla peculiarità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che da sempre offre, a completamento del percorso accademico, un itinerario di formazione teologica che tutti gli studenti sono tenuti a seguire[5]. Per la laurea triennale sono previsti tre corsi di teologia, mentre per la magistrale viene proposto un corso seminariale finalizzato a declinare lo sguardo teologico con le materie oggetto della formazione. È il risvolto formativo di un progetto più ambizioso che vuole sempre più sviluppare un approccio inter-disciplinare e trans-disciplinare tra i diversi saperi che includa a pieno titolo il ruolo della teologia, secondo la linea ribadita anche di recente da Papa Francesco nella Veritatis gaudium[6].
    L’accompagnamento pastorale è quindi parte integrante del progetto culturale dell’Ateneo che vuole garantire a tutta la comunità universitaria e, in particolare agli studenti, la possibilità di una continua crescita spirituale nell’ottica di quel “discernimento vocazionale” che sarà al centro dei lavori del prossimo Sinodo dei Vescovi.

    NOTE

    [1] Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Vescovo emerito di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.
    [2] Concilio Vaticano II, dichiarazione Gravissimum educationis, n. 10.
    [3] Giovanni Paolo II, Costituzione apostolica Ex corde ecclesiae, n. 38.
    [4] Cfr. Conferenza Episcopale Italiana, Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 Educare alla vita buona del Vangelo, n. 49.
    [5] Cfr. Claudio Giuliodori, Ordo sapientiae. Per un dialogo fecondo tra teologia e saperi, Vita e Pensiero, Milano 2017.
    [6] Cfr. Francesco, Costituzione apostolica Veritatis gaudium, n. 4c-d.



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